Friscaletto

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Friscaletto
Informazioni generali
Classificazione Aerofoni labiali
Famiglia Flauti globulari
Uso
Musica tradizionale dell'Europa Meridionale

Il friscaletto (o friscalettu in siciliano) è uno zufolo di canna tipico della musica popolare della Sicilia. È considerato, insieme al marranzano, al tamburello e alla quartara, uno degli strumenti simbolo della musica folclorica Siciliana.

È chiamato in maniera simile in tutta la Sicilia, eccezion fatta per il paese di San Fratello, in provincia di Messina. Qui la parlata locale risente ancora delle radici gallo-italiche e il friscaletto prende il nome di vescot.

Un elemento fondamentale della sua struttura è il tappo (realizzato in legno di oleandro, ulivo o fico). Ha sette buchi nella parte anteriore e, pur essendo un flauto artigianale molto semplice, presenta due buchi posteriori (a differenza, ad esempio, dei flauti irlandesi).

Il friscaletto è uno strumento che non permette variazioni volumiche di piano e forte, poiché una maggiore intensità nell'emissione del fiato ne causa inevitabilmente la stonatura della melodia. Ciascun friscaletto ha quindi la propria personalità, il proprio timbro e le proprie sfumature.

Fa parte della famiglia degli aerofoni, essendo affine al flauto dolce. Esistono, come per gli altri flauti, friscaletti realizzati con diverse accordature. I più comuni sono accordati in do, in sol e in la.

I più celebri friscalettari, spesso veri virtuosi dello strumento e loro stessi costruttori, sono (in ordine alfabetico) Rosario Altadonna, Calogero Bennici, Antonio Bonasera, Carmelo Bruno, Giacomo Calcara, Raimondo Catania, Pietro Cernuto, Carmelo Colajanni, Gioacchino Comparetto, Angelo Salvatore Daddelli, Giuseppe D'Ippolito, Franco Faro, Salvo Ferlito, Oreste Forestiero, Sebastiano Frittitta, Alfio Leocata, Gandolfo Lo Verde, Francesco Mazzara, Sebastiano Nanè, Alfio Pesce, Giancarlo Petti, Antonio Putzu, Giovanni Saviello, Carmelo Salemi, Pippo Sgroi, Matteo Stringara, Riccardo Termini, Carlo Todaro, Salvatore Tomasello, Emanuele Trigilia, Salvatore Trimarchi, Gianluca Zammarelli.[senza fonte]