Flamenco

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Il flamenco è uno stile musicale e di danza formato dal canto, dalla musica e dal ballo. Le prime testimonianze sul flamenco fanno risalire la sua nascita alla fine del Settecento. Nasce in Andalusia dall'unione di molti popoli diversi, con la caratteristica di non essere in primo luogo una forma di spettacolo, ma nasce come un'esigenza di sfogare gioie e dolori in un linguaggio intimo e privato, caratteristica emozionale mantenuta ancora oggi durante l'interpretazione dei ballerini. Agli inizi era soltanto un'arte canora. Si cantava senza l'accompagnamento della chitarra, avvalendosi soltanto di supporti ritmici corporali, come il battito dei piedi sul terreno, il battito delle mani oppure il battito delle nocche sul tavolo. Oggi invece è una forma di spettacolo a tutti gli effetti, il baile flamenco si è evoluto di pari passo con il cante, aggiungendo la coreografia al canto, l'utilizzo di strumenti a percussione come le Castañuelas e per di più accessori come il manton. Il cante si divide in stili differenti chiamati palos, ognuno di essi caratterizzato da una sequenza ritmica detta compas. Il flamenco si sviluppa innanzitutto in Spagna, con il passare dei secoli è arrivato anche in Italia, oggi curato e pubblicizzato principalmente dalle Peñas Flamencas.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Il flamenco è legato fin dalle sue origini all’Andalusia, regione che nel corso dei secoli ha affrontato le vicende storiche e culturali della moltitudine dei popoli che l’hanno abitata, contribuendo così alla nascita di questo nuovo movimento artistico. Questo incontro ha dato origine a un grande numero di stili diversi chiamati palos, i quali oggi formano la trama del flamenco. Il popolo che più lascia il segno nella storia del flamenco è quello dei Gitani e infatti nella fase iniziale, il flamenco si configura come uno sfogo emozionale della minoranza gitana in Andalusia. Una curiosità fa riferimento a uno dei primi documenti scritti sul flamenco, il quale si trova in una delle Cartas Marruecas di Cadalso (1774), dove la musica flamenca viene esplicitamente attribuita ai gitani. L'uso della parola flamenco per indicare un tipo di canto o di danza non venne tuttavia documentato prima del XIX secolo. Il flamenco si sviluppa tra le province di Siviglia, Cadice, Jerez e Cordova. I ballerini di flamenco, sono prima di tutto interpreti poiché il flamenco non indica semplicemente una particolare forma di canto o di danza, ma esso nasce come manifestazione artistica di un gruppo marginale della società Andalusa. In questa danza l’aspetto che più conta è l’intensità delle espressioni, infatti la sua bellezza non è data dall’estetica, ma dalla forza interpretativa, dalla sincerità espressiva e la generosità dell’interprete. Esiste una parola in cui è racchiuso questo significato, ed è “duende”, ossia letteralmente spirito, stato emozionale e di rapimento.

Cafès Cantantes[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo del pubblico è fondamentale per la giusta atmosfera, più ridotto è l’ambiente dove si svolge lo spettacolo e più aumenta la comunicazione fra interprete e pubblico. Difatti verso la metà dell' Ottocento, iniziarono a diffondersi per tutta la Spagna e massivamente in Andalusia, i Caffè Cantanti, detti “Cafès Cantantes”, locali notturni dove agli spettacoli di varietà, venne presto affiancato il flamenco. Il palco dove si esibivano gli artisti era di legno e lo spettacolo era accompagnato da un chitarrista e uno o più cantaores[1], tre o quattro bailaoras[2] e due bailaores[3]. Con la diffusione dei caffè cantanti, iniziò quella che oggi conosciamo come l’età d’oro del flamenco. In tutta la Spagna nacquero 63 Cafès Cantantes, distribuiti così; 12 a Siviglia, 5 a Jerez, 3 a Cadice, 11 a Cartagena, 4 a Puerto Santa Marìa, 5 a Malaga, 1 a Granada, 18 a Madrid, 1 a Barcellona, 1 a Cordova, 1 a Bilbao e 1 a la Union. Proprio in questi ambienti fecero la loro comparsa per la prima volta i “Cantaores Peyos” ovvero i cantaores non gitani. Il pubblico prediligeva un canto più limpido rispetto alle voci roche dei gitani, ecco perché il cante originario, dovette perdere alcuni dei suoi aspetti più duri e caratteristici. L’incontro sul palco di queste due varietà di cantaores gitani e payos, fece nascere una competizione che diede l’impulso decisivo allo sviluppo degli stili del Flamenco conosciuti oggi. Definito che, per i Cantaores gitani il flamenco non era un'arte per dare spettacolo all'interno dei cafès, pertanto si riunivano nelle case o nei bar e cantavano per il gusto di farlo, per poter sfogare gioie e dolori. Dall’esperienza dei Cafès Cantantes, il flamenco ne esce rinnovato e si passa dal canto della famiglia\comunità, al canto di un interprete professionista. Uno dei momenti più rilevanti nella storia dei Cafes Cantantes, fu quello di Silverio Franconetti. Silverio apprese il cante dai Gitani e divenne il primo cantaor andaluso e pur essendo payo, cantava come i suoi maestri, in virtù delle sue capacità espressive. Rese il cante più soave e melodico, rispetto all’originale forma di cante crudo e tragico. Lo impose al pubblico senza il contorno coreografico o teatrale, ma questi tentativi di popolarizzazione, furono la conseguenza della naturalizzazione del cante. Nel suo cafes lavoravano cantaores payos e gitani, dove i primi preferivano esibirsi in cante influenzati dal folclore andaluso, mentre i cante primitivi erano lasciati ai gitani. Nel 1956 ha luogo il primo concorso di Cante Jondo di Cordova. Il concorso è la prima di una lunga seria di iniziative che porteranno il flamenco in ogni dove, nelle università, nei libri e in televisione. Lo spirito del flamenco si è tuttavia conservato anche nel periodo della sua massima commercializzazione.

Gli stili del cante[modifica | modifica wikitesto]

Il cante occupa un posto a sé all’interno del flamenco, è seguito da un pubblico particolare, il quale non sempre coincide con quello del baile. È un fenomeno di grande stima in Spagna e come per i balli si divide in singoli stili. Il cante non è però un canto popolare, non fa parte del folclore ed è l’espressione dei singoli individui che grazie alle loro capacità interpretative hanno creato un modo diverso di cantare, per lo più influenzato dalle diversità musicali che nel corso dei secoli si sono intrecciate in Andalusia. Per l'appunto, molti musicologi si sono soffermati sugli aspetti musicali del cante flamenco, evidenziando una forte influenza di musica orientale. inoltre, molti sono gli stili del cante flamenco, e si differenziano per compas, letras e palos. Non tutte le voci sono adatte al cante e si deve possedere qualità ben differenti rispetto ad un canto melodico. Una voce roca, gutturale e con una capacità emissiva particolare è l’ideale, difatti la voce più adatta è quella con un registro medio grave e un tono velato e rude. I cantaores, per riuscire ad ottenere questo tipo di voce, ricorrono spesso agli alcolici. Un cantaor che canta bene la maggior parte dei palos è detto enciclopedico, figura di gran rispetto nell'ambiente. Esistono nel cante una serie di suoni corrispondenti ad una sillaba o a parte di essa, sono senza significato e vengono utilizzati come funzione ritimica o espressiva. Il quejio è un lamento formato da un lungo e ripetuto "ay", che precede e intercala l’improvvisazione del cantaor. Inoltre conferisce un tratto drammatico al canto, ed è uno dei momenti di massima espressione del palo. I quejios più naturali sono nella siguiriya e nel tiento. Esistono altri tipi di glosolalias caratteristici, come quello delle alegrias. Vi sono poi i vibratos e come la glosolalia servono a dare carattere al cante. Possono essere realizzati con la bocca, semplicemente aggiungendo la lettera b all’ultima vocale della precedente parola, oppure possono essere di tipo gutturale o nasale, passando da un processo che trasforma le j in s. Il vibratos e la glosolalia sono gli accorgimenti tecnici propri di una voce con la capacità di scaturire emozioni forti di convinzione o tristezza.

La copla flamenca[modifica | modifica wikitesto]

La copla, frazionata in copla andalusa e copla flamenca, è una composizione poetica breve, impiegata come testo nelle canzoni popolari. Nella copla andalusa le canzoni sono generalmente seguite da strumenti che comprendono chitarre, violino, tamburello, nacchere e campane, ma sono prive di jonda. Mentre nella copla flamenca, nata all’epoca dei Cafes Cantantes, prevale per l’aspetto musicale il riferimento al mondo gitano, con la trattazione specifica di temi come la morte o la sofferenza. La copla flamenca è caratterizzata da un linguaggio più schietto e dalla presenza di parole in calò. Tutta via questo aspetto non attribuisce in modo sicuro la paternità gitana, infatti le coplas interamente scritte in calò sono spesso creazioni artificiose. La copla flamenca (gitana) è stata oggetto di studi di vario tipo e fin dal secolo scorso le coplas erano raccolte in antologie che ne illustrano le tematiche, pertanto i temi come l’amore erano i più utilizzati. Si hanno anche coplas bilingue, quindi con traduzioni in lingua straniera, nonostante sia delicato tradurle. La lingua della copla è lo spagnolo degli andalusi. Una tematica affrontata molto di rado è quella sociale, dovuto per la maggior alla scarsa coscienza sociale del sottoproletariato andaluso. La copla cantata viene suddivisa in tercios, questo si verifica prettamente nelle forme originali di canto gitano, ossia un canto non sillabico dove la strofa e la melodia non combaciano. Le struttura metrica della copla può essere in strofe di due versi, in strofe di tre e quattro versi e strofe di cinque versi. La prima tratta versi in rima, dove il primo verso è spesso un pentasillabo, mentre il secondo varia dalle nove, dieci o undici sillabe. La seconda struttura è quella più utilizzata, con una rima assonante nel primo e nel terzo verso, mentre quasi tutta la famiglia dei fandangos utilizza la strofa di cinque versi, dove nel caso del fandango si verifica la ripetizione del primo verso in terza posizione o l’anticipazione del terzo verso in prima posizione.

Palos e Compas[modifica | modifica wikitesto]

I flamencologi hanno dato diverse differenziazioni dei cantes, valutandoli per luoghi di origine e chiamati in gergo palos. Ne esistono 4 diversi gruppi. Il primo gruppo include la tonà, la siguiriya, la soleà e il tango flamenco. Il secondo gruppo include cantes imparentanti con la siguiriya (liviana e serrana), con la soleá (polo, buleria, caña , alboreá e romance), cantes influenzati dalla soleá (cantiñas gitane, alegria, romeras, mirabras, caracoles) e canti imparentanti con la toná, come la saetas. Il terzo gruppo include i canti derivati dal fandango andaluz, comprende i fandangos locali (Huelva, Alosno, Valverde) e i canti di levante e di malaga (taranto, taranta, cartagenera, minera, granaina, jabera e malagueña). nel quarto gruppo rientrano i canti che hanno orgine dal folclore andaluso (peteneras, sevillanas, nanas, villancicos, campanilleros, bambas, trilleras, pajaronas, temporeras, marianas), i canti dal folclore galiziano e asturiano (farruca e garrotìn) e i canti di origine ispanoamericana (guajiras, colombias,habaneras, milongas, vidalitas e rumbas).

Il compas è la sequenza ritmica che caratterizza i diversi tipi di palos. Il compas è essenziale nel flamenco, perché permette di individuare i palos immediatamente ed è la base per le variazioni musicali o coreutiche dei cantaor, bailaor e tocaor. Viene "tenuto" con le palmas (battito delle mani), le quali possono essere sorde, quindi realizzate creando un vuoto d’aria, oppure possono essere semplici, eseguite battendo le dita della mano nella concavità dell’altra. Saper tenere il ritmo delle palmas non è affatto facile, e solo per chi nasce in un ambiente flamenco, il ritmo è quasi per lo più istinto, infatti nell'ambiente è mal visto chi tenta di tenere il tempo senza saperlo fare, talché chi lo fa pecca di presunzione. Le palmas possono essere suonate segnando gli accenti di ogni compas, oppure vengono marcati i tempi intermedi o il controtempo. Oltre alle palmas ci sono altri modi per tenere il ritmo, uno di questi sono i pitos, vale a dire quel suono ottenuto facendo schioccare l’indice con il pollice. Il palmo della mano battuto sulla gamba è un altro modo, come lo sono le nocche delle mani battute sul tavolo o il battere del bastone o con i piedi sul pavimento. Questi erano gli unici suoni che accompagnavano il cante prima dell'introduzione della chitarra, la quale inizialmente poteva dare al cantaor solo due toni, il "mi" e il "la", inoltre era suonata solo con il dito pollice. Si passò poi al capotasto, attrezzo adattabile al manico della chitarra per dare al cantaor il giusto equilibrio per la voce. All'interno di una rappresentazione tipica di flamenco, il ruolo del chitarrista è quello di predisporre un "tappeto sonoro" (compás) per il cantante, che lo sostenga nella libertà e ortodossia interpretativa delle strofe, dette letras, intervallando il canto con degli assoli melodici, detti falsetas, per dargli pause di respiro. Nel caso in cui ci sia un ballerino, la chitarra deve accompagnarne adeguatamente i suoni ritmici, con particolare attenzione quando si esegue una escobilla, che è il solo ritmico eseguito producendo suoni prevalentemente con le percussioni dei piedi. La prima comparsa della chitarra si ha a Siviglia nel 1847 e anche se originariamente fu usata per accompagnare il cante e il baile, e contribuirono in modo determinante per la loro esistenza ed evoluzione, artisti come Paco de Lucia, il quale ne fece anche uno strumento solista. A seconda del palo abbiamo 3 tipi di scansione ritmica, ci può essere il compas di dodici tempi, il compas di quattro tempi, detto compas binario o il compas di tre tempi, detto compas ternario. Il compas di 12 tempi, ovvero una delle scansioni più frequenti per i canti fondamentali come la soleà, la siguiriya e la buleria.

Flamenco en el Palacio Andaluz, Sevilla, España, 2015-12-06, DD 07.JPG

Baile flamenco[modifica | modifica wikitesto]

Il baile flamenco è una danza individuale, le coreografie con più persone o i passi a due sono il frutto dei Cafes Cantantes. È una danza astratta che non racconta storie ma stati d’animo. Durante l’interpretazione i ballerini possono passare dalla tristezza alla gioia in poco tempo, ma sono ben individuabili al pubblico se l’interprete ha la capacità di trasmetterle, difatti l’aspetto più importante del baile è la capacità di interpretazione e solo dopo viene la tecnica. Il bailaor guarda dritto davanti a sé, con atteggiamento di sfida e provocazione, suscitando allo stesso tempo sicurezza e convinzione. Il baile è la danza Europea che possiede più delle altre il potere dell’isolamento del ballerino dal mondo che lo circonda. Il flamenco è una danza con movimenti rivolti verso il basso, introversa, in opposizione con la leggerezza e l’elevazione della danza classica. La tecnica del baile flamenco è complessa è richiede anni di studio per essere eseguite in modo corretto. Prima di tutto il movimento dei piedi è di diverso tipo, il punteado consiste in passettini e intrecci dei piedi, eseguiti senza far rumore. I desplantes sono una serie di colpi eseguiti con forza e utilizzati per concludere una sequenza di passi. Lo zapateado si esegue con la percussione del suolo utilizzando diverse parti della scarpa come il tacco, le punte o la pianta. Quando è di breve durata lo zapateado viene detto redoble, mentre la combinazione di passi più estesa viene chiamata escobilla. I llamasa, sono una serie di colpi di zapateado con cui il bailaor chiama il cante o una falseta. Anche i movimenti del copro variano, ed alcuni più di altri sono tipicamente femminili, come le ondulazioni del busto e delle anche, i movimenti delle braccia e delle mani, detto braceo. Gli atteggiamenti maschili sono invece sobri e limitati, mantengono i fianchi fermi, ballano con impeto e un’estetica plastica.

La storia del baile va di pari passo con quella dei palos del flamenco e la storia e la letteratura forniscono numerose informazioni sulla diffusione della danza in tutta la penisola spagnola. Come si ricava dalle testimonianze, era parte integrante della quotidianità andalusa. Le danze erano eseguite con il tipico strumento a percussione chiamato castañuelas (nacchere) e costituivano gran divertimento e intrattenimento per il popolo. Nel XVIII secolo comparve il fandango, una danza di coppia che mimava il corteggiamento amoroso. Ogni coppia uomo e donna suonava le nacchere e compiva gesti lascivi, per poi terminare la danza in un sospiro, espressione dell'estasi del piacere. Già nel XIX, il fandango non venne più eseguito perché considerato troppo sensuale e venne rimpiazzato da altri stili, come il bolero e dalla sevillana. I balli della scuola bolera vennero introdotti nei saloni dell'aristocrazia, e il contatto con un pubblico diverso, fece si dell'avvicinarsi della danza classica, sviluppando degli spettacolo più coreografici rispetto ai precedenti. Diventano importanti le scenografie, le luci e i costumi, ma proprio per questo il vero senso del baile viene perso. Anche se le prime rappresentazioni del Ballet Flamenco avvengono fra il 1914 e il 1919, non si può del tutto ufficializzarlo prima del 1929. Nel frattempo, mentre venivano insegnati i nuovi stili della scuola bolera e nei quartieri come Triana, venivano eseguiti altri tipi di danza all'interno di taverne e bottiglierie. Le danze che venivano eseguite erano molto diverse dalla scuola bolera e molte di esse erano accompagnate da nacchere, tamburelli e chitarre. Il baile come il cante, si ritrovò profondamente rinnovato dall'esperienza dei Cafès, e infatti dopo di essi si ha una maggiore distinzione fra il baile maschile e il baile femminile. Nel corso del tempo, è diventata una vera e propria professione, ed è proprio intorno alla metà degli anni 50' che i ballerini trovano nei tablao una vera e propria palestra artistica, in voga ancora oggi.

Rueda Flamenco at Victoria Flamenco Festival 06 (20449466488).jpg

Vestiti caratteristici[modifica | modifica wikitesto]

Il ballo si arricchì di pari passo con l'estetica e all'intensità delle espressione si aggiunsero i colori dei costumi. Ogni colore ha una valenza simbolica differente. Il nero, il rosso e il fucsia erano i colori più utilizzati per i vestiti, mentre il giallo era considerato il colore della cattiva sorte, quindi venne escluso. Nel XIX secolo il vestito caratteristico era inteso come un vestito popolare semplicemente decorato per l’occasione. Dopo il 1929, grazie all'esposizione tenuta a Siviglia “l’esposizione iberoamericana”, il vestito diventa un elemento distintivo. Durante gli anni ha subito varie trasformazioni, rompendo ogni tanto la tradizione. Oggi è possibile scegliere tra vestiti di varie forme e colori, questo anche per quanto riguarda la parte maschile, principalmente costituita da camicia e pantalone stretto. Il vestito può essere più o meno lungo e avere anche una “coda” (Bata de Cola). L’ampiezza della gonna varia a seconda del tipo di Palos che viene interpretato. Nella Buleria, uno degli stili più difficili, soprattutto per quanto riguarda il tempo musicale, la gonna è molto ampia e infatti accompagna il movimento delle braccia o una serie di piedi. Nel Tientos dove il ritmo è lento, la gonna non è uno degli elementi principali, quindi è stretta dalla vita fino a sopra le ginocchia e successivamente si apre in una stoffa più ampia. Le scarpe da ballo possono essere in pelle o scamosciate e di vari colori, simili alle "scarpe Cuccarini”, questo per quanto riguarda le donne. Gli uomini invece utilizzano lo “zapatos” il tipico stivaletto con il tacco, e quest'ultimo può variare fra i 3 e i 6 centimetri, mentre il tacco della scarpa femminile varia fra i 4 e 5 centimetri. Per i modelli professionali la suola è cucita a mano, inoltre sia le scarpe femminili, sia quelle maschili, hanno sotto il tacco e sotto la punta della scarpa dei chiodi, i quali hanno la funzione di rendere la scarpa un vero e proprio strumento a percussione. Gli accessori che completano il vestito variano anche questi dal tipo di palos eseguito. Lo stile classico di una donna comprende capelli raccolti, una rosa tra i capelli e un paio di orecchini (non sono sempre necessari). Il manton è un altro accessorio di accompagnamento, antico antenato del velo delle donne iberiche e arabe. Oggi possiamo trovarlo di diverse dimensioni e colori, con stoffa ricamata o semplice. Le nacchere o castañuelas, hanno la stessa funzione delle scarpe, quindi tengono il ritmo e accompagnano la musica. Sono uno strumento a percussione e consistono in due dischi costruiti con una cavità interna, uniti da un laccio che viene legato alle dita della mano. Secondo la maniera spagnola, il laccio viene applicato al pollice, mentre secondo la maniera italiana, il laccio va al dito medio. Il ventaglio è un altro accessorio molto in voga, ha origini molto più antiche del flamenco, ma in questo ballo è impiegato come strumento di sensualità e comunicazione.

Spectacles Flamenco Paris 14.jpg

Grandi Cantaores[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Mairena; il vero nome è Antonio Cruz Garcìa, inizia la sua carriera con il nome di El niño de Rafael. Il padre era una grande appassionato del cante e Antonio lo seguiva ad ogni manifestazione, così all'età di 11 anni iniziò a cantare e solo quattro anni più tardi vinse il primo di una lunga serie di premi. Il suo stile di esecuzione ha fatto di lui una figura dominante nel cante.
  • Silverio Franconetti; nato a Siviglia nel 1831 ha origini italiane. Fin da piccolo desiderava portare sul palco il cante gitano e grazie alla sua perseveranza nacque a Siviglia il Cafes Cantante più famoso dell'epoca.
  • Carmen Linare; nata a Linares nel 1951, si trasferì a Madrid nel 1965 dove fece una lunga gavetta nei tablaos della città. Incide il suo primo disco nel 1971, ed è attualmente considerata la più interessante voce femminile del nostro tempo.
  • Manuel Torre; nato a Jerez de la Frontera nel 1878, era un uomo burbero, che nonostante godesse di una buona ammirazione, morì solo. Cantava bene pressoché tutti gli stili, ma il suo pezzo forte era la siguiriya.

Feste e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo pasquale, nelle principali città dell’Andalusia, viene festeggiate la “Feria de Abril”. Vengono indossati i tipici vestiti tradizionali sia da uomini sia da donne, il tutto accompagnato dalla chitarra spagnola.

La “Feria di Malaga”, detta anche festa dell’estate, oltre ad essere un evento legato al flamenco è anche una festa a sfondo religioso. Si svolge nel periodo tra il 10 e il 20 agosto in diversi punti della città, con canti, balli, vestiti della tradizione gitana e molto cibo.

Appassionati del flamenco[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "Peñas Flamencas", si traduce in Italiano come vero e proprio circolo di appassionati di flamenco. Sono associazioni in piena regola, con un amministratore eletto dai soci, e con una organizzazione dei programmi e delle quote. In Spagna le sedi sono di vario tipo. Gli appassionati si incontrano per parlare dei vari artisti e periodicamente per assistere a degli spettacoli. Svolgono una funzione divulgativa importantissima, organizzando concerti, raccolte di materiale per l'approfondimento del flamenco, produzione di dischi e salvaguardano il cante al fine di mantenerlo puro. In Europa queste organizzazioni sono numerose per lo più in Germania e Francia, ma anche in Italia la Peñas Flamencas più vecchia risale al 1992, ed opera ancora con entusiasmo e passione. Le Peñas Flamencas contribuiscono tutte assieme alla divulgazione del flamenco in un modo altre si maggiore rispetto alle attuali forme di pubblicità, organizzando viaggi studio in Spagna durante i periodi più interessanti della cultura spagnola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cantanti del flamenco
  2. ^ Ballerine
  3. ^ Ballerini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. Coral Arte Flamenco, "Storia e origini del flamenco", http://coralarteflamenco.org/storia-e-origini-del-flamenco/
  2. Erika Tifatino, Recensito quotidiano di cultura e spettacolo, "Sentimenti e delicatezza del flamenco", http://www.recensito.net/archivio/43-noticias-de-espana/7728-sentimenti-e-delicatezza-del-flamenco.html
  3. Paolo Savino, Paolo Savino Danza, "Il Flamenco e la sua storia", 2016, http://www.paolasavinodanza.it/il-flamenco-e-la-sua-storia/
  4. Paolo Savino, Paolo Savino Danza, "Chi sono i Gitani?", http://www.paolasavinodanza.it/chi-sono-i-gitani/
  5. Paolo Savino, Paolo Savino Danza, "Cos'è il Flamenco?", 2016, http://www.paolasavinodanza.it/cosa-e-il-flamenco/
  6. Evelyn Baleani, Hola Spagna, "L'arte del flamenco", 2011, http://www.holaspagna.it/2011/01/larte-del-flamenco/
  7. Tierra un portale dedicato interamente alla Spagna, "Il Flamenco, una danza della tradizione spagnola", 2012https://www.tierra.it/il-flamenco.html
  8. Ginevra Trevisan, Spagna, "Il Flamenco", http://www.spagna.cc/flamenco.html
  9. Rivoli Giovani, "Flamenco, il "fuego" della Spagna", 2015, http://www.rivoligiovani.it/flamenco-il-fuego-della-spagna/
  10. Daniele Pellicciotta, Affittavacanze-Spagna.it, "Traje de Flamenca- L'Andalusia addosso", 2016 https://www.affittivacanze-spagna.it/Andalusia/articoli/traje-de-flamenca-vestito-tradizionale-andaluso
  11. Vivi Andalucia, "Feria di Malaga: Cos'è, come si svolge dove dormire", 2017, https://www.viviandalucia.com/malaga/feria-malaga-agosto/
  12. Daniel Gàja e Jana Drdàckà, Carmilla letteratura immaginario e cultura d'opposizione, "Che cos'è il flamenco", 2005, https://www.carmillaonline.com/2005/05/23/che-cos-il-flamenco/
  13. Nadia Candelori e Elisa Fiandrotti Diaz. “Il Flamenco”, 1998.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE4071246-1

[1] http://www.holaspagna.it/2011/01/larte-del-flamenco/

http://www.spagna.cc/flamenco.htmlhttps://www.tierra.it/il-flamenco.html