Fonderia delle Cure

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Fonderia delle Cure
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StatoItalia Italia
Fondazione1865 a Firenze
Fondata daGiuseppe Berta
Chiusura1978
Sede principaleFirenze
Settoremetallurgia
ProdottiLavorati

La Fonderia delle Cure (denominata successivamente Officina di costruzioni in ferro Giovanni di Francesco Berta) è stata una azienda metallurgica italiana, attiva dalla seconda metà dell'Ottocento al secondo dopoguerra; chiuse negli anni sessanta. Prese il nome dall'area di Firenze in cui sorgeva (la zona di piazza delle Cure, vicino al torrente Mugnone) che all'epoca era fuori città e sede di numerose attività industriali, nate sfruttando il corso d'acqua: il setificio Maffei[1], il Mulino Biondi, le Officine Galileo, la Società Anonima Les Tramways Florentins (i primi tram di Firenze), il colorificio Romer e lo stabilimento tipografico Salani[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1865 da Giuseppe Berta, all'inizio del Novecento ha quaranta operai[3]. Anche se ha lavorato per numerosi artisti (fra i prodotti dell'officina, la Cappella Berta - cimitero delle Porte Sante a San Miniato - progettata nel 1914 da Enrico Dante Fantappiè e scolpita da Renzo Vittorio Baldi, all'interno della quale si trova il sepolcro del figlio del titolare, Giovanni Berta)[4] la sua attività principale è stata costituita dalla realizzazione di opere (ringhiere, lampioni) per privati e pubblici[5]; è ricordata per aver prodotto molti dei tombini delle città di Firenze e Roma, ancora oggi in uso. A seguito dell'uccisione del figlio Giovanni Berta, avvenuta nel 1921, il titolare fece modificare la denominazione dell'azienda, a cui venne aggiunto il nome di Giovanni.

Tombino dizione Giovanni Berta

La crisi e la cooperativa[modifica | modifica wikitesto]

Nel secondo dopoguerra l'azienda entrò in crisi a causa della competizione di concorrenti nazionali ed europei. All'inizio degli anni cinquanta la crisi della Fonderia giunse a un punto di non ritorno, e la situazione finanziaria precipitò nel giro di pochi anni, al punto da causare l'intervento del neo sindaco Giorgio La Pira[6]. Nel 1953 fu ammessa al concordato preventivo per la cessione dei beni, concordato omologato dal Tribunale di Firenze il 22 ottobre 1953, con l'affitto della fonderia alla s.r.l. "Nuova gestione Officina e Fonderia delle cure"[7].

A seguito del fallimento dell'azienda, dichiarato l'11 gennaio 1955[8], i dipendenti occuparono lo stabilimento nel febbraio successivo. Dopo un'opera di mediazione che vide coinvolti diversi soggetti, anche a causa del rifiuto degli istituti bancari interpellati di finanziare l`attività, i dipendenti costituirono una "Cooperativa Lavoratori Officina e Fonderia delle Cure"[9], istituita il 3 febbraio 1955; saranno sessanta operai, a rilevare l'attività aziendale.

Il trasferimento a Scandicci e la chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 la Fonderia delle Cure abbandonò l'area fiorentina, trasferendosi a Scandicci, in via delle Sette Regole[10]. Come molte altre lavorazioni ad alto consumo energetico, e di non alta specializzazione, nonostante le diverse commesse pubbliche, anche l'attività della fonderia cessò completamente negli anni settanta[11].

L'area della Fonderia delle Cure a Firenze è stata trasformata in spazi residenziali. Quella di Scandicci è stata invece ceduta e trasformata in spazi direzionali. Parte dell'archivio della vecchia Fonderia è stato donato all'Archivio di Stato di Firenze[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Cure in una passeggiata-show, su ilreporter.it.
  2. ^ Comune di Firenze - Quartiere 2 - Breve storia del Quartiere (PDF), su q2.comune.fi.it.
  3. ^ 150° nei nostri ricordi fiorentini - Un po' di storia, su www.literary.it. URL consultato il 10 maggio 2017.
  4. ^ Repertorio delle Architetture Civili di Firenze - Cappella Berta (cimitero delle Porte Sante), su www.palazzospinelli.org. URL consultato il 10 maggio 2017.
  5. ^ Fonderia delle Cure, Ringhiere da scale, bracci per lampioni, ringhiere e pozzetti, 1890.
  6. ^ Giovanni Magnani, Pace Disarmo e Chiesa, Università Gregoriana - Piemme, 1978.
  7. ^ Ugo di Tullio, Le Requisizioni di Giorgio La Pira: Analisi storico-giuridica, Editrice La Parola, 1987, p. 54.
  8. ^ Zeffiro Ciuffoletti, Mario G. Rossi, Angelo Varni, La Camera del lavoro di Firenze: dalla liberazione agli anni Settanta, Edizioni Scientifiche Italiane, 1991.
  9. ^ Aa.Vv., L`illecito amministrativo della requisizione in costanza di fallimento, in La Giustizia Penale, vol. 60, 1955, p. 48 ss..
  10. ^ Matteo Gucci, Ex Fonderia delle Cure, approvate opere pubbliche per 1.594.000 euro, su www.comune.scandicci.fi.it. URL consultato il 10 maggio 2017.
  11. ^ Barbara Maria Affolter, Laura Rossi, Calogero Governali, Inventario dell’archivio della Camera Confederale del Lavoro di Firenze (Fondo Complementare, 1944-1996) (PDF), Centro Documentazione e Archivio Storico CGIL Regionale Toscana 2013, p. 126.
  12. ^ Roberto Baglioni e Fabio del Giudice, L'impresa dell'Archivio, Edizioni Polistampa, 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]