Final Fight
| Final Fight videogioco | |
|---|---|
| Piattaforma | Arcade, Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64, Sega Mega CD, Sharp X68000, Super Nintendo Entertainment System, ZX Spectrum, telefono cellulare, iOS |
| Data di pubblicazione | arcade: SNES: |
| Genere | Picchiaduro a scorrimento |
| Tema | Contemporaneo |
| Origine | Giappone |
| Sviluppo | Capcom, Creative Materials (computer), A Wave (Sega CD) |
| Pubblicazione | Capcom, U.S. Gold (computer), Sega (Sega CD) |
| Produzione | Yoshiki Okamoto |
| Design | Akira Nishitani, Akira Yasuda |
| Programmazione | Kiyomi Kaneko, Shinichi Ueyama, Tomiyan e Yokoyan (arcade, X68000), Richard Aplin (Amiga, ST), Nick Vincent (CPC), Mike Hutchinson (C64), Alan Butcher (Spectrum), Kiyomi Kaneko, Masayuki Akahori, Koji Yoshida, Yoshito Ito e Harunobu Imagawa (SNES), Yagiee, Takao Nagai e Gyo (Sega CD) |
| Musiche | Manami Matsumae, Yoshihiro Sakaguchi, Yasuaki Fujita, Hiromitsu Takaoka, Yōko Shimomura, Junko Tamiya, Harumi Fujita (arcade, X68000), Dave Lowe (ST, C64), Jolyon Vincent Myers (Amiga), Toshio Kajino (SNES), T's Music (Sega CD) |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo, multigiocatore (esclusi CPC, Spectrum e SNES) |
| Periferiche di input | Joystick, tastiera, gamepad |
| Supporto | Cartuccia, cassetta, dischetto, CD-ROM, download |
| Distribuzione digitale | Xbox Live, PlayStation Network, Virtual Console |
| Requisiti di sistema | ZX Spectrum: 128k |
| Serie | Final Fight |
| Seguito da | Final Fight 2 |
| Specifiche arcade | |
| CPU | Motorola 68000 a 10 MHz |
| Processore audio | Zilog Z80 a 3,58 MHz |
| Schermo | Raster orizzontale |
| Risoluzione | 384 x 224 |
| Periferica di input | Joystick a 8 direzioni con 2 tasti |
Final Fight è un videogioco arcade di tipo picchiaduro a scorrimento pubblicato nel 1989 dalla Capcom. Rappresenta combattimenti da strada contro una banda criminale in una metropoli decadente. Divenne uno dei più celebri picchiaduro a scorrimento di tutti i tempi[1]. Sebbene il genere fosse già molto diffuso, Final Fight è un titolo chiave che ne raffinò le caratteristiche[2]. È il capostipite della serie di Final Fight e del filone degli altri picchiaduro a scorrimento della Capcom, destinati a grande popolarità[1].
Final Fight ebbe numerose conversioni per console e computer dell'epoca. Nel 1990-1992 uscì per Super Nintendo Entertainment System, in due versioni, la seconda intitolata Final Fight Guy, per la presenza di un personaggio giocabile diverso (Guy). Nel 1991 la U.S. Gold lo pubblicò per gli home computer occidentali Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64 e ZX Spectrum. Nel 1992 uscì in Giappone per Sharp X68000. Nel 1993 Sega lo pubblicò per Sega Mega CD con il titolo Final Fight CD. Emulazioni per piattaforme più recenti sono uscite in raccolte come Capcom Classics Collection. Adattamenti ufficiali sono usciti anche per dispositivi mobili J2ME e iOS.
Trama
[modifica | modifica wikitesto]La vicenda è ambientata in una città immaginaria simile a New York, Metro City, dove un'organizzazione criminale denominata Mad Gear (Mad Gear è anche il nome di un precedente videogioco della Capcom) rapisce Jessica, figlia del sindaco della città Mike Haggar, che in precedenza non aveva accettato di collaborare con i malviventi, guidati dallo spietato Belger. A questo punto Haggar, che è un ex lottatore, decide di trasformarsi in vigilante supportato dal fidanzato di Jessica, l'esperto di arti marziali Cody, e dal suo sparring partner Guy, abile nell'arte del ninjutsu.
L'avventura inizia con il rapimento di Jessica, da parte del rasta Damnd (Thrasher nella versione statunitense) e dei suoi scagnozzi. Si attraversano i seguenti livelli:
- i bassifondi in degrado;
- la metropolitana, sul marciapiede della stazione e successivamente all'interno di un treno in movimento (tra i nemici appare Andore); lo scontro finale è con Sodom in un ring clandestino;
- il lato ovest della città, ambientato di sera in un quartiere affollato; si entra in un locale dove si viene rapiti e portati in un altro ring clandestino, per poi tornare in strada;
- la zona industriale, una sorta di fonderia, dove inizialmente i pericoli vengono anche dal pavimento, causa qualche getto di fuoco. Si continua poi su un ascensore, dove infine si affronta Rolento;
- la baia, sul lungomare di notte fino alle prime luci dell'alba;
- il centro città, con il palazzo del capo di Mad Gear; si sviluppa su quattro scenari (ingresso, attico, corridoio e stanza personale di Belger) con la presenza di lampadari che cadono dai soffitti. Il boss finale è Belger, all'apparenza immobilizzato su una sedia a rotelle elettrica, ma appena questa si rompe egli si rivela come un forte e agilissimo nemico armato di balestra automatica. Muore dopo essere stato scaraventato giù dalla finestra; verrà tuttavia riproposto in alcuni sequel di Final Fight.
Modalità di gioco
[modifica | modifica wikitesto]Il gioco è un picchiaduro a scorrimento orizzontale con movimenti dei personaggi in tutte le direzioni e attacchi a destra e sinistra, sullo standard del precedente Double Dragon. Possono partecipare uno o due giocatori in cooperazione in simultanea. Si può scegliere tra tre personaggi da utilizzare (Haggar, Cody e Guy), con prestazioni differenti, che normalmente combattono a mani nude.
I personaggi giocanti possono sferrare l'attacco base (un misto automatico di pugni e calci), saltare, sferrare altri attacchi con il salto. Si può afferrare un nemico solamente con il giusto avvicinamento, per poi colpirlo o scaraventarlo, anche contro gli altri. Si può effettuare un colpo speciale contro il quale i nemici non possono difendersi, ma che toglie energia vitale al giocatore. È possibile trovare lungo il percorso anche tre tipi di armi da raccogliere e utilizzare: pugnale, tubo di metallo e katana. Nelle versioni arcade e SNES si utilizzano due pulsanti, uno per colpire e uno per saltare; dalla combinazione dei due tasti è possibile effettuare calci volanti o ginocchiate. Sui computer il singolo pulsante si combina con i movimenti per ottenere le varie mosse. Su Mega CD si aggiunge il terzo pulsante per il colpo speciale.
Il gioco ha sei livelli, popolati da diversi tipi di scagnozzi nemici, anch'essi di solito combattenti a mani nude. Al termine di ogni livello si deve affrontare un boss. Due livelli bonus intermedi consistono nel distruggere in breve tempo rispettivamente un'auto parcheggiata e tutte le lastre di vetro in una fabbrica.
Oltre alla propria barra dell'energia vitale (al termine della quale si perde una vita), è visibile la barra di energia del nemico attualmente affrontato. All'inizio di un nuovo livello l'energia del giocatore torna a essere piena. Si può inoltre recuperare parzialmente l'energia perduta prendendo le varie vivande che si trovano all'interno di casse, pile di pneumatici, barili e altri contenitori che vengono aperti distruggendoli.
La versione del gioco per SNES è priva del multigiocatore e del livello con l'area industriale. I personaggi selezionabili sono ridotti a due, Haggar e Cody; più tardi uscì l'edizione Final Fight Guy che invece ha Haggar e Guy oltre ad altre piccole migliorie, tra cui la correzione di problemi di rallentamento dell'azione[3]. Nelle versioni per computer mancano alcune delle mosse dell'originale[4], inoltre su Amstrad CPC e ZX Spectrum manca il multigiocatore e su ZX Spectrum manca la barra dell'energia dei nemici. La versione Mega CD ha perfino miglioramenti rispetto all'originale: colonna sonora arricchita, parlato, e una nuova modalità a tempo, dove ci si trova su di un ponte sospeso e si devono abbattere più nemici possibile prima dello scadere[5].
Personaggi giocabili
[modifica | modifica wikitesto]I dettagli si riferiscono alla versione arcade.
- Haggar: Esperto di Wrestling, è il sindaco di Metro City, ricattato dall'organizzazione Mad Gear. È il personaggio giocabile più potente e lento dei tre; la sua potenza gli permette di effettuare una combo di soli tre colpi per stendere il nemico, ma ha una capacità di riprendersi dai colpi subiti inferiore agli altri. La sua mossa speciale è il Braccio Teso Rotante. La sua speciale abilità è il Piledriver, la tecnica più potente del gioco; può inoltre camminare trasportando l'avverario afferrato, cosa che Cody e Guy non possono fare. A Haggar manca un colpo in salto che tramortisca l'avversario invece di farlo cadere; inoltre, non è in grado di respingere con i pugni alcuni oggetti scagliati dai nemici. Haggar è protagonista anche in altri videogiochi della Capcom come Saturday Night Slam Masters, e nei sequel di Final Fight: in particolare Saturday Night Slam Masters narra di fatti avvenuti precedentemente a quelli di Final Fight, quando Haggar era ancora un atleta.
- Cody: Abile nelle arti marziali, è il fidanzato della ragazza rapita. Le sue caratteristiche sono equilibrate tra velocità e potenza; ha una combo di quattro colpi, con una tecnica simile al Kickboxing. La sua mossa speciale è il Calcio Uragano. La sua speciale abilità è utilizzare più volte i pugnali raccolti per attacchi a corto raggio, mentre gli altri personaggi scagliano direttamente il pugnale. Cody è protagonista anche in altri videogiochi della Capcom, soprattutto in alcuni sequel di Street Fighter.
- Guy: Praticante di Ninjitsu, è un amico di Cody. È il personaggio più veloce e debole dei tre, conseguentemente gli servono più colpi per uccidere i nemici (ha una combo di cinque colpi), in compenso è quello che riesce a riprendersi prima dagli attacchi subiti. La sua mossa speciale è il Calcio Rotante Bushin. La sua speciale abilità è sfruttare pareti verticali per poter prendere slancio per salti orizzontali seguiti da attacchi in volo. Guy è protagonista anche in altri videogiochi della Capcom, soprattutto in alcuni sequel di Street Fighter.
Colonna sonora
[modifica | modifica wikitesto]Le musiche della versione arcade sono attribuite a Manami Matsumae, Yoshihiro Sakaguchi, Hiromitsu Takaoka, Junko Tamiya, Harumi Fujita, Yasuaki Fujita e Yōko Shimomura. Solo Sakaguchi è accreditato nel gioco (come Youki Chan's papa)[6], gli altri sono stati confermati anni dopo nella raccolta musicale Final Fight Original Sound Collection[7].
Sviluppo
[modifica | modifica wikitesto]I principali progettisti dell'arcade sono Akira Nishitani e Akira Yasuda[6], con Yoshiki Okamoto come produttore[8]. Final Fight fu concepito alla Capcom come un titolo originale e il primo picchiaduro a scorrimento dell'azienda[9]. Secondo Okamoto, il modello del genere picchiaduro con bande di strada era Double Dragon II, ma andava migliorato nella grafica e nel gameplay.[8] Poiché all'epoca Street Fighter era stato un noto successo Capcom, sebbene fosse un ben diverso picchiaduro a incontri, per un po' si pensò di cambiare il titolo del nuovo gioco in Street Fighter '89 per sfruttarne il nome, e con quel titolo venne presentato a una fiera. Ma in realtà non aveva niente a che vedere con Street Fighter, perciò dopo che alla fiera ne fu confermato l'apprezzamento del pubblico, si decise di tornare al titolo Final Fight.[9]
Secondo Nishitani, il presidente della Capcom diede la direttiva di prendere ispirazione dal mondo del cinema per lo stile di Final Fight. La voce diffusa che sia ispirato in particolare al film Strade di fuoco è smentita da Nishitani;[10] Yasuda invece lo cita tra vari film visionati[11]. Nishitani smentisce anche la diceria che il nemico Andore prenda il nome da André the Giant, sebbene gli somigli fisicamente; deriverebbe invece dal soprannome di un suo amico.[10]
Final Fight è uno dei primi titoli basati sulla scheda arcade CP System e diede una buona dimostrazione delle sue capacità[12]. Si distinse dai precedenti giochi del suo genere per le grandi dimensioni grafiche dei personaggi, gestendo bene anche un buon numero di essi contemporaneamente su schermo[12]. Si distinse anche per la versatilità e complessità dei personaggi giocanti; ad esempio poter afferrare e stordire i nemici, prenderli a ginocchiate e lanciarli contro gli altri era una caratteristica distintiva[12]. Una novità importante introdotta nel suo genere da Final Fight è la possibilità di scegliere tra personaggi con capacità sostanzialmente diverse.[10]
La prima conversione domestica fu realizzata per Super Nintendo Entertainment System e pur con qualche mancanza, soprattutto l'assenza del multigiocatore, riuscì a riprodurre bene il gameplay dell'originale. Anche per lo SNES fu una buona dimostrazione delle grandi capacità grafiche della nuova macchina.[10] Questa conversione è nota anche per la vicenda della sostituzione, solo nell'edizione occidentale, delle due uniche nemiche donne, Poison e la sua variante Roxy, con due nemici uomini. Secondo la leggenda metropolitana, qualcuno alla Capcom USA non apprezzò che nel gioco ci fosse violenza sulle donne, così alla casa madre si affermò che si trattava di personaggi transessuali.[10] Di fatto nella versione SNES furono rimpiazzate da Sid e Billy, probabilmente su direttiva della prudente Nintendo of America. Ci furono altri dettagli con autocensura forse eccessiva, tra cui la frase esclamata dal proprietario dell'auto distrutta nel livello bonus: da "Oh! My God!" ("Oh mio Dio") fu cambiata in "Oh! My car!" ("Oh la mia auto"), un episodio diventato famoso sul Web.[10]
Seguirono la conversione per il computer giapponese Sharp X68000, molto fedele all'originale, e quelle per gli home computer occidentali, che furono prodotte nel Regno Unito e riuscirono poco a riprodurre l'essenza dell'originale. Quelle per i più potenti Amiga e Atari ST, com'era prevedibile, furono più fedeli graficamente, ma il gameplay si avvicinò di più sul piccolo ZX Spectrum.[13] La sviluppatrice britannica era la Creative Materials e, come spesso accadeva, non ebbe a disposizione il codice sorgente del gioco originale per poter fare porting; si poteva al massimo provare a estrarre i dati grafici e il codice binario dalla ROM dell'arcade, ma non era pratico riutilizzarlo.[14] Nonostante la delusione dell'assenza di un'attesa conversione per Mega Drive, nel 1993 arrivò infine l'edizione per l'espansione Mega CD, molto fedele e perfino con miglioramenti.[13]
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]Final Fight fu un successo mondiale e divenne diffusissimo nelle sale giochi entro il 1990[12]. È uno degli arcade più celebri del genere picchiaduro a scorrimento e ispirò molti giochi con gameplay simile[1].
La conversione per SNES, nonostante le mancanze che aveva rispetto all'originale, fu accolta generalmente bene da pubblico e critica[12]. I giudizi della stampa di settore andarono dalla sufficienza all'ottimo, con media dei voti vicina all'8 su 10[15].
Le conversioni per home computer occidentali ebbero riuscita variabile. Quella per Amiga ricevette molti giudizi tra la sufficienza e l'ottimo, con una media discreta[16]. Fu trattata meno, ma abbastanza bene, quella per Amstrad CPC.[17] La versione ZX Spectrum ottenne vari giudizi pari a 8 o più, salvo ricevere un 4 alla riedizione di qualche anno dopo[18]. Più incerto il risultato per l'Atari ST[19]. La conversione per Commodore 64 fu la peggiore, con piccoli sprite che non rendono giustizia ai grossi personaggi tipici di Final Fight, e un gameplay lontano dall'originale[20]; fu valutata molto negativamente dalla critica, con molti giudizi di insufficienza, tra cui ben quattro riviste che diedero voti intorno al 2 su 10, sebbene siano noti anche almeno un paio di voti positivi[21].
La versione Sega CD tornò a essere un pieno successo di critica, con molte testate che la valutarono con voti equivalenti a 8 su 10 o più, tra cui Computer+Videogiochi che lo definì il miglior picchiaduro mai visto sul Mega Drive[22].
Serie
[modifica | modifica wikitesto]Final Fight diede inizio all'omonima serie, ma i seguiti uscirono quasi sempre solo per console e non replicarono mai il successo del capostipite. Furono generalmente poco apprezzati dalla critica oppure poco conosciuti. Final Fight One e Double Impact fanno eccezione, ma sono sostanzialmente adattamenti del capostipite. A parte le molte riproposizioni dell'originale nell'ambito del retrogaming, appare poco probabile un riavvio della serie.[23]
- Final Fight (1989, arcade e molte conversioni)
- Final Fight 2 (1993, SNES)
- Mighty Final Fight (1993, NES)
- Final Fight 3 (1995, SNES)
- Final Fight Revenge (1999, arcade e Saturn)
- Final Fight One (2001, Game Boy Advance)
- Final Fight: Streetwise (2006, PlayStation 2 e Xbox)
- Final Fight: Double Impact (2010, PlayStation 3 e Xbox 360)
I personaggi di Final Fight sono riapparsi in altri titoli fuori dalla serie, spesso associandola con quella di Street Fighter. Nella sottoserie di Street Fighter Alpha hanno ruoli Guy, Sodom, Rolento e Cody. Maki di Final Fight 2 fa la prima riapparizione in Capcom vs. SNK 2.[13] Haggar è giocabile in Saturday Night Slam Masters, Cody in Super Street Fighter IV, Andore riappare come Hugo, e molti hanno piccole presenze in SNK vs. Capcom: Card Fighters Clash.[24]
Sebbene non abbia avuto seguiti arcade diretti (solo Final Fight Revenge molti anni dopo, che però è un picchiaduro a incontri), Final Fight a suo tempo ha aperto la strada a molti picchiaduro a scorrimento arcade con caratteristiche simili, come Cadillacs and Dinosaurs e Captain Commando (tra l'altro ambientato a Metro City) della stessa Capcom[1].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Retrogame Magazine 2.
- ↑ Retro Gamer 92, p. 36.
- ↑ Consolemania 17.
- ↑ Computer+Videogiochi 10.
- ↑ Computer+Videogiochi 26.
- 1 2 Banca dati MAME.
- ↑ (EN) Final Fight Original Sound Collection, su vgmdb.net.
- 1 2 (EN) VideoGameSpot's Interview with Yoshiki Okamoto, su videogames.com (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 1999).
- 1 2 Retro Gamer 37, p. 51.
- 1 2 3 4 5 6 Retro Gamer 37, p. 52.
- ↑ (EN) Final Fight Developer's Interview, su game.capcom.com.
- 1 2 3 4 5 Retro Gamer 92, p. 37.
- 1 2 3 Retro Gamer 92, p. 38.
- ↑ Retro Gamer 157, pp. 79, 81.
- ↑ Computer+Videogiochi 4 (92%), Consolemania 17 (90%), elenco di recensioni su MobyGames.
- ↑ The Games Machine 36 (84%), Computer+Videogiochi 10 (buono), elenchi di recensioni su Hall of Light e MobyGames.
- ↑ (EN) Final Fight, su uvlist.net.
- ↑ Elenco di recensioni su ZXDB.
- ↑ Elenco di recensioni su MobyGames.
- ↑ Retro Gamer 92, p. 40.
- ↑ Zzap! 61 (74%), elenchi di recensioni su Lemon64 e MobyGames.
- ↑ Consolemania 25 (85%), Computer+Videogiochi 26 (96%), Game Power 18 (7-8/10), elenco di recensioni su MobyGames.
- ↑ Retro Gamer 92, pp. 38-41.
- ↑ Retro Gamer 92, p. 39.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]Manuali:
- (EN, FR, DE, IT) Final Fight (manuale per computer), U.S. Gold, 1991.
- (EN) Final Fight Kit Instruction Manual (manuale dell'operatore arcade), Capcom USA.
- (EN) Final Fight (manuale per SNES europeo), Capcom.
- (EN) Final Fight Guy (manuale per SNES), Capcom USA.
- (EN) Final Fight CD (manuale per Mega CD), Sega, 1993.
- (JA) Final Fight (manuale per Sharp X68000), Capcom.
Riviste contemporanee:
- Final Fight (JPG) (C64), in Zzap!, anno 6, n. 61, Milano, Xenia Edizioni, novembre 1991, pp. 14-15, OCLC 955306919.
- Final Fight (JPG) (Amiga), in The Games Machine, n. 36, Milano, Xenia Edizioni, novembre 1991, pp. 28-29, OCLC 982486891.
- Final Fight (JPG) (Amiga), in Computer+Videogiochi, n. 10, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, novembre 1991, pp. 18-19, OCLC 955714397.
- Final Fight (JPG) (SNES), in Computer+Videogiochi, n. 4, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, aprile 1991, pp. 56-57, OCLC 955714397.
- Final Fight (JPG) (SNES), in Consolemania, anno 3, n. 17, Milano, Xenia Edizioni, marzo 1993, pp. 60-61, OCLC 955500245.
- Final Fight (JPG) (SNES), in Computer+Videogiochi, speciale videogiochi estate '91, Gruppo Editoriale Jackson, luglio 1991, p. 57.
- Final Fight CD (JPG), in Consolemania, anno 3, n. 25, Milano, Xenia Edizioni, dicembre 1993, p. 129, OCLC 955500245.
- Final Fight CD (JPG), in Game Power, n. 18, Milano, Studio Vit, giugno 1993, pp. 52-53, OCLC 955565950.
- Final Fight CD (JPG), in Computer+Videogiochi, n. 26, Cinisello Balsamo, Gruppo Editoriale Jackson, maggio 1993, pp. 110-111, OCLC 955714397.
Riviste retrospettive:
- Classic games - Final Fight, in Retrogame Magazine, n. 2, speciale PC Giochi n. 11, Cernusco sul Naviglio, Sprea, settembre/ottobre 2016, pp. 86-87, ISSN 1827-6423.
- (EN) The making of... Final Fight, in Retro Gamer, n. 37, Bournemouth, Imagine Publishing, aprile 2007, pp. 50-53, ISSN 1742-3155.
- (EN) History of Final Fight, in Retro Gamer, n. 92, Bournemouth, Imagine Publishing, luglio 2011, pp. 36-41, ISSN 1742-3155.
- (EN) Ultimate Guide Final Fight, in Retro Gamer, n. 157, Bournemouth, Imagine Publishing, luglio 2016, pp. 76-81, ISSN 1742-3155.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Guida tecnica a Final Fight, Capcom 1989 (PDF), su mameretroavengers.com.
- (EN) Final Fight / Final Fight (Super Nintendo Entertainment System), su MobyGames, Blue Flame Labs.
- (EN) Final Fight (Mega Drive) / Final Fight (Game Boy Advance) / Final Fight Guy (Super Nintendo Entertainment System) / Final Fight (Super Nintendo Entertainment System) / Final Fight (videogioco arcade), su GameFAQs, Red Ventures.
- Final Fight, su Arcade Database.
- (EN) Final Fight, su Killer List of Videogames, The International Arcade Museum.
- Roberto Nicoletti, Final Fight, su Ready64.org.
- (EN) Kim Lemon, Final Fight, su Lemon64.com.
- (EN) Final Fight, su SpectrumComputing.co.uk.
- (FR) Final Fight, su CPC-power.com.
- (EN) Final Fight, su Hall of Light - The database of Amiga games - abime.net.
- (EN) Final Fight, su Atarimania.com.
- (EN) Final Fight / Final Fight CD, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Final Fight, su IMDb, IMDb.com.
- Videogiochi del 1989
- Picchiaduro a scorrimento
- Videogiochi di ambientazione contemporanea
- Videogiochi giapponesi
- Videogiochi arcade
- Videogiochi per Amiga
- Videogiochi per Amstrad CPC
- Videogiochi per Atari ST
- Videogiochi per Commodore 64
- Videogiochi per Mega CD
- Videogiochi per Sharp X68000
- Videogiochi per Super Nintendo Entertainment System
- Videogiochi per ZX Spectrum
- Videogiochi per telefono cellulare
- Videogiochi per iOS
- Videogiochi Capcom
- Videogiochi Creative Materials
- Videogiochi U.S. Gold
- Videogiochi Sega
- Videogiochi distribuiti da Xbox Live
- Videogiochi distribuiti da PlayStation Network
- Videogiochi distribuiti da Virtual Console
- Opere ambientate negli Stati Uniti d'America
- Final Fight
