Francesco Gaetano Caltagirone

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Giorgio Napolitano consegna a Francesco Caltagirone le insegne dell'Ordine al Merito del Lavoro, 27 ottobre 2006.

Francesco Gaetano Caltagirone, anche noto come Franco (Roma, 2 marzo 1943), è un imprenditore italiano, costruttore edile. Nel 2011, con 1,5 miliardi di dollari, si piazza undicesimo nella classifica degli italiani più ricchi e 833º nella classifica mondiale (era 522º nel 2009 con 1,4 miliardi di dollari).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Membro di una articolata e numerosa famiglia composta quasi del tutto da costruttori (le prime costruzioni del nonno risalgono agli ultimi decenni del 1800, a Palermo), durante gli studi alla facoltà di ingegneria a Roma riprende - con il capitale ereditato insieme ai fratelli Edoardo e Leonardo - l'attività di famiglia interrotta negli anni quaranta per l'improvvisa scomparsa del padre, mettendosi in società con il cugino Gaetano, architetto già avviato all'attività di costruttore.

Da quel momento il Gruppo di cui è inizialmente solo socio realizza circa 200 complessi immobiliari di quasi 800 edifici la cui consistenza è vicina ai 3,3 milioni di metri quadrati per un valore di 15 miliardi di euro.[senza fonte] Negli anni settanta variano gli equilibri azionari con il cugino Gaetano, e diviene socio di maggioranza - alla pari con il fratello Edoardo.

Nel 1984 rileva l'allora Vianini S.p.A. - ora Caltagirone S.p.A. - che opera, a livello mondiale, nel settore delle grandi infrastrutture, di cui assume la presidenza. Dopo una completa ristrutturazione industriale, procede alla quotazione delle due partecipate Vianini Lavori S.p.A. e Vianini Industria S.p.A. Nel 1992 acquisisce dall'IRI, attraverso un'asta pubblica, la Cementir S.p.A., quarta società italiana nel comparto del cemento, che nel giro di pochi anni, sotto la guida del figlio Francesco Caltagirone jr, diviene una multinazionale con importanti presenze in Scandinavia, Turchia ed Estremo Oriente ed un fatturato prodotto per l'80% all'estero.

Caltagirone alla festa di restyling de Il Messaggero
Caltagirone al programma Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber

A metà degli anni novanta assume il pieno controllo del Gruppo Caltagirone unendo le proprie quote con quelle del cugino Gaetano nella società "Finanziaria Italia", di cui detiene circa il 70%, e che controlla circa il 51% della capogruppo Caltagirone S.p.A. Nel 1996 acquisisce, dal Gruppo Montedison, il quotidiano Il Messaggero di Roma, e l'anno successivo, da privati, Il Mattino di Napoli e il Corriere Adriatico di Ancona. Dal 2000 tutte le attività editoriali e dei new media sono state raggruppate nella Caltagirone Editore, quinto gruppo editoriale del paese. Nel 2006 acquisisce la quota di maggioranza del quotidiano di Venezia Il Gazzettino (quota del 54,59%, per un valore di 120 milioni di euro).

Caltagirone è inoltre membro della Giunta di Confindustria[1] e del Comitato di Presidenza della Federazione italiana editori giornali (in acronimo FIEG)[2] ed è stato Consigliere dell'Auditorium Parco della Musica di Roma fino al 2015.[3][4][5]

Nel 2006 è nominato Cavaliere del Lavoro. Nello stesso anno diviene vicepresidente della Banca Monte dei Paschi di Siena di cui è, fino ad inizio 2012 quando liquida completamente la sua partecipazione, il secondo azionista privato nonché il primo persona fisica. Nel 2007 è nominato Consigliere di Assicurazioni Generali S.p.A. di cui assume la carica di Vice Presidente nell'aprile 2010[6].

Fino al 2007 era sposato con Luisa Farinon (sorella della ex conduttrice TV Gabriella) e ha tre figli: Francesco Jr., Alessandro e Azzurra[7], ex moglie di Pier Ferdinando Casini.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 ottobre 2011 Caltagirone viene condannato dalla prima sezione del Tribunale di Milano a 3 anni e 6 mesi di reclusione per insider trading, ostacolo alle funzioni di vigilanza nel processo sulla tentata scalata di Unipol alla Banca Nazionale del Lavoro nel 2005,[8][9] nell'inchiesta che lo vede imputato insieme all'ex Governatore di Bankitalia Antonio Fazio e a Giovanni Consorte, condannati alla stessa pena.

Il 31 maggio 2012 la Corte d'appello di Milano ha annullato la condanna in primo grado e lo ha assolto.[10]

Il 7 dicembre 2012, la Cassazione ha annullato per vizi di motivazione la sentenza di assoluzione.

Il 6 dicembre 2013 è stato assolto dalla terza sezione penale della Corte d'appello di Milano, insieme all'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e alle altre persone coinvolte nel tentativo di scalata alla Bnl di Unipol del 2005, in quanto il fatto non sussiste.[11][12][13][14][15][16][17][18][19][20]

Il 6 maggio 2015 la Cassazione ha confermato l'assoluzione rendendo definitiva la sentenza di proscioglimento emessa dalla Corte d'appello di Milano.[21][22][23][24][25]

Principali società controllate[modifica | modifica wikitesto]

Altre importanti partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 1º giugno 2006[26]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Confindustria: Caltagirone in giunta, Ansa, 22 maggio 2013. URL consultato il 25 novembre 2013.
  2. ^ Fieg: Rinnovate le cariche sociali per il biennio 2012 - 2014, Federazione italiana editori giornali, 11 luglio 2012. URL consultato il 25 novembre 2013.
  3. ^ Auditorium, gioiello tradito, su Online-new.it, 17 ottobre 2015. URL consultato il 7 aprile 2015.
  4. ^ Il CdA, Auditorium Parco della Musica. URL consultato il 25 novembre 2013.
  5. ^ Auditorium nomine ai vertici. Alemanno conferma Fuortes, Corriere della Sera, 19 maggio 2011. URL consultato il 25 novembre 2013.
  6. ^ Francesco Gaetano Caltagirone, Assicurazioni Generali S.p.A., 2 ottobre 2013. URL consultato il 7 ottobre 2013.
  7. ^ Caltagirone Francesco Gaetano, Corriere della Sera, 5 ottobre 2008. URL consultato il 7 ottobre 2013.
  8. ^ Unipol, condannati Fazio e Consorte, Corriere della Sera, 31 ottobre 2011. URL consultato il 29 giugno 2013.
  9. ^ Unipol-Bnl, condannati a 3 anni e mezzo Fazio e Caltagirone, Reuters, 31 ottobre 2011. URL consultato il 29 giugno 2013.
  10. ^ Scalata Bnl-Unipol: 11 imputati assolti. Condannati solo Consorte e Sacchetti, Il Fatto Quotidiano, 30 maggio 2012. URL consultato il 29 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2012).
  11. ^ Unipol-Bnl: assolti Fazio e tutti gli imputati, su ilsole24ore.com, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  12. ^ Consorte e Fazio assolti per la scalata Unipol-Bnl, su ilgiornale.it, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  13. ^ Unipol-Bnl, assolti Fazio & Co. Per l'Appello "il fatto non sussiste", su repubblica.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  14. ^ "Unipol, il fatto non sussiste". Assolti Fazio e Consorte, su archivio.lastampa.it, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  15. ^ Scalata Unipol Bnl, Fazio e gli altri imputati assolti. Revocate le sanzioni, su ilfattoquotidiano.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  16. ^ Bnl-Unipol Assolti Fazio e 12 indagati, su iltempo.it, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  17. ^ Fazio e Bnl, il fatto non sussiste, su ilfoglio.it, 7 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  18. ^ Bnl-Unipol, Fazio e altri 12 assolti, su avvenire.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  19. ^ Unipol, «il fatto non sussiste» Assolto l’ex governatore Fazio, su corriere.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  20. ^ Bnl-Unipol: Antonio Fazio assolto in appello con Consorte, Ricucci, Caltagirone, su blitzquotidiano.it, 6 dicembre 2013. URL consultato il 7 aprile 2016.
  21. ^ Unipol-Bnl, Cassazione conferma assoluzione per Fazio e Consorte, su ilfattoquotidiano.it, 6 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016.
  22. ^ Unipol-Bnl, Cassazione conferma assoluzione per Fazio e altri 12, su it.reuters.com, 7 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016.
  23. ^ Caso Unipol-Bnl tutti assolti, su gazzettadimodena.geolocal.it, 8 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016.
  24. ^ Unipol: Cassazione conferma assoluzioni a Fazio e Consorte, su adnkronos.com, 6 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016.
  25. ^ Unipol-Bnl, Cassazione conferma assoluzione per Sacchetti, su 24emilia.com, 11 maggio 2015. URL consultato il 7 aprile 2016.
  26. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Dragoni, Giorgio Meletti, La paga dei padroni, Milano, Chiare lettere, 2008, pp. 165-169, ISBN 978-88-6190-057-8.

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