Fomite

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Un fomite è un oggetto inanimato che, se contaminato o esposto a microrganismi patogeni (come batteri, virus o funghi), può trasferire una malattia infettiva a un nuovo ospite.[1][2] Oggi il ruolo dei fomiti nel trasferimento delle malattie è il più elevato nella storia umana a causa dello stile di vita in spazi chiusi.[3] Esempi di fomiti possono essere vestiti sporchi, asciugamani, lenzuola, fazzoletti e medicazioni chirurgiche;[4][5] gli aghi contaminati sono il fomite più comune per la trasmissione dell'HIV.[6]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Per l'uomo, le cellule della pelle, i capelli, i vestiti e le lenzuola sono comuni fomiti ospedalieri.[7] I fomiti sono associati in particolare alle infezioni acquisite in ambiente ospedaliero, in quanto sono possibili vie di passaggio dei patogeni tra i pazienti. Stetoscopi e cravatte sono fomiti comunemente associati agli operatori sanitari. Anche le apparecchiature ospedaliere di base, come tubi, cateteri ed apparecchiature di supporto vitale, possono essere fomiti, quando i patogeni formano biofilm sulle superfici.[8]

Oltre agli oggetti in ambito ospedaliero, altre fomiti comuni sono tazze, cucchiai, matite, rubinetti, leve per sciacquone, manopole per porte, interruttori della luce, corrimano, pulsanti per ascensori, telecomandi televisivi, penne, schermi tattili, telefoni pubblici, tastiere e mouse di computer, nonché qualsiasi altro oggetto che può essere toccato frequentemente da persone diverse e pulito di rado.

Si è scoperto che le superfici lisce non porose (come le monete) trasmettono batteri e virus meglio dei materiali porosi (come le banconote) perché i materiali porosi, soprattutto fibrosi, assorbono e intrappolano i patogeni, rendendo più difficile la contaminazione attraverso un semplice tocco.[3] La capacità di trasmissione dipende non solo dalla superficie, ma principalmente dal tipo di agente patogeno: ad esempio, il virus dell'influenza aviaria sopravvive sia su materiali porosi che non porosi per 144 ore.[3]

Una ricerca del 2007 ha dimostrato che un virus influenzale era ancora attivo sull'acciaio inossidabile 24 ore dopo una contaminazione; sebbene sulle mani sopravviva solo per cinque minuti, un contatto costante con un fomite comporta maggiori probabilità di infettarsi.[8]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Lo studioso e medico Girolamo Fracastoro sembra aver usato per la prima volta la parola latina fomes, che significa "esca combustibile", con questa accezione, nel suo saggio De Contagione et Contagiosis Morbis, pubblicato nel 1546.[9][10]

Nella lingua inglese l'uso della parola latina fomes è documentato dal 1658; la parola inglese fomite, che è in uso dal 1803, è una retroformazione dal plurale fomites (prestito linguistico dal plurale latino fōmĭtēs): nel tempo, la pronuncia in lingua inglese della parola latina ha portato alla creazione del un nuovo singolare fomite.[11][12]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

I fomiti giocano un ruolo chiave nel film del 2011 di Steven Soderbergh Contagion su una pandemia.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Dr C, Fomites, fomites, fomites! | Microblogology, su microblogology.com. URL consultato il 1º maggio 2020.
  2. ^ Significato del termine Fomiti, su MEDICITALIA.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  3. ^ a b c Cook, Nigel., Viruses in food and water : risks, surveillance and control, ISBN 978-0-85709-887-0, OCLC 861536656. URL consultato il 1º maggio 2020.
  4. ^ F. X. Abad, R. M. Pintó e A. Bosch, Survival of enteric viruses on environmental fomites, in Applied and Environmental Microbiology, vol. 60, n. 10, 1994-10, pp. 3704–3710. URL consultato il 1º maggio 2020.
  5. ^ Theodore W. Pope, Peter T. Ender e William K. Woelk, Bacterial contamination of paper currency, in Southern Medical Journal, vol. 95, n. 12, 2002-12, pp. 1408–1410. URL consultato il 1º maggio 2020.
  6. ^ Shors, Teri,, Understanding viruses, Third edition, ISBN 978-1-284-02592-7, OCLC 948427269. URL consultato il 1º maggio 2020.
  7. ^ Bennett, John V., Jarvis, William R. (William Robert), 1948- e Brachman, Philip S., Bennett & Brachman's hospital infections., 5th ed., Wolters Kluwer Health/Lippincott Williams & Wilkins, 2007, ISBN 978-0-7817-6383-7, OCLC 123962905. URL consultato il 1º maggio 2020.
  8. ^ a b Larson, Elaine., Liverman, Catharyn T. e Institute of Medicine (U.S.). Committee on Personal Protective Equipment for Healthcare Personnel to Prevent Transmission of Pandemic Influenza and Other Viral Respiratory Infections: Current Research Issues., Preventing transmission of pandemic influenza and other viral respiratory diseases : personal protective equipment for healthcare personnel : update 2010, National Academies Press, 2011, ISBN 978-0-309-16255-5, OCLC 726930571. URL consultato il 1º maggio 2020.
  9. ^ Thomas D. Brock, Milestones in Microbiology. URL consultato il 1º maggio 2020.
  10. ^ (EN) Vivian Nutton, The Reception of Fracastoro's Theory of Contagion: The Seed That Fell among Thorns?, in Osiris, vol. 6, 1990-01, pp. 196–234, DOI:10.1086/368701. URL consultato il 1º maggio 2020.
  11. ^ Language Log: Fomite: panacea or backformation?, su itre.cis.upenn.edu. URL consultato il 1º maggio 2020.
  12. ^ (EN) Definition of FOMITE, su www.merriam-webster.com. URL consultato il 1º maggio 2020.
  13. ^ John Horn, Word of Mouth: 'Contagion' could really catch on, in Los Angeles Times, 8 settembre 2011. URL consultato il 12 agosto 2013.

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