Franco Cappa

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Franco Cappa
Cappa.jpg
Il sottotenente Franco cappa a fianco del suo velivolo a Castelvetrano nel 1940
9 maggio 1916 – 8 maggio 1941
Nato aBovolone
Morto aMare Mediterraneo
Cause della mortecaduto in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegia Aeronautica
SpecialitàBombardamento
Aerosiluranti
Reparto259ª Squadriglia, 280ª Squadriglia autonoma aerosiluranti
Anni di servizio1937-1941
GradoTenente di complemento
GuerreSeconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia di Punta Stilo
Operazione Tiger
Decorazionivedi qui
dati tratti da Medaglie d'Oro al Valor Militare[1]
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Franco Cappa (Bovolone, 9 maggio 1916Mediterraneo occidentale, 8 maggio 1941) è stato un aviatore e militare italiano, insignito di Medaglia d'oro al valor militare alla memoria durante il corso della seconda guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Bovolone, provincia di Verona, il 9 maggio 1916, figlio di Angelo e Anna Pesenti.[2] Dopo aver conseguito la maturità classica il 30 settembre 1936, si iscrisse alla facoltà di medicina dell'Università di Padova. Chiamato a prestare servizio militare presso la Regia Aeronautica il 1 settembre 1937[2] ottiene il brevetto di pilota civile di 1º Grado l'11 dicembre dello stesso anno, e quello di pilota militare il 7 luglio 1938. A partire dal 16 dello stesso mese prestò servizio come sottotenente[2] pilota di complemento nel 36º Stormo Bombardamento Terrestre di stanza Bologna.[3] Al termine del servizio di leva, nel maggio 1939 fu posto in congedo, ma ritornò in servizio attivo dall'agosto 1939 al gennaio 1940.[2]

Le azioni belliche[modifica | modifica wikitesto]

Richiamato definitivamente in servizio per il precipitare della situazione internazionale nel maggio 1940, rientrò presso il 36º Stormo conseguendo l'abilitazione al pilotaggio del velivolo da bombardiere S.79 Sparviero.[4] Il primo giorno di guerra, 11 giugno 1940, decollò dal campo d'aviazione di Castelvetrano[4] (Trapani) con la 259ª Squadriglia, 109º Gruppo,[3] 36º Stormo, compiendo la sua prima missione bellica con un'incursione sull'arsenale di Malta[4] dove sganciò 4 bombe da 250 kg. L'aereo fu attaccato da caccia inglesi Gloster Gladiator, uno dei quali rimane sicuramente danneggiato.[5] Il 13 giugno andò di nuovo in volo per una azione di bombardamento sull'aeroporto di Kassar-Said, Tunisia,[4] lanciando da 4200 metri di quota 9 ordigni da 100 kg, nonostante il fuoco della contraerea e l'attacco di un caccia nemico.[5] Il 21 giugno effettuò una missione notturna di bombardamento sull'arsenale di Biserta riportando danni al velivolo a causa dell'intessissima reazione contraerea. Il 9 luglio decollò per una azione contro unità navali britanniche Punta Stilo[4] ma è costretto a rientrare dopo 30 minuti di volo a causa del cattivo funzionamento del carrello.[5] Va meglio l'11 luglio quando riesce ad attaccare una portaerei inglese. Il 7 settembre andò di nuovo in azione sui cieli di Malta per un bombardamento contro obiettivi navali.[5] Anche questa volta viene attaccato da caccia uno dei quali viene sicuramente abbattuto dall'equipaggio. L'ultima azione con la 259ª Squadriglia la compie l'11 novembre con un volo di ricognizione sul mediterraneo centrale.[5]

A domanda, chiese ed ottenne di essere trasferito alla specialità aerosilurante e il 3 dicembre[2] si trasferì a Gorizia presso il 1º Nucleo Addetramento Aerosiluranti[2] dove effettuò il primo volo di addestramento.[5] Il 10 febbraio 1941 è trasferito ad Elmas Cagliari in forza alla 280ª Squadriglia Aerosiluranti, comandata dal capitano Amedeo Mojoli.[5] Nel mese di marzo compie un paio di ricognizioni armate senza esito, e l'11 aprile 1941 fu promosso tenente.[1] Il 27 dello stesso mese decollò alla ricerca di unità navali inglesi. Il 3 maggio 1941 attaccò una formazione navale nemica composta da 1 incrociatore e 2 cacciatorpediniere senza tuttavia riuscire ad effettuare il lancio del siluro per l'impossibilità di avvicinarsi a distanza utile ed fu costretto a rientrare con l'arma a bordo.[5]

La scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

L'8 maggio[2] prese parte alle operazioni aeronavali contro la Force H inglese (Operazione Tiger), che tentava di rifornire Alessandria d'Egitto da Gibilterra.[5] Alle ore 12 decollò dall'aeroporto di Elmas insieme ad altri quattro velivoli S.79 scortati da 15 caccia C.R.42 Falco del 3º Gruppo caccia terrestre. Alle 13.40 gli aerei attaccarono le navi nemiche accolti da uno sbarramento di caccia Fairey Fulmar decollati dalla portaerei Ark Royal e ne abbattono con le armi di bordo almeno 5 sicuri. Dopo i caccia incontrano un violentissimo fuoco antiaereo. Il suo aereo e quello del Cap. Marini vennero abbattuti.[5] Prima della partenza da Elmas, disse ai suoi specialisti che avrebbe tentato di avvicinarsi il più possibile alle navi inglesi per avere il massimo delle probabilità di mettere a segno il proprio siluro. Il suo S.79 si inabissò con tutto l'equipaggio composto dal M.llo Pilota Lamberto Giovagnoli, 1° Aviere Marconista Michele Scafa, Aviere Scelto Motorista Antonio Flamini e 1º Aviere Armiere Antonio Luciani. Decorato con la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria,[1] in totale il Ten. Franco Cappa aveva effettuato oltre 106 ore di volo di guerra.[5]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Al Ten. Pil. Franco Cappa fu intitolato il 72º Gruppo I.T. dell'Aeronautica Militare con sede a Isola Rizza.[5]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Primo Pilota di apparecchio aerosilurante già distintosi in altre azioni, quale bombardiere, partecipava all'attacco di una potente formazione navale nemica. Con suprema audacia e decisione, penetrando nel violento sbarramento di fuoco navale e contraereo, attuava il proposito, già alla partenza manifestato ai camerati, di avvicinarsi il più possibile all'obiettivo pur di non fallire il colpo. Mentre compiva con questo intento l'azione, un proiettile spezzava la sua ala eroica. Non vinto ancora, sganciava il siluro precipitando in mare accanto al colpito potente scafo nemico Esempio di eroismo e di suprema dedizione alla Patria. Cielo del Mar di Sardegna, marzo-8 maggio 1941»
— Regio Decreto 24 ottobre 1941[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1969, p. 144.
  2. ^ a b c d e f g Bianchi 2010, p. 3.
  3. ^ a b Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 115.
  4. ^ a b c d e Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 116.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l Gianni Bianchi, Con l'ala tesa a gloria o a morte. La storia del Ten. Pil. Franco Cappa 36º Stormo A.S., Edizioni Sarasota, 2010.
  6. ^ Bollettino Ufficiale 1941, disp.45, pag. 2071 e disp.52, pag.2552.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Bianchi, Con l'ala tesa a gloria o a morte. La storia del Ten. Pil. Franco Cappa 36º Stormo A.S., Edizioni Sarasota, 2010.
  • (EN) Chris Dunning, Combat Units od the Regia Aeronautica. Italia Air Force 1940-1943, Oxford, Oxford University Press, 1988, ISBN 1-871187-01-X.
  • Paolo Ferrari, Giancarlo Garello, L'Aeronautica italiana. Una storia del Novecento, Milano, Franco Angeli Storia, 2004, ISBN 88-464-5109-0.
  • I Reparti dell'Aeronautica Militare Italiana, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1977.
  • Medaglie d'Oro al Valor Militare, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1969.
  • Mirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945 – Azioni belliche e scelte operative, Bologna, Odoya, 2012, ISBN 978-88-6288-144-9.
  • Franco Pagliano, Storia di diecimila aeroplani, Milano, Edizioni Europee, 1954.