Francesco Severi da Argenta

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Francesco Severi (Argenta, 1520 circa – Ferrara, 7 settembre 1570) è stato un medico e poeta italiano, giustiziato come eretico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non sono rimasti molti documenti sulla vita e sull'attività di Francesco Severi. Medico, fu professore di medicina allo Studio di Ferrara, dove la sua presenza è registrata ininterrottamente dal 1543 al 1569[1]. Si dedicò inoltre alla poesia: scrisse componimenti poetici in lingua latina molto apprezzati, fra gli altri, da Paolo Manuzio[2], ma che purtroppo sono andati tutti perduti se si eccettua un epigramma dedicato al cancelliere dello Studio ferrarese pubblicato da Ferrante Borsetti (1682-1764)[3].

Severi fu coinvolto in un'inchiesta aperta dall'Inquisizione nel 1567 contro i seguaci di Giorgio Siculo, un benedettino giustiziato per eresia a Ferrara nel 1551. Severi fu condannato nell'agosto 1568 al carcere perpetuo; ma il 12 gennaio dell'anno successivo fu posto in libertà, gli fu concesso di curare il duca Alfonso II d'Este e il 1º novembre 1569 riprese le lezioni di "Pratica medica" all'università. Poiché anche gli atti del processo sono andati persi, non è noto con sicurezza cosa abbia fatto precipitare la situazione. Il 13 luglio 1570, a Roma, la congregazione del Sant'Uffizio giudicava colpevole il medico ferrarese e questi nel mese successivo veniva decapitato a Ferrara; il cadavere fu poi arso[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adriano Franceschini, «Nuovi documenti relativi allo Studio di Ferrara nel secolo XVI», Deputazione provinciale ferrarese di Storia Patria, Monumenti, Vol. VI, 1970. ad nomen
  2. ^ Epistolarum Pauli Manutii libri X, duobus nuper additis, eiusdem quae Praefationes appellantur, l. IV, ep. 32, Venetiis 1571, in Aedib. Manutianis
  3. ^ Ferrante Borsetti, Historia almi Ferrariae Gymnasii in duas partes divisa, eminentiss., & reverendiss. principi d. Thomæ Rufo S.R.E. cardinali Praenestino episcopo, ac archiepiscopo Ferrariensi a Ferrante Borsetti Ferranti Bolani dicata. Pars secunda, Ferrariae: typis Bernardini Pomatelli, 1735, p. 164
  4. ^ Adriano Prosperi, op. cit. pp. 283-84

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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