Fortezza di Kaunas

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Fortezza di Kaunas
Kauno tvirtovė
Kauno tvirtove.Kaunas Fortress.jpg
Progetto della fortezza del XIX secolo
Ubicazione
StatoFlag of Russia.svg Impero russo
Stato attualeLituania Lituania
ConteaContea di Kaunas
CittàKaunas
Coordinate54°53′56.04″N 23°53′07.44″E / 54.8989°N 23.8854°E54.8989; 23.8854Coordinate: 54°53′56.04″N 23°53′07.44″E / 54.8989°N 23.8854°E54.8989; 23.8854
Mappa di localizzazione: Lituania
Fortezza di Kaunas
Informazioni generali
TipoSerie di forti
CostruzioneXIX secolo-XX secolo
MaterialeMattoni, cemento armato
Proprietario attualeMinistero della Cultura, Ministero della Difesa, Fondo per le proprietà di Stato, Comune di Kaunas
Visitabilesi
Informazioni militari
UtilizzatoreImpero russo
Funzione strategicaDifesa della città
OccupantiFlag of Russia.svg Impero russo (1882–1915)
Flag of Germany (1867–1918).svg Impero tedesco (1915-1918)
Lituania Lituania (1918-1940; 1990-attuale)
Flag of Germany (1935–1945).svg Germania nazista (1941–1944)
Azioni di guerraPrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
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Con fortezza di Kaunas (in lituano Kauno tvirtovė, in russo: Кοвенская крепость?, traslitterato: Kovenskaja krepost') si indica l'insieme di rovine di un complesso fortificato situato a Kaunas, in Lituania. Fu costruita e rinnovata tra il 1882 e il 1915 per proteggere i confini occidentali dell'Impero russo: venne poi classificata come struttura bellica di "prima classe" nel 1887. Durante la prima guerra mondiale, il complesso risultò la base operativa e difensiva più estesa dell'intero stato, con ben 65 km² di superficie di estensione.[1]

La fortezza subì un primo assalto nel 1915, quando la Germania attaccò l'Impero russo e resistette undici giorni prima di cadere in mano al nemico. Dopo la Grande Guerra, l'importanza militare della fortezza diminuì e al contempo molte delle apparecchiature e dei sistemi difensivi divennero sempre più obsoleti. Per questo motivo divenne poi sede di varie istituzioni civili e di un presidio.[2]

Durante la seconda guerra mondiale, alcune sezioni del complesso della fortezza furono utilizzate dalla Germania nazista per la detenzione, l'interrogatorio e l'esecuzione di prigionieri. Circa 50.000 persone vi persero la vita, tra cui oltre 30.000 vittime dell'Olocausto.[3] Alcune aree sono state restaurate da allora; il Nono Forte ospita un museo e un memoriale dedicato alle vittime delle esecuzioni di massa in tempo di guerra. Il complesso è l'esempio rimanente meglio conservato di una fortezza dell'Impero russo.[4]

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Fu un editto del 1879 emesso dallo zar Alessandro II ad avviare la costruzione della fortezza di Kaunas

La città di Kaunas si trova alla confluenza di due fiumi, il Neman e il Neris, che collegano l'interno della Lituania e la sua capitale, Vilnius, al Mar Baltico. Già dal I secolo i balti si erano insediati, scontrandosi tempo dopo con gli scandinavi e gli slavi; l'Ordine teutonico iniziò a prendere di mira le terre lituane all'inizio del 13º secolo.[5] Poiché la Lituania era molto boscosa e alcune regioni erano impraticabili, l'interno era talvolta accessibile esclusivamente dai fiumi quando congelavano e durante la breve stagione del raccolto secco alla fine dell'estate.[6] Per ovviare a queste asperità, quando i tedeschi si insediarono decisero di costruire delle strutture difensive lungo il fiume Nemunas fino al 14º secolo, tra cui un castello di mattoni a Kaunas.[6][7] La città viene menzionata per la prima volta in fonti scritte nel 1361; ricevette i diritti di Magdeburgo, ottenendo in questo modo l'autonomia e vantaggi commerciali da Vitoldo il Grande nel 1408. Un avamposto della Lega anseatica fu creato lì nel 1441. Alla fine del XVI secolo, Kaunas era diventato un importante centro commerciale nella Lituania, ma piaghe, incendi e guerre influenzarono negativamente il paese e la città durante il XVII e il XVIII secolo.[7] Dopo le spartizioni della Polonia alla fine del 1700, la Lituania fu incorporata nell'Impero russo. Due importanti progetti del XIX secolo contribuirono al rilancio di Kaunas. Il canale di Augustów, completato nel 1832 e che collegava il Neman al Mar Nero, e la linea ferroviaria ultimata nel 1862 che collegava San Pietroburgo, Varsavia e la Germania passando per l'insediamento; il fatto che i collegamenti tranviari fossero scarsi verso Occidente dalla Russia ne accrebbe il valore.[7][8][9]

I confini occidentali della Russia avevano bisogno di rifornimenti e supporto, soprattutto dopo che svariate truppe si erano insediate in fortezze già presenti o al tempo realizzate in Lettonia, Estonia, Ucraina e Bielorussia. L'ipotesi di costruire una struttura difensiva in Lituania fu discussa senza portare ad alcuno sbocco nel 1796,[10] ma non poté essere ignorata a seguito dell'invasione francese della Russia nel 1812 guidata da Napoleone.[11] La Grande Armée riuscì ad attraversare il Nemunas vicino a Kaunas nel suo viaggio verso Mosca senza grosse difficoltà.[12] Una Germania sempre più unificata veniva guardata con vivido interesse e senso di preoccupazione dall'Impero nella seconda metà del secolo.[13] Una fortezza a Kaunas avrebbe rappresentato di certo un ostacolo chi avesse attaccato da ovest, poiché non avrebbe avuto la possibilità di raggiungere celermente Riga e Vilnius. Per controllare la regione, era infatti necessario prima espugnare Kaunas. Sulla base di questi dati e in virtù della posizione della città su due fiumi, i funzionari russi decisero di costruirvi una fortezza. Dopo diverse postdatazioni, il 7 luglio 1879 lo zar Alessandro II emanò un editto che ne ordinava la costruzione.[14]

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione della Fortezza di Kaunas[11] Batterie Forti
I II III IV V VI VII VIII IX I II III IV V VI VII VIII IX
Inizio della costruzione 1882 1883 1883 1884 1884 1883 1884 1883 1883 1883 1883 1883 1883 1883 1883 1884 1890 1903
Fine della costruzione 1889 1888 1888 1888 1888 1888 1888 1888 1888 1889 1888 1889 1888 1889 1889 1889 ~1907 1911[15]
La chiesa della Guarnigione, costruita per il presidio della fortezza

Il primo progetto fu supervisionato dai generali Nikolaj Obručev, Konstantin Zverev e Ivan Volberg.[16] Come previsto da subito, la fortezza avrebbe ricoperto un enorme areale, costituito da sette forti e nove batterie difensive disposte in cerchi concentrici. Fu prevista la realizzazione di edifici e infrastrutture quali caserme, nuove strade e un deposito di munizioni. La costruzione iniziò nel 1882;[17] circa 4.000 lavoratori cooperarono per il progetto.[11] Le strutture principali erano concentrate a Freda, Panemunė, Aleksotas e nella nuova sezione della città. Il progetto influenzò in modo significativo la vita di ogni giorno dei residenti di Kaunas, pensandosi addirittura di amministrare la fortezza in maniera autonoma, con un consiglio militare posto a presidio; il suo comandante scrisse che "Non esiste la città di Kaunas, c'è solo la fortezza di Kaunas".[2]

I primi forti furono costruiti usando mattoni rinforzati con spessi bastioni di terra, che furono incorporati nel rilievo circostante, rendendoli più difficili da superare.[18] Essi erano simmetrici, solitamente pentagonali, con postazioni usufruibili per la fanteria e l'artiglieria. Le fortezze furono costruite secondo il disegno di fortezza russo standard del tempo. Pertanto, i primi sette forti erano molto simili; differivano solo nella disposizione dei loro interni, nel loro adattamento ai rilievi circostanti e in alcuni dettagli costruttivi. Inoltre, i successivi rinnovamenti non modificarono di molto l'assetto originario.[16] Le batterie furono costruite tra forti adiacenti; si trattava di fortificazioni contenenti vari tipi di artiglieria, situate lungo le linee esterne della fortezza e di solito erette sulle colline.[16] La prima fase della costruzione fu completata nel 1887.[19][20] La fortezza fu insignita dello status di prima classe in quell'anno, affermandone ancora una volta se ce ne fosse stato ulteriore bisogno della sua importanza. Otto Klem venne nominato come suo primo comandante.[20] Al contempo, furono statuite disposizioni che gestissero l'impatto della fortezza sulla città e sulle aree circostanti; l'altezza degli edifici civili della fortezza fu limitata.[21]

Uno dei tunnel più lunghi del Nono Forte

Nel 1890 iniziarono i lavori sull'Ottavo Forte, noto come Linkuva; furono introdotte nuove tecniche di costruzione, in particolare il cemento armato.[22] Il forte Linkuva divenne la più moderna trincea, dotata di elettricità, fognature e casematte: il presidio avrebbe ospitato 1.000 persone.[16] Allo stesso tempo, furono poste enormi fondamenta e ulteriori strutture difensive, le quali circoscrissero il centro città tra i fiumi Nemunas e Neris. Nel 1890 erano stati completati sette forti, erano state costruite strade di servizio ed era stato adottato un ponte ferroviario sul Nemunas per il trasporto militare. Le spese per la fortezza ammontavano fino a quell'anno a oltre nove milioni di rubli.[19] I primi mattoni per una chiesa che avrebbe servito il presidio furono posati nel 1891; fu completata nel 1893. L'anno seguente iniziò la costruzione di una ferrovia a scartamento ridotto dedicata.[23]

Il Nono Forte, iniziato nel 1903, fu il primo del suo genere nell'Impero. La struttura era trapezoidale, comprendeva un bastione di fanteria ed era dotata di due torri di guardia corazzate, elettricità e ventilazione. Le pareti delle sue casematte erano coperte di sughero per ridurre il rumore del fuoco.[16] Il costo di questo singolo forte fu di 850.000 rubli.[15]

Postazione da tiro per cannoni

Il complesso di fortezze e strutture difensive era diviso in quattro settori. Il primo seguiva la riva sinistra dei Nemunas fino alla confluenza con il fiume Jiesia e includeva i primi tre forti. Il secondo settore si estendeva dal monastero di Jiesia al monastero di Pažaislis e comprendeva due forti. Il terzo si estendeva dalla riva destra a quella sinistra del Nemunas; questo settore includeva due forti. Il quarto e ultimo settore sorgeva dalla sponda destra del Neris alla sponda sinistra dei Nemunas, comprendente due forti, tra cui il più recente - il Nono Forte.[19]

Con lo sviluppo di nuove tecnologie edilizie e belliche, la fortezza fu ripetutamente rinnovata per mantenere la sua efficienza. Nel 1912 fu lanciata una proposta di espansione e ricostruzione.[20] Questo progetto prevedeva dodici nuovi forti accompagnati da batterie, edifici di supporto e strutture difensive. Il completamento dei lavori fu previsto per il 1917.[24] I forti più vecchi dovevano essere completamente circondati dalla nuova costruzione, la quale doveva essere fornita delle più recenti apparecchiature militari.[25] Durante la realizzazione delle nuove strutture, furono costruite nuove trincee difensive e i vecchi forti furono rinforzati con cemento. Tuttavia, quando iniziarono gli scontri sul fronte orientale durante la prima guerra mondiale, i lavori sulla fortezza furono interrotti.[22] Nel 1915 solo un forte, il Nono, si conformò ai nuovi criteri tecnologici, mentre il Decimo Forte fu eretto solo parzialmente. Il complesso si estendeva al tempo per circa 65 km² e conteneva una ferrovia interna lunga 30 km, una centrale elettrica, un sistema di approvvigionamento idrico, un mulino, una panetteria, una distilleria di birra, una banca alimentare e un telegrafo.[2] Nonostante i rinnovamenti e le nuove costruzioni della fortezza non fossero stati completati, rappresentò lo stesso una sfida per i suoi aggressori.[25][26]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo forte dopo il bombardamento tedesco
L'cannone tedesco Gamma-Gerät. L'artiglieria tedesca svolse un ruolo chiave nell'offensiva

Nel 1915, la Germania e gli Imperi Centrali iniziarono un'offensiva contro la Russia e avanzarono verso la Lituania e Kaunas. L'esercito tedesco raggiunse la fortezza di Kaunas nel luglio del 1915. In quel momento, circa 90.000 soldati, comandati da Vladimir Grigoriev presidiavano la fortezza.[27] Per attaccare la fortezza, i tedeschi schierarono sul campo quattro divisioni poste sotto il comando di Karl Litzmann.[21]

Per sostenere l'assalto, i tedeschi costruirono una ferrovia per trasportare l'obice 42 cm Gamma Mörser. La granata dell'obice pesava circa 1 tonnellata e poteva colpire bersagli distanti 14 km.[28] Nei diversi giorni nell'assedio furono schierati altri cannoni di vario calibro.

I tedeschi concentrarono il proprio fuoco contro il Primo, il Secondo e il Terzo Forte, ovvero le strutture più antiche del complesso. Poiché non riuscivano a circondare l'intera fortezza, la difesa russa risultò meglio predisposta a raggrupparsi e rifornirsi. L'8 agosto, i tedeschi intensificarono il bombardamento, ma la guarnigione della fortezza resistette a diversi tentativi di violare il perimetro difensivo. Alcuni giorni dopo, i colpi diretti alla fortezza toccarono l'apice; le perdite subite dalle guarnigioni poste a presidio della struttura sono stimate tra il 50% e il 75%.[29] Il 14 agosto furono uccise oltre 1.000 truppe in difesa,[29] però i tedeschi non furono in grado di sopprimere del tutto i russi nella fortezza. Il giorno successivo, le granate del Gamma-Gerät distrussero il Primo Forte e ciò permise ai tedeschi di concentrare le proprie attenzioni sul Secondo Forte.[27] La lotta si spostò dunque all'interno dei confini del grande complesso della fortezza.

Al prezzo di molte vittime, i soldati del terzo forte ritardarono l'avanzata nemica, ma furono costretti a evacuare e ritirarsi più tardi lo stesso giorno. Il giorno successivo il quarto forte fu abbandonato e il quinto fu espugnato poco più tardi. Come in una reazione a catena, tutte le tessere del puzzle iniziarono a capitolare. Grigoriev se ne andò il 17 accompagnato da un prete e da nessun altro membro dello stato maggiore verso Vilna: la sua fuga fu così ben architettata che neppure i suoi sottoposti seppero per svariate ore se fosse ancora nella struttura o meno.[27] Quando i teutonici attraversarono il fiume Nemunas riuscirono ad insediarsi nella sesta e nella settima costruzione e a distanza di ore nei restanti due forti. A seguito di undici giorni di combattimenti, la fortezza era capitolata.[2]

Rovine del primo forte

Le vittime russe risultarono 20.000 vittime e circa 1.300[30] armi furono acquisite dai tedeschi.[31] Grigoriev fu arrestato dalle autorità russe, processato e condannato a quindici anni di carcere per non aver adempiuto correttamente ai suoi doveri. Subì altresì la revoca di tutti i suoi premi, titoli militari e onorificenze. I tedeschi usarono i materiali provenienti dalla fortezza altrove durante la loro guerra contro la Russia.[31]

Gli studiosi hanno ricostruito i fattori che contribuirono alla caduta relativamente rapida della fortezza. Innanzitutto, il mancato ammodernamento totale della struttura; in più, i difensori inesperti,[32] l'equipaggio frequentemente rinnovato e che non era stato in grado di familiarizzare con l'area circostante e con i meccanismi della fortezza.[32] Sebbene il punto di forza fosse chiaramente il complesso di edifici, i soldati furono inviati a combattere in campo aperto.[32] Quando il combattimento si spostò fuori dalla fortezza, le linee di comunicazione furono interrotte dal bombardamento tedesco e la difesa della fortezza non fu in grado di ripristinare la comunicazione completa con il centro di comando o con altri forti alleati.[32] L'assenza di supporto esterno è stata un altro fattore cruciale che ha determinato la sconfitta.[32]

Periodo interbellico[modifica | modifica wikitesto]

Il nono forte ricostruito

La Lituania divenne uno Stato sovrano il 16 febbraio 1918 e la vecchia fortezza fu posta sotto la supervisione del personale tecnico. Quei materiali che non erano stati presi dai tedeschi furono usati per soddisfare le esigenze militari lituane e per la costruzione del treno corazzato Gediminas, il cui nome era ispirato dal Granduca di Lituania Gediminas del XIV secolo. Nel 1920, fu formato il consiglio della fortezza di Kaunas e incaricato di amministrare la struttura. Vista la repentina scoperta e/o sviluppo di nuove tecnologie militari, la ricostruzione fu vista come una spesa insostenibile e inappropriata: per tali ragioni, il governo lituano decise di non usarla più per scopi bellici.[2] L'armamento della fortezza fu smantellato e le trincee furono riempite con rottami di ferro.

Diverse sezioni della fortezza furono assegnate a varie istituzioni civili, mentre l'esercito si appropriò della caserma dell'ex 28ª divisione. La sesta e la nona furono usate come prigioni e l'Archivio Centrale si insediò nel Settimo forte;[33] la stazione radio ufficiale della Repubblica trasmetteva proprio dal sito di Kaunas; una camera a gas fu installata nel deposito di polvere da sparo del Primo Forte e usata per eseguire prigionieri condannati.[2] Alcune stanze furono adoperate come alloggi per i poveri. Mentre la città di Kaunas si espandeva vicino al complesso, le strade che ne facevano parte divennero accessibili al pubblico. La posizione della fortezza influenzò la direzione dell'espansione del centro abitato.[25]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Un memoriale per le vittime alto 32 metri

Le modifiche apportate ai protocolli segreti del Patto Molotov-Ribbentrop del 1939 assegnarono la Lituania alla sfera di influenza sovietica, occupata dall'URSS nel giugno 1940.[34] La fortezza fu quindi utilizzata per condurre interrogatori e ospitare prigionieri politici. Il patto venne meno quando quando la Germania invase l'URSS il 22 giugno 1941. Le forze tedesche entrarono a Kaunas il 24 giugno.[35] Il sesto forte fu trasformato in campo di prigionia per i soldati dell'Armata Rossa.[25] La popolazione ebraica di Kaunas era compresa tra 35.000 e 40.000; in pochi sarebbero sopravvissuti all'Olocausto in Lituania.[36] I nazisti, aiutati da collaboratori lituani, iniziarono a massacrare la popolazione ebraica. Il 6 luglio, per ordine delle SS, unità di polizia ausiliarie lituane fucilarono quasi 3000 ebrei nel settimo forte.[36] Il 18 agosto, in quella che divenne nota come "azione degli intellettuali", oltre 1.800 ebrei furono uccisi nel Quarto Forte.[37] Il 28 ottobre ebbe luogo la cosiddetta "Grande Azione": i residenti del ghetto di Kaunas furono convocati e oltre 9000 uomini, donne e bambini furono portati al Nono Forte e giustiziati.[37] Durante gli anni seguenti dell'occupazione, oltre 5.000 deportati ebrei dall'Europa centrale sarebbero stati giustiziati in questo forte. In circa 60 fuggirono nel dicembre 1943; era stato loro affidato il compito di scavare e bruciare i corpi delle vittime precedenti, come parte dell'Aktion 1005. Tredici di questi fuggitivi riuscirono a documentare il tentativo di nascondere le prove di quest'operazione segreta.[38]

Quando la Germania iniziò a perdere la guerra e il fronte di battaglia si avvicinò alla Lituania, la difesa tedesca iniziò ad allestire una strategia difensiva per Kaunas, rendendo di nuovo operativa la fortezza. Il fiume Nemunas fu etichettato come "la linea della catastrofe" e Adolf Hitler chiese di difenderlo ad ogni costo.[39] Il 1 agosto 1944 Kaunas cadde in mano all'Armata Rossa. Le strutture restanti della fortezza furono utilizzate per esigenze militari e molte delle strutture originali furono demolite o riqualificate.[39]

Il numero di morti nella fortezza durante la seconda guerra mondiale varia a seconda della fonte; il Museo dell'Olocausto degli Stati Uniti fornisce descrizioni dettagliate sulla morte di circa 18.500 vittime dell'Olocausto.[38] Altre fonti menzionano 30.000 vittime semite[40] e un totale di 50.000 vittime.[39] Al termine del conflitto, a Kaunas viveva meno di un centinaio di ebrei.[37]

Dal dopoguerra a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Le stanze del comandante della fortezza. Attualmente ospitano il quartier generale dell'aeronautica lituana

La Lituania rimase una Repubblica socialista sovietica fino al 1990. Nel 1948, la base operativa della 7ª divisione aerea Cherkassy fu stabilito nel quartier generale del comandante della fortezza. Le caserme furono utilizzate dal 108º reggimento di paracadutisti e il Quinto forte servì il reggimento di difesa aerea. La maggior parte delle costruzioni, tuttavia, funse da deposito o ospitò organizzazioni agricole.[39][40] Durante l'espansione e lo sviluppo della città del dopoguerra, alcune sezioni furono smantellate; per permettere la realizzazione dell'Università Tecnica di Kaunas, le trincee al suolo di un settore difensivo furono distrutte.[39]

Nel 1958, il Nono Forte divenne un museo.[40] Durante il 1959, fu aperta la prima mostra dedicata alla commemorazione dei crimini lì commessi.[40] Il museo in seguito ha ampliato il campo storico, dedicandosi alla storia della fortezza da quando fu posta la prima pietra. Nel 1984, fu eretto un monumento commemorativo per le vittime alto 32 m. Nonostante queste permissioni, i militari sovietici occuparono gran parte della struttura fino a quando la Lituania ristabilì la sua indipendenza.[2] Dopo il ritiro delle forze sovietiche, completato nel 1993, furono istituite basi militari lituane in diversi forti.[41]

Museo nel nono forte

All'inizio del 2007, solo il Nono Forte era stato parzialmente rinnovato. È ora dedicato all'Olocausto e alle occupazioni della Lituania effettuate dai tedeschi e dai sovietici.[40] Il museo, che conta oltre 65.000 manufatti, è patrocinato dal Ministero della Cultura lituano.[40][42] Dall'inizio degli anni 2000, è stato visitato da circa 100.000 turisti all'anno e ha ospitato convegni e workshop sul periodo dell'Olocausto.[42] Nel 2005 è stato lanciato il progetto internazionale "Fortezze della cultura e del turismo del Baltico", con il sostegno dell'Unione Europea. L'obiettivo è la promozione della cooperazione scientifica transnazionale nella protezione dei monumenti, insieme alla creazione di strategie per ricostruire e gestire le fortezze nella regione: quella di Kaunas rientra nel progetto.[43] Nel 2007, il settimo forte è stato venduto a privati e i nuovi proprietari hanno iniziato il processo di restauro. Dal 2009 è stato aperto come museo bellico e sulla storia delle fortificazioni ed è l'unico forte in mattoni di Kaunas agibile. Negli anni 2000, diverse entità possedevano parti del complesso: il Ministero della Cultura, il Ministero della Difesa, il Fondo per le proprietà di Stato e il Comune di Kaunas. Il sito contiene ancora ordigni inesplosi, sebbene un progetto del 1995 abbia rimosso circa 1,9 tonnellate di esplosivi.[44] Altri problemi di restauro riguardano i pozzi scoperti, lo scarso drenaggio e la ventilazione, la ruggine, i possibili contaminanti chimici e la crescita eccessiva di infestanti, oltre alla presenza di una colonia di pipistrelli protetta.[45][44] Nonostante il danno subito, il complesso della fortezza di Kaunas è il più completo delle fortezze sopravvissute dell'Impero russo.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Kaunas, su vilniusexploring.lt. URL consultato il 19 settembre 2020.
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  3. ^ (EN) Marcelline Hutton, Falling in Love with the Baltics, AuthorHouse, 2009, ISBN 978-14-34-37031-0, p. 22.
  4. ^ a b Orlov 2007, p. 18.
  5. ^ Frucht 2005, p. 128.
  6. ^ a b Rowell 1994, pp. 49-54.
  7. ^ a b c (EN) Kaunas: An Historical Overview, su en.kaunas.lt, 16 settembre 2015. URL consultato il 19 settembre 2020.
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  13. ^ Millett 1987, p. 286.
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  45. ^ (EN) D.H. Pauza,; N.Pauziene, "Bats of Lithuania: distribution, status and protection", Mammal Review, 2002, 28 (2): pp. 53–68, doi:10.1046/j.1365-2907.1998.00025.x, ISSN 0305-1838.

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