Foglietti (di Luigi Pirandello)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

«...davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico.»

(L. Pirandello, Foglietti[1])

I Foglietti sono una raccolta di frammenti di Luigi Pirandello, che Corrado Alvaro pubblicò nel 1934 in Nuova Antologia.[2] Furono raccolti dal curatore da foglietti sparsi di Pirandello, da non confondersi dunque con i taccuini, che furono pubblicati in separata sede anche nella stessa rivista.[3]

Gli argomenti sono di svariata natura, da spunti di novelle[4] ad annotazioni critiche su di esse, a spezzoni di lettere familiari e appunti per conferenze. Talvolta, semplicemente vergate a matita, sono presenti annotazioni prese al volo[5] su fatti e persone che l'autore voleva conservare nella memoria,[6] per mantenere qualcosa di ciò che lo aveva toccato, o anche semplicemente sfiorato, nel corso delle sue giornate.

«Perché l'essere viva è necessario che egli uccida di continuo ogni forma, nell'attimo stesso che la crea, cosicché ogni affermazione di vita è nello stesso tempo una morte. Una morte-vita.»

(L. Pirandello, Foglietti[7])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ in Saggi poesie, scritti varii Mondadori, Milano 1960, p.1270.
  2. ^ Successive riproduzioni di essi sono ne L'Almanacco letterario Bompiani (1938) e in Sipario (1952), come indicato nella loro attuale collocazione editoriale, cioè Saggi poesie, scritti varii Mondadori, Milano 1960 (pp. 1253-1276).
  3. ^ ibidem, p.1253.
  4. ^ "Aveva l'impressione di essersi allontanato da tutti e da tutto, sebbene non sapesse dove si fosse tanto inoltrato, da sentirsi così solo, quasi fuori da lui stesso, fuori della vita" (p.1271)
  5. ^ ibidem, p.1273.
  6. ^ "...nel cielo, al tramonto, fra fasce d'oro e sanguigne e lembi d'azzurro verdino, come di sogno, infinitamente lontano" (p.1255)
  7. ^ ibidem, p.1276.
Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura