Fiscalità monetaria

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Con la locuzione fiscalità monetaria si intende un concetto, che non trova riscontro nella letteratura economica, secondo il quale l'imposizione fiscale è incentrata sulla moneta attraverso il demurrage del denaro anziché sul reddito. Alcune delle teorizzazioni connesse richiamano inoltre l'erogazione di un reddito di cittadinanza come elemento sistemico complementare[1].

Proposte per introdurre questo tipo di impostazione tributaria sono attualmente avanzate, in Italia, da Domenico De Simone, da Giuseppe Bellia, dall'associazione AFIMO[2] e Giacinto Auriti. A queste, e soprattutto alla teorizzazione di Auriti, viene accostata la posizione espressa in una proposta di legge presentata il 18 maggio 2006 dal deputato Teodoro Buontempo, allora in Alleanza Nazionale, che prevedeva la proprietà popolare della moneta con relativa distribuzione di un reddito di cittadinanza a tutti i cittadini[3].

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

La proposta propone di spostare l'imposizione fiscale dalla produzione di reddito e dal consumo al possesso di moneta ed è presentata come conseguenza di una critica generale al capitalismo finanziario. Secondo i sostenitori della teoria la fiscalità mirata sulla produzione e sul consumo incide sui prezzi di mercato impoverendo i cittadini perché ne diminuisce il potere d'acquisto. Senza fornire particolari spiegazioni, la teoria afferma inoltre che l'attuale sistema fiscale impone allo stato il ricorso al debito pubblico, mentre la fiscalità monetaria può risolvere il problema[4].

In particolare quest'ultima affermazione crea un collegamento con le teorie del complotto sul signoraggio dal momento in cui taluni sostenitori della fiscalità monetaria ne indicano un ruolo di rilievo nella crescita, o addirittura nella stessa sussistenza di per sé del debito pubblico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo gli introduttori di questo concetto, tale sistema di imposizione fiscale sarebbe basato sulla teoria economica del credito sociale di Clifford Hugh Douglas[5], e sull'analisi di Silvio Gesell[6], e venne presa come base fiscale per il proposto sistema distributista[7].

Fu poi Ezra Pound ad associare le teorie di Douglas e Gesell alla teoria del denaro a scadenza di Rudolf Steiner.

Oggi la proposta di introdurre questo tipo di imposizione fiscale viene avanzata da gruppi come Afimo[2] e altri, che si rifanno alle teorie di Giacinto Auriti[8], discepolo di Pound[9].

Le proposte[modifica | modifica wikitesto]

Schema delle teorie economiche di Pound (conversione del sistema fiscale in direzione della monetarietà).

La proposta Pound[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ezra Pound § Teorie economiche di Pound.

La proposta Afimo[modifica | modifica wikitesto]

L'associazione Afimo ha redatto un disegno di legge d'iniziativa popolare finalizzato all'istituzione di un "nuovo sistema fiscale che gravi soltanto sulla massa monetaria" e, insieme, di un "reddito di cittadinanza per tutti i cittadini"[10].

La proposta si basa su alcune convinzioni degli autori:

  • Posto che - nell'ottica dei proponenti - il libero mercato sia l'unica formula economica condivisibile, il costante decremento dei prezzi che dovrebbe risultare da un'ortodossa condotta degli operatori e dalla libera concorrenza, viene ostacolato dalla tassazione sulla produzione, che costituisce aggravio dei costi di produzione provocando corse al rialzo dei prezzi ed inflazione (ed anche della conflittualità salariale).
  • La fiscalità monetaria potrebbe più efficacemente sconfiggere l'elusione e l'evasione fiscale, sfuggendo all'elusione tentabile con l'investimento in beni patrimoniali (ad esempio gli immobili) tramite il "riconoscimento del movimento di moneta".
  • L'inflazione, con la fiscalità monetaria, non esisterebbe più, essendo i prezzi in costante ribasso poiché i costi di produzione non sarebbero più accresciuti di oneri fiscali che proprio sui prezzi sono scaricati; aumenterebbe invece il potere d'acquisto.

La proposta Buontempo[modifica | modifica wikitesto]

Durante la XV legislatura l'onorevole Teodoro Buontempo ha presentato una proposta di legge per l'introduzione della fiscalità monetaria in Italia[3]; il Parlamento non ha dato alcun seguito alla proposta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ad es. Considerazioni (...) sulla fiscalità monetaria di Bellia
  2. ^ a b http://www.loafimo.it
  3. ^ a b Testo della proposta di Legge dell'on. Buontempo
  4. ^ Si veda FAQ AFIMO
  5. ^ CH Douglas, titolo di credito-Power e la democrazia, Melbourne, Australia, Il sociale di credito Stampa, 1933, pp. 4-9.
  6. ^ Silvio Gesell, The_Natural_Economic_Order The Natural Economic Order], Revised edition. London: Peter Owen, 1958
  7. ^ G. K. Chesterton, "The Uses of Diversity", 1921
  8. ^ Auriti, Giacinto, L'ordinamento internazionale del sistema monetario, Edigrafital, Teramo, 1993
  9. ^ Il paese dell'utopia. La risposta alle cinque domande di Ezra Pound
  10. ^ Testo del disegno di legge

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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