Franco Caprioli

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Franco Caprioli (Mompeo, 5 aprile 1912Roma, 8 febbraio 1974) è stato un fumettista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nella provincia di Rieti, Caprioli si dedica inizialmente alla pittura, ma approda nel 1937 all'illustrazione su Argentovivo ed al fumetto nel 1939, quando inizia una lunga collaborazione col settimanale cattolico Il Vittorioso, dove esordisce con storie di sua creazione, quali Gino e Piero e Pino il mozzo. Dal 1940 collabora anche a Topolino ed al Corriere dei Piccoli, per tutto il periodo bellico.

Caprioli è autore notevole sia per lo stile grafico, caratterizzato da un disegno pulito, lineare, minuzioso, dalle tipiche ombreggiature a fitti puntini, sia per la serie di suggestivi racconti d'avventura degli anni cinquanta, spesso ambientati nei mari del sud: I fanti di picche, L'isola giovedì, Fra i Canachi di Matarega, La perla nera, L'isola tabù, Le tigri del Bengala, Mino e Dario ed altri.

Dopo una parentesi meno produttiva, torna al fumetto su Il Giornalino nel 1970 con L'isola misteriosa, seguita da magistrali trasposizioni di altre opere di Verne, come Un capitano di quindici anni, e di classici dell'avventura, come Moby Dick.

La sua ultima fatica, una trasposizione a fumetti de I figli del capitano Grant, è interrotta dalla sua morte.[1]

Nel 1987 Paolo Ferriani Editore dà alle stampe il secondo numero della collana I quaderni del fumetto italiano inaugurando la serie I grandi autori dedicata interamente alla figura artistica e professionale di Caprioli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La storia sarà completata da Gino D'Antonio.
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