Franti

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Franti
Paese d'origine Italia Italia
Genere Post-punk
Hardcore punk
New wave
Free jazz
Folk rock
Periodo di attività 1982-1987
Etichetta Blu Bus
Album pubblicati 5
Studio 3
Raccolte 2
Gruppi e artisti correlati Lalli, Stefano Giaccone

I Franti sono stati un progetto musicale italiano originario di Torino, autodefinitosi un gruppo di "hardcore folk".[1]

Progetto unico nel suo genere, hanno sostenuto sin dalla formazione e per tutta la durata della loro attività musicale l'idea dell'indipendenza totale dalle logiche e dai canali classici del mercato discografico[1]. Consideravano il copyright una forma di fascismo e non sono mai stati iscritti alla SIAE[2]. Hanno fondato una loro etichetta, la Blu Bus, con la quale hanno pubblicato anche i lavori dei valdostani Kina[1]. Secondo alcuni critici sono stati una delle poche band italiane a poter rivaleggiare, per rilevanza storica e originalità della proposta, con i CCCP Fedeli alla Linea[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Formatisi a Torino come Guerrilla's Band nella seconda metà degli anni settanta all'inizio suonavano free jazz e rock progressivo di stampo canterburiano. Il nucleo iniziale era composto dai compagni di scuola Stefano Giaccone al sax (occasionalmente anche cantante e chitarrista), Massimo D'Ambrosio al basso, Marco Ciari alla batteria e Vanni Picciuolo alla chitarra con l'ausilio di Lux, cantante dei Deafear. Così formati pubblicano un singolo su cassetta con due brani No future e Last Blues nel 1981.

Franti[modifica | modifica wikitesto]

Non soddisfatti del risultato convincono Lalli già cantante dei Luna Nera ad entrare nel gruppo.[2] Diventano i Franti nel 1982, prendendo il nome dal personaggio negativo di Cuore di Edmondo De Amicis[1]: quello che tira i sassi ai vetri e ride quando muore il re (Uno solo poteva ridere mentre Derossi diceva dei funerali del Re. E Franti rise).

Fulcro della band sono stati Stefano Giaccone (sax, chitarra, voce), Vanni Picciuolo (chitarra) e Lalli (voce) anche se più che un gruppo si è trattato di un collettivo aperto a molti musicisti.[1]

Fin dall'inizio adottano una politica di autogestione e autoproduzione quando in Italia non erano in molti a farlo. Dopo il primo tape esce un'altra cassetta, Luna Nera, in 500 copie, ristampata successivamente in vinile.

Nella primavera del 1984 fondano assieme al gruppo Kina l'etichetta Blu Bus, il cui motto era "L'autoproduzione e l'autogestione come strumenti per la comunicazione e le esperienze antagoniste", con la quale pubblicano lo split album a metà con i concittadini Contrazione, gruppo hardcore punk. Nel lavoro il gruppo unisce elementi punk, folk, jazz e blues sostenuti dalla sofferta voce della cantante Lalli.[1]

L'anno successivo dopo la cassetta Schizzi di sangue il gruppo pubblica su vinile Luna nera. Il 1986 è l'anno del loro lavoro più significativo Il giardino delle quindici pietre, dove vengono amalgamati elementi rock, folk, jazz e i testi rimandano alle lotte degli anni sessanta e settanta.[1]

Nel 1987, viste anche le mutate condizioni politiche e sociali, i componenti del gruppo decidono di cambiare e considerano il progetto terminato, dando inizio a nuovi progetti separati e pubblicano un cofanetto antologico Non classificato.

Dopo lo scioglimento[modifica | modifica wikitesto]

Nascono vari gruppi: gli Environs più sperimentali che pubblicano 2 album, gli Orsi Lucille più legati al folk anch'essi con due album, gli psichedelici Howth Castle con testi in inglese e tre album e i Panico più punk.

Dalla seconda metà anni novanta i due principali componenti del gruppo Stefano Giaccone e Lalli proseguono per importanti carriere autonome e in collaborazione.[1]

Componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1982 – Tape A/B (autoprodotto, 7")
  • 1986 – Acqua di luna (autoprodotto, 7")

Discografia dei gruppi correlati[modifica | modifica wikitesto]

Environs[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio
  • 1989 – 3 luglio 1969 (Inisheer, LP)
  • 1990 – Cinque parti (Inisheer, LP)
Album dal vivo
  • 1989 – Benefit per Luna Nera (musicassetta)
Raccolte
  • 2002 – Un pettirosso in gabbia mette in furore il cielo intero (Stella Nera, CD)
Singoli
  • 1988 – No Man Can Find the War/Todavia cantamos (Inisheer, 7" EP)

Orsi Lucille[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio
  • 1989 – Canzoni (Inisheer, LP)
  • 1992 – Due (Hax, LP)
Album dal vivo
  • 1990 – Nessuno ti potrà mai raccontare (Aqualuce, musicassetta)

Howth Castle[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio
  • 1990 – Rust of Keys (Inisheer, LP)
  • 1994 – Good Morning, Mr. Nobody (Blu Bus, CD)
  • 1996 – The Lee Tide (Inisheer, CD)
EP
  • 1989 – La diserzione degli animali del circo (Blu Bus, 12" split EP assieme ai Kina)
Partecipazioni in compilation
  • 1995 – Floralia (On/Off, CD)

La banda di Tirofisso[modifica | modifica wikitesto]

EP
  • 1991 – Grazie a voi (Blu Bus, 7")
  • 1993 – Deve accadere (Blu Bus, 7")
  • 1994 – Silvia Baraldini (Blu Bus, 7")

Ishi[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio
  • 1994 – Sotto la pioggia (Blu Bus, CD)

Album tributo[modifica | modifica wikitesto]

  • 23 dicembre 2011 – Franti uno solo poteva ridere... [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Gianluca Testani
  2. ^ a b Alessandro Cauli, Franti, Ondarock.
  3. ^ (EN) Piero Scaruffi, A brief summary of Italian rock music, Scaruffi.com.
  4. ^ Luca Sanna, AA.VV. - Franti - Solo uno poteva ridere..., Distorsioni, 5 febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianluca Testani (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Padova, Arcana editrice, 2006, ISBN 88-7966-422-0.
  • Alessandro Bolli, Dizionario dei Nomi Rock, Padova, Arcana editrice, 1998, ISBN 978-88-7966-172-0.
  • Libro allegato all'album Non classificato contiene storia e testi
  • Il battito del cuore. Stefano Giaccone e Lalli articolo di Alessandro Besselva Averame, su "Mucchio Extra" n.18, estate 2005, pp. 60–73
  • Marco Philopat, Lumi di punk: la scena italiana raccontata dai protagonisti, Agenzia X, 2006.
  • Alberto Campo, Anteprima su Google libri Nuovo? rock?! italiano!: una storia, 1980-1996 , Giunti Editore, 1996.
  • Diego Nozza, Hardcore. Introduzione al punk italiano degli anni ottanta, Fano, Edizioni crac, 2011, ISBN 978-88-97389-02-6.
  • Livia Satriano, Gli altri Ottanta. Racconti dalla galassia post-punk italiana. Agenzia X, 2014. ISBN 978-88-95029-99-3
  • Cani bastardi (A cura di), Perché era lì. Franti-Antistorie da una band non classificata, edizioni Nautilus, Torino, 2015

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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