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Fratelli Alinari

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Fratelli Alinari Istituto di Edizioni Artistiche SpA
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSpA
Fondazione1852 a Firenze
Fondata daLeopoldo, Giuseppe e Romualdo Alinari
Sede principaleFirenze
Prodottifotografia, comunicazione, beni culturali, multimedia, editoria, banca dati
Dipendenti12
Slogan«"Il più antico archivio fotografico al mondo operante nell'arte della fotografia e dei beni culturali, dal 1852 ad oggi!"»
Sito web

Fratelli Alinari è un'azienda italiana operante nel campo della fotografia, la più antica del mondo, [1] dell'immagine e della comunicazione.

I fratelli Alinari

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costituita a Firenze nel 1852 dai fratelli Leopoldo (1832-1865), Giuseppe (1836-1890) e Romualdo Alinari (1830-1890), la società Alinari fu la prima ditta fotografica ammessa al servizio dei Musei Vaticani, del Louvre e di vari musei italiani, attività che prenderà forma nelle immagini delle opere d'arte presenti all'interno dei musei.

Il catalogo Alinari si arricchì soprattutto grazie all'attività di Vittorio, figlio di Leopoldo, che pubblica volumi illustrati dalle fotografie appositamente realizzate, come quello dedicato ai luoghi della Divina Commedia.[2] Nel corso del Novecento le immagini dell'Alinari costituirono la maggior fonte d'illustrazioni (oltre il 10%) della grande editoria italiana.[3]

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Negli archivi è custodito il patrimonio dell'azienda dall'inizio della storia della fotografia (1839), con oltre 5.5 milioni di immagini originali (vintage).

Per mezzo di un accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'azienda ha ricevuto l'autorizzazione, in via non esclusiva, allo sfruttamento commerciale delle riprese fotografiche relative ai beni in consegna al MiBACT [4].

Alinari gestisce numerosi corpus fotografici, anche di archivi terzi, attraverso accordi di rappresentanza con altre istituzioni italiane ed internazionali, quali Touring Club Italiano, Istituto Luce, Osservatore Romano, Bildarchiv Monheim, ANSA, Rai Teche, MiBAC, Réunion des Musées Nationaux, Topfoto, Ullstein, Folco Quilici, Fosco Maraini e tanti altri.

Mostre fotografiche[modifica | modifica wikitesto]

Alinari organizza mostre fotografiche direttamente oppure in cooperazione con la Fondazione Alinari per la Storia della Fotografia presso il museo: Alinari Image Musem (AIM) di Trieste, oppure anche presso altri enti e sedi.

Mostra organizzata presso Palazzo Pitti a Firenze

Alinari on-line[modifica | modifica wikitesto]

Alinari ha creato a partire dal 1998, un sistema di ricerca on-line, mediante database bilingue, che permette di consultare una selezione di circa 350.000 immagini sia dei propri archivi sia degli archivi rappresentati da Alinari. Le immagini vengono digitalizzate sino a 4000x6000 pixel a 300dpi usando il dorso digitale da 80 megapixel di PhaseOne. Una copia (master file) viene salvata in formato TIFF a 16bit ad altissima risoluzione, con profilo colorimetrico Profoto, offline oltre che una seconda copia su pellicola speciale prodotta dalla Piql, conservandole in una speciale miniera situata nella regione dell'artico, garantendone la conservazione per oltre 500 anni, sotto i ghiacci perenni. (isole Svalbard).

Progetti europei[modifica | modifica wikitesto]

Leica alinari.jpg

L'azienda ha attivato a partire dal 1994 iniziative per partecipare a progetti tecnologici e culturali in progetti europei (progetti ICT, Horizon2020, Interreg, COST-Action, Fet-Open, SME Instruments, Erasmus+). Tra i principali progetti: Migrator 2000, 2Kan, Orpheus, SCHEMA, TNT, aceMedia, Ermione, Euridice, Tripod, Eurogene, Visito Tuscany, Glocal, Convergence, Paths, Decipher, HDRi, Qualinet, Ambrosia ed oggi MobiDig e Nemosine.

Le maggiori aree di attività sono nel capo del business to business, del turismo, del lusso e del business to education. I settori di maggiore interesse sono: compressione immagini in formato Jpeg-XS, MPEG-21, ricerca di immagini attraverso programmi di intelligenza artificiale basati sul content based retrieval, watermarking, analisi grafica forense, intelligent restoration, auto-tagging, sicurezza dei contenuti, conversione 2D-3D, applicazioni mobili, droni, foto aereofotogrammetriche, mostre virtuali.

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

La documentazione prodotta dai fratelli Alinari durante il periodo della loro attività nell'azienda di famiglia (fondata nel 1852) è conservata a Firenze, presso la stessa sede dell'ente produttore, nel fondo Fratelli Alinari (estremi cronologici: 1854- ).[5]L'archivio custodisce il grande patrimonio ritrattistico e documentario sull'arte, la storia, il folklore, il paesaggio, l'industria e la società d'Italia, d'Europa e del resto del mondo, dalla seconda metà dell'800 ad oggi. Il corpus si è continuamente arricchito anche con una contemporanea serie di campagne fotografiche a colori e in bianco e nero. Ai materiali degli archivi Alinari, Anderson, Brogi, Chauffourier, Fiorentini e Mannelli, si sono aggiunti, in anni più recenti, altri negativi su lastra e su pellicola provenienti dalle collezioni Wulz, Michetti, Nunes Vais, Bombelli, Mollino, Betti-Borra, Zannier, Pozzar, Balocchi, Vannucci-Zauli, Unterveger, Tuminello, Muzzani, Miniati, Trombetta, Panatta e l'archivio Villani di Bologna composto da 600.000 immagini appartenenti ad un arco di tempo dal 1914 al 1980.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fratelli Alinari (Biographical details), su The British Museum. URL consultato il 27 marzo 2018.
  2. ^ "Fotografia. Storie generi iconografie"Alberto Sagredo Manodori. Bononia University Press
  3. ^ Amedeo Benedetti, La fortuna delle immagini Alinari nella grande editoria italiana del Novecento, in "Culture del Testo e del Documento", a. XII (2011), n° 36, pp. 121-151.
  4. ^ Admin, Accordo MiBACT-Alinari, su www.valorizzazione.beniculturali.it. URL consultato il 21 luglio 2016.
  5. ^ Fratelli Alinari, su Sistema informativo unificato delle Soprintendenze archivistiche. URL consultato il 21 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Amedeo Benedetti, La fortuna delle immagini Alinari nella grande editoria italiana del Novecento, in "Culture del Testo e del Documento", a. XII (2011), n° 36, pp. 121–151.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN132430478 · ISNI (EN0000 0001 2358 6911 · LCCN (ENn79112301 · GND (DE16304705-4 · BNF (FRcb119751583 (data) · NLA (EN36544568 · BAV ADV12185545