Francesco Gostoli

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Francesco Gostoli

Francesco Gostoli (Roma, 9 febbraio 1946) è un architetto italiano.

Autodidatta, dopo aver svolto vari lavori, si iscrive alla Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" di Roma. È allievo di Sergio Musmeci che gli propone una "Ricerca sulle possibili nuove tipologie per tensostrutture". Di lui Bruno Zevi dichiara "(…) un comportamento nobile, signorile; e una passione quasi fremente per la disciplina progettuale.(…) Ho pubblicato uno scritto di Gostoli in un editoriale della rivista, ciò che, in quarant'anni del mensile, è accaduto solo raramente. (…)"[1]. Nel 1984 conosce Giancarlo De Carlo con cui instaura una lunga amicizia e ha modo di verificare le proprie posizioni critiche nei confronti dell'architettura e dell'urbanistica degli ultimi anni del Novecento. Frequenta l'ILAUD dove incontra Rulph Erskine, Sverre Fehn e Peter Smithson[2]. Ha elaborato "MetroArmonico", un metro 3D per dimensionare spazi ergonomici. Ha insegnato presso lo IUAV, l'Università degli Studi di Camerino, l'Università Ca' Foscari Venezia e l'Università di Udine. Suoi progetti sono pubblicati nelle riviste "Domus", "casabella", "Spazio e Società", "costruire", "villegiardini".

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nuova urbanistica, Padova

Nasce a Roma il 9 febbraio del 1946. Svolge i primi studi da autodidatta facendo lavori umili saltuariamente. Si iscrive alla Facoltà di Architettura di Roma nel 1969. È allievo di Sergio Musmeci con cui si laurea nel 1975 nella cattedra di "Ponti e grandi strutture" discutendo la tesi "Ponte sul Tevere a San Giovanni dei Fiorentini". Nel 1976 frequenta un corso di prevenzione dei dissesti delle strutture presso la Facoltà di Ingegneria di Roma e un corso di disegno di nudo presso l'Accademia di Belle Arti di Roma. Inizia la ricerca sul corpo umano, dimensioni e movimenti, che porterà alla formulazione del MetroArmonico. Nel 1978 vince il concorso per architetti e ingegneri bandito dal Comune di Venezia per la stesura dei piani di ristrutturazione del centro storico di Venezia.

Lavori[modifica | modifica wikitesto]

1980 progetta a Padova "nuova urbanistica" un complesso residenziale di 42 alloggi in cui sperimenta un tetto a botte, al cui interno sono alloggiati tubi dove scorre acqua e accumuli energetici alla base dell'edificio; entrambe le soluzioni garantiscono acqua sanitaria preriscaldata a 30 gradi per ciascun alloggio tutto l'anno. Nel 1984 affronta la questione delle periferie urbane progettando la ristrutturazione di Brondolo, una località periferica di Chioggia, costruita abusivamente a partire dagli anni cinquanta del Novecento. Nel 1985 progetta a Chioggia un complesso residenziale per coppie giovani e anziani autosufficienti, dotato di servizi centralizzati con strutture culturali, aula conferenze, teatro, cinema, ad uso anche della città. 1990 progetta otto residenze popolari a Salò dove realizza la climatizzazione naturale degli ambienti attraverso il controllo dei moti ascensionali dell'aria. Ciascuna casa si compone attorno a un volume vuoto centrale che funge da vero e proprio camino di aria e di luce. Diviene consulente presso l'Istituto Case Popolari di Brescia per la progettazione di case di riposo per anziani. Nello stesso anno progetta gli uffici della Società Autostrade Serenissima SpA, Venezia – Mestre. 1991 progetta un allestimento per la mostra del pittore Jacopo Bassano nel museo civico di Bassano in cui pannelli pretesi, una volta montato il quadro, hanno peso-zero sul pavimento.

Didattica[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Gostoli con Giancarlo De Carlo in un seminario a Urbino

Nel periodo 1985-1990 Insegna "progettazione urbana" presso lo IUAV. Tra il 1988 e il 1990 è docente di "Scienza dei materiali" presso il Centro Europeo di Formazione Artigiani per la conservazione del patrimonio architettonico. Dal 1993 al 2000 Partecipa alla fondazione della Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno ad opera di Eduardo Vittoria. Insegna "Morfologia dei componenti edilizi" e "Composizione e progettazione urbana" alla Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno. Tra il 1998 e il 2008 insegna "Teoria e tecniche del restauro architettonico" e "Architettura degli Interni" presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Nel periodo 2010-2012 tiene un corso di design presso la facoltà di Ingegneria dell'Università di Udine, dove svolge lezioni sulla teoria del Minimo Strutturale "la forma che, col minimo impiego di una certa materia, occupa il minor volume dello spazio." elaborata da Sergio Musmeci agli inizi degli anni sessanta del Novecento.[3]

Nel 2014 presso l'Università di Trento - Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale tiene tre lezioni sulla progettazione delle strutture in architettura.

Riviste di architettura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 è chiamato da Bruno Zevi a collaborare alla rivista "L'architettura. Cronache e storia" e nel 1999 è chiamato da Giancarlo De Carlo come corrispondente italiano alla rivista "Spazio & Società". La collaborazione alla rivista permette un dialogo serrato con De Carlo sull'architettura e sull'urbanistica contemporanee, presente negli articoli scritti per la rivista, come ad es. il dettaglio interrotto, o Helsinki, 6 settembre 1998.

Nel 2003 è componente del Comitato sulla questione minorile nell'UE presso il Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Presenta la proposta di Direttiva Europea Norme di pianificazione urbana: articoli a garanzia dei fanciulli e adolescenti considerati utenti autonomi degli spazi delle città. Da componente del Comitato per il ruolo della cultura nella costruzione europea presso il Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, elabora le caratteristiche che deve avere un museo contemporaneo, pubblicate nel libro "Spazi guida per la progettazione di un museo contemporaneo".

MetroArmonico[modifica | modifica wikitesto]

Metro Armonico

MetroArmonico è una scala di grandezze in proporzione armonica in grado di fornire misure con cui costruire spazi in rapporto con le misure e i movimenti propri del corpo umano. Esso permette la realizzazione di spazi ergonomici di facile uso.

Le esigenze di modificazione degli edifici, la compresenza di funzioni in uno stesso spazio e l’invenzione di nuove funzioni da parte di chi usa temporaneamente gli edifici trovano nel Metro Armonico uno strumento progettuale di versatilità e di trasformabilità delle architetture contemporanee.

Lavori sperimentali[modifica | modifica wikitesto]

Case popolari a Salò

Partecipa al concorso per una nuova sede dello IUAV a Venezia (1998), progettando con il fisico veneziano Alberto Benedetti l'autosostenibilità termica degli spazi attraverso la localizzazione delle funzioni di climatizzazione negli elementi portanti degli edifici; il livello dei consumi confrontabile con l'energia solare accumulata stagionalmente nell'area; l'utilizzo dei tetti, dei pali cavi di fondazione e del sottosuolo saturo d'acqua della laguna di Venezia rispettivamente per assorbimento, distribuzione e accumulo dell'energia. 2001 progetta la Nuova Biblioteca Bertolliana nel centro storico di Vicenza. Un sistema composto da tre edifici storici e una nuova mediateca. In questo progetto viene sperimenta la trasformabilità degli spazi per funzioni differenti. 2006 progetta il nuovo ingresso per il padiglione italiano alla Biennale di Venezia presso l'Arsenale. Il progetto è stato esposto alla Biennale Architettura, Arsenale, Venezia. 2007 progetta il prototipo museo del suono, spazio variabile a più funzioni, dimensionato con il MA. Nel 2008 progetta un sistema costruttivo basato su moduli spaziali in legno a pareti ventilate. componibili in vari tipi di residenza. 2011 vince il concorso Ecoluoghi case per un abitare sostenibile bandito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con il progetto casaminima 45. Una casa per giovani, o per migranti, a basso costo. Uno spazio semplice, versatile, trasformabile. Una casa a patio energetico. "Non necessariamente una casa. Con un po' di fantasia, può essere molte altre cose". Il prototipo è stato esposto al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma. 2010 Svolge la relazione Produzione contemporanea della conoscenza di apertura al VII seminario sobre lettura e Producao no Ensino Superior presso l'Universitade de Alfenas in Brasile "Costruire un edificio è vincere la forza di gravità. Usare con eleganza il materiale minimo necessario per una costruzione, significa vincere la forza di gravità con intelligenza. Le forme che amiamo e ricordiamo sono forme intelligenti."

Progetti[modifica | modifica wikitesto]

Prototipo di casaminima 45 esposto al Museo MAXXI, Roma
Padiglione Italiano alla Biennale di Venezia
Punto d'informazione, schede braille software. Palazzo Chiericati, Vicenza
Lampada 45

Design[modifica | modifica wikitesto]

  • 1990 Mobile modulo.
  • 1999 Punto d'informazione: schede didattiche, schede Braille e software, per ciascun quadro del Museo Civico di Vicenza.
  • 2010 Poltrona "blue".
  • 2013 Lampada "45".

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Gostoli con Alvaro Siza a Porto, nello studio di Siza
  • Le due città - dialoghi con Quaroni e Gardella, opinioni, ipotesi progettuali, Venezia, Arsenale Editrice, 1990, ISBN 88-7743-086-9.
  • Architecture as I see it Metro Armonico come io penso l’architettura, Milano, Silvana Editoriale, 2004, ISBN 88-8215-740-7.
  • Spazi guida per la progettazione di un museo contemporaneo, Venezia, Libreria Editrice Cafoscarina, 2008, ISBN 88-7543-199-X.
  • Una buona conversazione. dialogo con Alvaro Siza, Venezia, Libreria Editrice Cafoscarina, 2012, ISBN 978-88-7543-253-9.

Articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • La città degli uomini, in Spazio e Società, nº 45.
  • Nemo propheta in patria, a proposito della mostra su Francesco di Giorgio Martini, in Spazio e Società, nº 65.
  • Le occasioni mancate. Mostra sul Rinascimento a Venezia, in Spazio e Società, nº 69.
  • Il dettaglio interrotto, in Spazio e Società, nº 72.
  • Il metro armonico, in Spazio e Società, nº 77.
  • Biennale ’96: molti edifici, nessun luogo, in Spazio e Società, nº 78.
  • Helsinki, 6 settembre 1998, in Spazio e Società, nº 85.
  • Note a margine. Trasformabilità di uno spazio costruito, in Spazio e Società, nº 89.
  • Le cassandre della scienza e i cinici del potere: un dialogo tra sordi, in Gazzettino[4], 18 gennaio 2005.
  • Ridisegnare le forme delle città trasformando gli steccati in spazi di integrazione, in Gazzettino, 8 maggio 2005.
  • Ground Zero, quale città per gli uomini, in Gazzettino, 1º dicembre 2005.
  • A Rotterdam l’utopia si fa città. Una mostra sulle nuove concezioni urbanistiche della città contemporanea, Team X, in Gazzettino, 1º febbraio 2006.
  • Come cambiano gli spazi dei musei, in Gazzettino, 16 ottobre 2008.
  • Venezia - Sao Paulo città espressioniste, in The Venice International Foundation Newsletter, nº 24.

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

Conferenze[modifica | modifica wikitesto]

  • 1995. "Due tipi di resistenze" ILAUD Lettura e progetto del territorio Università degli studi di Ferrara. Ferrara.
  • 1996 "Il Metro Armonico" IV seminario di architettura e cultura urbana. Università di Camerino. Palazzo Ducale. Camerino.
  • 2003. "Contemporaneo spazioso: quali luoghi ai confini dell'arte" Fondazione Querini Stampalia. Venezia.
  • 2004. "Musei per l'Europa: idee, aspettative e progetti" Aula Magna Università degli studi di Padova.
  • 2007. "La Biennale di Venezia del terzo millennio 1895 – 2007. Il binomio settore-curatore codificato non risponde più alle esigenze in atto". San Giovanni Evangelista. Venezia.
  • 2010.
    • "Produzione contemporanea della conoscenza" Universidade Federal de Alfenas. Alfenas Brasile.
    • "Eduardo Vittoria - Le ragioni dell'Architettura" Università di Udine. Facoltà di Ingegneria. Udine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Contro la peste del citazionismo in "L'Architettura- cronache e storia", anno XXXIX n.5, maggio 1993
  2. ^ "Nemo propheta in patria /Francesco Gostoli", Spazio e Società 1994 Jan.-Mar. Architectural Association Library London, Peter Smithson: A Selective Bibliography, v.17,n.65,p.112-121, ISSN 0392-4947.
  3. ^ Sergio Musmeci “Il Minimo Strutturale” in ⟪L’ingegnere⟫ A.N.I.A.I. n.5 – 1968. - Sergio Musumeci “Il calcolo elettronico e la creazione di nuove forme strutturali, in   AA.VV, Architettura & Computer, p. 147 sgg., Bulzoni Editori, Roma, 1972.   
  4. ^ Il Gazzettino.it

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN96135304 · ISNI (EN0000 0000 7872 2354 · ULAN (EN500065973