Friedrich Frey-Herosé

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Friedrich Frey-Herosé

Friedrich Frey-Herosé (Lindau, 12 ottobre 1801Berna, 22 settembre 1873) è stato un politico e ufficiale svizzero.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Daniel e di Anna Elisabeth Sulzer, studiò chimica a Parigi. In quella città fu attivo durante i moti della Rivoluzione di luglio del 1830. Tornato ad Aarau entra nella ditta chimica del padre proseguendo parimenti una prillante carriera politica e militare. Nel 1834 venne eletto nel Gran Consiglio e nel 1837 nel Piccolo Consiglio del Canton Argovia dove nel 1839, 1842 e 1845 ricopre la carica di Landamano. Fu comandante in capo nel 1841 delle truppe del suo cantone. Si occupò anche della soppressione dei conventi di Muri, Wettingen e Fahr quest'ultima in seguito venne revocata. Fu capo si stato maggiore dell'esercito svizzero sotto Guillaume-Henri Dufour. Il 16 novembre del 1848, venne eletto, al secondo scrutinio, tra i primi sette Consiglieri federali. Nei primi anni diresse il dipartimento del commercio e delle dogane. Nel 1854 fu Presidente della confederazione e guidò il dipartimento politico, dove ottenne la revoca parziale del blocco che l'Austria imponeva al Canton Ticino. Subentrò a Ulrich Ochsenbein, non rieletto, a capo del dipartimento militare. Nel 1856 chiese l'esonero dall'incarico per assumere come nel 1847 il comando dello stato maggiore dell'esercito, per affrontare la difesa del canton Neuchâtel dalle mire prussiane. Fu di nuovo Presidente della confederazione nel 1860, in quella veste fu fortemente criticato dopo che le sue idee in merito all'obiezione svizzera, contro la cessione dell'Alta Savoia alla Francia da parte del regno di Piemonte-Sardegna, vennero rese pubbliche. Egli riteneva che, benché sostenibile dal profilo giuridico, questa opzione non era realistica in prospettiva politica. Queste sue idee gli procurarono l'ostilità degli ambienti radicali bernesi e ginevrini che si tramutarono in un sempre minor numero di voti in sede di riconferma della carica. Questo lo indusse nel 1866 a rinunciare alla carica. Nel 1872 rinunciò anche al mandato di Consigliere nazionale. Nel 1873 morì e con lui scomparve uno dei padri del moderno stato federale svizzero. La sua politica non fu mai accolta con entusiasmo sia dagli ambienti conservatori che da quelli radicali, ma la sua visione globale dei problemi e il suo realismo sono ancora oggi una eredità per la Confederazione. A riprova della sua apertura mentale si pensi che in età avanzata intraprese lo studio della lingua giapponese.

Massone, era membro della Loggia "Zur Brudertreue" di Aarau, appartenente alla Gran Loggia svizzera Alpina.

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Nessuno 1848 - 1866 Emil Welti
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Jakob Stämpfli 1860 Melchior Josef Martin Knüsel II
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