Francis Bacon (pittore)

Francis Bacon (Dublino, 28 ottobre 1909 – Madrid, 28 aprile 1992) è stato un pittore irlandese, noto per le sue immagini crude e inquietanti.
Focalizzati sulla forma umana, i suoi soggetti includevano generalmente crocifissioni, ritratti di papi, autoritratti e ritratti di amici intimi, con figure astratte a volte isolate in strutture geometriche. Rifiutando varie classificazioni delle sue opere, Bacon affermò che si sforzava di rendere "la brutalità dei fatti".[1] Divenne noto come uno dei giganti dell'arte contemporanea grazie al suo stile caratteristico.[2]
Bacon diceva di vedere immagini "in serie", e la sua produzione, che conta circa 590 dipinti esistenti insieme a molti altri che ha distrutto, è tipicamente incentrata su un singolo soggetto per periodi prolungati, spesso in formato trittico o dittico. Essa può essere ampiamente descritta come sequenze o variazioni su singoli motivi: le Furie negli anni trenta, le teste maschili isolate in stanze o strutture geometriche degli anni quaranta, i "papi urlanti" degli anni cinquanta, gli animali e le figure solitarie della metà degli anni cinquanta, le crocifissioni dei primi anni sessanta, ritratti di amici fino alla fine degli anni sessanta, autoritratti degli anni settanta e dipinti degli anni ottanta più tecnici e più interessanti.
Iniziò a dipingere solo dopo i trent'anni, dopo aver vissuto tra la fine degli anni venti e l'inizio degli anni trenta come decoratore d'interni, bon vivant e giocatore d'azzardo. Egli affermò che la sua carriera artistica era stata ritardata perché aveva passato troppo tempo alla ricerca di argomenti che potessero sostenere il suo interesse. La sua svolta arrivò con il trittico del 1944 Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion, che sigillò la sua reputazione di testimone unicamente desolante della condizione umana. Dalla metà degli anni sessanta produsse principalmente ritratti di amici e compagni di bevute, sotto forma di pannelli singoli, dittici o trittici. Dopo il suicidio del suo amante George Dyer nel 1971 (ricordato nei suoi The Black Triptychs e in una serie di ritratti postumi) la sua arte divenne più cupa, interiore e timorosa del passare del tempo e della morte. Il culmine del suo periodo successivo è segnato dai capolavori Study for Self-Portrait (1982) e Study for a Self-Portrait - Triptych, 1985-86.
Nonostante la sua visione esistenzialista e cupa, Bacon era carismatico, articolato e colto. Da bon vivant, ha trascorso la sua mezza età mangiando, bevendo e giocando d'azzardo a Soho con amici che la pensavano allo stesso modo, tra cui Lucian Freud (anche se litigarono a metà degli anni settanta, per ragioni che nessuno dei due ha mai spiegato), John Deakin, Muriel Belcher, Henrietta Moraes, Daniel Farson, Tom Baker e Jeffrey Bernard. Dopo il suicidio di Dyer si allontanò da questo circolo, e stabilì una relazione platonica e paternalistica con il suo futuro erede, John Edwards.
Dalla sua morte, la reputazione di Bacon è cresciuta costantemente e il suo lavoro è tra i più acclamati, costosi e ricercati sul mercato dell'arte. Alla fine degli anni novanta un certo numero di opere importanti, precedentemente ritenute distrutte, tra cui papi dei primi anni cinquanta e ritratti degli anni sessanta, riemersero per stabilire prezzi record alle aste.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]1909-1926
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Secondogenito di Anthony Edward Mortimer Bacon (1870-1940) e Christina Winifred Loxley Firth (1884-1971), aveva un fratello maggiore, Harley, e uno minore, Edward, entrambi scomparsi in giovane età, e due sorelle minori, Ianthe e Winifred.
Il padre discendeva da una famiglia che vantava nobili origini, imparentata forse con il filosofo Francis Bacon, noto in Italia come Francesco Bacone. Era un uomo iracondo e tirannico, capitano della fanteria leggera dell'esercito britannico in pensione nonché veterano della seconda guerra boera (1899-1902). La madre proveniva invece da una facoltosa famiglia di Sheffield che aveva fatto fortuna commerciando acciaio e carbone. Nel 1903, la famiglia si trasferì a Connycourt House, nella contea di Kildare. La grande casa con 18 stanze e provvista di ampie scuderie ospitava, oltre alla famiglia Bacon, cinque domestici e una ventina di altre persone fra stallieri e lavoratori vari.
Francis ereditò dal nonno materno una grave forma di asma cronica che lo costringeva ad assumere morfina e a stare alla larga da cani e cavalli, cosa che lo sminuiva agli occhi del padre, grande appassionato di caccia e sport all'aria aperta. Instaurò un rapporto molto profondo con la nonna materna, donna vitale con cui trascorse buona parte dell'infanzia a Farmleigh, vicino alla città settecentesca di Abbeyleix, nel sud-est dell'Irlanda. I Bacon si trasferirono a Londra durante la prima guerra mondiale per obblighi militari del capofamiglia, in servizio al British War Office.
A causa dei forti attacchi d'asma che lo costringevano a letto per giorni, Francis non frequentava la scuola regolarmente, e i genitori decisero di affidare la sua istruzione a un sacerdote, che però non lasciò tracce rilevanti sulla sua formazione. Nel 1924 fu mandato in collegio nella Dean Close School di Cheltenham, dove rimarrà fino al 1926. Questo periodo lo avviò alla propria educazione sentimentale: già all'età di quindici anni, Francis era consapevole della propria omosessualità, cosa che gli procurò forti contrasti con il padre, che vedeva inoltre la sua manifesta intenzione di dedicarsi all'arte come una pericolosa decadenza di costumi che lo avrebbe condotto alla povertà. Le continue liti e l'atteggiamento sempre più ambiguo e femmineo del figlio, spinsero il padre a cacciarlo di casa.
1926-1927
[modifica | modifica wikitesto]Nell'ottobre del 1926 si trasferì a Londra, dove vivevano molti parenti della madre, che lo aiutavano a coprire le spese di prima necessità. La grande città appariva come un mondo libero e ricco di stimoli ad un ragazzo cresciuto nella rigida Irlanda, e Bacon si inserì presto nel circolo degli omosessuali londinesi. Gli eccentrici omosessuali che nei primi anni venti gravitavano attorno alle figure degli scrittori Harold Acton e Brian Howard avevano una forte influenza sugli atteggiamenti artistici e morali dell'epoca, ma bisogna sempre ricordare che l'omosessualità era ancora un crimine nel Regno Unito e non poteva essere manifestata liberamente.
In questo periodo svolse una serie di lavori, tra cui stenografo, commesso centralinista in un negozio di abiti femminili all'ingrosso a Soho e domestico-cuoco, mentre continuava la sua auto-formazione culturale leggendo Nietzsche.
Londra, Berlino e Parigi
[modifica | modifica wikitesto]Sua cugina Diane Watson suggerì che il diciassettenne Francis prendesse lezioni di disegno alla scuola d'arte San Martin. Nel frattempo, Bacon cominciò a trarre vantaggio economico dalla propria omosessualità concedendosi a uomini ricchi. Con uno di questi, un ex compagno d'arme di suo padre, trascorse due mesi nel 1927.
Successivamente si trasferì a Parigi per un anno e mezzo, imparando la lingua francese grazie alla pianista-cantante Yvonne Bocquentin nella sua casa presso Chantilly. Nel Museo Condé rimase impressionato dall'espressione di dolore nella Strage degli innocenti di Nicolas Poussin. Nell'estate del 1927 vide una mostra di Picasso nella Galleria Paul Rosenberg a Parigi, che lo ispirò a disegnare e dipingere. Prese il treno circa cinque volte a settimana per visitare la mostra e spesso tornava con disegni ed acquerelli d'ispirazione cubista.
Nel tardo 1928 tornò a Londra e cominciò a lavorare come interior designer. Prese un garage a South Kensington e lo convertì in studio, condividendo il piano superiore con Eric Alden, il suo primo collezionista, e Jessie Lightfoot, la badante di Bacon.
Nel 1929 conobbe Geoffrey Gilbey, un corrispondente del Daily Express e per qualche tempo lavorò come suo segretario. Grazie a conoscenze traverse, divenne anche designer d'interni di Douglas Cooper tra i più noti collezionisti di arte moderna di tutta l'Inghilterra. Poco dopo conobbe Eric Hall, che divenne suo amante e protettore.
La prima esposizione
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La prima esposizione personale nel suo nuovo studio a Queensberry Mews, nell'inverno del 1929, era fatta di stracci, mobilia di Bacon, e alcuni dipinti, tra cui Painted screen (c.1929 - 1930) e Watercolour (1929), entrambi comprati da Alden. Sydney Butler, figlia di Samuel Courtauld, commissionò un tavolo di vetro e acciaio ed una serie di sgabelli per il salotto della sua casa di Smith Square.
Nel numero dell'agosto 1930 di The Studio, un articolo di due pagine intitolato The 1930 Look in British Decoration mostrava i suoi lavori, inclusi un grande specchio tondo, stracci e mobilia in acciaio tubolare e vetro influenzata dall'International Style, da Marcel Breuer, Le Corbusier, Charlotte Perriand e Eileen Gray.
Di ritorno a Londra, dopo un periodo in Germania nel 1930, Bacon affittò con Hall il piano terra di Cromwell Place 7, a South Kensington, che era stata la casa e lo studio di John Everett Millais. Per trarne profitto, i due organizzavano anche serate dedicate al gioco d'azzardo con una roulette.
Ora sede dell'Art Fund, la casa Millais è a pochi passi dal Victoria and Albert Museum, dove è esposta la collezione nazionale dei lavori di John Constable, i cui dipinti e schizzi ad olio vennero molto ammirati da Bacon. In questo museo, Bacon scoprirà e studierà le fotografie di Eadweard Muybridge. La mostra Recent Paintings by Francis Bacon, Frances Hodgkins, Matthew Smith, Henry Moore and Graham Sutherland del 1945 alla galleria Lefevre, espone due dipinti di Bacon, Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion (1944) e Figure in a Landscape (1945).
1945–1950
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1944 Bacon raggiunse una piena maturità artistica con il trittico Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion, che sintetizzava motivi già presenti nei lavori precedenti, tra cui l’influenza di Pablo Picasso e il tema della crocifissione. L’opera, esposta nel 1945, suscitò una forte reazione critica e segnò una netta cesura nella pittura britannica del dopoguerra.
Nel 1946 realizzò Painting (1946), esposto anche al Musée National d’Art Moderne di Parigi. Poco dopo si trasferì a Monte Carlo, dove trascorse lunghi periodi alternando pittura e gioco d’azzardo. Qui sviluppò una pratica che mantenne per tutta la vita: lavorare anche sul retro delle tele o su superfici non preparate, spesso per necessità economiche.
Nel 1948 il dipinto Painting (1946) fu acquistato da Alfred Barr per il Museum of Modern Art di New York. Nello stesso periodo Bacon entrò in contatto con l’ambiente artistico parigino e con le correnti esistenzialiste della Rive Gauche. Avviò inoltre una lunga amicizia con la pittrice Isabel Rawsthorne, con cui condivideva interessi per la letteratura classica e l’etnografia.
1950–1960
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni cinquanta Bacon frequentò assiduamente il Colony Room di Soho, centro della vita artistica londinese, dove strinse relazioni con figure come Lucian Freud, Frank Auerbach, John Deakin e Muriel Belcher.
In questo periodo sviluppò uno dei nuclei più riconoscibili della sua ricerca: figure isolate in spazi geometrici, spesso simili a gabbie, immerse in fondi neutri e indefiniti. Nacque anche la serie dei cosiddetti "papi urlanti", ispirata al Ritratto di Innocenzo X di Diego Velázquez, in cui la figura papale viene privata della sua autorità e trasformata in immagine di sofferenza e isolamento.
Nel 1952 iniziò una relazione con Peter Lacy, ex pilota della RAF, figura instabile e violenta che ebbe un ruolo determinante nella sua vita. Il rapporto, segnato da dinamiche sadomasochistiche e da un forte consumo di alcol, influenzò profondamente l’intensità emotiva delle opere di questi anni. A metà del decennio Bacon iniziò a soggiornare anche a Tangeri.
Nel 1958 firmò un contratto con la galleria Marlborough Fine Art, che divenne il suo principale intermediario commerciale fino alla morte. Questo accordo gli garantì una maggiore stabilità economica e una presenza costante sul mercato internazionale.
1960–1971
[modifica | modifica wikitesto]A partire dagli anni sessanta Bacon si concentrò sempre più sul ritratto, in particolare di amici, conoscenti e frequentatori della scena londinese. Le sue opere di questo periodo mostrano una maggiore attenzione alla fisicità dei soggetti, pur mantenendo deformazioni e tensioni tipiche del suo linguaggio.
Nel 1963 conobbe George Dyer, proveniente dall’East End londinese, con il quale instaurò una relazione intensa e complessa. Dyer divenne uno dei soggetti più ricorrenti nei suoi dipinti, nei quali la sua presenza è spesso rappresentata con una combinazione di vulnerabilità e tensione.
Col tempo il rapporto si deteriorò, anche a causa dell’alcolismo di Dyer e della crescente distanza tra il suo ambiente e quello intellettuale frequentato da Bacon.
1971–1992
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Nel 1971 Dyer si recò a Parigi per accompagnare Bacon all’inaugurazione di una grande retrospettiva al Grand Palais. Poco prima dell’apertura della mostra, Dyer morì per overdose nella stanza d’albergo. Bacon, pur profondamente colpito, continuò a presenziare agli eventi ufficiali, mantenendo un controllo che molti osservatori considerarono straordinario.
La morte di Dyer segnò profondamente la produzione successiva dell’artista. Nei due anni seguenti realizzò una serie di opere dedicate alla sua memoria, tra cui i cosiddetti Black Triptychs, in cui la dimensione narrativa e temporale si intreccia con una riflessione sulla morte e sulla perdita.
Negli anni settanta e ottanta la pittura di Bacon divenne progressivamente più essenziale e controllata, pur mantenendo una forte intensità espressiva. Realizzò numerosi autoritratti, spesso interpretati come meditazioni sul tempo e sulla condizione umana.
Tra le opere più significative del periodo si ricordano Study for Self-Portrait (1982) e Study for a Self-Portrait – Triptych (1985–86).
Nel 1992, durante un soggiorno a Madrid, fu ricoverato per complicazioni respiratorie legate alla sua cronica asma. Morì il 28 aprile dello stesso anno per un attacco cardiaco.
Mercato e ricezione
[modifica | modifica wikitesto]I dipinti raffiguranti papi e i grandi trittici furono, già durante la vita dell’artista, tra le opere più ambite sul mercato, raggiungendo alcune delle più alte quotazioni alle aste internazionali. Nel 1989 Bacon risultava essere l’artista vivente più costoso, dopo la vendita di un suo trittico da Sotheby's per oltre 6 milioni di dollari.
Già nel 2007 l’attrice Sophia Loren aveva messo all’asta presso Christie's Study for Portrait II (1956), proveniente dalla collezione del marito Carlo Ponti, aggiudicato per 14,2 milioni di sterline (27,5 milioni di dollari), segnando all’epoca un nuovo record per l’artista.
Nel 2008 ''Triptych, 1976'' fu venduto da Sotheby's per 55,465 milioni di euro (86,28 milioni di dollari), stabilendo sia un record per Bacon sia il prezzo più alto mai pagato fino a quel momento per un’opera d’arte del dopoguerra.
Questo primato fu superato nel 2013 da Three Studies of Lucian Freud, venduto da Christie's a New York per 142,4 milioni di dollari, cifra che lo rese temporaneamente l’opera più costosa mai aggiudicata all’asta, superando anche una delle versioni de L'urlo di Edvard Munch; il record fu successivamente superato dal Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci.
Nel 2020 Triptych Inspired by the Oresteia of Aeschylus (1981) è stato venduto per 84,5 milioni di dollari, confermando il valore sostenuto nel tempo dei grandi trittici e dei ritratti, oggi stabilmente inclusi tra le opere più costose dell’arte del secondo dopoguerra.
Eredità e Archivio
[modifica | modifica wikitesto]Lo studio di Reece Mews
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Nel 1998, il contenuto dello studio di Bacon al 7 Reece Mews, a Londra, fu donato alla Hugh Lane Gallery di Dublino dal suo erede John Edwards e dall’artista Brian Clarke, esecutore testamentario.
Lo studio, rimasto pressoché intatto dopo la morte dell’artista, fu smontato, catalogato e ricostruito integralmente in Irlanda. Oltre 7.000 oggetti — tra fotografie, libri, materiali di lavoro e frammenti di tele — furono mappati e archiviati, offrendo una documentazione unica del processo creativo di Bacon.
Dal 2001 lo studio ricostruito è accessibile al pubblico ed è accompagnato da un database completo dei materiali.
Catalogue raisonné
[modifica | modifica wikitesto]Il primo catalogue raisonné dell’opera di Bacon fu pubblicato nel 1964 a cura dello storico dell’arte Ronald Alley per la Tate Gallery.
Una versione completa e aggiornata è stata pubblicata nel 2016 in cinque volumi a cura di Martin Harrison, documentando circa 584 dipinti e contribuendo in modo decisivo alla sistematizzazione critica dell’opera dell’artista.
Film e documentari
[modifica | modifica wikitesto]- documentario Francis Bacon di David Hinton (1988)
- lungometraggio Love is the Devil di John Maybury (1998)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Jóse María Faerna, Bacon, Abrams, 1995.
- ↑ John Julius Norwich, Oxford illustrated encyclopedia, Judge, Harry George., Toyne, Anthony., Oxford [England], Oxford University Press, 1985–1993, p. 29, ISBN 0-19-869129-7, OCLC 11814265.
- 1 2 3 David Sylvester, Interviste a Francis Bacon, Skira, 2008, p. 192, ISBN 978-88-8491-331-9.
- ↑ Interviste con Francis Bacon – D. Sylvester, in lennynero.wordpress.com/, 20 settembre 2009. URL consultato il 13 novembre 2013.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Francis Bacon
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Francis Bacon
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su francis-bacon.com.
- Bacon, Francis, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Ornella Francisci Osti, BACON, Francis, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
- Alexandra Andresen, BACON, Francis, in Enciclopedia Italiana, VI Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000.
- Bacon, Francis (pittore), su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Francis Bacon, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere di Francis Bacon, su Open Library, Internet Archive.
- (FR) Pubblicazioni di Francis Bacon, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.
- (EN) Bibliografia di Francis Bacon, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) Francis Bacon, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Francis Bacon, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Francis Bacon, su IMDb, IMDb.com.
- Sito, su caravaggio-bacon.diecigrandimostre.it (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2018) della mostra di raffronto tra l'opera di Caravaggio e di Francis Bacon alla Galleria Borghese di Roma.
- Suburbs.it (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016) web magazine italiano con diversi articoli sulle opere e la vita di Francis Bacon.
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