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Francesco Fontebasso

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La Gloria del Paradiso, affresco sul soffitto della chiesa di Santa Maria in Colle a Montebelluna.
Allegoria della Fede San Zanipolo
il quadro dell'apparizione Mariana del Fontebasso: dettaglio del centro di Motta nel 1510

Francesco Salvatore Fontebasso (Venezia, 4 ottobre 1707Venezia, 31 maggio 1769) è stato un pittore italiano, uno dei principali esponenti della pittura veneta nel periodo rococò.

Formatosi nella bottega di Sebastiano Ricci, nel 1728 si recò a Roma, dove dipinse La cena di Baldassarre e Adamo ed Eva. Tornato a Venezia, la sua pittura fu influenzata da quella di Giambattista Tiepolo, come testimoniano lo Sposalizio di santa Caterina e l'Adorazione dei pastori.

Intorno alla metà del Settecento intervenne nella villa oggi conosciuta come "Ca' Zenobio" nei pressi di Treviso, su commissione del proprietario di allora, l'avvocato veneziano Sebastiano Uccelli. Nel salone al primo piano, Fontebasso affrescò entro raffinati stucchi rocaille le allegorie della Giustizia, della Pace e delle Virtù; il pittore realizzò anche una serie di tele, oggi in collezioni private. Fontebasso affrontò anche l'impresa della decorazione della barchessa, ispirandosi all'esempio del Tiepolo: nella sala da ballo, entro un impianto scenico illusionistico spettacolare, sono rappresentati tre episodi di tematica storica. L'interpretazione dei soggetti non è ancora unanime. Credendo - erroneamente - che la decorazione fosse stata realizzata quando la proprietà della villa era già passata alla famiglia veneziana degli Zenobio (1779), si è voluto identificare il tema degli affreschi con l'incontro tra l'imperatore romano Aureliano e Zenobia, regina di Palmira e mitica antenata degli Zenobi. Oggi, piuttosto, si pensa che Fontebasso abbia voluto rappresentare episodi leggendari legati alla continenza di Scipione l'Africano.

Lavorò a Padova, a Treviso e a Trento, per poi recarsi a San Pietroburgo tra il 1761 ed il 1762, dove realizzò tele e affreschi per il Palazzo d'Inverno.

A Motta di Livenza nella Basilica della Madonna dei Miracoli vi è un suo dipinto dell'apparizione avvenuta nel 1510 in cui riporta l'antico centro della Motta con il castello le due torri e le tre porte oltre alle due prime chiese: Santa Maria delle Grazie dei Francescani conventuali in extra terra Mothe, e Santa Maria degli Angeli in Borgo Aleandro. (da Motta Città Mariana-Extra Terra Mothe -ed. Antiga- A.Vesentini A.).[1]

Tra i soggetti pittorici preferiti si trovano scene bibliche e religiose, scene mitologiche, ritratti.

Opere principali

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  1. Motta Città Mariana Exrea Terra MotheAntiga Edizioni 2025 ISBN 978-88-8435-536-2 Alfonso Vesentini Argento.

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