Francesco Terzi

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Francesco Terzi (o Gian Francesco; Bergamo, 1523Bergamo, 20 agosto 1591) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di Francesco Terzi si conoscono le notizie che ci ha lasciato Francesco Maria Tassi nel suo Vite de' pittori, scultori e architetti bergamaschi.
Era figlio di Cristoforo dichiarato cittadino bergamasco e probabilmente scrittore. Il Terzi non fu solo un buon pittore, ma anche un ottimo intagliatore di rame. Della sua vita privata si sa che aveva fatto famiglia e che uno dei suoi figli scelse la vita ecclesiastica. La scarsità di opere nella cittadina orobica è giustificata dalla sua permenenza presso gli Asburgo che lo assunsero come pittore di corte. Fu l'atista che proseguì l'opera ritrattista del Moroni dopola sua morte.

Francesco Terzi - Archduchessa Barbara d'Asburgo

Fu l'imperatore Massiliniano II, a volerlo come artista di famiglia onorandolo di titoli nobiliari, passando poi a lavorare presso la corte dell'arciduca Ferdinando. Nei suoi dipinti sono frequenti la rappresentazione di paesaggi della Boemia, e molti ritratti dei principi di casa d'Austria. Dei suoi lavori presso gli Asburgo il Tersi ne fece un libro diviso in più parti, dal titolo Francisci Terzii Bergomani serenissimi Ferdinandi archiduci Austrie , Ducis Burgundie,, Comnitis Tiroli e pictori aulici. Ad invictissimis Cesarem Maximilius II, Romanorum Imp. semper Augustum Austriace gentis imaginum pars prima. La seconda parte la dedicò all'arciduca Ferdinando la terza all'arciduca Carlo d'Austria, la quarta a Filippo, e l'ultima alla figlia di Carlo V l'imperatrice Maria. Il libro contiene quarantacinque ritratti degli Asburgo a misura intera, e ventisette dame[1]. Il Terzi raffigurò dame e cavalieri nello sfarzo degli abiti e degli ambienti signorili, il tutto accompagnato da elogi e motti, probabilmente scritti direttamente dall'artista.

Successivamente visse un periodo a Milano realizzando anche alcuni dipinti. Tornà poi a Vienna e a Praga. L'artista fu amico di alcuni letterati con i quali aveva un rapporto epistolare, tra questi il Doni e Pietro Aretino, queste lettere sono conservate e diventate documento indispensabile per la ricostruzione della sua biografia.

Nel 1557 risulta avesse fatto ritorno a Bergamo, aprendo una bottega dove ebbe come garzone Francesco Gozzo

Francesco Terzi

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Non tutte le sue opere sono state a lui riconosciute, l'elenco non pretende quindi di essere completo:

  • Madonna con Bambino in Gloria Chiesa di San Pancrazio Bergamo
  • Ritratto d'uomo Accademia Carrara[2]
  • Assunzione di Maria Vergine per la chiesa di San Francesco di Bergamo con i due ovali posti sopra la tela,
  • Figure di santi sulle due ante dell'organo di Santo Spirito di Bergamo, tra questi un sant'Alessandro ritenuto di buona fattura,
  • Due quadri per la chiesa di san Simplicio a Milano nel 1541,
  • Ritratto di giovane, questo fu inviato all'amico Aretino per essere visionato dal Tiziano nel 1551,
  • soffitto con putti per il Palazzo dei Conti Grumelli a Bergamo,
  • San Lorenzo a Firenze in occasione del matrimonio fra Cristina di Lorena e l'arciduca Ferdinando,
  • pala d'altare della chiesa privata dei conti Mosconi di Trescore,
  • Ritratto di Cosimo Poncino Accademia Carrara[3]
  • Giudizio Universale lavoro del Moroni ma terminato dal Terzi dopo la sua morte per il chiostro di san Francesco a Bergamo[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cavalier Carlo Ridolfi, Le meraviglie dell'arte, ovvero la vita degli illustri pittori veneti, 1648.
  2. ^ Lombardia Beni Culturali, http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/C0050-00014/. URL consultato il 19 agosto 2018.
  3. ^ Cosimo Poncino, Fondazione Zeri. URL consultato il 19 agosto 2018.
  4. ^ Giovan Battista Moroni (PDF), Museo Adriano Bernareggi, 2005. URL consultato il 19 agosto 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Maria Tassi, Vite di pittori, scutori e architetti di Bergamo, p. 173.

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