Fringillidae

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Fringillidi
Fringillidae naumann.jpg
In alto Fringilla montifringilla
Al centro coppia di Fringilla coelebs
In basso adulto e giovanile di Carduelis carduelis
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Famiglia Fringillidae
Leach, 1820
Sottofamiglie

I Fringillidi (Fringillidae Leach, 1820) sono una famiglia di uccelli appartenente all'ordine dei passeriformi[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione del 1919 raffigurante a sinistra dei frosoni, giganti fra i fringillidi, e a destra dei cardellini, specie di medie dimensioni.

Si tratta di uccelli dalla conformazione generalmente robusta e massiccia, sebbene di dimensioni contenute: le specie di minori dimensioni, con 9,5 cm di lunghezza e 8,4 g di peso, sono il lucherino andino ed il lucherino dorsonero, mentre il "gigante" della famiglia è il frosone dal collare coi suoi 24 cm di lunghezza e 83 g di peso, superato da singoli esemplari di ciuffolotto delle pinete (25,5 cm) e frosone vespertino (86,1 g), mediamente però più piccoli[2][3].

I fringillidi si presentano generalmente con testa arrotondata, occhi scuri, ali appuntite ma non allungate e becchi conici, più sottili nelle specie a dieta insettivora e più robusti in quelle principalmente granivora: degna di nota in questo senso è la radiazione adattativa dei drepanidini hawaiiani, che ha portato a becchi allungati e falciformi per la suzione del nettare così come a becchi estremamente massicci per la frantumazione dei gusci di frutti. Tutti i fringillidi sono provvisti di 9 remiganti primarie e 12 penne rettrici.

I colori base del piumaggio sono il bruno e il verdognolo; molte specie presentano anche vaste aree di colore nero, mentre il bianco è generalmente assente, tranne che per alcune bande sulle ali e altri simili segni distintivi di scarsa estensione. I pigmenti carotenoidi gialli e rossi brillanti sono molto comuni in questa famiglia, e così i colori strutturali azzurri sono piuttosto rari, dato che la presenza di pigmento giallo trasforma l'azzurro in verde. Molte specie presentano dicromatismo sessuale, con le femmine provviste di piumaggio dalle tinte più smorte e mimetiche rispetto ai maschi[4][5].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

I fringillidi hanno distribuzione quasi cosmopolita, risultando naturalmente assenti solamente dall'Australia (dove vengono sostituiti dagli affini estrildidi) e dalle aree polari.

Le specie ascritte a questa famiglia si dimostrano molto adattabili, occupando gli habitat più svariati: dai deserti alla tundra rocciosa, dalle savane ai boschi di conifere. In generale, essi sono in grado di colonizzare qualsiasi luogo, a patto che esso sia provvisto di fonti permanenti di acqua dolce e di vegetazione per nidificare.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Le specie ascritte alla famiglia sono perlopiù uccellini allegri e vivaci, che si muovono di giorno in coppie o in gruppi di dimensioni anche piuttosto consistenti, emettendo quasi costantemente canti e richiami melodiosi. Sono infatti tutti ottimi cantori e molti di essi sono divenuti comuni uccelli da voliera; tra questi, il più famoso è il canarino domestico. Hanno volo vivace come quasi tutti i piccoli passeriformi, alternando veloci battiti d'ala a planate effettuate ad ali chiuse.
Quasi tutti i fringillidi sono essenzialmente granivori: alcune specie di drepanidini si sono evolute per suggere il nettare o cibarsi di insetti e frutta, ed anche le eufonie possiedono una dieta di questo genere. Tutte le specie tendono però ad alimentare i nidiacei perlopiù con piccoli invertebrati.

I nidi sono a forma di cesta e vengono di solito costruiti sugli alberi o, più raramente, tra i cespugli e le rocce[4][5]: sebbene ambedue i genitori partecipino alle cure parentali, molte specie di fringillidi non sono monogame, coi maschi che esibiscono le proprie doti canore per accoppiarsi col maggior numero possibile di femmine.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome scientifico della famiglia, Fringillidae, deriva dal latino fringilla, stante ad indicare il fringuello comune: tale nome venne coniato nel 1820 dallo zoologo inglese William Elford Leach[6][7].

In base ai resti fossili finora rinvenuti, peraltro rarissimi ed in massima parte ascrivibili a specie ancora esistenti, si stima che (similmente alle altre famiglia di passeroidi) essi si siano differenziati verso la metà del Miocene (20-10 milioni di anni fa)[8][9].

La tassonomia della famiglia è sempre stata piuttosto tormentata e difficoltosa, con continue riclassificazioni e riassestamenti dovuti alla grande somiglianza delle varie specie fra loro anche a causa della convergenza evolutiva piuttosto che della stretta parentela[10]: l'avvento della genetica molecolari e della nalisi del DNA mitocondriale ha portato a revisioni sostanziali in seno alla famiglia negli anni '90:

Il Congresso Ornitologico Internazionale (2015) assegna alla famiglia Fringillidae 50 generi e 225 specie[1], suddivisi in tre sottofamiglie[12]:

Sottofamiglia Fringillinae

Fringuello comune (Fringilla coelebs)

Sottofamiglia Carduelinae

Ciuffolotto delle pinete (Pinicola enucleator)
Ciuffolotto eurasiatico (Pyrrhula pyrrhula)
Fringuello roseo capogrigio (Leucosticte tephrocotis)
Ciuffolotto scarlatto (Carpodacus erythrinus)
Kakawahie †
(Paroreomyza flammea)
Mamo delle Hawaii †
(Drepanis pacifica)
Fringuello delle case (Haemorhous mexicanus)
Verdone orientale (Chloris sinica)
Canarino solferino (Crithagra sulphurata)
Fanello eurasiatico (Linaria cannabina)
Fanello nordico (Linaria flavirostris)
Organetto comune (Acanthis flammea)
Crociere comune (Loxia curvirostra)
Cardellino europeo (Carduelis carduelis)
Verzellino comune (Serinus serinus)
Cardellino americano (Spinus tristis)

Sottofamiglia Euphoniinae

Eufonia golaverde (Euphonia chalybea)
Eufonia monaca (Euphonia elegantissima)

Nonostante il nome comune, non appartengono ai fringillidi né i fringuelli di Darwin (ascritti ai Thraupidae) né il fringuello di Przewalski (talvolta ascritto ai Carduelinae ma facente parte di una propria famiglia monotipica[1][15]).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Fringillidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 4 settembre 2015.
  2. ^ Peter Clement, Finches and Sparrows, Princeton University Press, 1999, ISBN 978-0691048789.
  3. ^ John B. Dunning Jr., CRC Handbook of Avian Body Masses, CRC Press, 1992, ISBN 978-0-8493-4258-5.
  4. ^ a b Newton 1973
  5. ^ a b Clement et al. 1993
  6. ^ Bock, W. J., History and nomenclature of avian family-group names, in Bulletin of the American Museum of Natural History, nº 222, 1994, p. 156, 245.
  7. ^ Leach, W. E., Synopsis of the Contents of the British Museum, British Museum, 1820, p. 65–70.
  8. ^ Zamora, J.; Lowy, E.; Ruiz-del-Valle, V.; Moscoso, J.; Serrano-Vela, J. I.; Rivero-de-Aguilar, J.; Arnaiz-Villena, A., Rhodopechys obsoleta (desert finch): a pale ancestor of greenfinches according to molecular phylogeny, in J Ornithol, vol. 147, 2006, p. 448–56, DOI:10.1007/s10336-005-0036-2.
  9. ^ Arnaiz-Villena, A.; Gómez-Prieto, P.; Ruiz-de-Valle, V., Phylogeography of finches and sparrows, in Nova Science Publishers, 2009, ISBN 978-1-60741-844-3.
  10. ^ Paynter, R. A. Jnr., Check-list of birds of the world, vol. 14, Museum of Comparative Zoology, 1968, p. 207.
  11. ^ Banks, R. C.; Cicero, C.; Dunn, J. L.; Kratter, A. W.; Rasmussen, P. C.; Remsen, J.V. Jr.; Rising, J. D.; Stotz, D. F., Forty-fourth supplement to the American Ornithologists' Union Check-List of North American Birds, in The Auk, vol. 120, nº 3, 2003, p. 923–931, DOI:10.1642/0004-8038(2003)120[0923:FSTTAO]2.0.CO;2.
  12. ^ a b Zuccon D, Prys-Jones R, Rasmussen PC and Ericson PGP, The phylogenetic relationships and generic limits of finches (Fringillidae) (PDF), in Mol. Phylogenet. Evol., vol. 62, 2012, pp. 581-596, DOI:10.1016/j.ympev.2011.10.002.
  13. ^ Nguembock B, Fjeldså J, Couloux A, Pasquet E, Molecular phylogeny of Carduelinae (Aves, Passeriformes, Fringillidae) proves polyphyletic origin of the genera Serinus and Carduelis and suggests redefined generic limits, in Molecular phylogenetics and evolution, vol. 51, nº 2, 2009, pp. 169-181, DOI:10.1016/j.ympev.2008.10.022.
  14. ^ Arnaiz-Villena, A.; Guillén, J.; Ruiz-del-Valle, V.; Lowy, E.; Zamora, J.; Varela, P.; Stefani, D.; Allende, L.M., Phylogeography of crossbills, bullfinches, grosbeaks, and rosefinches, in Cellular and Molecular Life Sciences, vol. 58, nº 8, 2001, p. 1159–1166, DOI:10.1007/PL00000930, PMID 11529508.
  15. ^ Groth, J., Molecular evidence for the systematic position of Urocynchramus pylzowi, in The Auk, vol. 117, nº 3, 2000, p. 787–792, DOI:10.1642/0004-8038(2000)117[0787:MEFTSP]2.0.CO;2, JSTOR 4089604.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Newton I, Finches (New Naturalist series), Taplinger Publishing, 1973, ISBN 0-8008-2720-1.
  • Clement P, Harris A & Davis J, Finches and Sparrows: an identification guide, London, Christopher Helm, 1993, ISBN 0-7136-8017-2.
  • Clement P., Finches and Sparrows, Princeton University Press, 1999, ISBN 978-0-691-04878-9.

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