Frank Faylen

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Frank Faylen con Jean Porter nel film Nazty Nuisance (1943)

Frank Faylen, nome d'arte di Frank Ruf (Saint Louis, 8 dicembre 1905Burbank, 2 agosto 1985), è stato un attore cinematografico e televisivo statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato come Frank Ruf, iniziò la sua carriera da bambino all'Orpheum Theatre di Denver, comparendo negli spettacoli teatrali dei genitori, il duo "Ruf and Cusik", che si esibiva in tournée nei teatri di vaudeville[1]. Frequentò le scuole primarie a Chicago e all'età di diciotto anni si diplomò al St. Joseph's Preparatory College di Kirkwood (Missouri)[1].

Terminati gli studi intraprese definitivamente la carriera artistica sui palcoscenici e, durante una tournée a Los Angeles, si sottopose ai primi provini cinematografici[1], per poi iniziare a recitare sul grande schermo a partire dagli anni trenta, in una numerosa serie di ruoli di secondo piano, la maggior parte dei quali non accreditati.

Dopo aver firmato nel 1943 un contratto con la Paramount, Faylen diede una delle sue migliori interpretazioni nel dramma Giorni perduti (1945), in cui interpretò un cinico infermiere, ruolo che segnò una svolta nella sua carriera. L'anno successivo interpretò il tassista Ernie Bishop, amico di George Bailey (James Stewart), in La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra.

Tra i programmi televisivi in cui recitò, è da ricordare la sitcom degli anni cinquanta The Many Loves of Dobie Gillis, una serie di telefilm per teenager con il giovane Dwayne Hickman nel ruolo principale. Faylen apparve in tutti i 118 episodi della serie tra il 1959 e il 1963, nel ruolo di Herbert T. Gillis, il padre del protagonista.

Ha una stella sulla Hollywood Walk of Fame, al n. 6201 di Hollywood Boulevard, per il suo contributo all'industria televisiva.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Arthur F. McClure, Alfred E. Twomey e Ken Jones, More Character People, The Citadel Press, 1984, pag. 74

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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