Turismo LGBT

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"Playa des Cavalle", spiaggia gay nella parte orientale del promontorio di Punta de ses Portes a Ibiza[1].

Il turismo LGBT è una forma di turismo rivolto a persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali che è stato attuato in questi ultimi anni nei luoghi di più ampia accettazione sociale dell'omosessualità, come l'Europa e alcuni siti dell'America del Nord in particolare. Tali destinazioni e strutture vengono selezionate per essere "gay-owned" (cioè di proprietà e/o gestite da gay) o gay-friendly.

Come forma di industria turistica, ha raggiunto un qualche rilievo negli ultimi anni, dal momento che sono sorti, in Italia come nel mondo, agenzie di viaggio, tour operator, linee di crociera e aeree, enti del turismo nazionali o regionali che si sono rivolti a questo target, in maniera esclusiva o come una delle tante nicchie di mercato da scoprire.

Inoltre nuove alternative per le coppie dello stesso sesso che vogliono viaggiare insieme, visto anche il progressivo aumento dei paesi che hanno via via legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono costituite da questi "luoghi tolleranti" i quali divengono in tal modo una destinazione attraente per i cittadini stranieri provenienti da paesi che non regolano ancora in alcun modo tali rapporti, così come possono venire scelti per tenere la propria luna di miele[2].

Secondo Tourism Intelligence International (2000), circa il 10% dei turisti internazionali sono gay o lesbiche: 70 milioni di turisti che costituiscono ormai un importante segmento di mercato destinato a crescere come risultato della condizione sociale delle persone omosessuali[senza fonte].

Destinazioni gay [3][4][modifica | modifica wikitesto]

Una coppia si bacia con l'Andalusia sullo sfondo.

Le destinazioni gay sono tali presso la comunità gay quando l'offerta di locali e strutture destinate a persone LGBT è ampia e variegata e comprende gay bar, discoteche e locali notturni, ristoranti, hotel e guest houses, media e associazioni, alcune di proprietà e/o gestite da gay, altre semplicemente gay friendly, che diano l'opportunità alle persone di socializzare tra loro e di sentirsi sereni tra altre persone della stessa comunità.

Spesso le destinazioni gay coincidono con grandi città, che a volte hanno pure un quartiere gay.

Gli enti del turismo cittadini o regionali sono spesso attivi per sviluppare la reputazione di destinazione turistica gay-friendly e attirare così ancora più turisti, oltre a far crescere nella popolazione locale un sentimento di accoglienza e ospitalità anche verso questa tipologia di turisti.

Quando il turismo LGBT è esclusivamente o primariamente legato al consumo di sesso, occasionale e/o a pagamento, si parla di turismo sessuale, termine che ovviamente può essere usato anche per il turismo eterosessuale e di persone single.

Il turismo LGBT può coincidere con eventi LGBT come le manifestazioni del gay pride, i festival di cinema gay o gli eventi sportivi, quali gli Eurogames o i Gay Games.

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Città del Capo, Sudafrica

Asia e Oceania[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere Chueca (Madrid) è un famoso quartiere gay europeo.

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia è stata una delle principali mete del turismo omosessuale maschile di fine Ottocento e inizio Novecento, anche grazie all'assenza delle leggi antiomosessuali che esistevano nei paesi del Nord Europa, come il paragrafo 175 tedesco. Località come Capri, Taormina o Venezia, dovettero molto del loro successo turistico alla tolleranza con cui accolsero anche i viaggiatori omosessuali, che peraltro all'epoca erano mediamente assai facoltosi. Anche città come Firenze, Roma e Napoli appaiono con frequenza elevata nei diari dei viaggiatori omosessuali dell'epoca.

Questo tipo di turismo è venuto meno nel dopoguerra, sostituito da un turismo "per famiglie", meno "trasgressivo" ed anche meno facoltoso; altre località mediterranee (come Mykonos, Ibiza, Sitges, Touzer, Lesbo) hanno preso oggi il posto di quelle italiane.

Per motivi culturali e religiosi, in Italia il turismo gay non è affatto valorizzato dagli enti preposti, anzi nel decennio scorso si è avuto il caso paradossale del deliberato allontanamento della presenza omosessuale già esistente da località come il Lido di Classe o Riccione[senza fonte] (dove era stato per un periodo tanto fiorente che nel 1974 il cantante Dino Sarti gli aveva perfino dedicato una canzone satirica intitolata "Viale Ceccarini, Riccione" nell'LP Tre, Bologna invece!).

Oggi il turismo gay in Italia è un fenomeno principalmente urbano, privo di coordinamento e di promozione all'estero (al contrario di quanto accade in molte metropoli europee), e riguarda principalmente città come Milano (una delle conurbazioni italiane con la maggiore concentrazione di locali gay) e Roma (grande meta turistica, che ogni anno organizza il Gay Village, entrato a fare parte delle manifestazioni dell'Estate romana) o in estate in alcuni lidi, detti anche "spiagge gay". La capitale vanta oggi l'offerta LGBT più ampia di tutto il paese ed il declino del turismo omosessuale tradizionale è stato qui più che compensato dalla nascita di locali gay e di iniziative di successo come Muccassassina o il Gay Village, i cui modelli sono stati esportati (anche se non sempre con pari successo) ad altre città italiane. Roma attira turisti gay da tutta Italia. Molto frequentata, durante i mesi estivi la spiaggia LGBT del litorale romano, situata nell'oasi naturale di Capocotta[senza fonte].

La bandiera arcobaleno sventola a Capocotta, spiaggia gay friendly del mar mediterraneo italiano.

Principali mete[modifica | modifica wikitesto]

Nord[modifica | modifica wikitesto]
  • Bergamo e Brescia:grazie alla loro posizione, attirano turisti da Lombardia e Piemonte da un lato, e dal Triveneto e dall'Emilia-Romagna dall'altro, oltre che dal Canton Ticino. Ciò spiega come mai questi due centri di media grandezza abbiano un'offerta di locali gay pari a quella dei grandi centri metropolitani. Il turismo gay qui ha luogo per tutto l'anno, con un calo nel periodo estivo, quando le mete balneari acquistano una maggiore attrattiva[senza fonte].
  • Padova: di fatto la "capitale gay" del Veneto, ha preso il posto che fino al dopoguerra era stato di Venezia, anche grazie alla vivace popolazione universitaria e alle presenze turistiche, specie estive. Attira clienti da tutto il Nord Italia[senza fonte].
  • Lido degli Alberoni, (Venezia): c'è quanto resta del turismo gay tradizionale su Venezia, quello che aveva fatto ambientare a Thomas Mann in questi luoghi l'innamoramento omosessuale de La morte a Venezia.
Centro[modifica | modifica wikitesto]
  • Firenze: già meta del Grand tour gay dell'anteguerra, è stata una delle primissime città italiane ad aprire locali gay, all'avanguardia perché direttamente modellati su quelli che i numerosissimi turisti stranieri conoscevano nei loro Paesi e che cercavano anche in Italia.
  • Pescara: grazie soprattutto alla sua posizione attira turisti soprattutto dalle Marche, dal Molise e dal Nord della Puglia, oltre che dai vicini Croazia e Balcani. La città si sta imponendo come il principale polo d'attrazione gay della Riviera Adriatica. Negli ultimi anni la scena e l'offerta LGBTQ è in continua crescita, con un'imprenditoria locale sempre più attenta al mercato gay.[senza fonte]
  • Roma
  • Torre del Lago Puccini, è una frazione di Viareggio fulcro del progetto Friendly Versilia; la quasi totalità dei locali presenti nella marina è apertamente gay o gay-friendly e ogni anno sempre più numerosi turisti gay italiani e stranieri si riversano sulle spiagge o nelle discoteche del posto.
Sud[modifica | modifica wikitesto]
  • Catania: è la città del Sud con il massimo sviluppo dell'intrattemento gay, ha per ora un bacino di utenza regionale, che comprende anche la Calabria. D'estate si è di fatto sostituita a Taormina quale meta per il turismo internazionale.
  • Gallipoli:[5] ha un turismo gay molto vivace in estate, tanto da essere rinominata GAYPOLIS. La presenza di bar apertamente gay e serate in disco a tema ha contribuito a rendere questa città salentina sempre più gay friendly.
  • Marina di Camerota: si nota una movida LGBT in costante espansione, grazie anche alla presenza di spiagge gay-friendly e naturiste[6][7]
  • Napoli: oggi Napoli riesce già ad intercettare buona parte del turismo campano che faceva riferimento, fino a pochi anni fa, a Roma
  • Noto: La località balneare di Eloro (antica città greca) è un punto di riferimento per il turismo gay estivo italiano e straniero.[8][9][10]
Altre mete[modifica | modifica wikitesto]

Bologna, una delle prima città italiane a dotarsi di un centro gay, capitale politica del movimento LGBT, mantiene oggi le posizioni acquisite nel passato, ma subisce ormai la concorrenza sempre più agguerrita degli altri centri del Centro e del Nord Italia[senza fonte]. Ha una vivace vita locale, grazie anche alla numerosa popolazione universitaria, ma la diffusione ad altre città delle proposte aggregative, politiche e culturali che un tempo si trovavano solo qui le ha fatto un po' perdere lo smalto e la collocazione "di avanguardia" degli anni ottanta e di buona parte degli anni novanta. Lido di Classe (Ravenna) è stata soppiantata negli anni scorsi da Torre del Lago Puccini come meta estiva, anche a causa di una certa ostilità da parte delle autorità verso il turismo LGBT[senza fonte], vede oggi seri tentativi di rilancio da parte degli imprenditori locali, svantaggiati dal fatto di non essere per ora sostenuti dalle autorità locali).

In centro Italia degna di nota è la Regione Toscana che nell'aprile 2011 ha dato vita a "Toscana gay friendly", un canale dedicato al turismo gay sul proprio sito ufficiale di promozione turistica. Il canale è stato realizzato attraverso una mappatura delle strutture gay e gay-friendly toscane, che hanno potuto aderire attraverso la compilazione di un questionario nel quale, tra l'altro, si chiedevano precisi impegni in tema di parità di trattamento dei turisti LGBT, formazione e gestione del personale, coordinamento con le altre realtà gay-friendly della zona e col mondo dell'associazionismo LGBT. Alla mappatura hanno aderito oltre cento strutture. Questo canale ha così valorizzato tutta l'offerta gay-friendly regionale con focus particolari su Firenze[11].

In Maremma, nel sud della Toscana al confine con il Lazio e non lontana da Roma, esiste dal 2008 un progetto differente denominato Friendly Maremma

Sempre in Centro ITalia, Pisa è sede di gay.it e molto attiva da decenni: qui il 24 novembre 1979 il collettivo Orfeo organizzò il primo corteo in Italia contro le violenze subite da persone omosessuali a seguito di alcuni omicidi a Roma e Livorno. Parteciparono circa 500 gay e lesbiche alla manifestazione, che rimarrà la più partecipata fino al 1994.

Mete del passato[modifica | modifica wikitesto]

  • Capri: è ormai quasi del tutto scomparso il tradizionale turismo omosessuale, di élite, anche di artisti e letterati, vivace fino a dopo la Seconda guerra mondiale.
  • Taormina: oggi quasi esclusivamente una meta per famiglie, si è vista sostituire nel suo ruolo di meta turistica gay da Catania.
  • Venezia: lo spopolamento della città e ancor più l'assenza totale di offerte di vita notturna[senza fonte] hanno fatto svanire l'interesse turistico gay di quella che un tempo era forse la più celebre meta del turismo d'élite gay, soprattutto autunnale ed invernale (al punto che gli omosessuali erano chiamati, in loco, "settembrini"[senza fonte]). Il declino non è stato compensato dal persistere della popolarità del Lido degli Alberoni, e da qualche attività gay aperta negli ultimi anni a Mestre.
Il "settore gay" di Playa de Ipanema a Rio de Janeiro.

Americhe[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere di Castro (San Francisco) addobbato con la bandiera arcobaleno.

Usa[modifica | modifica wikitesto]

Turismo LGBT in Argentina.

Gli enti del turismo gay-friendly[modifica | modifica wikitesto]

Sono ormai molti gli enti del turismo nazionali, regionali o cittadini che nel mondo hanno effettuato campagne di comunicazione anche importanti, per sottolineare la caratteristica di gay-friendly e di ospitalità di loro destinazioni. Tra queste, gli enti turistici nazionali di Australia, Austria, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera o gli enti turistici regionali e cittadini di Atlanta (USA), Dallas (USA), Fort Lauderdale (USA, una delle località oggi più attive sotto questo aspetto), Miami (USA), Filadelfia (USA), Vancouver (Canada), Key West (USA, sotto questo aspetto la prima al mondo a promuoversi come località gay-friendly), Ottawa (Canada), Tasmania (territorio dell'Australia), Quebec (Canada), Barcellona (Spagna), Vienna (Austria), Washington DC (USA).
L'unica esperienza in tal senso in Italia è della Regione Toscana, che nel 2005 e nuovamente nel 2006 ha finanziato il progetto Friendly Versilia per una campagna di comunicazione in Italia e all'estero.

Il sito web Gay-ville.com, co-fondato da Eliad Cohen, si propone di aiutare i turisti ad affittare appartamenti ad altri turisti, nelle città gay friendly di tutto il mondo.[12]

A bordo della nave da crociera "Norwegian Dawn" delle linee Norvegesi si eseguono con successo speciali crociere di vacanza per i genitori omosessuali con figli, che possono arrivare a contenere 1.600 persone a bordo[13][14].

Le associazioni di settore[modifica | modifica wikitesto]

L'IGLTA, l'associazione turistica gay e lesbica internazionale, è il punto di riferimento per quanti si muovono in questo specifico settore turistico.

In Italia, a partire da luglio 2010, è nata finalmente l'Associazione Italiana del Turismo Gay & Lesbian chiamata AITGL Turismo Gay - Viaggi Gay - Vacanze Gay - Associazione Italiana Turismo Gay & Lesbian. AITGL è membro di IGLTA e CONFINDUSTRIA ASSOTRAVEL ed ha tra i suoi soci numerosi Enti del Turismo, Compagnie Aeree, Tour Operator, Giornali del Turismo. I suoi obiettivi sono quelli di Rappresentare e Promuovere il Turismo Gay dinnanzi a Media - Istituzioni - Trade e Consumatori.

Tipico gay bar nella popolare destinazione turistica LGBT Puerto Vallarcie in Messico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Informacja o Playa des Cavalle w serwisie ibiza-spotlight.com, dostęp 2009-08-27
  2. ^ Gareth Rubin, Los 10 mejores lugares a donde las parejas gay pueden ir de luna de miel, CNN en Español, 26 maggio 2014.
  3. ^ Top 5: Destinos Gay Friendly en el mundo, terra.com.mx, 18 luglio 2010.
  4. ^ (ES) Top 10 destinos gays, whichbudget, 8 settembre 2010.
  5. ^ Articolo su HappyDir.com
  6. ^ Articolo su www.napoligaypress.it.
  7. ^ Scheda su www.turismogay.it
  8. ^ Speciale Spiagge Gay 2009: la Sicilia.
  9. ^ Spiagge naturismo.
  10. ^ Spiagge gayfriendly in Italia.
  11. ^ Toscana Gay Friendly - turismo.intoscana.it
  12. ^ Eliad Cohen: da modello a imprenditore, progressonline.it. URL consultato il 27 novembre 2012.
  13. ^ Q and A with Rosie and Kelli on "All Aboard! Rosie's Family Cruise", "Planet Out" 2006, dostęp 2007-06-21
  14. ^ Andrew Davis, Getting Away with R Family Vacations, Windy City Times, 2005-01-12, dostęp 2009-08-14
Gay Pride 2007 a Berlino, una delle città europee più gay friendly.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Robert Aldrich, The Seduction of the Mediterranean, Routledge London 1993.
  • Fabio Corbisiero, "Comunità omosessuali Le scienze sociali sulla popolazione LGBT, FrancoAngeli, Milano, 2013.
  • Fabio Corbisiero, Certe cose si fanno Identità, genere e sessualità LGBT, Gesco, Napoli, 2010.
  • Roberto Ciuni, I peccati di Capri, New Deal, Roma 1998.
  • Giovanni Dall'Orto, "Marchette in gondola". Il turismo omosessuale d'inizio Novecento nelle lettere di Frederick Rolfe (1860-1913), "Pride & Guide", n. 4, ottobre 1999, pp. 18–19.
  • Ralf König, Super Paradise, Kappa edizioni, Bologna 2004. (satira a fumetti del turismo gay).
  • (EN) Ian Littlewood, Climi bollenti. Viaggio e sesso dai giorni del Grand Tour, Le Lettere, Firenze 2004, pp. 239.
  • James Money, Capri, isola del piacere.
  • Pietro Nicolosi, I baroni di Taormina, Flaccovio, Palermo 1959.
  • Vincenzo Patanè, Il grand tour, "Babilonia", n. 219, aprile 2003, pp. 26–30.
  • (EN) John Pemble, Mediterranean passion, Oxford, Oxford University Press, Oxford 1988.
  • Roger Peyrefitte, L'esule di Capri (1959), La Conchiglia, Capri 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]