Francesco Perri

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Francesco Antonio Perri (Careri, 15 luglio 1885Pavia, 9 dicembre 1974) è stato uno scrittore e giornalista italiano, convinto antifascista e meridionalista[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte del padre Vincenzo, di professione farmacista, i suoi familiari si trovarono in condizioni economiche difficili; a costo di grandi sacrifici, la madre, Teresa Sciplini, lo fece studiare presso il seminario vescovile di Gerace fino alla quarta ginnasiale.

Interruppe gli studi nel 1904 per lavorare come istitutore nell'orfanotrofio "Lanza" di Reggio Calabria. Nel 1908 si trasferì a Fossano, in Piemonte, dopo aver vinto un corcorso pubblico nell'amministrazione delle Poste. Durante il suo soggiorno a Fossano riprese gli studi e conseguì la maturità classica, pubblicò, con lo pseudonimo di Ferruccio Pandora, il suo primo libro di poesie, Primi canti (1910), che conteneva 12 sonetti che inneggiavano all'epopea garibaldina e alcune liriche. Nel 1914 si laureò in giurisprudenza all'Università di Torino; si iscrisse successivamente alla facoltà di lettere all'Università di Pavia, ma interruppe nuovamente gli studi per lo scoppio della prima guerra mondiale. Nel 1915 si sposò con Francesca Olocco e l'anno seguente partì per la guerra come volontario. Alla sua esperienza sul fronte è legato il poemetto La rapsodia di Caporetto (1919).

Nel 1921 ottenne il trasferimento in Calabria e, nella sua terra natale, partecipò alla vita politica come pubblicista su posizioni repubblicane e antifasciste, scrivendo per La Voce Repubblicana. Si batté per la concessione delle terre demaniali dell'Aspromonte ai contadini, e per la sua attività subì un processo intentatogli da alcuni latifondisti terrieri. Nel 1924 pubblicò a puntate un romanzo, I conquistatori, avverso al regime fascista; pubblicato in volume nel 1925, l'opera provocò la reazione violenta dei fascisti per cui il volume venne dato pubblicamente alle fiamme e Francesco Perri venne licenziato dall'amministrazione pubblica. Privo di risorse finanziarie, Perri si trasferì con i familiari a Milano, dove rimase fino alla Liberazione. vivendo a stento di collaborazioni editoriali (per es., con la casa editrice UTET per la collana La Scala d'oro), dedicandosi all'attività di narratore popolare (scrisse libri per ragazzi e romanzi rosa). Nel 1928 vinse tuttavia il premio Mondadori con il romanzo Emigranti. Nel corso della sua attività letteraria utilizzò vari pseudonimi, quali: Ferruccio Pandora, Nepos, Ariel, Pan, Paolo Albatrelli.

Nel 1945 diresse a Genova il quotidiano "Il Tribuno del popolo", di orientamento repubblicano, e l'anno successivo a Roma "La voce repubblicana", organo del PRI. Fu candidato nelle elezioni per l'Assemblea Costituente, ma non venne eletto per pochi voti. Diceva che: la politica uccide gli uomini che l'amano, proprio nell'istante in cui concede il suo amplesso. Riassunto dall'amministrazione postale, abbandonò l'attività politica e si trasferì dapprima a Pegli e successivamente a Pavia, dove rimase fino alla morte.

Recentemente è stata proposta l'istituzione di un parco letterario dedicato alla sua figura a Careri suo paese natale[2].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Primi canti Fossano, 1910 (con lo pseudonimo di Ferruccio Pandora]
  • La rapsodia di Caporetto, Milano, L'eroica, (A. Cordani), 1919.
  • Il Fascismo. La battaglia di Pan, Libreria politica moderna, Roma, 1922 (riedito da Laruffa, Reggio Calabria, 2009, ISBN 978-88-7221-439-8)
  • I Conquistatori, Roma, Libr. Politica Moderna, 1925 (con lo pseudonimo di Paolo Albatrelli. II edizione: Milano, Garzanti, 1945) (riedito da Laruffa, Reggio Calabria, 2012, ISBN 978-88-7221-585-2).
  • La strage, atto unico. Savona, 1925.
  • Emigranti, Milano, Mondadori, 1928.
  • Leggende calabresi, Milano, 1929.
  • Come si lavora nel mondo, figure, bozzetti e aneddoti narrati da Francesco Perri, illustrati da Filiberto Mateldi, Torino, UTET, 1934.
  • Favola bella, Torino, 1934.
  • Povero cuore, Milano, 1934.
  • L'idolo che torna, Milano, 1938.
  • Capitan Bavastro, Milano, Garzanti, 1940.
  • Il discepolo ignoto, Milano, 1940.
  • Racconti d'Aspromonte, Torino, 1940.
  • La Missione del Redentore, Milano, 1941.
  • Medaglie d'oro, Torino, 1942.
  • Fra Diavolo, Firenze, 1948.
  • L'amante di zia Amalietta, Milano, 1958.
  • Nel paese dell'ulivo, Torino, 1958.
  • Storia del lupo Kola, Torino, 1960.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Baldini, Marino Moretti, Carteggio: 1915-1962, Colombo E., 1997, ISBN 88-87114-08-0, pag. 364.
  2. ^ Emanuela Ientile. Careri rilancia l'idea del parco letterario "Francesco Perri". «Gazzetta del Sud», 24 agosto 2010, 37.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Tartaglia, Francesco Perri dall'antifascismo alla Repubblica, Gangemi Editore, 2013, ISBN 978-88-492-2696-6
  • Pasquino Crupi, Francesco Perri. Reggio Calabria : Calabria oggi, 1975
  • Domenico Strangio, Francesco Perri. La vita, gli scritti, la critica. Cosenza, Progetto 2000, 1995, ISBN 88-85937-61-6
  • Francesca Tuscano, "Prefazione" e "Nota Bio-Bibliografica" a Capitan Bavastro e Fra Diavolo. Soveria Mannelli: Rubbettino, 2006, ISBN 88-498-1544-1
  • Antonio Piromalli e Carmine Chiodo, Antologia della letteratura calabrese. Cosenza: Pellegrini Editore, 2000, p. 151, ISBN 88-8101-073-9, ISBN 978-88-8101-073-8 (on-line)
  • Giulia Francesca Perri, Francesco Perri, un repubblicano per la libertà, Rubbettino Editore, 2008
  • Giancarlo Tartaglia, La Voce Repubblicana un giornale per la libertà e la democrazia, La Voce Repubblicana giugno 2012

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