Fiscalizzazione degli oneri sociali

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Si dice fiscalizzazione degli oneri sociali[1] la pratica secondo cui lo Stato si sostituisce, in genere parzialmente, alle imprese negli obblighi di pagare i contributi previdenziali dovuti per il rapporto di lavoro dipendente da cui scaturisce l'obbligo, agli enti previdenziali, al fine di ridurre il costo del lavoro in particolari situazioni giuridico-economiche, senza che vi sia pregiudizio per le future prestazioni previdenziali dei lavoratori interessati.

Applicazione[modifica | modifica wikitesto]

La fiscalizzazione degli oneri sociali ovvero dei contributi previdenziali e dei contributi assistenziali legati alle assicurazioni sociali obbligatorie, avviene a norma di legge con la specificazione di aliquote pensionistiche di finanziamento ridotte in particolari situazioni o addirittura eliminate. In tal caso lo Stato paga con la fiscalità generale la differenza agli enti previdenziali cosicché le imprese hanno un beneficio in termini di riduzione del costo del lavoro e del cuneo fiscale, mentre i lavoratori dipendenti interessati non subiscono pregiudizi sulle future prestazioni previdenziali, per il ridotto contributo pagato dalle imprese in quanto agli enti previdenziali vengono trasferiti dallo Stato il costo della fiscalizzazione degli oneri sociali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ juridica, Per convenzione linguistica invalsa nella pratica, con l’espressione fiscalizzazione degli oneri sociali si suole indicare una serie di interventi con cui una parte dei contributi previdenziali (v.) di malattia posti a carico delle imprese viene finanziata dallo Stato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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