Frank Abagnale

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«Ciò che feci io in gioventù è centinaia di volte più semplice oggi. La tecnologia alimenta il crimine.»

(Frank William Abagnale Jr.)
Frank William Abagnale Jr.

Frank William Abagnale Jr. (New Rochelle, 27 aprile 1948) è un ex truffatore e falsario statunitense. È stato attivo per cinque anni durante gli anni sessanta; in seguito è diventato consulente finanziario.

Durante i suoi anni da falsario, incassò 2,5 milioni di dollari in 26 paesi, utilizzando più di otto diversi nomi inventati[1]. Oggi dirige la Abagnale & Associates, una compagnia di assistenza per frode finanziaria. Su di lui è stato girato da Steven Spielberg nel 2002 il film Prova a prendermi (Catch Me if You Can) dove Abagnale è interpretato da Leonardo DiCaprio, oltre ad un musical di Broadway nel 2008[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Frank Abagnale Jr. nel 2007

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Frank William Abagnale Jr. nacque a New Rochelle il 27 aprile 1948, terzo di quattro figli (due fratelli e una sorella). Suo padre Frank William Abagnale Sr. era statunitense di origine italiana, mentre sua madre Paula era francese[3]. Il padre, cittadino benestante, molto appassionato di politica e teatro, fu un punto di riferimento per Frank[4]. Cresciuto nella Contea di Westchester dello Stato di New York, Frank frequentò prima la Iona Grammar School e poi la Iona Preparatory School, diplomandosi nel 1966[3][5].

La prima truffa[modifica | modifica wikitesto]

La sua prima truffa fu all'età di 15 anni, ai danni del padre, che gli diede una carta di credito della Mobil per pagare il carburante e un camion per aiutarlo a recarsi al lavoro part-time. Frank utilizzò la carta per acquistare nelle stazioni di servizio pneumatici, batterie ed altri articoli relativi alle auto e poi chiese agli addetti delle stazioni di dargli dei contanti in cambio dei prodotti. In definitiva, riuscì a sottrarre dalla carta di credito del padre circa 3 400 dollari[3][6].

Frode bancaria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1964, quando aveva 16 anni, i suoi genitori divorziarono; quando gli fu chiesto con quale genitore avrebbe preferito vivere, scappò. Vivendo da solo a New York dopo essere scappato, divenne conosciuto come "Big Nale", poi semplicemente come "Big". Decise di sfruttare il suo aspetto maturo e di modificare la sua patente (che negli Stati Uniti è anche il documento d'identità principale) in modo da risultare dieci anni più grande per ottenere un lavoro. Comunque, Frank imparò presto che più istruzione si ha, più si viene pagati. Cercando disperatamente di sopravvivere, cominciò a cercare di fare soldi lavorando come una sorta di "truffatore di fiducia".

Il primo atto di questa sua attività fu quello di emettere assegni personali sul suo conto in rosso, cosa che scoprì essere possibile quando fu costretto a chiedere più soldi di quanti ne avesse sul conto. Tuttavia, questo sistema funzionava solo per un breve periodo di tempo, fino a quando cioè, la banca non chiedeva di ripianare il debito contratto. Così continuò ad aprire conti in altre banche a cui applicare la stessa frode cambiando, ogni tanto, identità per creare meno sospetti. Col tempo imparò altri metodi di frode, come stamparsi assegni contraffatti per poi depositarli e convincere le banche a prestargli soldi sulla base della sua falsa ricchezza. I soldi, naturalmente, non si materializzavano mai quando le banche si accorgevano che gli assegni non venivano accettati. Uno dei suoi famosi trucchi consisteva nello stampare il suo numero di conto sui moduli vuoti della banca, poi rimettere questi moduli insieme agli altri, in modo che i soldi venissero comunque trasferiti sul suo conto invece che su quello dei legittimi proprietari[7]. Raggiunse 40 000 dollari con questo metodo prima di essere scoperto. Ma, prima che la banca iniziasse a mettersi sulle sue tracce, Frank aveva già preso tutti i soldi e cambiato identità.

Cattura e reclusione[modifica | modifica wikitesto]

Frank fu catturato a Montpellier, in Francia, nel 1969, quando un assistente della Air France, col quale era stato in contatto in precedenza, lo riconobbe ed informò la polizia[8]. Quando la polizia francese lo arrestò, tutti i 26 paesi nel quale aveva commesso una frode ne chiesero l'estradizione. Dopo un processo di soli due giorni, fu rinchiuso nella prigione di Perpignan, dove scontò una prima condanna di un anno, poi ridotta a sei mesi. A causa delle pessime condizioni in cui versava all'epoca il carcere, rischiò di morire in cella.

Fu quindi estradato in Svezia. Durante il processo per falsificazione, le sue accuse furono ridotte a truffa e frode. A seguito di un'altra condanna, scontò altri sei mesi in una prigione di Malmö, dove venne a conoscenza della data del prossimo processo, che si sarebbe dovuto svolgere in Italia. Successivamente, un giudice svedese chiese ad un funzionario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di revocare il suo passaporto. Senza un passaporto valido, le autorità svedesi furono legalmente obbligate a deportarlo negli Stati Uniti, dove fu condannato a 12 anni in una prigione federale per frode multipla[9].

La fuga[modifica | modifica wikitesto]

Mentre veniva deportato negli Stati Uniti, Frank fuggì da un aereo di linea britannico Vickers VC10 durante la fase di atterraggio nell'Aeroporto Internazionale JFK di New York[10]. Riuscì a scavalcare le recinzioni e a chiamare un taxi per la Grande Stazione Centrale. Dopo essersi fermato nel Bronx per cambiarsi e ritirare un mazzo di chiavi di una cassetta di sicurezza di una banca di Montréal contenente 20 000 dollari, Frank prese un treno diretto all'Aeroporto Internazionale di Montréal-Dorval per acquistare un biglietto con destinazione San Paolo, Brasile, un paese che non aveva accordi di estradizione con gli Stati Uniti. Dopo una telefonata ad una convenience store della Mac's Milk, mentre era in fila alla biglietteria, fu riconosciuto ed arrestato da un agente della Royal Canadian Mounted Police e consegnato alla polizia doganale degli Stati Uniti. In attesa di un nuovo processo, Frank fu mandato nello United States Penitentiary di Atlanta, in Georgia, dal quale riuscì a fuggire nell'aprile del 1971. Successivamente fu recuperato a Washington da due detective del NYPD[4].

Impieghi legittimi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974, dopo aver scontato meno di sette anni della sua condanna a 12 anni presso il Federal Correctional Institution di Petersburg, in Virginia, il governo federale degli Stati Uniti lo rilasciò a condizione che aiutasse senza retribuzione le autorità federali ad indagare sui crimini commessi da falsari e truffatori[9]. Non volendo tornare dalla sua famiglia a New York, scelse come luogo di libertà vigilata Houston[11].

Dopo il suo rilascio Frank provò vari lavori, tra cui cuoco, droghiere e proiezionista cinematografico, venendo tuttavia licenziato dalla maggior parte di essi per non aver rivelato il suo passato da criminale. Trovando insoddisfacenti tutti quei lavori che era stato in grado di ottenere, decise di iniziare una vita legittima come consulente finanziario fondando a Tulsa, in Oklahoma, la Abagnale & Associates, società che gli ha permesso di arricchirsi e di andare a vivere dopo 25 anni con la moglie Kelly e i suoi tre figli Scott, Chris e Sean a Daniel Island, vicino Charleston, in Carolina del Sud[1][11].

Frank Abagnale oggi[modifica | modifica wikitesto]

Frank continua ancora oggi a fornire consulenze finanziarie all'FBI, col quale è rimasto legato da più di 40 anni, insegnando e tenendo conferenze nella sua accademia e nei suoi uffici presenti in tutto il territorio degli Stati Uniti[12].

Frank apparve per la prima volta in televisione nel 1977 nel quiz To Tell the Truth insieme a due concorrenti che si presentavano nelle sue stesse vesti, l'uno un prete cattolico e l'altro un produttore di attrezzature di polizia, ma non è stato riconosciuto dalla giuria. Sempre negli anni '70 apparve tre volte come ospite a The Tonight Show, venendo intervistato in un'occasione dal presentatore George Carlin.

All'inizio degli anni '90 fu ospite ricorrente nella serie televisiva britannica The Secret Cabaret, prodotta da Open Media per Channel 4. Il format era incentrato sulla magia e sulle illusioni e Frank era un esperto che mostrava vari trucchi del suo settore.

Nel 2002 il libro autobiografico di Frank Abagnale, Catch Me If You Can, è stato trasposto da Steven Spielberg nel film Prova a prendermi, con l'attore Leonardo DiCaprio nei panni di Frank. Lo stesso Frank Abagnale in persona ha fatto un'apparizione in un cameo del film, nelle vesti di un ufficiale della polizia francese che prende in custodia DiCaprio[13]. Nella pellicola l'attore Tom Hanks interpreta Carl Hanratty, personaggio basato sul vero agente dell'FBI Joseph Shea, che cambiò il destino di Frank Abagnale e rimase suo stretto amico nonché collega in ambito lavorativo fino alla sua stessa morte[14][15]. Da tale film ha avuto origine nel 2011 il musical Catch Me If You Can, con Aaron Tveit che interpreta Frank Abagnale. Il musical ricevette quattro nomination ai Tony Award, inclusa una per il miglior musical; Norbert Leo Butz vinse il premio come miglior attore in un musical.

Nel 2007 Frank apparve brevemente come speaker nella serie televisiva The Real Hustle, prodotta dalla BBC, parlando di varie truffe gestite da esperti truffatori.

Nel novembre del 2012 tenne un discorso sulla vulnerabilità degli anziani alle frodi presso il Senato degli Stati Uniti, sostenendo l'uso dei social security number per l'identificazione inclusi nelle card della Medicare[16][17][18].

Nel 2015 è stato nominato AARP Fraud Watch Ambassador per aiutare «a fornire programmi online e forum della comunità per educare i consumatori sui modi per proteggersi dal furto di identità e dalla criminalità informatica»[19]. Nel 2016 apparve in uno spot televisivo per IBM, mentre nel 2017 nel programma Talks at Google.

Nel 2018 gestì il podcast AARP The Perfect Scam sull'operato dei truffatori ed apparve a Miami nella conferenza Blockchain Nation, sponsorizzata dall'American Renewable Energy Corporation, dove parlò della tecnologia blockchain[20].

Dal 1980 al 2019 Frank ha scritto alcune opere (Catch Me if You Can, 1980; The Art of the Steal, 2001; Real U Guide to Identify Theft, 2004; Stealing Your Life, 2007; Scam Me If You Can, 2019), tra cui un'autobiografia (Catch Me if You Can), dalla cui vendita ha ricavato più di 20 milioni di dollari.

Le false identità[modifica | modifica wikitesto]

  • Insegnante: Frank ammise di aver falsificato una laurea della Columbia University e di aver insegnato sociologia alla Brigham Young University per un semestre, lavorando come supplente sotto il falso nome di Frank Adams[21]. Per insegnare alla classe, faceva leggere un capitolo del libro agli alunni, che poi commentava ed interpretava dando sfogo alle sue spiccate doti di improvvisazione;
  • Pilota: Frank, per sembrare più 'legittimo' nel periodo in cui incassava assegni, decise di impersonare un pilota della Pan Am con il nome falso di Frank Williams. Ottenne l'uniforme contattando telefonicamente la compagnia aerea e dicendo di essere un loro pilota che aveva smarrito l'uniforme nella lavanderia del suo hotel. Riuscì inoltre a contraffare una licenza di pilota della Federal Aviation Administration[22]. La Pan Am ha stimato che tra i 16 e i 18 anni di età Frank abbia volato (come passeggero) per oltre 1.600.000 km su più di 250 voli in 26 paesi diversi sfruttando la pratica del deadheading con la quale i piloti ricevono viaggi gratis come cortesie professionali da parte di altre compagnie aeree[23]. In qualità di pilota dell'azienda, durante questo periodo è stato anche in grado di soggiornare gratuitamente negli hotel. Spese come vitto o alloggio venivano fatturate alla compagnia aerea. Tuttavia Frank non volò mai su aerei Pan Am temendo di essere smascherato da veri piloti o dipendenti della compagnia stessa. La stampa cominciò via via a riportarlo nelle testate giornalistiche come "lo skywayman" o "il James Bond del cielo";
  • Medico: per undici mesi Frank impersonò un pediatra capo in un ospedale della Georgia sotto lo pseudonimo di Frank Conners. Decise di fare questo siccome era stato quasi catturato in un aeroporto di New Orleans. Dopo essersi ritirato in Georgia, avendo fatto sapere al titolare dell'appartamento in cui alloggiava di essere un dottore per non venir ricercato ancora come pilota, divenne amico di un vero dottore che abitava nello stesso complesso di appartamenti, il quale gli procurò l'incarico provvisorio di supervisore di stagisti dell'ospedale. Tale ruolo risultò per lui facile e non impegnativo, dato che non doveva fare niente di effettivamente medico. Rischiò di essere scoperto mentre stava quasi lasciando morire un bambino di asfissia, perché non aveva idea di che cosa fosse un "neonato cianotico", come gli era stato detto dagli infermieri. Tale episodio lo convinse a dimettersi: infatti Frank si era reso conto di poter mettere a rischio vite umane per la sua incapacità di rispondere a situazioni di vita o di morte[4];
  • Avvocato: mentre si faceva passare per Robert Black, primo ufficiale della Pan Am, millantando con una hostess a cui diceva di avere anche una laurea in legge, questa lo presentò ad un amico avvocato. Falsificando una laurea in legge dell'Università di Harvard, passò l'esame per professare in Louisiana (Frank racconta di aver veramente sostenuto e superato, al terzo tentativo, l'esame)[24]. A 19 anni si ritrovò così a lavorare nell'ufficio legale più importante dello Stato. Dopo otto mesi fu però costretto a lasciare tale impiego poiché un collega che si era davvero laureato ad Harvard cominciò a fargli domande sull'Università, a cui, ovviamente, Frank non poteva rispondere.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Abagnale & Associates, su abagnale.com.
  2. ^ (EN) Olivia Solon, Frank Abagnale on the death of the con artist and the rise of cybercrime, in Wired, 12 febbraio 2017.
  3. ^ a b c Frank Abagnale, p. 6.
  4. ^ a b c Frank Abagnale, p. 277.
  5. ^ (EN) Robert Cox, Secret Service High Rise Raid Tied to New Rochelle Post Office Check-Washing Scheme, Sources, in Talk of the Sound, 13 gennaio 2019 (archiviato il 13 maggio 2020).
  6. ^ (EN) Rachael Bell, Skywayman: The Story of Frank W. Abagnale Jr., su truTV, Turner Broadcasting Systems (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2009).
  7. ^ Jim Hammerand, Q&A: 'Catch Me if You Can' Conman Abagnale Tells How to Prevent Fraud, su Minneapolis Business Journal, 11 dicembre 2012.
  8. ^ Ivo Vynckier, Arrests of the Escape Artist Frank Abagnale – Spielberg, Abagnale and OCR, su spielberg-ocr.com.
  9. ^ a b Allan Conway, Analyze This: What Handwriting Reveals, 1ª ed., PRC Publishing, 2004, p. 64.
  10. ^ Paul Buck, in Prison Break – True Stories of the World's Greatest Escapes, Kings Road Publishing, 2012.
  11. ^ a b (EN) Kristi Eaton e Anna Holton Dean, The Road to Fame: Frank Abagnale, su Tulsa People, marzo 2019.
  12. ^ About Frank, su abagnale.com.
  13. ^ Todd Van Luling, 11 Easter Eggs You Never Noticed in Your Favorite Movies, su Huffingtonpost, 17 ottobre 2014.
  14. ^ (EN) Joseph Shea, in Atlanta Journal-Constitution, 7 agosto 2005.
  15. ^ An Obituary for Joseph Shea, su spielberg-ocr.com.
  16. ^ Glenn Ruffenach, 5 anti-fraud tips from an ex-fraudster, su MarketWatch, 26 novembre 2012.
  17. ^ Testimony by Frank W. Abagnale (PDF), su Aging, U.S. Senate Special Committee, 12 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2012).
  18. ^ America's Invisible Epidemic: Preventing Elder Financial Abuse, su Aging, 25 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2012).
  19. ^ Fraud Watch Ambassador Named, su states.aarp.org, 27 agosto 2015.
  20. ^ Frank Abagnale blockchain banks, su Fortune.
  21. ^ (EN) Ryan McIlvain, The art of the steal, su BYU NewsNet, 11 marzo 2005.
  22. ^ Frank Abagnale biography, su biography.com, 1996.
  23. ^ Catch me if you can, su Florida Sun-Sentinel.
  24. ^ (EN) Rachael Bell, Skywayman: The Story of Frank W. Abagnale Jr., su Crime Library, Turner Entertainment Networks, p. 6 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frank Abagnale, Catch Me If You Can, Broadway Paperbacks, 1980.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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