Forze speciali italiane

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Gli incursori del Col Moschin

Le forze speciali italiane sono le unità delle forze armate italiane appositamente designate a condurre operazioni speciali.

I membri delle Forze speciali italiani sono definiti Incursori. Sono definiti invece "Ranger" gli appartenenti al 4º Reggimento alpini paracadutisti e "Acquisitori" gli effettivi del 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima guerra mondiale e gli "arditi"[modifica | modifica wikitesto]

Le prime forze speciali in Italia furono gli Arditi, speciali reparti d'assalto del Regio Esercito costituiti nel 1917, durante la Prima guerra mondiale. In quel conflitto nacquero anche i gruppi di incursione marittima: gli incursori della Regia Marina utilizzarono mezzi come i MAS e le "mignatte" (una sorta di siluro pilotato da un operatore che lo "cavalcava").

Il ventennio fascista e la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1939 nacque poi la Iª Flottiglia MAS, poco dopo ridenominata Xª Flottiglia MAS, i cui eredi dal 1960 furono gli incursori del Comando Raggruppamento Subacquei e incursori “Teseo Tesei".

Gli Arditi distruttori della Regia Aeronautica (ADRA), furono un reparto operante nella seconda guerra mondiale, soprattutto in Africa Settentrionale, con il basco color sabbia, oggi ancora simbolo del 17º Stormo incursori dell'AMI. Poi fu denominato 1º Reggimento d'assalto della R.A "Amedeo d'Aosta" .

Il secondo dopoguerra e la riorganizzazione[modifica | modifica wikitesto]

In seno all'Esercito Italiano, nel 1954 nacque invece il Reparto Sabotatori Paracadutisti, di stanza a Pisa, che continuava la tradizione del Battaglione Paracadutisti "Fanti dell'aria" (creato nel 1938 e formato da personale straniero), della 185ª Divisione Paracadutisti "Folgore" costituita nel 1941 e, soprattutto, del10º Reggimento arditi.

Nel 1964 all'Aeroporto di Alghero-Fertilia veniva costituita una Sezione aerei leggeri (S.A.L.) a supporto e dipendente dal Raggruppamento Unità Speciali (R.U.S.).

Alla fine del 1977 l'allora ministro degli interni Francesco Cossiga ordinò la creazione di quattro "UN.I.S." (Unità interventi speciali) che si sarebbero dovuti specializzare in anti-terrorismo. Furono chiamati a farne parte una quota del Col Moschin dell'Esercito, una del COMSUBIN della Marina (prima UN.I.S. costituita) e, da una aliquota del 1º Battaglione carabinieri paracadutisti dei Carabinieri, fu creato il Gruppo di intervento speciale (GIS), primo specifico reparto antiterrorismo costituito "ad hoc" in ambito militare italiano. Contemporaneamente la Polizia di Stato creò il NOCS (unità antiterrorismo che, non essendo parte delle Forze Armate, non rientra tra le forze speciali).

Nel 1992 il 39º Gruppo Squadroni della Cavalleria dell'Aria "Drago" dell'Aviazione dell'Esercito fu il primo reparto che impiegò dei sistemi di visione notturna, cosa che, insieme all'altissima specializzazione ed esperienza del personale, ha consentito l'impiego di uomini e mezzi del Reparto nelle Missioni Fuori area, contribuendo ad ampliare la capacità operativa notturna dei contingenti italiani, mentre il 26º Gruppo Squadroni "Giove" inquadrato nella Brigata paracadutisti "Folgore", grazie alla tipologia di addestramento congiunto con paracadutisti e incursori, sarebbe poi diventato il 26º Reparto elicotteri operazioni speciali - REOS una volta svincolato dalla Brigata. Nel marzo 2003 viene costituito il "Reparto incursori A.M.I." (RIAM), poi 17º Stormo incursori.

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Comando interforze per le operazioni delle forze speciali.

Nel 2004 nasce il CO.F.S., il comando interforze per il coordinamento delle operazioni speciali. Dal 2006 in Afghanistan, in ambito ISAF, opera la Task Force 45.

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

Commando del COMSUBIN

I principali compiti delle forze speciali italiane sono:

  • azioni dirette (sabotaggi, incursioni in ambienti controllati dal nemico e contro obiettivi strategici, ricerca e salvataggio di ostaggi in zone di guerra, eliminazione degli ostacoli e preparazione del territorio per l'invio delle forze convenzionali);
  • assistenza militare di vario tipo;
  • ricognizioni speciali.

A queste si aggiungono:

  • operazioni anti-terrorismo;
  • evacuazione di connazionali da paesi a rischio;
  • controproliferazione di materiale CNBR.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Comando interforze per le operazioni delle forze speciali. [1] si occupa della pianificazione delle operazioni speciali per tutte le forze speciali Italiane; è posto alla diretta dipendenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa. Dal COFS dipendono operativamente le forze speciali (TIER 1), e può essere richiesto ai rispettivi Stati Maggiori il temporaneo supporto delle Forze per operazioni speciali (TIER 2) e in alcuni casi anche delle unità di coronamento (TIER 3).

Secondo quanto sancito da questo comando (vertice nazionale del comparto operazioni speciali) la traduzione NATO SOF è FS (Forze speciali). Infatti come si evince dal sito ufficiale solo i quattro reparti menzionali FS sono sotto il comando operativo del COFS. I reparti di supporto operativo alle operazioni speciali delle FS sono 11° Rgt trasmissioni e 3° Reggimento elicotteri per operazioni speciali "Aldebaran"..

Infine le Forze per operazioni speciali corrispondono alle forze con capacità di condurre operazioni speciali (al pari della fanteria leggera) o supporto al combattimento dedicato (riferimento AJP 3.5 NATO Special Operation doctrine). Tali forze sono inserite nel bacino TIER 2 e può essere richiesto il loro impiego dal COFS ai rispettivi comandi.

Nel 2013 l'Esercito italiano per uniformare procedure e metodi di addestramento delle proprie forze speciali, che per l'impiego operativo restano alle dipendenze del COFS, ha istituito il Comando delle forze speciali dell'Esercito.

I Reparti[modifica | modifica wikitesto]

Fanno parte delle forze speciali italiane (TIER 1) un reparto per ogni singola forza armata e precisamente:

Forze di supporto[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a questi reparti sono previste delle Forze con capacità di condurre operazioni speciali, di supporto al combattimento, e di supporto operativo per operazioni speciali (TIER 2) e infine di unità di coronamento per operazioni speciali (TIER 3).

Forze con capacità di condurre operazioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Le forze di supporto al combattimento "dedicate" ("F.O.S" per l'esercito), ossia il cosiddetto secondo ristretto cerchio delle forze per operazioni speciali. Tali reparti, composti esclusivamente da personale volontario altamente addestrato ed equipaggiato, sono delegati a compiti militari di sensibile valore strategico/tattico, di supporto ad operazioni speciali, ad acquisizione degli obiettivi, a compiti di fanteria leggera ad elevato rischio e ad azioni dirette.

Le forze di supporto al combattimento "dedicate" (FOS - TIER 2) sono:

Le unità di supporto operativo per operazioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Il supporto operativo delle operazioni speciali (SOOS - TIER 2) presuppone la disponibilità di unità di volo dedicate ad ala fissa e rotante, nonché di specifiche risorse per il comando e controllo e per le comunicazioni: pertanto necessitano di "Unità di supporto operativo":

Le unità di coronamento per operazioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Ma oltre alle "Unità di supporto operativo" il COFS si può avvalere, nella pianificazione delle missioni delle FS, anche di singoli reparti disponibili sul teatro operativo, come unità esploranti, scelti in base al grado di operatività o livello di addestramento. In mancanza anche parziale, in un teatro operativo, del TIER 2, si può attingere quindi dal terzo livello (o TIER 3).

Le unità di coronamento per operazioni speciali italiane (COS - TIER 3) sono:

Cronologia dei comandanti del COFS[modifica | modifica wikitesto]

  • Gen. Div. Marco Bertolini (2004-2008) (EI)
  • Amm. Div. Donato Marzano (2008-2011) (MM)
  • Gen. Div. Maurizio Fioravanti (2011-2014) (EI)
  • Amm. Div. Giuseppe Cavo Dragone (3 novembre 2014-in carica) (MM)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) | Ministero della Difesa

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]