Franco Venanti

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Il pittore perugino a lavoro su uno dei suoi quadri nel proprio atelier.

Franco Venanti (Perugia, 6 novembre 1930) è un pittore e scrittore italiano.

Pittore perugino prevalentemente figurativo. È stato invitato a rassegne nazionali e internazionali tra le più qualificate ottenendo importanti riconoscimenti.[1]

Nel 1963 ha fondato a Perugia l'Associazione Culturale Luigi Bonazzi.

Nel 1978 gli è stato conferito dal Comune di Terni il Valentino d'oro per meriti artistici.

Nel 2005 è stato scritto un libro sulla sua vita e sul suo pensiero pittorico chiamato Un pittore sui sentieri dell'ignoto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È un pittore perugino prevalentemente figurativo; ha iniziato a dipingere a 13 anni alla Bottega del pittore Adalberto Migliorati. Intraprese gli studi giuridici, ma non li portò mai a termine mancandogli solo un esame e la tesi. Da quel momento si dedicò all'arte.

Ha esposto nelle più importanti città italiane e all'estero. È stato invitato a rassegne nazionali e internazionali tra le più qualificate ottenendo importanti riconoscimenti. Sue opere figurano in numerose collezioni private e pubbliche, nazionali ed estere. Alcune presenze: Anatomia di un cappello, collezione d'Arte Moderna, San Marino; Il computer, raccolta d'Arte Moderna, Barcellona; Giovanna D'Arco, Collezione Ricci, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Ricci, Macerata; Viva la Rivoluzione, Collezione Kou & Saburo, Tokio; Folgorazioni d'amore, Galleria d'Arte Moderna, Santhià. Ha partecipato al Gruppo dei Vageri fondato da Lorenzo Viani.

Nel 1963 ha fondato a Perugia l'Associazione Culturale Luigi Bonazzi, insieme a Gerardo Dottori ed altri intellettuali perugini. Dal 1963 al 1974 fu Presidente dell'Associazione. Lo scopo principale della sua associazione era quello di far conoscere gli aspetti storici, scientifici, artistici dell'Umbria.[2]

Insieme al fratello Luciano ha ideato l'Agosto Corcianese o anche chiamato Corciano Festival. Per circa 20 anni è stato consigliere dell'Accademia di Belle Arti di Perugia, della quale è Accademico di Merito. Ha pubblicato molti libri e pubblicazioni di grafica. Nel 1978 gli è stato conferito dal Comune di Terni il Valentino d'oro per meriti artistici.

Ha radunato attorno a sé numerosi studenti e neo-pittori che organizzano mostre in Umbria creando la bottega del Maestro Franco Venanti. L'intento di questa bottega è di raccontare attraverso l'arte le memorie di una intera città e della sua comunità: Perugia e i Perugini. In quest'ottica Venanti vive la propria città in maniera profonda e riesce a mostrare nei quadri gli aspetti più affascinanti e allo stesso tempo contraddittori di Perugia.[3]

Nel 1982 è stato nominato Commendatore e nel 1985 Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2003 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è stato insignito della Medaglia d'argento ai benemeriti della cultura e dell'arte[4]. Successivamente il Comune di Perugia lo ha inserito nell'Albo d'Oro dei cittadini più illustri.[5][6]

Nel 2005 è stato scritto un libro sulla sua vita e sul suo pensiero pittorico chiamato Un pittore sui sentieri dell'ignoto. Il libro esplora le esperienze biografiche inspiegabili del pittore e il suo modo d'intendere l'arte. In sintesi, gli autori del libro hanno creato la storia del pittore a partire dai racconti dello stesso insieme con le opinioni personali di Venanti sia sull'arte che sulla società moderna. Nel libro non mancano numerose conversazioni avute tra gli autori nella redazione del libro.[7]

« Non ho mai concepito l'arte a tema esclusivo, ma sfoghi molteplici. Certo, s'imboccano, volta per volta, strade diverse. Anche percorrendole sino in fondo, ci si può fermare sul ciglio per curiosare nelle vie traverse. Altrimenti ci si annoia o si diventa matti. Con la politica è la stessa cosa. Non sono un animale politico perché la mia animalità è istintiva e selvaggia, non meditata, mai utilitaristica e speculativa. Eppure parlo sempre di politica. Odio il potere. Chi sale su una sedia m'infastidisce per il solo fatto che si sceglie il piedistallo. Sono stato amico di guevaristi e preti scismatici. Nel gruppo culturale Bonazzi, che sciolsi nel '74, vissi attimi inebrianti di sfida e protesta. Ma diffido degli aggiustamondo di professione. E poi, alle volte, con raccapriccio, mi sorprendo in fragrante nostalgia di valori che una volta pensavo fosse giusto distruggere e che invece, forse, bisognava conservare. Almeno quelli eterni, che proteggono la nostra individualità, la nostra ansia di libertà e di civiltà. Così con le donne. Mi hanno sempre attirato, nel bene e nel male, quando le rinnego e quando le rimpiango, e quando le cerco di nuovo. Penso che le donne siano gli animali più pittorici, oltre che i più pittoreschi, che possano insegnare ad un artista il gusto di vivere e la voglia del misterioso. »

(Franco Venanti[8])

Pittura[modifica | modifica wikitesto]

Franco venanti è un pittore che sia nel panorama italiano che in quello umbro ha saputo sempre andare contro corrente rispetto a determinati momenti storici e ai pittori contemporanei.[8]

La sua pittura si può considerare come un percorso all'interno della figura. La figura è ciò che lo ispira nella composizione di quadri e nella sua tecnica di scomposizione dei particolari.[8]

Una caratteristica dei quadri di Venati risiede nell'attrazione e nel coinvolgimento dello spettatore. La produzione di Venanti è tragica, ironica, limpida, accattivante, malinconica e gaudente.[8]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— Roma, 27 dicembre 1982
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— Roma, 27 dicembre 1985
Medaglia d'argento ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 2 aprile 2003

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco che segue è una selezione di alcune mostre collettive e personali dell'autore in ordine cronologico.

Internazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Biennale di Madrid, 1970.
  • Biennale di Barcellona, 1970.
  • Biennale Internazionale della Grafica, Barcellona, 1971.
  • Biennale Internazionale del Castello di Serravalle (Primo premio), Repubblica di San Marino, 1976.
  • Mostra Antologica, Museo Pinacoteca di San Francesco, Repubblica di San Marino, 1977.
  • Mostra Personale alla Galleria di Thomas Kou & Saburo Hwang, Tokyo, 1993.

Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Mostra Nazionale del Quadro Minimo (Primo premio), Viareggio, 1959.
  • Manifestazione artistica di protesta contro le armi nucleari, Logge degli Uffizi, Firenze, 1961.
  • Mostra Nazionale d'Arte Contemporanea (Primo premio con riconoscimento speciale del Ministro per il Turismo On. Folchi), Palazzo Enit, Roma, 1961.
  • Mostra Nazionale d'Arte Contemporanea di Villa Medici (Premio Pakerson), Firenze, 1961.
  • Rassegna Nazionale (Primo premio), Palazzo Brancaccio, Roma, 1961.
  • Esposizione alla Galleria Ravagan, Venezia, 1963.
  • Premio Carnevale di Viareggio (Primo premio), 1963.
  • Premio Nazionale di Pittura Charitas (Primo premio), Viareggio, 1965.
  • Mostra Nazionale di Pittura Maschere e Carnevale (Primo premio), Viareggio, 1967.
  • Biennale del Fiorino, Palazzo Strozzi, Firenze, 1969.
  • Mostra Antologica, Palazzo Strozzi, Firenze, 1972.
  • Mostra Personale, Galleria Montenapoleone, Milano, 1971.
  • Rassegna d'Arte, Galleria Montenapoleone, Milano, 1974.
  • Biennale del Fiorino (Targa del Ministro D. Antoniozzi), Firenze, 1977.
  • Oltre il visibile, Galleria Comunale, Arezzo, 1977.
  • Mostra Personale, Galleria Gottardo, Padova, 1978.
  • Mostra di Pittura Contemporanea, Teatro degli Industri, Grosseto, 1979.
  • Mostra Antologica, Galleria Cangrande, Roma, 1984.
  • Premio Nazionale “Bernardino Lanino”, Santhià, 1987.
  • Mostra Antologica dal 1970 al 1988, Palazzo Vescovile, Acquaviva delle Fonti, Bari, 1988.
  • I nuovi barbari, Palazzo Ducale, Mantova, 1993.

Regionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Mostra umbra d'Arte Sacra (Primo premio), Palazzo Trinci, Foligno, 1962.
  • Mostra di Grafica, Quadreria Il Perugino, Perugia, 1974.
  • Artisti umbri, Palazzo Comunale, Terni, 1979.
  • Pittura e Scultura Contemporanea, Sala delle Pietre, Todi, 1980.
  • 15 anni di ricerca figurativa, Sala della Conciliazione, Assisi, 1981.
  • Mostra di Grafica, Galleria Il Sagittario, Terni, 1982.
  • Uno spaccato di vita quotidiana nella valle umbra, Palazzo Trinci, Foligno, 1985.
  • Mostra d'Arte Sacra, Pinacoteca, Perugia, 1986.
  • Imago, motivi e momenti figurativi in Umbria dal 1950 al 1980, Corciano, 1989.
  • Mostra Regionale d'Arte Sacra, Foligno, 1990.
  • Artisti e Grafica Contemporanea in Umbria, CERP (Centro Espositivo Rocca Paolina), Perugia, 1990.
  • Franco Venanti tra rivoluzione e restaurazione, opere dal 1968 al 1991, Palazzo Antonini, Todi, 1991.
  • Palio d'autore, arte e tradizione, Gubbio, 1994.
  • Seduzione e sedizioni (Mostra Antologica), Forte Spagnolo, L'Aquila, 1995.
  • Il genio creativo tra manualità e tecnologia, Corciano, 2000.
  • Rapsodia di Frammenti (Mostra Antologica), Aula Magna dell'Università, Camerino, 2002.
  • Percorsi e varianti (Mostra Antologica), Castello Aldobrandesco, Arcidosso, 2003.
  • Autonomia e originalità della Nuova Figurazione: mezzo secolo di ricerca, CERP, Perugia, 2003-04.
  • Tanto di Cappello, Archivio di stato di Perugia, 24 giugno - 6 luglio 2006.
  • Terra di Maestri, Villa Fidelia, Spello, 2006.[9][10]
  • Sessant'anni in Mostra, Complesso monumentale di Santa Giuliana, Perugia, 2008.[11][12]
  • Da Collezione Privata, Torre Strozzi, Perugia, 2009.[13]
  • Una piccola mostra monografica dal 1988 al 2010, (a cura di) Caterina Terzetti, Galleria Gustavo Benucci, Perugia, 2010.[14]
  • Entropia: Arte, Scienza e Religione, Palazzo della Provincia di Perugia, 2010.[13][15][16][17]
  • Presentazione litografia, Palazzo Giustiniani, Perugia, 2011.[18]
  • In bianco e nero, ArtGallery Palazzo Bontandosi, Montefalco, 2011.[19][20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Venanti, LaMiaUmbria.it. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  2. ^ Franco Venanti, Storia Associazione, su xoomer.virgilio.it. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  3. ^ Gli Allievi di Franco Venanti, Bottega del Venanti, su bottegavenanti.com. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Luciano Salce, Franco Venanti, su blog.libero.it, 2 gennaio 2009. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  6. ^ Elisa Cardinali, Francesca Rossi, Hanno scritto di lui, su francovenanti.it. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  7. ^ Un pittore sui sentieri dell'ignoto, su misteria.org. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  8. ^ a b c d Franco Venanti, Umbriaearte. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  9. ^ Filomena Armentano, Stella Carnevali, A Spello gli artisti umbri del '900 (PDF), in Il Messaggero (Perugia), 7 aprile 2004, p. 44. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  10. ^ Terra di Maestri, ArsKey Magazine d'arte moderna e contemporanea. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  11. ^ Franco Venanti "60 anni in mostra", Regione Umbria. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  12. ^ Perugia: fino al 22 dicembre a Santa Giuliana esposizione del pittore Franco Venanti dal titolo "60 anni in mostra", Umbria Magazione.com, 24 novembre 2008. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  13. ^ a b Franco Venanti, Mostre, ExibArt. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  14. ^ Franco Venanti: Una piccola mostra monografica, Perugia Notizie, 16 dicembre 2010. URL consultato il 15 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2012).
  15. ^ L’entropia di Venanti entra in Provincia, InUmbria.it, 25 maggio 2010. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  16. ^ Mostre – L’entropia di Venanti entra in Provincia, GoodMorningUmbria.it, 24 maggio 2010. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  17. ^ L'entropia del pittore Franco Venanti entra nelle sale della Provincia Esposizione fino al 6 giugno. Assessore Porzi: "Il palazzo si apre alla città diventando sempre più una vetrina di eventi", TuttoOggi.info, 25 maggio 2010. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  18. ^ Celebrazioni del 20 giugno 1859, su goiumbria.org. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  19. ^ Elisa Cardinali e Francesca Rossi, Mostra personale presso l'Artgallery Palazzo Bontandosi, Montefalco, su francovenanti.it. URL consultato il 15 gennaio 2012.
  20. ^ Franco Venanti, Quadro di Franco Venanti, su Bontadosi Art Gallery Fine Art In Montefalco. URL consultato il 15 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C.E. Bugatti (a cura di), Franco Venanti, Bugatti Editore, Ancona, 1972.
  • F. Chiocci - D. Rea (a cura di); scritti di G. Breddo, B. Brunori, F. Calzavacca, F. Chiocci, M. Coletti, A.C. Ponti, E. Vaime; Franco Venanti, Umbria Edizioni, Perugia, 1977.
  • Gastone Breddo (a cura di), Franco Venanti, Querini, Selvazzano (PD), 1978.
  • Carlo Munari, Franco Venanti: Immagini senza tempo, Ed. Grafica Salvi, Perugia, 1983.
  • F. Cimara, Alla Galleria Cangrande l'infinitesimo di Venanti, in riv. “Scena illustrata”, anno 120. n. 4, 1984.
  • Raffaele De Grada, Franco Venanti: Il codice diverso, Roma, 1984.
  • D. Rea, L'operazione Venanti o l'universo del mistero, in riv. “Scena illustrata”, anno 122. n. 2, 1986.
  • A. Campi, Intervista con il pittore Franco Venanti, “Prime Umbria”, A. IV, nº 3-4, maggio-agosto, 1991, p.7-10.
  • Franco Venanti, L'alfabeto: riflessioni immagini…ed altro, Ed. Grafica Salvi, Perugia, 1993.
  • F. Bozzi (a cura di), Franco Venanti: I nuovi barbari. Opere dal 1970 al 1993, Litostampa, Ponte S. Giovanni, Perugia, 1993.
  • A. Carlo Ponti (a cura di) Franco Venanti, Fantasmi, chimere e comparse. Opere 1970-1997, Edizioni Guerra, Perugia, 1997;
  • Franco Venanti: Grafica e Manifesti: 1979-1997, Edizioni Guerra, Perugia, 1997.
  • Franco Venanti, Venantyricon, Edizioni Guerra, Perugia, 2000.
  • E. Giannì, Profili di donna, Corciano 1999; Il genio creativo tra manualità e tecnologia, Corciano, 2000;
  • Franco Venanti, in “Contemporary Art”, Collana d'Arte Visuale, n. 1, Edizioni Guerra, Perugia 2002;
  • Franco Venanti. Rapsodia di Frammenti: opere dal 1970 al 2002 (Camerino), Edizioni Guerra, Perugia, 2002.
  • Franco Venanti, 1° e 2° volume monografico, Edizioni Guerra, Perugia, 2002-03;
  • Franco Venanti, Percezione e comunicazione. Dal reale al virtuale, Edizioni Guerra, Perugia, 2005.
  • D. Antolini-M. De Luca-A. Sargentini, Franco Venanti. Un pittore sui sentieri dell'ignoto, Morlacchi Editore, Perugia, 2005.
  • Marco Nicolini, Omaggio in bianco e nero a Franco Venanti, Morlacchi Editore, Perugia, 2011

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