Finale della UEFA Champions League 2002-2003

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« L'importante è esserne consapevoli, fino in fondo: stiamo per vivere un evento irripetibile. Chissà quando vedremo due italiane di nuovo nella finale di Champions: possibile, certo, ma non avrà comunque il fascino struggente di questa prima volta. Manchester diventerà un luogo del mito per il nostro sport, se ne parlerà per decenni. »

(Franco Arturi, La Gazzetta dello Sport, 28 maggio 2003.[1])
Finale della UEFA Champions League 2002-2003
A.C. Milan lifting the European Cup after winning the 2002–03 UEFA Champions League - 20030528.jpg
Il capitano del Milan, Paolo Maldini, alza la Champions League vinta ai rigori contro la Juventus all'Old Trafford
Dettagli evento
Competizione UEFA Champions League
Data 28 maggio 2003
Impianto di gioco Old Trafford
Spettatori 63 300[2]
Risultato
Juventus
0
Milan
0
2-3 d.c.r.
Arbitro Germania Merk
MVP Italia Maldini
ed. successiva →     ← ed. precedente

La finale della Champions League fu disputata il 28 maggio 2003 all'Old Trafford di Manchester, che determinò il vincitore della 48ª edizione della massima competizione per club dell'UEFA. Fu la prima finale di Coppa dei Campioni tra club italiani e venne vinta dal Milan che sconfisse la Juventus per 3-2 ai tiri di rigore, dopo lo 0-0 dei supplementari; per la settima volta nella competizione la finale fu decisa dal dischetto. Il Milan ottenne la sesta vittoria nella manifestazione a nove anni dall'ultimo successo continentale, e in totale, per le squadre italiane si trattò della decima affermazione nella competizione.

Il cammino verso la finale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: UEFA Champions League 2002-2003.

Milan[modifica | modifica wikitesto]

Il Milan aveva iniziato la propria Champions League al terzo turno preliminare, faticando nella doppia sfida contro i cechi dello Slovan Liberec: i rossoneri vinsero infatti a San Siro per 1-0 all'andata, perdendo poi per 2-1 nella gara di ritorno, quest'ultimo risultato non eliminò però la squadra di Ancelotti che accedette ai gironi grazie alla regola dei gol fuori casa. Inserito nel Gruppo G il Milan si qualificò agli ottavi come primo, arrivando davanti al Deportivo de La Coruña, al Lens e al Bayern Monaco. I rossoneri superarono anche la seconda fase a gironi, vincendo un raggruppamento questa volta certamente più complesso, data la presenza di Real Madrid, Borussia Dortmund e Lokomotiv Mosca. Nei quarti di finale il Milan eliminò l'Ajax grazie a una rocambolesca vittoria per 3-2 al ritorno (0-0 finì all'andata), mentre un doppio pareggio (0-0, 1-1) nel derby contro l'Inter in semifinale concesse ai rossoneri di guadagnarsi il pass per la finale di Manchester.[3][4]

Juventus[modifica | modifica wikitesto]

Il ceco Pavel Nedvěd, grande assente della finale di Manchester.

La Juventus superò molto agilmente la prima fase a gironi, finendo davanti a Newcastle, Dinamo Kiev e Feyenoord, mentre faticò molto di più nella seconda, ottenendo il passaggio del turno solo grazie alla differenza reti, in quanto i bianconeri finirono secondi dietro al Manchester United e a pari merito con il Deportivo de La Coruña e il Basilea. Nelle due gare a eliminazione diretta la Juventus superò due compagini spagnole: prima il Barcellona FC (1-1; 2-1) e poi il Real Madrid in rimonta: sconfitta per 2-1 all'andata e successo per 3-1 nella gara di ritorno.[3][5]

Prima dell'incontro[modifica | modifica wikitesto]

La Juventus si presentò alla finale senza uno dei suoi giocatori di maggior talento, il ceco Pavel Nedvěd: il giocatore fu ammonito per un fallo al termine della semifinale di ritorno contro il Real Madrid e, essendo diffidato, fu costretto a saltare la finale.[6] Lippi, tecnico dei bianconeri, si vide costretto a schierare Camoranesi al posto del ceco, confermando però i titolari che avevano sconfitto i madrileni.[7]

Il tecnico dei rossoneri Ancelotti, invece, confermò pressoché l'undici titolare, nonostante alcuni giocatori acciaccati (Roque Júnior su tutti).[8]

La partita[modifica | modifica wikitesto]

Regolamentari[modifica | modifica wikitesto]

Arbitrata dal fischietto Merk, la finale fu una partita tattica con entrambe le squadre che giocarono all'italiana, senza sbilanciarsi e prediligendo una difesa solida. Al 9º minuto Shevchenko infilò un passaggio all'indietro di Inzaghi e realizzò il gol del momentaneo 0-1, ma l'arbitro lo annullò per un fuorigioco di Rui Costa che copriva la visuale a Buffon.[9] Il Milan continuò a far gioco fino alla mezz'ora. Inzaghi si rese pericoloso con un colpo di testa che impegnò severamente Buffon.[8]

Il rossonero Gattuso contro il bianconero Edgar Davids nel corso della finale.

La Juventus iniziò a macinare gioco nella metà del primo e prima parte del secondo tempo con Del Piero e Zambrotta. Trezeguet e Camoranesi non risultarono decisivi e Lippi effettuò la prima sostituzione: fuori Tudor per infortunio e dentro Birindelli. Più tardi entrò Conte al posto di Camoranesi. L'ex capitano bianconero si rese pericoloso colpendo una traversa all'incrocio di destra della porta di Dida. Il finale del secondo tempo vide una Juventus avanti in attacco ma senza particolari occasioni clamorose. L'innesto di Zalayeta per i bianconeri e Ambrosini, Roque Júnior e Serginho per i rossoneri non cambiarono il risultato; la Juve rafforzò l'attacco, mentre il Milan le fasce e il centrocampo.[8]

Supplementari e rigori[modifica | modifica wikitesto]

I regolamentari si conclusero sullo 0-0, così come i tempi supplementari in cui la Juventus mancò di convinzione in attacco e non riuscì ad approfittarne. Si andò così ai tiri di rigore. Dida neutralizzò il rigore di Trezeguet, Serginho batté Buffon e portò in vantaggio momentaneamente i rossoneri. Birindelli riportò il risultato in parità e Buffon parò il tiro di Seedorf. Successivamente sbagliarono Zalayeta e Montero consecutivamente per i bianconeri (entrambi i tiri parati da Dida), mentre Buffon neutralizzò il tiro di Kaladze, ma non quello di Nesta. Del Piero fu impeccabile dal dischetto, così come l'ucraino Shevchenko. L'attaccante rossonero batté Buffon e consegnò al Milan la sua sesta Coppa dei Campioni a nove anni dall'ultimo successo continentale. Paolo Maldini, eletto Uomo Partita al termine della finale, alzò così la Coppa dei Campioni da capitano e in Inghilterra, così come fece suo padre Cesare esattamente quarant'anni prima.[8]

La Juventus rimase invece ferma ai suoi due successi, collezionando con quest'edizione la terza sconfitta nella manifestazione sotto la gestione Lippi. La sconfitta di Manchester dimostrò alla Juve di essere sin troppo Nedvěd-dipendente,[10] mentre altri accenti negativi vennero posti su alcune scelte tattiche di Lippi.[11] Con questa vittoria Ancelotti riscattò la sua passata esperienza negativa a Torino, dove non ebbe mai un grande feeling né con la tifoseria e né con la società.[12]

Tabellino[modifica | modifica wikitesto]

Manchester
28 maggio 2003, ore 20:45
Juventus 0 – 0
(d.t.s.)
referto
Milan Old Trafford (63 300 spett.)
Arbitro Germania Markus Merk

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Juventus
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Milan
Juventus (4-4-2)
POR 1 Italia Gianluigi Buffon
TD 21 Francia Lilian Thuram
DCD 2 Italia Ciro Ferrara
DCS 5 Croazia Igor Tudor Uscita al 42’ 42’
TS 4 Uruguay Paolo Montero
ED 16 Italia Mauro Germán Camoranesi Uscita al 46’ 46’
CCD 3 Italia Alessio Tacchinardi Ammonizione al 69’ 69’
CCS 26 Paesi Bassi Edgar Davids Uscita al 65’ 65’
ES 19 Italia Gianluca Zambrotta
PD 17 Francia David Trezeguet
PS 10 Italia Alessandro Del Piero (C) Ammonizione al 111’ 111’
A disposizione:
POR 12 Italia Antonio Chimenti
DIF 7 Italia Gianluca Pessotto
DIF 13 Italia Mark Iuliano
CEN 8 Italia Antonio Conte Ingresso al 46’ 46’
CEN 15 Italia Alessandro Birindelli Ingresso al 42’ 42’
ATT 20 Italia Marco Di Vaio
ATT 25 Uruguay Marcelo Zalayeta Ingresso al 65’ 65’
Allenatore:
Italia Marcello Lippi
Juventus vs Milan 2003-05-28.svg
Milan (4-3-1-2)
POR 12 Brasile Dida
TD 19 Italia Alessandro Costacurta Ammonizione al 18’ 18’ Uscita al 66’ 66’
DCD 13 Italia Alessandro Nesta
DCS 3 Italia Paolo Maldini (C)
TS 4 Georgia Kakhaber Kaladze
CCD 8 Italia Gennaro Gattuso
CD 21 Italia Andrea Pirlo Uscita al 71’ 71’
CCS 20 Paesi Bassi Clarence Seedorf
CO 10 Portogallo Rui Costa Uscita al 87’ 87’
PD 7 Ucraina Andriy Shevchenko
PS 9 Italia Filippo Inzaghi
A disposizione:
POR 18 Italia Christian Abbiati
DIF 24 Danimarca Martin Laursen
DIF 25 Brasile Roque Júnior Ingresso al 66’ 66’
CEN 32 Italia Cristian Brocchi
CEN 23 Italia Massimo Ambrosini Ingresso al 87’ 87’
CEN 27 Brasile Serginho Ingresso al 71’ 71’
ATT 11 Brasile Rivaldo
Allenatore:
Italia Carlo Ancelotti


Uomo partita:


Guardalinee:

  • Germania Christian Schräer
  • Germania Heiner Müller

Quarto uomo:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quando l’Old Trafford divenne italiano - parte 2, storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 9 maggio 2015.
  2. ^ I campioni della UEFA Champions League, su it.uefa.com.
  3. ^ a b UEFA Champions League 2002-03 su rsssf.com, su rsssf.com. URL consultato il 9 Maggio 2015.
  4. ^ Al Milan basta un pareggio per conquistare la finale, repubblica.it, 13 maggio 2003. URL consultato il 9 maggio 2015.
  5. ^ Real Madrid travolto la Juve vola a Manchester, repubblica.it, 14 maggio 2003. URL consultato il 9 maggio 2015.
  6. ^ Regolamento Uefa: Bonucci, Chiellini, Vidal e Tevez non rischiano la finale, gazzetta.it, 6 maggio 2015. URL consultato il 9 maggio 2015.
  7. ^ Juve, esperimenti in Calabria Camoranesi fa le prove da Nedved, repubblica.it, 17 maggio 2003. URL consultato il 9 maggio 2015.
  8. ^ a b c d Grande Dida, coppa al Milan ma la Juve piange se stessa, repubblica.it, 28 maggio 2003. URL consultato il 9 maggio 2015.
  9. ^ Il gol di Shevchenko alla Juve andava annullato, corriere.it, 1º ottobre 2003. URL consultato il 9 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  10. ^ Juve, tutti i perché del k.o., gazzetta.it. URL consultato l'11 maggio 2015.
  11. ^ Lippi: «Se non vinco la Champions me ne vado», corriere.it, 30 maggio 2003. URL consultato l'11 maggio 2015.
  12. ^ La Juve e Buffon cercano la vendetta contro Ancelotti, direttacalcio24.it, 25 aprile 2015. URL consultato l'11 maggio 2015.
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