Francesco Borghese

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Francesco Borghese
Gemälde des Francesco Borghese.png
Il principe Francesco Borghese in un ritratto del 1820
VII Principe di Sulmona
Stemma
In carica 1832 –
1839
Predecessore Camillo II
Successore Marcantonio V
Trattamento Sua Eccellenza
Don
Onorificenze Grande di Spagna
Altri titoli VIII Principe di Rossano
Nascita Roma, 9 giugno 1776
Morte Roma, 30 maggio 1839
Luogo di sepoltura Roma
Dinastia Borghese
Padre Marcantonio IV Borghese, V principe di Sulmona
Madre Anna Maria Salviati
Consorte Adele de La Rochefoucauld
Religione Cattolicesimo

Francesco Borghese, VII principe di Sulmona (Roma, 9 giugno 1776Roma, 30 maggio 1839), è stato un nobile, militare e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Francesco nacque a Roma il 9 giugno 1776, figlio di Marcantonio IV Borghese, V principe di Sulmona, e di sua moglie, la principessa Anna Maria Salviati.

La sua posizione di secondogenito, gli assegnò il titolo onorifico di Principe Aldobrandini (ereditato dall'ava Olimpia Aldobrandini). Col fratello Camillo e col padre, in gioventù si schierò coi rivoluzionari romani in appoggio alla Rivoluzione francese e prese parte a Roma ai lavori per la costituzione della Repubblica romana. A settembre del 1799, con la restaurazione pontificia, poté rimanere in città ed ottenne anzi da Pio VII il titolo di colonnello della guardia civica, a differenza del fratello maggiore che era stato esiliato. A Roma, comunque, il Borghese venne criticato pesantemente dagli ambienti papalini anche perché non aveva rinunciato alla propria idea filo-rivoluzionaria, e per questo decise in quello stesso anno di riunirsi al fratello in Francia. Camillo lo presentò a Napoleone che lo pose a capo di uno squadrone della sua guardia personale.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Francesco sposò l'11 aprile 1809 la duchessa Adele de La Rochefoucauld, figlia di Alexandre-François de La Rochefoucauld, conte de La Rochefoucauld, e di sua moglie, la nobildonna Adélaïde de Pyvart de Chastullé.

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Inquadrato nell'esercito francese, prese parte più tardi alla Battaglia di Austerlitz (1805) dove ebbe occasione di distinguersi, ed a seguito della quale divenne colonnello del 1º reggimento carabinieri nel corso delle campagne dal 1806 al 1809 (venendo ferito nella battaglia di Wagram). Il 23 novembre 1811 venne promosso generale di brigata dell'esercito francese e nell'anno successivo venne nominato da Napoleone al rango di suo primo scudiero, mentre sua moglie venne ammessa a palazzo come dama dell'imperatrice Maria Luisa d'Austria. Il 3 aprile 1813 venne decorato con la gran croce dell' Ordre de la Reunion.

Abile nel destreggiarsi politicamente, col crollo dell'impero napoleonico rimase completamente illeso ed anzi, in Francia, venne decorato della croce di San Luigi da Luigi XVIII. Tornò brevemente in Italia a Firenze ove soggiornò presso il fratello Camillo (che era divenuto anche cognato di Napoleone stesso) e poi tornò in Francia.

Principe di Sulmona[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1832, quando Camillo morì senza eredi legittimi, ne venne proclamato erede delle ricche fortune oltre a porsi a capo della casata dei Borghese, assumendo il diritto di primogenitura col titolo di Principe di Sulmona. Venne invitato da Gregorio XVI a fare ritorno a Roma dove si trasferì quello stesso anno. Si dedicò da subito all'ampliamento del museo di Gabii con l'ampliamento di molti reperti archeologici ritrovati nei terreni di sua proprietà oltre a distinguersi come protettore di artisti e munifico autore di opere di beneficenza. A Frascati fece eseguire dei lavori all'acquedotto di villa Belvedere. Fu il primo presidente della Cassa di Risparmio di Roma dal 1836 al 1838 ospitandone gli uffici nel suo palazzo in piazza Borghese (dove rimasero sino al 1874).

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì a Roma il 30 maggio 1839. Secondo il suo testamento, per evitare l'estinzione delle casate degli Aldobrandini e dei Salviati che a loro tempo erano confluite in quella dei Borghese, dispose un nuovo fidecommesso, non più feudale ma onorifico, affinché due dei suoi figli venissero autorizzati a fondare delle linee parallele della sua casata coi relativi titoli e cognomi aggiunti: il suo primogenito, Marcantonio, assunse il titolo di principe Borghese, il secondogenito Camillo quello di principe Aldobrandini ed il terzogenito Scipione quello di duca Salviati.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Borghese e la duchessa Adele de La Rochefoucauld ebbero:

  • Maria Luisa (1812-1838), sposò Henri de Rochechouart de Mortemart;
  • Marcantonio (1814-1886), VIII principe di Sulmona, sposò Therese de Rochefoucauld;
  • Camillo (1816-1902), I principe Aldobrandini, sposò Marie-Fleur d'Arenberg;
  • Scipione (1823-1892), I duca Salviati, sposò Jacqueline Arabella Fitz-James;
  • Livia (1829-1896), sposò il marchese Antonio D'Adda.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Marcantonio III Borghese, III principe di Sulmona Giovanni Battista Borghese, II principe di Sulmona  
 
Eleonora Boncompagni  
Camillo Borghese, IV principe di Sulmona  
Livia Spinola Carlo Spinola, principe di Sant'Angelo  
 
Violante Spinola  
Marcantonio IV Borghese, V principe di Sulmona  
Filippo II Colonna, IX principe e duca di Paliano Lorenzo Onofrio Colonna, VIII principe e duca di Paliano  
 
Maria Mancini  
Agnese Colonna di Paliano  
Olimpia Pamphilj Giovanni Battista Pamphili, II principe di San Martino al Cimino e Valmontone  
 
Violante Facchinetti  
Francesco Borghese, VII principe di Sulmona  
Gian Vincenzo Salviati, V duca di Giuliano Antonio Maria Salviati, IV duca di Giuliano  
 
Caterina Pannocchieschi  
Averardo Saviati, VI duca di Giuliano  
Anna Maria Boncompagni Gregorio Boncompagni, V duca di Sora  
 
Ippolita Ludovisi, principessa di Piombino  
Anna Maria Salviati, VII duchessa di Giuliano  
Filippo Lante Montefeltro della Rovere, IV duca di Bomarzo Ludovico Lante Montefeltro della Rovere, III duca di Bomarzo  
 
Angela Vaini  
Maria Cristina Lante Montefeltro della Rovere  
Maria Virginia Altieri Emilio Altieri, II principe di Oriolo  
 
Costanza Chigi  
 

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordre de la Reunion (Impero francese) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordre de la Reunion (Impero francese)
«Almanacco Imperiale dell'anno 1813»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Visconti, Città e famiglie nobili e celebri dello Stato pontificio, vol. III
  • G. Borghezio, I Borghese, Roma, 1954
  • D. Angeli, Storia romana di trent'anni (1770-1800), Milano 1931
  • G. Six, Les généraux de la révolution et de l'empire, Lyon 1948
  • G. Belloni, Diz. storico dei banchieri italiani, Firenze 1951
  • E. Giuntella, Le classi sociali della Roma giacobina, in Rassegna storica del Risorgimento, XXXVIII, 1951

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Principe di Sulmona Successore Flag of the Holy See.svg
Camillo Borghese, VI principe di Sulmona 1729 - 1763 Marcantonio V Borghese, VIII principe di Sulmona
Controllo di autoritàVIAF (EN15831044 · ISNI (EN0000 0000 3500 0837 · BAV 495/170455 · CERL cnp00510847 · LCCN (ENn2004011600 · GND (DE128772646 · BNF (FRcb16079976b (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n2004011600
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