Flamenco

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Il flamenco è uno stile musicale e di danza con origini molto antiche, tipico dell'Andalusia, una regione a sud della Spagna, organizzato intorno al canto e alla sua poesia. Molte teorie ruotano attorno al Flamenco, le principali attribuiscono la sua nascita alla popolazione nomade dei Gitani, oggi ritenuti i custodi principali. L’Andalusia era nel XV secolo una regione improntata sulla multietnicità e fu proprio questa a favorire le condizioni ottimali per l’integrazione dei Gitani, i quali si adattarono alla cultura del posto mescolando la loro lingua con il Castigliano. Il flamenco affonda le sue radici anche nella cultura musicale dei Mori e degli Ebrei, ma fa oggi parte della cultura e della tradizione musicale spagnola.

La storia dei Gitani[modifica | modifica wikitesto]

A Gipsy Family Fac simile of a Woodcut in the Cosmographie Universelle of Munster in folio Basle 1552.png

I Gitani, attuali Rom, termine derivato da Ruma Calk, da cui ne traduciamo oggi la parola Rom e il “Calo”, derivante da un dialetto indiano che significa letteralmente “camminatori della pianura” (questo ci spiega infatti l’attribuzione dell’aggettivo “nomade” al loro nome) erano un popolo originario del Sid, regione dell’attuale Pakistan. Durante i primi anni dopo il loro arrivo in Andalusia, si contraddistinsero per il loro talento nell'arte della musica e del ballo, ed infatti erano spesso chiamati nei palazzi nobiliari ad intrattenere cerimonie e spettacoli. Il processo di integrazione durante il XV secolo fu piuttosto combattuto, infatti nel 1499 Ferdinando II d'Aragona (Ferdinando V) e Isabella di Castiglia, firmarono la prima legge contro i Gitani, in cui venivano accusati di condurre una vita instabile e gli furono proibiti l’utilizzo della loro lingua e di praticare nomadismo. In questa fase di oppressione religiosa la musica diventò uno strumento per combattere, e nel frattempo si unirono alla popolazione ebraica e araba, infatti nella tradizione flamenca è presente la tendenza ad assorbire nuove tendenze del luogo e del momento. Le oppressioni e l’intolleranza si protrassero per secoli, fino a che nel 1799, Carlo III di Spagna riconobbe ai Gitani stessi diritti e una volta calmate definitivamente tutte le intolleranze, si stabilirono principalmente in città come Alcalà, Utrera, Jerez, Cadiz, Frontera e il quartiere Triana. Già nel 1774 tuttavia, venne scritto il primo documento sul flamenco da José Cadalso, la “Cartas Marruecas” nel quale lo scrittore attribuisce il flamenco ai Gitani. Oggi nel mondo ci sono circa 16 milioni di popolazioni sotto il nome di “popolazioni Romanès”, quali i Rom, Sinti, Kalè, Manouches e i Romanichals. Un punto in comune tra queste popolazioni è la festa di Santa Sarah, una delle feste gitane più importanti d'Europa. Viene festeggiata ogni 24 maggio, e durante la processione vengono donati alla santa mantelli colorati e una volta arrivati al mare ci si immerge fino alle ginocchia dentro l'acqua. Il 25 maggio è invece la festa di Maria Salomè. In questi due giorni le strade si riempiono di tradizioni gitane, con ritmi balcanici e violini.

In Europa i Gitani costituiscono la minoranza più grande di tutto il continente.

Antonio Gades nella "Carmen"

Lo Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Esistono varie teorie sull'origine del nome "flamenco", la più plausibile è il termine arabo Al-Andalus "felag mangu" (contadino sfuggente).

Dopo il periodo di oppressione religiosa, il flamenco vede una nuova ascesa integrandosi nei “Cafes Cantantes”, e dalla seconda metà dell’Ottocento ha attraversato i confini nazionali venendo rappresentato in tutto il mondo. Gli anni dal 1860 al 1910 sono chiamati infatti “età d’oro”. Nel 1922 a Granada, si creò il primo concorso per la ricerca di nuovi talenti e a partire dagli anni 50, nascono i tabalos, le peñas e le ferias, ovvero forme di spettacolo e manifestazioni pubbliche che negli ultimi anni si sono arricchite di famosi ballerine\i e cantaores con l’accompagnamento di chitarristi. La chitarra era assente all'inizio, mentre di recente è anche uno strumento solista. Sempre negli anni 50 del 1900, il ballo comincia ad essere praticato su tavole di legno, il tutto legato al suono che dovevano creare le scarpe chiodate. Intorno al XX secolo, il flamenco si è consolidato in quello che conosciamo oggi, e nonostante rimanga sempre legato alle origini, è un'arte in continuo sviluppo. Dal 2010 è Patrimonio Culturale dell’umanità.

Vestiti Caratteristici[modifica | modifica wikitesto]

La ballerina Belén Maya

Nel XIX secolo il vestito caratteristico era inteso come un vestito popolare semplicemente decorato per l’occasione. Dopo il 1929, grazie all'esposizione tenuta a Siviglia “l’esposizione iberoamericana”, il vestito diventa un elemento distintivo. Durante gli anni ha subito varie trasformazioni, rompendo ogni tanto la tradizione. Oggi è possibile scegliere tra vestiti di varie forme e colori, questo anche per quanto riguarda la parte maschile, principalmente costituita da camicia e pantalone stretto. Il vestito può essere più o meno lungo e avere anche una “coda” (Bata de Cola). L’ampiezza della gonna varia a seconda del tipo di Palos che viene interpretato. Nella Buleria, uno degli stili più difficili, soprattutto per quanto riguarda il tempo musicale, la gonna è molto ampia e infatti accompagna il movimento delle braccia o una serie di piedi. Nel Tientos dove il ritmo è lento, la gonna non è uno degli elementi principali, quindi è stretta dalla vita fino a sopra le ginocchia e successivamente si apre in una stoffa più ampia. Le scarpe da ballo possono essere in pelle o scamosciate e di vari colori, simili alle "scarpe Cuccarini”, questo per quanto riguarda le donne. Gli uomini invece utilizzano lo “zapatos” il tipico stivaletto con il tacco, il quale può variare da un’altezza di 3-6 centimetri, mentre il tacco della scarpa femminile varia dai 4-5 centimetri. Per i modelli professionali, la suola è cucita a mano. Gli accessori che completano il vestito variano anche questi dal tipo di palos eseguito. Lo stile classico di una donna comprende capelli raccolti, una rosa tra i capelli e un paio di orecchini (non sono sempre necessari). Il manton è un altro accessorio di accompagnamento, antico antenato del velo delle donne iberiche e arabe. Oggi possiamo trovarlo di diverse dimensioni e colori, con stoffa ricamata o semplice. Le nacchere o castañuelas, hanno la stessa funzione delle scarpe, quindi tengono il ritmo e accompagnano la musica. Hanno una destra e una sinistra e per riprodurre un suono corretto è necessario che una volta indossate rimangano leggermente aperte. Il ventaglio è un altro accessorio molto in voga, ha origini molto più antiche del flamenco, ma in questo ballo è impiegato come strumento di sensualità e comunicazione, infatti i movimenti sono una vera e propria forma di dialogo. I movimenti della donna sono sensuali e armoniosi, mentre la figura dell'uomo deve risultare imponente e forte.

Nel flamenco non si salta, non ci sono volteggi in aria, non si libra. Inoltre ai ballerini\e non sono richieste caratteristiche fisiche specifiche. In tutta l'arte del flamenco, dal ballo, al canto e alla chitarra, è richiesta la maturità nel saper interpretare un brano.

Palos e compás[modifica | modifica wikitesto]

Il chitarrista Paco de Lucia
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palo (flamenco).

Gli stili musicali del flamenco sono detti palos. Ne esistono più di 90 e alcuni di questi sono eseguiti molto raramente o si stanno addirittura perdendo poiché non sono stati incisi da nessuno nella discografia, quindi la tradizione orale li sta dimenticando. I palos sono classificati secondo criteri musicali (ritmo, tonalità, velocità e melodia) e possono anche venire suddivisi in base all'origine geografica (ad esempio Granaína da Granada, Malagueña da Malaga, Rondeña da Ronda...). Alcuni di essi provengono da altri generi musicali e sono stati "aflamencados" nel corso del tempo, come può essere accaduto ad alcune sevillanas, ad alcuni fandango, alla farruca o ad altri canti. All'interno di una rappresentazione tipica di flamenco, il ruolo del chitarrista è quello di predisporre un "tappeto sonoro" (compás) per il cantante, che lo sostenga nella libertà e ortodossia interpretativa delle strofe, dette letras, intervallando il canto con degli assoli melodici, detti falsetas, per dargli pause di respiro. Nel caso in cui ci sia un ballerino, la chitarra deve accompagnarne adeguatamente i suoni ritmici , con particolare attenzione quando esegua una escobilla, che è il solo ritmico eseguito producendo suoni prevalentemente con le percussioni dei piedi.

Alcuni palos possono essere interpretati dal solo canto e chitarra, o anche dal ballo, altri prevedono solo il canto (possono essere "al golpe" se accompagnati dalla ritmica, come ad esempio il Martinete, o libres, come Pregones, Nanas, Tonas o Deblas), altri, forse la maggioranza, prevedono solo canto e chitarra e non vengono tradizionalmente accompagnati dal ballo.

La maggior parte delle chitarre di oggi hanno la meccanica metallica, ma alcuni chitarristi continuano a preferirla come l’originale, ovvero in legno cipresso e Palissandro.

La tecnica più usata nel cante e nel baile è chiamata “rasgueado”, che consiste nel colpire con la mano destra le corde della chitarra.

Uno dei chitarristi più famosi al giorno d’oggi, del quale apprezziamo ancora il suo lavoro è Paco de Lucía.

Il cante è un fenomeno di grande stima in Spagna. Come per i balli si divide in singoli stili, da quelli più malinconici e lenti, dove i testi trovano origine ai tempi della persecuzione Gitana, a quelli più ritmati. Non è solo una forma solista, ma è anche di gruppo detta Cante jondo“, da cui deriva la parola “Jondo”(profondo).

Caratteristica del flamenco sono le sonorità musicali tipiche del modo musicale frigio dominante, dette "scala andalusa", che creano un'atmosfera melodica che ci porta subito in Spagna.

Feste e Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo pasquale, nelle principali città dell’Andalusia, viene festeggiate la “Feria de Abril”. Vengono indossati i tipici vestiti tradizionali sia da uomini sia da donne, il tutto accompagnato dalla chitarra spagnola.

La “Feria di Malaga”, detta anche festa dell’estate, oltre ad essere un evento legato al flamenco è anche una festa a sfondo religioso. Si svolge nel periodo tra il 10 e il 20 agosto

in diversi punti della città, con canti, balli, vestiti della tradizione gitana e molto cibo.

Artisti famosi[modifica | modifica wikitesto]

Bailaores: Joaquín Cortés, Antonio Gades, Carmen Amaya

Cantaores: Estrellita Castro, Manolo Caracol, Camarón de la Isla, Duquende, Falete, Mayte Martin, Miguel Poveda, Enrique Morente, Carmen Linares.

Chitarristi: Paco de Lucía, Vicente Amigo, Manolo Sanlucar, Moraito Chico, Oscar Herrero, Tomatito, Sabicas, Nino Ricardo, Ramon Montoya, Carlos Montoya Pieri, Paco Peña, Gerardo Nunez.

Gruppi: Ketama, Mártires del Compás, Los Malagueños, Pata Negra, Radio Tarifa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. Coral Arte Flamenco, "Storia e origini del flamenco", http://coralarteflamenco.org/storia-e-origini-del-flamenco/
  2. Erika Tifatino, Recensito quotidiano di cultura e spettacolo, "Sentimenti e delicatezza del flamenco", http://www.recensito.net/archivio/43-noticias-de-espana/7728-sentimenti-e-delicatezza-del-flamenco.html
  3. Paolo Savino, Paolo Savino Danza, "Il Flamenco e la sua storia", 2016, http://www.paolasavinodanza.it/il-flamenco-e-la-sua-storia/
  4. Paolo Savino, Paolo Savino Danza, "Chi sono i Gitani?", http://www.paolasavinodanza.it/chi-sono-i-gitani/
  5. Paolo Savino, Paolo Savino Danza, "Cos'è il Flamenco?", 2016, http://www.paolasavinodanza.it/cosa-e-il-flamenco/
  6. Evelyn Baleani, Hola Spagna, "L'arte del flamenco", 2011, http://www.holaspagna.it/2011/01/larte-del-flamenco/
  7. Tierra un portale dedicato interamente alla Spagna, "Il Flamenco, una danza della tradizione spagnola", 2012https://www.tierra.it/il-flamenco.html
  8. Ginevra Trevisan, Spagna, "Il Flamenco", http://www.spagna.cc/flamenco.html
  9. Rivoli Giovani, "Flamenco, il "fuego" della Spagna", 2015, http://www.rivoligiovani.it/flamenco-il-fuego-della-spagna/
  10. Daniele Pellicciotta, Affittavacanze-Spagna.it, "Traje de Flamenca- L'Andalusia addosso", 2016 https://www.affittivacanze-spagna.it/Andalusia/articoli/traje-de-flamenca-vestito-tradizionale-andaluso
  11. Vivi Andalucia, "Feria di Malaga: Cos'è, come si svolge dove dormire", 2017, https://www.viviandalucia.com/malaga/feria-malaga-agosto/
  12. Daniel Gàja e Jana Drdàckà, Carmilla letteratura immaginario e cultura d'opposizione, "Che cos'è il flamenco", 2005, https://www.carmillaonline.com/2005/05/23/che-cos-il-flamenco/

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