Fosso della Patatona

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Marana delle Pietrare
Fosso di Patatona
Colli esamarana.JPG
StatoItalia Italia
RegioniLazio Lazio
Lunghezza8 km
Altitudine sorgente690 m s.l.m.
NasceMonte Cavo (Rocca di Papa)
SfociaMarana di Morena (Roma)

La Marana delle Pietrare (anche denominata Marana di Patatona, anticamente conosciuta come Marana di San Bonaventura, in dialetto marinese semplicemente chiamata 'a Marana) è un corso d'acqua a carattere prettamente torrentizio che scorre nell'area dei Castelli Romani tra i comuni di Rocca di Papa, Marino, Ciampino, Grottaferrata e Roma, in provincia di Roma.

Descrizione del percorso[modifica | modifica wikitesto]

La marana è originato dalle falde acquifere di Monte Cavo (949 m s.l.m.), in territorio di Rocca di Papa, e da lì scorre verso Marino, dove attraversa il Bosco Ferentano e scende nella vallata del Barco Colonna tramite una piccola cascatella nota agli antichi come Caput Aquae Ferentinum. La marana attraversa quindi l'area delle pietrare delle Cave di Peperino di Marino da qui prende nome, e scorre sotto al Santuario dell'Acquasanta di Marino. Quindi scorre parallelamente alla Strada statale 217 Via dei Laghi e alla ferrovia Roma-Albano in comune di Ciampino, fino alla località Pantanelle in cui prende convenzionalmente denominazione di marana o fosso della Patatona. Callisto II nel 1122 fece canalizzare le acque sorgive della zona nel canale dell'Acqua Sotterra che dalle Pantanelle di Marino arriva al Tevere, alimentando la Cloaca Maxima.

In prossimità delle Pantanelle sorse il borgo medioevale di Maranum, citato in alcune bolle papali del XIII secolo e poi scomparso, di cui resta una torre che sovrasta la Stazione ferroviaria di Pantanelle sulla linea ferroviaria Roma-Albano Laziale. Il corso d'acqua qui piega verso nord e conflusce nella marana dell'Acqua Mariana, che lì prende denominazione di marana di Morena, in territorio di Roma nella località Morena. Le acque di questi corsi d'acqua riuniti furono captate da papa Pasquale II per essere utilizzate come fogne di Roma, e sfociano dunque nel fiume Tevere all'altezza del Foro Boario.

Caratteristiche naturali[modifica | modifica wikitesto]

Ogni parte del corso d'acqua presenta delle sue caratteristiche specifiche: uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità e del Parco Regionale dei Castelli Romani analizzò attentamente varii punti del corso d'acqua traendone interessanti conclusioni.[1]

Via Vecchia di Velletri (Rocca di Papa-Stemma.png Rocca di Papa)

La vegetazione perifluviale è assente sulla sponda destra, a causa delle presenza del Cementificio di Rocca di Papa, mentre sulla sfonda sinistra si trovano saliceti arbustivi ripari, canneti e ortiche. Normalmente, la superficie dell'alveo bagnato copre l'80% di quella dell'alveo in piena, e l'acqua raggiunge mediamente i 10 centimetri di altezza. Il fondo fluviale è composta prevalentemente da ciottoli, tuttavia sono presenti anche altre granulometrie, specialmente il periphyton.

Barco Colonna (Marino (Italia)-Stemma.png Marino)

La vegetazione perifluviale, inserita in una delle aree boschive più pregevoli dei Colli Albani, quella del Bosco Ferentano, è composta di carpini, edere, felci, eriche, carici, ranuncoli e trifogli. L'alveo bagnato non supera normalmente un terzo della superficie dell'alveo in piena, con un'altezza media dell'acqua che si aggira tra i 5 ed i 10 centimetri. Il fondo fluviale è composta da ciottoli, massi e limo, con tracce di anaerobiosi.

Via dei Laghi (Ciampino-Stemma.png Ciampino)

La vegetazione perifluviale è inserita in un contesto agricolo, ed è composta da canneti, rovi, corniolo, ortiche, viburno e alloro. L'alveo bagnato occupa tra il 70 e l'80% della superficie dell'alveo in piena, con un'altezza dell'acqua che oscilla tra il 15 centimetri in periodi di siccità ed i 40 centimetri in periodi piovosi. Il fondo dell'alveo è composta da limo, roccia, massi e ciottoli accompagnati da organismi incrostanti.

Colle Oliva (Grottaferrata-Stemma it.png Grottaferrata)

La vegetazione perifluviale è di tipo arbustivo ripario, con la presenza di rovi, ortiche, veronica, farfaraccio e selaginella. L'alveo bagnato normalmente ricopre l'80% dell'alveo in piena, con un'altezza minima dell'acqua di 15 centimetri e un'altezza massima oscillante tra i 40 ed i 50 centimetri. Il fondale dell'alveo del corso d'acqua è composto da ghiaie, massi e ciottoli rivestiti anche da alghe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le acque del Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani, a cura di Paolo Formichetti e Laura Mancini (Istituto Superiore di Sanità) e di Nunzia Rossi (Parco Regionale dei Castelli Romani), rapporto ISTISAN 07/8.
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