Riserva naturale Foresta Umbra

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Riserva naturale Foresta Umbra
Vieste.Foresta.Umbra.Laghetto.jpg
Tipo di areaRiserva naturale biogenetica
Codice WDPA31174
Codice EUAPEUAP0098
Class. internaz.Categoria IUCN Ia: riserva naturale integrale
StatiItalia Italia
RegioniPuglia Puglia
ProvinceFoggia Foggia
ComuniMonte Sant'Angelo, Vieste, Carpino, Vico del Gargano, Peschici.
Superficie a terra399 ha
Provvedimenti istitutiviDecreto Ministero agricoltura e foreste 13 luglio 1977
GestoreMinistero delle politiche agricole alimentari e forestali - Corpo forestale dello Stato - Gestione ex A.S.F.D.
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°48′02.88″N 15°46′26.4″E / 41.8008°N 15.774°E41.8008; 15.774

La riserva naturale Foresta Umbra è un'area naturale protetta posta all'interno del Parco Nazionale del Gargano. Si estende nella zona centro-orientale del Gargano, a circa 800 metri di altitudine. Il nome "umbra", deriva dal latino: cupa, ombrosa, come allora, e come in parte oggi, appare.

Dal 7 luglio 2017 le sue faggete vetuste sono entrate a far parte del patrimonio UNESCO[1].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della riserva occupa un'area di circa 11 milaettari.[2] La foresta è stata divisa in quattro zone più o meno concentriche: la zona A, la zona B, la zona C e la zona D.

  • zona A: area di riproduzione delle specie animali selvatiche. È il cuore nascosto della foresta e l'accesso al pubblico è vietato;
  • zona B: comprende la parte più incontaminata della Foresta Umbra dove è severamente vietato produrre rumori molesti, alzare la voce o avere comportamenti che possono essere percepiti in qualche modo dalla popolazione animale;
  • zona C: in quest'area è interdetto l'ingresso ai veicoli a motore pur essendo libera la circolazione delle persone;
  • zona D: è quella di maggior tolleranza dal punto di vista ambientalistico, in quanto è la zona dei paesi compresi nella foresta.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

La Foresta Umbra si estende nei comuni di:

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Floristicamente vi si possono distinguere tre zone: quella superiore della faggeta (84% circa di faggi, in misura minore aceri, carpini ecc.); quella intermedia della cerreta (cerri e altre querce circa 45%, faggi 21%, poi carpini, aceri, tigli ecc.) e quella bassa del bosco mediterraneo con lecci e specie minori. Lo scenario che la foresta offre in autunno è spettacolare, quando le foglie degli alberi si tingono dei tipici colori.

Zappino dello Scorzone[modifica | modifica wikitesto]

Lo Zappino dello Scorzone è un albero monumentale di oltre 700 anni situato nel territorio tra San Menaio e Peschici. Si tratta di un pino d'Aleppo il cui tronco presenta una circonferenza di circa 5 metri , ed un'altezza che supera i 20 metri.

Insieme allo Zappino di don Francesco è considerato tra i pini d'Aleppo più grandi e antichi d'Italia.[3][4]

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Faggete vetuste della Foresta Umbra
(Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa)
(EN) (Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe)
Foresta.jpg
TipoNaturale
Criterio(ix)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2017
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Tasso[modifica | modifica wikitesto]

Diffuso nella foresta Umbra è il tasso (Taxus baccata). È un albero che preferisce vivere in solitudine dai suoi simili, in quanto le sue radici tendono a soffocare la vegetazione circostante. Il tasso è detto anche "albero della morte", poiché da esso si ricava un veleno mortale, la tassina, che ha effetto narcotico e paralizzante sull'uomo e su alcuni animali; è mortale in quanto anche se ingerita in piccole quantità blocca la respirazione. Esiste una leggenda che vuole la tassina usata dal principe Federico II di Svevia per uccidere le sue amanti scomode. Nonostante l'elevata pericolosità, dalla tassina si ricava il farmaco tamoxifene.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

La Foresta Umbra ospita un grande numero di specie animali. Possiamo infatti trovare lepri, scoiattoli, fagiani e piccoli roditori oltre a cinghiali, caprioli, picchi e donnole. Nel folto è possibile anche avvistare il cervo. Comuni sono anche daini, volpi, tassi e gatti selvatici, questi ultimi predatori astuti e con abitudini elusive. Molte specie di uccelli tra le quali il corvo, la gazza, la capinera, l'usignolo, il pettirosso e il merlo. Numerosi sono i rapaci sia diurni come lo sparviero, il nibbio, l'astore e la poiana, sia notturni come il grande gufo reale, l'allocco, la civetta ed il barbagianni. Recentemente, alcune fototrappole, messe nelle zone più interne della foresta hanno dimostrato la presenza del lupo appenninico. Nelle foto scattate si intravede una coppia di lupi, della quale la femmina, ha le mammelle gonfie, segno che è nel periodo dell'allattamento e che sta allevando dei cuccioli. Il ritorno del lupo, non solo sul Gargano, ma ancora prima sulla Murgia barese può essere spiegato con l'efficacia delle misure di protezione attuate dallo Stato che stanno facendo aumentare la popolazione di lupo. Il più importante carnivoro italiano, a partire dalla seconda metà del XX secolo, ha recuperato i territori dai quali era stato eliminato nei due secoli precedenti, tornando a svolgere il suo prezioso ruolo di predatore al vertice della piramide trofica.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

I prodotti principali delle attività legate al bosco sono rappresentati dal legname, soprattutto di faggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]