Formatore certificato

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L'Europa ha iniziato nel 1989 ad affrontare il problema della certificazione delle competenze a partire dai meccanismi di mutuo riconoscimento tra Paesi membri delle attestazioni di qualifiche professionali rilasciate, al fine di incentivare la mobilità di persone, studenti e lavoratori. Viene da allora sviluppata un'accezione di mobilità delle risorse umane europee che enfatizza non solo e non tanto la mobilità fisica e geografica delle persone, quanto la leggibilità e la trasferibilità delle competenze possedute, le quali vengono considerate come il capitale distintivo dell'Unione Europea nel quadro del paradigma "dell'Europa delle conoscenze". La gestione delle competenze viene quindi riconosciuta come uno dei fattori principali su cui investire per fare dell'Unione europea la "Società della conoscenza più competitiva e dinamica del mondo".[1]
L'adozione delle competenze è per questo considerata ormai uno snodo strategico in grado di mettere in comunicazione e far dialogare i diversi sub-sistemi tra loro (scuola, formazione professionale, lavoro). In questa direzione le politiche formative avviate nei diversi paesi convergono verso obiettivi comuni di personalizzazione dei percorsi e valorizzazione delle competenze individuali.

Il Formatore[modifica | modifica sorgente]

Formatore deriva dal latino "formator" e indica l'attività di chi forma e dà forma a qualcosa (o qualcuno). Nel linguaggio pedagogico e aziendale, il formatore è colui il quale prepara le persone a svolgere un'attività, una professione o ad iniziare un cambiamento personale.

Nella nuova cultura organizzativa del sistema formativo il formatore è un docente che opera in ambiti pluralistici (agenzie formative, strutture aziendali, società di consulenza e di formazione) generalmente sulla base di un progetto educativo. In altri termini, il ruolo del Formatore è di costruire e/o consolidare i legami tra formazione e lavoro, nel qualificare, riqualificare e aggiornare le forze di lavoro. Il Formatore può assumere funzioni più o meno ampie o specializzate a seconda della richiesta, delle sue competenze e dell'ampiezza e differenziazione funzionale presente nell'équipe in cui opera. In ragione della organizzazione necessaria al perseguimento degli obiettivi formativi può cioè, occuparsi solo della gestione didattica oppure dell'analisi dei fabbisogni, della progettazione, della selezione dei candidati, della valutazione, del monitoraggio, ecc. Un Formatore può trovarsi a realizzare iniziative di formazione anche molto diverse tra di loro (quanto a contenuti, destinatari, etc.) e deve essere in grado di individuare le metodologie e gli strumenti più adeguati per fronteggiare le necessità della committenza e dell'utenza.[2]
Il formatore è quindi esperto di specifici contenuti e dei processi formativi.

Il formatore certificato è quel formatore che possiede delle "competenze" e delle professionalità specifiche, attestate da terze parti.

Le competenze[modifica | modifica sorgente]

Essendo il risultato di uno sviluppo costante dell'individuo, la competenza non è mai statica e in nessun momento può propriamente dirsi raggiunta. Cresce infatti di continuo a contatto con le risorse della persona e con il contesto organizzativo in cui si esercita. Un "contesto" che trova traccia anche nella radice etimologica della parola stessa: "competentia" per la tarda latinità significava corrispondenza, armonia ad una realtà data che, con il passare del tempo, si è sempre più riferita alle situazioni di lavoro. Sotto questo aspetto ancora oggi le competenze sono caratteristiche che aiutano la persona ad adeguarsi armonicamente alle richieste dell'ambiente.[3]

La definizione maggiormente diffusa è di Guy Le Boterf: "La competenza non risiede nelle risorse (conoscenze, capacità) da mobilitare ma nella mobilizzazione stessa di queste risorse. … La competenza consiste nel mobilitare saperi che si sono saputi selezionare, integrare e combinare". (in un contesto e per un obiettivo specifico).[4]

La competenza è definita, nell'European Qualification Framework, come la «comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale.

Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia» che la persona deve esprimere nella gestione di una situazione; la competenza non è semplice esecuzione di compiti parcellizzati, ma è capacità di gestire funzionalmente situazioni per la realizzazione di risultati che soddisfino determinati criteri di performance per destinatari.[5]

Competenze del Formatore[modifica | modifica sorgente]

L'ISFOL definisce il concetto di competenza come l'insieme delle conoscenze teoriche, delle abilità e delle capacità pratiche che consentono a un individuo di trasformare il sapere in saper fare, conferendogli un orientamento in uno specifico settore o campo d'azione.[2]

Definizione di competenza secondo la UNI EN ISO 19011: Dimostrata capacità di saper utilizzare conoscenze ed abilità.

  • Personalizzazione dell'azione formativa
  • Microprogettazione
  • Capacità comunicative
  • Capacità valutative
  • Conoscenza delle metodologie di formazione
  • Predisposizione al lavoro di gruppo

L'ISFOL, invece, propone un modello basato su tre categorie di competenze: competenze di base, competenze tecnico-professionali e competenze trasversali.[6][7]

Competenze di base[modifica | modifica sorgente]

Per competenze di base s'intende l'insieme delle conoscenze (e delle loro capacità d'uso) che costituiscono sia la base minima per l'accesso al lavoro, sia il requisito per l'accesso a qualsiasi percorso di formazione ulteriore. Competenze che tendono a divenire condizioni favorevoli o vincolanti:

  • l'accesso alla formazione
  • l'occupabilità
  • lo sviluppo professionale

Tra le competenze di base troviamo: lingue, informatica, organizzazione aziendale, elementi di economia, di diritto, ecc.

Competenze tecnico-professionali[modifica | modifica sorgente]

Le competenze tecnico-professionali sono costituite dai saperi e dalle tecniche connesse all'esercizio delle attività richieste dai processi di lavoro nei diversi ambiti professionali. Possono essere distinte a loro volta in:

  • competenze comuni e fondamentali (intese come zoccolo caratterizzante l'area professionale, condizione di flessibilità dei profili specifici)
  • competenze specialistiche, che s'innestano su quelle comuni e disegnano i profili professionali (derivano dall'analisi del settore / comparto e delle funzioni / processi).

Competenze trasversali[modifica | modifica sorgente]

Le competenze trasversali (comunicative, relazionali, di problem solving ecc) entrano in gioco nelle diverse situazioni lavorative e consentono al soggetto di trasformare i saperi in un comportamento lavorativo efficace in un contesto specifico.

Sono competenze ritenute influenti sull'applicazione in situazione dei vari saperi tecnico-professionali. Si riferiscono ai comportamenti di diagnosi, relazione, confronto e derivano dall'analisi del comportamento del soggetto in contesto di lavoro.

La certificazione delle competenze[modifica | modifica sorgente]

La certificazione delle competenze è uno strumento formale che attesta che un determinato soggetto, a seguito di un processo di valutazione effettuato da una terza parte indipendente, possiede i requisiti necessari e sufficienti per operare con professionalità in un determinato settore di attività. In altre parole una certificazione è un attestato rilasciato da un'Azienda, da un'Associazione di categoria o da un altro Ente, a seguito di uno o più esami, che prova la competenza di un candidato a svolgere una funzione o a realizzare servizio. A livello italiano e comunitario riveste particolare importanza perché costituisce il dispositivo che rende possibile la realizzazione dei processi di integrazione dei vari sistemi formativi (scuola, formazione professionale, università, istruzione e formazione tecnica superiore, apprendistato). In ambito formativo può riguardare:

  • l'esito della partecipazione individuale ad un determinato percorso formativo. In questo caso si parla di certificazione del percorso o di certificazione formativa;
  • il tipo e il livello di competenze comunque acquisite da un soggetto attraverso un determinato percorso formativo e/o attraverso la propria esperienza personale, professionale e formativa;
  • la qualità di un prodotto formativo (materiale didattico, corso di formazione);
  • la qualità del processo formativo;
  • la qualità delle caratteristiche di una struttura deputata all'erogazione di interventi formativi;
  • le competenze del personale operante nel sistema formativo.[8]

Un certificato di competenza è un segno di affidabilità nei confronti del mercato e di conformità a degli standard qualitativi codificati. Essa, inoltre, rappresenta l'adesione del soggetto, ad una procedura, ad un disciplinare e a un codice deontologico. Nella formazione ha inoltre lo scopo di garantire la trasparenza dei percorsi formativi.[2]

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definisce che la certificazione delle competenze è resa possibile da un sistema di standard formativi e valutativi. Questi standard costituiscono un punto di riferimento certo, conosciuto e condiviso per individuare e riconoscere in modo univoco il possesso di specifiche competenze.[9]

L'Iter di certificazione[modifica | modifica sorgente]

L'iter di certificazione viene seguito fino alla certificazione stessa da un organismo terzo che deve sottostare ai requisiti previsti dalla normativa ISO/IEC 17024:2004 "Requisiti generali per gli Organismi che operano nella certificazione del personale"[10] L'iter di certificazione prevede una iscrizione ad un esame tecnico/pratico presso un organismo di certificazione accreditato da Accredia, al superamento del quale viene rilasciato un certificato valevole tre anni. Il mantenimento della certificazione è subordinato alla produzione di documentazione che attesti la continuità professionale, che deve essere fornita con cadenza annuale all'ente di certificazione. Il formatore certificato, inoltre ha l'obbligo di rilasciare al cliente, a conclusione di ogni intervento formativo o di un percorcorso formativo, una scheda sulla quale il cliente stesso potrà esprimere un parere sulla formazione erogata e riportare eventuali reclami. Infine il formatore certificato dovrà curare l'aggiornamento professionale previsto dall'ente di certificazione.

Profilo[modifica | modifica sorgente]

Competenza nel campo della formazione degli adulti con maturata, consolidata e dimostrabile esperienza, in forma continuativa ed in qualità di docente.

Requisiti[modifica | modifica sorgente]

Da un'indagine realizzata dall'ISFOL risulta come solo il 26% dei formatori sia in possesso di una laurea e questo anche perché il Contratto collettivo nazionale di lavoro valido per i formatori che operano alle dipendenze di enti pubblici prevede come requisito minimo (ma, ad oggi, sufficiente) per l'accesso il possesso del diploma di scuola secondaria superiore. Sempre più spesso tuttavia è richiesta una cultura universitaria (prevalentemente) di tipo umanistico oltre a conoscenze relative alla sociologia, alla psicologia ed eventualmente all'economia. È inoltre necessario seguire corsi di formazione per formatori presso enti specializzati e fare un periodo di pratica sul campo, affiancandosi a chi è già esperto. È inoltre necessario un aggiornamento continuo delle proprie conoscenze e sono estremamente utili confronti e scambi con altri esperti del settore (anche a livello internazionale). Per diventare Formatore esistono diversi percorsi. Da qualche anno sono state istituite anche alcune lauree specialistiche:

  • Scienze dell'educazione e della formazione;
  • Educazione degli adulti e della formazione continua;
  • Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi;
  • Scienze pedagogiche.

All'interno di ognuna di queste classi di laurea viene rilasciato un titolo specifico per l'esercizio della funzione di Formatore. L'esperienza di lavoro, lunga e diversificata, come in tutte le professioni, è un requisito essenziale per ottenere credibilità ed autorevolezza. È possibile iscriversi negli appositi Albi regionali dei Formatori (che comprendono solo gli operatori pubblici), oppure ottenere una certificazione dall'Associazione Italiana Formatori o da altri enti abilitati da Accredia, sulla base di specifici requisiti sia di studio che professionali.

Esperienze lavorative[modifica | modifica sorgente]

Il "candidato" dovrà documentare le esperienze maturate nell'ambito della formazione. Tale documentazione dovrà essere oggettiva, validata da enti, associazioni, scuole regolarmente riconosciute a livello nazionale per le quali il formatore ha prestato la sua opera.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Conclusioni del Consiglio europeo su occupazione, riforme economiche e coesione sociale, Lisbona, 23-24 marzo 2000
  2. ^ a b c ISFOL, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori.
  3. ^ Giacomo Zagardo, Orientamento nel lavoro. Per un bilancio di competenze. - Edizioni Romane di Cultura - 2000
  4. ^ Guy Le Boterf, De la compétence: Essai sur un attracteur étrange, Paris, Les Ed. de l'Organisation, 1990
  5. ^ Europass, Centro Nazionale Europass Italia.
  6. ^ Tabella tratta da INO-ISFOL, n° 5 (1997).
  7. ^ Federico Batini (a cura di), Manuale per orientatori - Erickson - 2005
  8. ^ Da Gabriella Di Francesco (a cura di), Unità capitalizzabili e crediti formativi. Metodologie e strumenti di lavoro e I repertori sperimentali, ISFOL, Franco Angeli, Milano 1998,op. cit., cfr in particolare pp. 83-84
  9. ^ Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, EuropaLavoro
  10. ^ ISO, International Organization for Standardization.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]