Fondo interbancario di tutela dei depositi

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Il Fondo interbancario di tutela dei depositi costituito nel 1987 e inizialmente ad adesione volontaria, è dal 2011 un consorzio obbligatorio riconosciuto dalla Banca d'Italia e la cui attività è disciplinata dallo statuto e dal regolamento.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

A tale fondo contabile devono aderire tutte le banche italiane aventi come forma societaria la società per azioni.

Per le succursali di banche comunitarie operanti in Italia l'adesione al Fondo interbancario di tutela dei depositi è volontaria, ed è finalizzata ad integrare la tutela offerta dal sistema di garanzia dello Stato di appartenenza.

Sono escluse le banche di credito cooperativo che aderiscono al Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo.

Fonti normative[modifica | modifica wikitesto]

  • d.Lgs. 385/1993 art. 83 (liquidazione coatta amministrativa), 96-bis e 96-ter
  • Testo Unico Bancario art. 96-bis,
  • Direttiva 94/19/CE, recepita con d.Lgs. 659/1996,
  • Direttiva 2009/14/CE, recepita con d.Lgs. 49/2011.

Oggetto[modifica | modifica wikitesto]

Il fondo copre depositi nominativi (quali conto corrente, depositi a risparmio nominativi, certificato di deposito nominativi, buoni fruttiferi).
Nessuna tutela e' prevista per i depositi al portatore (certificati di deposito al portatore o libretti di risparmio al portatore). Sono escluse dalla copertura del fondo le somme di denaro investite in azioni o obbligazioni, anche emesse dalla stessa banca o collocate per conto di terzi, i fidi e castelletti, sebbene questi spesso sìano necessari per l'operatività delle piccole e medie imprese, e da contratto la banca abbia facoltà di revocarli, in qualsiasi momento e senza giusta causa o giustificato motivo.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il fondo garantisce una copertura massima fino a 100.000 euro (nuovo importo aggiornato dal d.l. n. 49 del 24/03/2011, il precedente limite era 103.291,38 euro, pari a 200 milioni di lire) per depositante e per banca: quindi, se il depositante ha due conti da 100.000 € ciascuno in due banche diverse è coperto per entrambi i conti correnti, e anche se ha un conto cointestato da 200.000 euro (ogni depositante avrà 100.000 euro garantiti), mentre avrà la copertura a solo 100.000 in caso di due conti sulla stessa banca con importo totale superiore[1][2]. La garanzia è applicata sia in caso di depositante persona fisica che persona giuridica (cioè un'impresa)[1].

Per evitare il bank run e la corsa agli sportelli, per legge gli istituti di credito non erano ammessi al fallimento. Il fondo interviene per:

  • assicurare la liquidità a tutti i depositanti che ne facciano richiesta, per garantire il loro diritto alla piena disponibilità dei depositi,
  • evitare che, facendo fornte alle richieste di prelievo con le sole proprie fonti finanziarie, scenda troppo il patrimonio di vigilanza di una banca (che diventi sottocapitalizzata rispetto ai propri impieghi),
  • evitare la chisura degli sportelli, salvaguardando la continuità operativa della banca e i suoi livelli occcupazionali
  • nell'interesse dell'intero sistema nel suo complesso, per contenere e prevenire femomeni di massa non razionali e non giustificati, che facimente possono estendersi anche ad altri istituti di credito, legati alla paura di perdere i propri risparmi, con un eccesso di richieste di prelievo che porrebbe in difficoltà anche un istituto di credito perfettamente "sano" sotto tutti gli aspetti: economico, finanziario e patrimoniale.

La Banca d'Italia dichiara lo stato d'insolvenza e avvia l'amministrazione controllata o la liquidazione coatta amministrativa, nel contempo autorizza l'intervento del fondo che chiede ex post alle banche aderenti le somme per risarcire gli investitori.

Se la banca ha problemi di liquidità, il fondo interviene per garantire questo diritto, ad esempio in caso di temporanea insolvenza o di fallimento. Il fondo consiste in un accantonamento contabile e in un patto di solidarietà fra istituti di credito, che si impegnano a intervenire uno in soccorso dell'altro, nelle misure stabilite, mentre non vi sono reali accantonamenti di denaro o titoli messi a disposizione di un soggetto gestore del fondo.

In questo modo, invece di pagare in base al proprio profilo di rischio secondo un sistema meritocratico, chi fallisce non paga nulla, le banche "virtuose" pagano i fallimenti dei concorrenti. Il fatto che il rischio, l'esposizione senza adeguata capitalizzazione non presenti costi di assicurazione obbligatoria, disincentiva gli istituti dal gestire il rischio di credito (v. Basilea II).

In Europa[modifica | modifica wikitesto]

La direttiva 2014/49/UE fissa un livello di copertura dei depositi, uniforme nell'Unione. Più precisamente, armonizza le coperture dei depositi fino a 100.000 euro entro il 2010, in modo da elevare la copertura dal 65 al 90% dei depositanti, secondo stime dell'Europarlamento. I tempi per l'erogazione sono ridotti da tre mesi a un massimo di 20 giorni lavorativi.

Diversamente dagli USA, non esiste una garanzia del risparmio a carico del bilancio dell'Unione europea, della BCE, o di un fondo interbancario dell'Unione. I singoli Stati membri alimentano un fondo interbancario nazionale.
Gli Stati membri sono tenuti ad adottare provvedimenti per garantire questa copertura e, in caso limite, ad erogare direttamente le somme previste a garanzia dei risparmiatori.

La garanzia dei depositi è gestita in modo differente dai singoli Stati membri. E nessuno di questi prevede l'obbligo di copertura dei depositi con fondi pubblici stanziati dai Governi, e in ultima istanza da parte delle Banca Centrale nazionale.

Tuttavia, la BCE ha ripetutamente scelto di intervenire, fornendo liquidità a banche e Stati in crisi.

Le norme europee non impongono ai creditori la sospensione e differimento obbligatori delle rate di pagamento, senza oneri e penali per i clienti, (ad esempio per mutui fondiari, immobiliari o finanziamenti per credito al consumo), in caso di crisi di uno o più istituti di rilevanza nazionale, presso il quale i debitori dispongono della proprie fonti (risparmi, investimenti, deposito di salario-pensione-redditi vari).

La Direttiva 2014/59/UE realizza il progetto di Unione Bancaria che prevede un Single Supervisory Mechanism, tramite uno schema di assicurazione e garanzia unico per i depositi, e una Resolution Agency che ha ampi poteri di intervento verso le banche in crisi o fallite. La Resolution Agency valuta le dimensioni della banca e il rischio per la stabilità finanziaria del continente, decidendo se la crisi deve essere gestita dall'autorità europea, o autonomamente dalla autorità nazionale (in genere, la Banca Centrale). La garanzia dei depositi fino a 100.000 euro è confermata dal sul bail-in (recepite il 10 settembre 2015), che entrerà in vigore dal 1º gennaio 2016: invece, potranno subire un prelievo forzoso i depositi sopra i 100.000 di persone fisiche e giuridiche, ultimi in ordine di priorità a rispondere in caso di crisi bancaria dopo azionisti e obbligazionisti. Ove si applichi lo strumento del bail-in, al sistema di garanzia dei depositi non è richiesto di versare alcun contributo per le spese di ricapitalizzazione dell'ente o ente-ponte (art. 109, direttiva 2014/59/UE), e in tutti i casi, la passività del sistema di garanzia dei depositi non può superare l'ammontare delle perdite che esso avrebbe dovuto sostenere se l'ente fosse stato liquidato secondo la procedura ordinaria di insolvenza.

Il contributo del sistema di garanzia dei depositi è fornito in contante. Qualora dopo l'impiego di capitali, il fondo scende a meno dei due terzi del livello-obiettivo del sistema di garanzia dei depositi, il livello-obiettivo viene ricostituito entro un periodo di sei anni, adeguando i contributi annuali.

Negli USA[modifica | modifica wikitesto]

La FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation) americana interviene a copertura dei conti fino a 250.000 dollari per depositante (complessivi per tutti i tipi di conto deposito posseduti nelle banche USA "assicurate"), ed è separata per tipologia di conto: ad esempio, conto corrente e certificato di deposito hanno coperture differenti.

La legge americana prevede l'obbligo di una doppia copertura:

  • da parte del Governo Federale tramite l'agenzia indipendente FDIC;
  • da parte della Federal Reserve, come prestatore di ultima istanza, quando i fondi del bilancio federale non sono sufficienti.

Non tutte la banche beneficiano della copertura federale dei depositi: la FDIC seleziona le banche assicurabili con fondi pubblici, in modo indipendente dalla Federal Reserve.

La Banca Centrale può ricorrere, fra i vari strumenti, a un quantitative easing illimitato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b FAQ dal sito del Fondo interbancario
  2. ^ Cos'è e come funziona il Fondo interbancario di tutela dei depositi, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 29 gennaio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]