Francis Turatello

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Turatello (a destra), compagno d'anelli alle nozze di Renato Vallanzasca (a sinistra), avvenute in carcere

Francis Turatello, all'anagrafe Francesco Turatello (Asiago, 4 aprile 1944Nuoro, 17 agosto 1981), è stato un criminale italiano, attivo nel corso degli anni settanta, soprattutto nella città di Milano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Turatello nacque ad Asiago, in provincia di Vicenza, il 4 aprile del 1944, da una sarta veneta, anch'ella originaria di Asiago ma da tempo residente a Milano e ritornata al paese natío durante la guerra, e da padre ignoto (secondo alcune fonti, pare che Turatello fosse il figlio naturale del boss mafioso italo-americano Frank Coppola, detto Frank tre dita). Poco dopo la fine del conflitto, Turatello fa ritorno con la madre a Milano. Madre e figlio si stabiliscono nel quartiere di Lambrate, dove cresce in condizioni di ristrettezze economiche.

La carriera criminale[modifica | modifica wikitesto]

Pugile dilettante in giovinezza, fa la sua comparsa nell'ambiente criminale milanese come piccolo ladro di auto, per poi passare progressivamente ad imporre la sua personalità assumendo ruoli sempre più di spicco fino a porsi a capo di una banda criminale (costituita da individui per lo più di provenienza catanese) dedita al controllo delle bische clandestine della città e allo sfruttamento della prostituzione (attività che, nel periodo di massimo successo, produce introiti per decine di milioni di lire a sera).

Partecipa inoltre a diverse rapine e sequestri di persona, con la complicità della banda dei marsigliesi di Albert Bergamelli. Turatello è celebre per la forte rivalità, nata fin dalla giovinezza, con Renato Vallanzasca, circostanza dalla quale scaturisce una sanguinosa faida con numerose vittime su entrambi i fronti. In seguito, dopo l'arresto di entrambi, ha luogo un progressivo riavvicinamento fra i due che stringeranno amicizia (Turatello sarà tra l'altro testimone di nozze di Vallanzasca nel matrimonio con Giuliana Brusa celebrato in carcere).

L'arresto e l'omicidio in carcere[modifica | modifica wikitesto]

Francis Turatello durante il processo

Dopo una lunga latitanza viene arrestato il 2 aprile 1977 in piazza Cordusio a Milano; processato per una lunga lista di reati, viene condannato a una lunga detenzione che sconta sotto il regime di carcere duro. Nonostante questo, riesce per un certo periodo a guidare dal carcere la sua banda e a gestire i propri affari criminali, fino a quando viene soppiantato dal suo ex braccio destro Angelo Epaminonda, detto "il Tebano".

Turatello viene ucciso il 17 agosto 1981 nel carcere di massima sicurezza nuorese di Badu 'e Carros, in Sardegna, in modo molto efferato[1]: nel cortile della prigione venne immobilizzato da Pasquale Barra (detto o' Animale) e Vincenzo Andraous mentre Antonino Faro e Salvatore Maltese lo accoltellavano ripetutamente fino a sventrarlo[2]; non si sa se gli organi interni, molto lesionati, siano stati lacerati dai colpi profondi delle armi da taglio oppure addentati dagli assassini in segno di spregio.[3] La direzione del carcere nuorese smentì categoricamente le notizie circolate su eventuali macabri rituali compiuti dagli assassini, che non potevano averne avuto il tempo dato che l'aggressione durò solo pochi secondi.[4] Anche secondo Pierluigi Concutelli, spettatore impotente dell'omicidio nel cortile del carcere, non fu compiuto nessun vilipendio del cadavere.[5] È sepolto nel cimitero di Monza.

Il movente dell'omicidio rimase sconosciuto perché i personaggi coinvolti diedero versioni contrastanti: secondo Barra e Maltese (divenuti nel frattempo collaboratori di giustizia e rei confessi dell'omicidio), il delitto venne deciso da Raffaele Cutolo e Angelo Epaminonda per spartirsi gli affari illeciti su Milano che erano stati di Turatello; tuttavia Epaminonda (anch'egli diventato collaboratore di giustizia) negò con sdegno qualsiasi coinvolgimento nell'omicidio[2]. Secondo l'altro assassino, Vincenzo Andraous, Turatello venne ucciso perché proteggeva in carcere Claudio Gatti, un ex membro della Banda della Comasina considerato un infame e il mandante dell'omicidio sarebbe Renato Vallanzasca (che a sua volta negò l'accusa)[6]. Secondo Tommaso Buscetta (che era stato compagno di cella di Turatello nel carcere di Cuneo), l'omicidio venne commissionato ad Antonino Faro dal boss corleonese Luciano Liggio, che voleva vendicare uno "sgarro" commesso da Turatello nei confronti del mafioso siciliano Alfredo Bono[7].

Turatello è citato nel libro Senza manette di Franco Califano in qualità di conoscente ed amico del cantante e nel libro Il Camorrista - Vita segreta di Don Raffaele Cutolo di Giuseppe Marrazzo, in cui Cutolo ammetterebbe di essere il mandante dell'omicidio di Turatello. Il personaggio di Turatello compare nel film Vallanzasca - Gli angeli del male (2010) dove è interpretato da Francesco Scianna.

Legami con altre organizzazioni criminali[modifica | modifica wikitesto]

Turatello non hai mai fatto parte di Cosa nostra, ma si ritiene che nel corso della sua carriera criminale sia stato spesso in contatto con alti esponenti dei clan camorristici napoletani e delle famiglie siciliane. La figura di Turatello compare inoltre in molti episodi oscuri della storia d'Italia degli anni settanta, fra cui il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro e alcune azioni criminali compiute dalla banda della Magliana.

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Turatello è citato nella canzone Mano armata del gruppo Decibel[8]. È inoltre citato nella canzone "Broken Language" dell'album "17" di Jake La Furia ed Emis Killa e anche nella traccia "Renè e Francis" dello stesso album, dove i due rapper si immedesimano in Renato Vallanzasca e, appunto, Francis Turatello.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Assassinato in carcere Francis Turatello, boss della "mala" milanese, L'Unità, 18 agosto 1981 Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  2. ^ a b KILLER PENTITO RACCONTA IN AULA IL FEROCE ASSASSINIO DI TURATELLO - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 22 maggio 2020.
  3. ^ come pasquale barra detto “‘o animale” azzanno' e sputo' il cuore di francis turatello - Cronache
  4. ^ Vedi "L'Avanti", edizione nazionale, pag. 4, del 21/08/1981.
  5. ^ Pierluigi Concutelli, Giuseppe Ardica, "Io, l'uomo nero. Una vita tra politica, violenza e galera", Marsilio, 2008.
  6. ^ 'FRANCIS ERA UN AMICO', SI DIFENDE RENE' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 22 maggio 2020.
  7. ^ Pino Arlacchi, Addio Cosa Nostra. La vita di Tommaso Buscetta, Rizzoli, 1994.
  8. ^ Enrico Ruggeri - Mano Armata Testo Canzone, su testimania.com. URL consultato il 30 maggio 2018.
  9. ^ Jessica M, alà, Manca poco a 17 di Emis Killa e Jake la Furia: scopriamo la tracklist, su Rapologia.it, 8 settembre 2020. URL consultato il 20 settembre 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonella D'Agostino. Francis Faccia D'Angelo. La Milano di Turatello, Milieu Edizioni, 2012, Milano, ISBN 978-88-907273-0-6
  • Cristiano Armati, Italia criminale. Quella sporca dozzina. Personaggi, fatti e avvenimenti di un'Italia violenta, Roma, Newton Compton Editori s.r.l., 2006, ISBN 88-541-0726-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]