Francesco Andrea Dejean

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François André Dejean
vescovo della Chiesa cattolica
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Nominato vescovo 18 febbraio 1809 da Napoleone Bonaparte

François André Dejean (Carcassonne, ... – ...) è stato un vescovo cattolico francese, principe della Chiesa di Asti. Fu nominato vescovo di Asti da Napoleone e sedette sulla cattedra astense tra il 1809 ed il 1814, pur senza ottenere mai il riconoscimento della Santa Sede né la consacrazione episcopale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

François André Dejean, francese di Carcassonne, era stato abate e canonico onorario.

Fratello del ministro di Napoleone Bonaparte Jean François Aimé Dejean (1749 - 1824), presidente nel 1800 della consulta di Genova, Consigliere di Stato, Ministro della Guerra della Repubblica e dell'Impero Francese, venne nominato vescovo di Asti da Napoleone il 18 febbraio 1809.

Il vescovo non venne riconosciuto da papa Pio VII che non ne permise la consacrazione. Il 5 luglio dello stesso anno, Napoleone arrestò il Pontefice a causa della sua politica ostruzionistica nei confronti dell'impero e lo imprigionò prima ad Avignone e in seguito lo confinò nel vescovado di Savona.

Il 30 novembre 1809, il Dejean prese possesso per procura della diocesi astigiana ed il 18 settembre 1810 fece il suo ingresso in Asti in forma privata.

Al suo arrivo il Dejean trovò a reggere la diocesi il canonico Evasio Dani dei conti di Magnano che era stato eletto vicario capitolare generale dal Capitolo della Cattedrale. Si aprì subito una vertenza in cui l'arcivescovo di Torino Carlo Giacinto della Torre sollecitò la nomina del prelato francese.

Quando ormai l'accordo con il Capitolo volgeva a favore del Dejean, Napoleone intervenne pesantemente: il 31 dicembre furono soppressi sei canonicati e confiscati i beni, il vicario Dani e tre canonici arrestati ed imprigionati presso il Forte di Fenestrelle[1].

Il 6 novembre 1813, il Dejean nominò Giuseppe Benedetto Cottolengo viceparroco di Corneliano d'Alba.

Il 4 maggio 1814, Napoleone andò in esilio all'Elba, il vescovo Dejean lasciò la città e l'8 maggio dopo tre anni di prigionia rientrò il Dani al vicariato capitolare della città.

Il 17 giugno 1817, papa Pio VII con la bolla Beati Petri, ristabilì i confini delle diocesi piemontesi soppresse nel 1803 creando la nuova diocesi di Cuneo; si trattò di un nuovo ridimensionamento della diocesi di Asti, l'ultimo.

Il vicario Dani rimase in carica fino al 3 maggio 1818, quando venne consacrato Antonino Faà di Bruno all'episcopato astense.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Visconti, La Diocesi di Asti tra '800 e '900, Asti 1995, p. 44

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Assandria, Il libro verde della Chiesa di Asti
  • Pietro Giovanni Boatteri, Serie cronologica-storica de' Vescovi della Chiesa d'Asti, Asti 1807
  • A. Bianco, Asti ai tempi della Rivoluzione e dell'Impero, Asti 1964
  • Gaspare Bosio, Storia della Chiesa di Asti, Asti 1894
  • Lorenzo Gentile, Storia della Chiesa di Asti, Asti 1934
  • Vanna Mazzaroli, Paolo Maurizio Caissotti Vescovo di Asti, Asti 1974
  • Ughelli, in Italia Sacra, Astenses Episcopi, Venezia 1719
  • Guglielmo Visconti, Diocesi di Asti e Istituti di vita religiosi, Asti 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Asti Successore Capitolo di Asti.PNG
Pietro Arborio Gattinara 1809-1814 Antonino Faà di Bruno