Francesco Ravizza

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Francesco Ravizza
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti
 
Nato1615, Orvieto
Ordinato presbiteroin data sconosciuta
Nominato vescovo19 marzo 1667 da papa Alessandro VII
Consacrato vescovo20 marzo 1667 dal cardinale Neri Corsini
Deceduto22 maggio 1675, Roma
 

Francesco Ravizza (Orvieto, 1615Roma, 22 maggio 1675) è stato un vescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque ad Orvieto nel 1615. Non è nota la data della sua ordinazione a presbitero.

Segretario personale del cardinal nipote Flavio Chigi, lo accompagnò nella sua legazione straordinaria in Francia nel 1664. Il 14 luglio 1665 venne nominato, subentrando a Domenico Salvetti, prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano da papa Alessandro VII e mantenne formalmente l'incarico fino alla morte, pur non esercitandolo dal trasferimento in Portogallo. Il 17 Febbraio 1666 divenne segretario della potente Sacra Consulta, carica che manterrà fino al 22 febbraio 1668.

Venne nominato vescovo titolare di Sidone il 19 marzo 1667 da papa Chigi, che morì solo due mesi dopo. Fino all'inizio del 2017 era sconosciuto il nome di chi avesse ordinato vescovo monsignor Ravizza, che veniva considerato capostipite di una delle linee episcopali minori della Chiesa cattolica. Tuttavia, nel mese di gennaio 2017, è stata scoperta una lettera datata 22 marzo 1667 scritta a Roma, attualmente conservata presso l'Archivio di Stato di Firenze, da Torquato Montauti, incaricato d'affari presso la Nunziatura apostolica nel Granducato di Toscana[1], ove viene testimoniato che Francesco Ravizza ricevette l'ordinazione episcopale, nella Basilica di San Pietro in Vaticano, il 20 marzo 1667 per mano del cardinale Neri Corsini. Ciò lo pone ora come appartenente alla linea che comincia con il cardinale cluniacense francese Guillaume d'Estouteville.

Il 12 agosto 1670, in sostituzione al collettore Vincenzo Nobili, fu nominato nunzio apostolico in Portogallo e, fino alla morte, fu sostituito nell'ufficio di prefetto da Pier Francesco De Rossi[2]. Terminò questo incarico diplomatico il 12 aprile 1673, quando venne sostituito dal futuro cardinale Marcello Durazzo.

Tornato a Roma, ivi morì il 22 maggio 1675 all'età di sessant'anni. Venne sepolto nella Sagrestia di San Pietro in Vaticano.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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