Franco De Falco

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Franco De Falco
Franco De Falco - Triestina - Serie C1 1982-83.jpg
De Falco alla Triestina nella stagione 1982-1983
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1994 - giocatore
2006 - allenatore
Carriera
Giovanili
1974-1975 Nocerina
Squadre di club1
1975-1979 Cesena 47 (6)
1979-1980 Forlì 22 (9)
1980 Como 2 (0)
1980-1981 Catania 22 (2)
1981-1987 Triestina 193 (79)
1987-1988 Salernitana 22 (3)
1988-1989 Triestina 23 (3)
1989-1991 Siena 57 (15)
1991-1993 Reggiana 46 (6)
1993-1994 Castel San Pietro ? (?)
Carriera da allenatore
2005-2006 Triestina
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Franco De Falco (Pomigliano d'Arco, 2 aprile 1959) è un ex allenatore di calcio, ex calciatore e dirigente sportivo italiano, di ruolo attaccante.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nella Nocerina[1], a 16 anni si trasferisce nelle giovanili del Cesena. Con i romagnoli esordisce in Serie A, il 22 maggio 1977 contro il Milan; a fine stagione il Cesena retrocede in Serie B, e De Falco disputa due campionati nella serie cadetta, totalizzando 45 presenze e 6 reti[1]. Nel novembre del 1979, dopo un'altra presenza con il Cesena, scende in Serie C1 a Forlì, con cui realizza 9 reti in 22 partite[1]. L'anno seguente torna in Serie A, con il Como, ma colleziona solo due presenze (contro l'Udinese Calcio e contro la Roma), e ad ottobre va al Catania, nei cadetti.

De Falco al Catania nel 1980-1981

Nel 1981 arriva alla Triestina, acquistato in comproprietà dal Cesena per 125 milioni di lire[1]. Con la formazione giuliana "Totò" giocherà dal 1981-1982 al 1986-1987, per poi ritornare nel 1988-1989. Complessivamente ha disputato, con la maglia alabardata, otto campionati (tre in serie C1 e cinque in serie B), segnando 82 reti, e diventando il miglior realizzatore nella storia della squadra[1]. Nella stagione 1982-1983 trascina la Triestina alla vittoria del campionato di serie C1, realizzando 25 reti, e nei due anni successivi si conferma anche tra i cadetti, realizzando prima 14 e poi 16 gol[1].

Lontano da Trieste fa fatica ad esprimersi. Dopo una stagione alla Salernitana, nel campionato di Serie C1 1987-1988 (22 presenze e tre gol)[2], l'anno dopo torna alla Triestina, nel frattempo retrocessa, con cui ottiene la seconda promozione in Serie B. Lasciata definitivamente Trieste, scende in Serie C2 a Siena, dove vince il campionato con Attilio Perotti in panchina e Daniele Arrigoni capitano. Resta in Toscana l'anno successivo, dove contribuisce con 7 gol alla salvezza dei bianconeri.

Dal 1991 al 1993 torna in Serie B, alla Reggiana, utilizzato come attaccante di riserva[3]. Al termine della stagione 1992-1993 conquista la promozione in A, e va a chiudere la carriera nei dilettanti del Castel San Pietro[4].

Dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la carriera di dirigente che lo vedrà attivo come operatore di mercato di Castel San Pietro, Cesena, Frosinone e Bellaria[4][5]. Nella stagione 2005-2006 viene ingaggiato dal presidente Flaviano Tonellotto alla Triestina[1]: per un periodo ricopre anche l'incarico di allenatore della prima squadra, in coppia con Vittorio Russo dopo l'esonero di Pietro Vierchowod[1]. Dopo le vicende societarie che porteranno il presidente a dimettersi e vendere la società, De Falco assume temporaneamente la carica di presidente, a causa del commissariamento della società[1]. Dopo l'acquisto della Triestina da parte di Fantinel, De Falco viene confermato nel ruolo di direttore sportivo.

Il 7 luglio 2010 lascia la società alabardata diventando il nuovo direttore sportivo del Piacenza[6], incarico che lascia al termine della stagione. Nel novembre del 2011 diventa il nuovo direttore sportivo della Reggiana[4][5].

Calcioscommesse[modifica | modifica wikitesto]

In seguito allo scandalo del calcioscommesse, l'8 maggio 2012 viene deferito dalla Procura federale della FIGC.[7]

Il 1º giugno il procuratore federale Stefano Palazzi richiede per lui quattro anni e sei mesi di squalifica.[8] Il 18 giugno in primo grado la Commissione Disciplinare della FIGC lo squalifica per 3 anni e 9 mesi.[9]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Triestina: 1982-1983 (girone A)
Siena: 1989-1990 (girone A)
Reggiana: 1992-1993

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]