Franz Philipp von Inzaghi

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Franz Philipp von Inzaghi
vescovo della Chiesa cattolica
Franz Philipp von Inzaghi.jpg
Ritratto del vescovo Francesco Filippo Inzaghi
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Incarichi ricoperti
 
Nato25 maggio 1731 a Graz
Ordinato diacono16 giugno 1753
Ordinato presbitero30 marzo 1753
Nominato vescovo24 aprile 1775 da papa Pio VI
Consacrato vescovo24 aprile 1775 dal cardinale Cristoforo Migazzi
Deceduto3 dicembre 1816 (85 anni) a Gorizia
 

Franz Philipp von Inzaghi (italiano: Francesco Filippo Inzaghi; Graz, 25 maggio 1731Gorizia, 3 dicembre 1816) è stato un vescovo cattolico austriaco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Franz Philipp von Inzaghi (anche italianizzato in: Francesco Filippo d'Inzaghi), nacque in seno ad una nobile famiglia austriaca di rango comitale di ascendenza italiana, dalla quale poi discenderà anche il governatore delle province venete sottoposte all'Impero austriaco, il conte Carlo d'Inzaghi.

Intrapresa la carriera ecclesiastica, compì i propri studi a Roma, venendo ordinato sacerdote a Salisburgo il 30 marzo 1754. In seguito venne nominato arcidiacono mitrato della chiesa di Mikulov in Moravia. Il 27 febbraio 1775 venne prescelto a ricoprire la carica di vescovo di Trieste, venendo consacrato quello stesso giorno.

Nel 1788 venne nominato per esplicito volere dell'imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena alla carica di vescovo di Gradisca, una diocesi espressamente voluta dal governo austriaco per meglio controllare la vita religiosa dell'area. Il progetto dell'Imperatore, si rivelò però ben presto un fallimento, la diocesi venne soppressa e il 12 settembre 1791 Francesco Filippo d'Inzaghi venne promosso vescovo di Gorizia e Gradisca.

L'influenza della sua figura, rappresentò per tutto il Veneto un punto di riferimento notevole per la sua epoca: è ricordato in particolare per aver avuto il merito di saper mantenere una chiesa stabile e forte malgrado l'instabilità politica che gravava i governi dell'Europa del tempo e malgrado la costante ingerenza dello stato imperiale negli affari delle curie locali, in particolare di quelle esterne dai confini dei domini diretti dell'Imperatore. Nello specifico, a lui si ascrive la riapertura del santuario di Monte Santo e la riapertura del seminario di Gorizia.

Costretto alla fuga all'invasione di Napoleone del 1797 che sfociò nella conquista del Veneto ed alla successiva proclamazione del Trattato di Campoformio, con il ritorno del territorio veneto alle dipendenze dell'Austria, egli poté rientrare nella propria sede, ove riprese possesso della cattedra episcopale e dove morì il 3 dicembre 1816. Fu sepolto nella cripta dei vescovi della cattedrale cittadina di Gorizia.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN229394874 · ISNI (EN0000 0003 6508 0374 · SBN IT\ICCU\BVEV\066918 · GND (DE1019297735 · CERL cnp01420916 · WorldCat Identities (ENviaf-229394874