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Final Fantasy VI

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Final Fantasy VI
Final Fantasy Logo VI.jpg
Logo di Final Fantasy VI
Titolo originale ファイナルファンタジーVI
Sviluppo Square, TOSE
Pubblicazione SNES
JPN Square
NA Square Electronic Arts
PlayStation
JPN Square
NA Square Electronic Arts
PAL
SCE Europe
Game Boy Advance
JPN Square Enix
NA Nintendo of America
PAL Nintendo of Europe
Ideazione Hiroyuki Ito
Yoshinori Kitase
Hironobu Sakaguchi
Serie Final Fantasy
Data di pubblicazione SNES:
Giappone 2 aprile 1994
Flags of Canada and the United States.svg 20 ottobre 1994

Wii VC:
Giappone 15 marzo 2011
Flags of Canada and the United States.svg 30 giugno 2011
Zona PAL 18 marzo 2011
Wii U VC:
Giappone 26 giugno 2013
PlayStation:
Giappone 11 marzo 1999
Flags of Canada and the United States.svg 30 settembre 1999
Zona PAL 1º marzo 2002
PlayStation Network:
Giappone 20 aprile 2011
Flags of Canada and the United States.svg 6 dicembre 2011
Zona PAL 2 giugno 2011
Game Boy Advance:
Giappone 30 novembre 2006
Flags of Canada and the United States.svg 5 febbraio 2007
Flag of Europe.svg 6 luglio 2007
Android:
Flag of Europe.svg 15 gennaio 2014[1]
iOS:
Flag of Europe.svg 6 febbraio 2014[2]

Genere Videogioco di ruolo alla giapponese
Tema Fantasy
Modalità di gioco Giocatore singolo, multiplayer
Piattaforma Super Nintendo Entertainment System, PlayStation, Game Boy Advance, Android, iOS
Distribuzione digitale PlayStation Network, Virtual Console
Fascia di età ACB: M15+
CERO: A (GBA); B (VC)
ELSPA: 11+
ESRB: T
OFLC (AU): M
PEGI: 7
USK: 6; 12
Periferiche di input Gamepad
Preceduto da Final Fantasy V
Seguito da Final Fantasy VII

Final Fantasy VI (ファイナルファンタジーVI Fainaru Fantajī Shikkusu?) è un videogioco di ruolo giapponese creato dalla casa di sviluppo Square nel 1994 per Super Nintendo Entertainment System come parte della serie Final Fantasy. È stato successivamente portato da TOSE anche su PlayStation e PlayStation Network[3] (con piccole differenze e l'aggiunta di tre scene in CGI), su Game Boy Advance[4] (versione potenziata con contenuti aggiuntivi), su Wii Virtual Console[5] e su dispositivi Android[1] e iOS[2] (con un sistema di battaglia leggermente differente e grafica più dettagliata).

Il gioco era conosciuto in Nord America con il titolo Final Fantasy III quando venne pubblicato per la prima volta, in quanto l'originale Final Fantasy III non era mai arrivato al di fuori del Giappone ai tempi del Nintendo Entertainment System, e venne così chiamato per mantenere la continuità con Final Fantasy IV (conosciuto in Nord America con il titolo Final Fantasy II).[6] Final Fantasy VI fu il primo gioco della serie in cui Hironobu Sakaguchi, storico direttore della saga, non ricoprì il ruolo di regista, che venne invece assegnato a Yoshinori Kitase e Hiroyuki Ito.[7] Yoshitaka Amano si occupò del design dei personaggi, mentre Nobuo Uematsu compose la colonna sonora,[8] pubblicata poi in vari album.

La storia è ambientata in un mondo in cui la magia è ritenuta scomparsa in seguito ad una guerra tra creature leggendarie denominate Esper, avvenuta mille anni prima dell'inizio del gioco. Il perfido Impero Gestahliano, nella persona dell'Imperatore Gestahl e del suo generale Kefka Palazzo, intende però riesumare i poteri delle creature per creare dei soldati magicamente potenziati ed espandere il suo dominio su tutto il mondo. La trama segue le avventure di un manipolo di 14 ribelli della Resistenza che cercano di ostacolare l'Impero.

Final Fantasy VI godette di un impressionante successo commerciale e di critica, ed è ormai considerato da vari siti e riviste come uno dei migliori videogiochi di tutti i tempi,[9][10][11][12][13] e, secondo il sito web IGN, il più grande gioco di ruolo in assoluto.[14] Le versioni Super Nintendo Entertainment System e PlayStation hanno venduto più di 3,48 milioni di copie in tutto il mondo, con 2,62 milioni nel solo Giappone, e oltre 750 000 come parte di Final Fantasy Anthology e Final Fantasy Collection, rendendolo uno dei videogiochi più venduti in territorio nipponico.[15][16] Final Fantasy VI segnò inoltre uno dei primi esempi di narrazione videoludica complessa e matura[17][14] e per la sua influenza in molte opere successive è ritenuto un titolo di riferimento dell'intero genere.[17][18]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Final Fantasy VI è ambientato in un vasto mondo che, durante la prima metà dell'avventura, è formato da tre grandi continenti ed è definito "World of Balance" (Mondo dell'Ordine). Il continente settentrionale è composto da una serie di catene montuose e contiene la maggior parte dei luoghi accessibili al giocatore. Gran parte del continente meridionale è sotto il controllo dell'Impero, mentre il continente orientale, un'area selvaggia chiamata "Veldt", è habitat di numerose bestie selvatiche. Dopo la prima metà del gioco, l'aspetto geografico del mondo viene alterato in seguito all'apocalisse causata da Kefka, l'antagonista principale del gioco, e appare così composto da numerose isole di varia grandezza situate attorno a un grande continente centrale. In questa nuova forma è conosciuto come "World of Ruin" (Mondo in Rovina).[19]

I luoghi più importanti del Mondo dell'Ordine sono Narshe, città nordica in guerra con l'Impero e la cui economia si basa sull'estrazione del carbone; il Regno di Figaro, i cui abitanti sembrano alleati dell'Impero, ma aiutano in segreto la Resistenza; e Vector, la capitale della nazione nemica, città militarista in cui vengono create potenti armi Magitek e la sede del palazzo di Gestahl. Luoghi importanti del Mondo in Rovina sono, invece, la Torre dei Fanatici, sito in cui il Culto di Kefka adora la sua folle divinità; la Torre di Kefka, luogo creato dai resti di Vector, da dove il pagliaccio brucia i villaggi dei sopravvissuti con la Luce del Giudizio; e la Caverna della Fenice, dungeon che il cacciatore di tesori Locke Cole esplora per trovare e usare i poteri della leggendaria Fenice.

In contrasto con le ambientazioni medievali dei precedenti giochi di ruolo, Final Fantasy VI si svolge in un ambiente prettamente steampunk.[20] Si tratta del primo titolo in assoluto del suo genere a presentare tale caratteristica.[20] La struttura della società è assimilabile a quella della seconda metà del XIX secolo, con riferimenti all'opera e alle belle arti che costituiscono uno dei motivi ricorrenti del gioco, e un livello tecnologico paragonabile a quello della seconda rivoluzione industriale, con un notevole sviluppo del trasporto ferroviario, l'utilizzo di piroscafi e un'operazione di estrazione del carbone eseguita nella città settentrionale di Narshe. Inoltre, nel regno di Figaro vengono sviluppati diversi esempi di armi e di ingegneria moderna come motoseghe, trapani e balestre.[19] I sistemi di comunicazione, invece, non hanno raggiunto livelli analoghi di sviluppo e la corrispondenza avviene prevalentemente tramite piccioni viaggiatori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mille anni prima degli eventi del gioco, tre entità conosciute come la Triade della Discordia (Diavoletto, Dea e Demonio) iniziarono un conflitto che passerà alla storia con il nome di Guerra dei Magi. Durante questo scontro le tre divinità trasformarono gli esseri umani e gli animali in creature magiche chiamate Esper, per avvalersi del loro aiuto in battaglia. In seguito, la Triade della Discordia si accorse dei gravissimi danni provocati da questo conflitto e, per prevenire la distruzione del mondo, i tre esseri sigillarono i loro poteri, diventando statue di pietra. Gli Esper presero allora i corpi pietrificati delle tre divinità e li nascosero in una nuova dimensione da loro creata (il Mondo degli Esper), sperando che nessun essere umano sarebbe riuscito ad abusare dei loro poteri in futuro. Nel corso dei secoli, il concetto di magia svanì definitivamente, fino a diventare leggenda, mentre l'uomo fondò una società basata sullo sviluppo scientifico e tecnologico. La nazione più avanzata che si venne a creare fu l'Impero Gestahliano, una dittatura crudele e belligerante guidata dall'Imperatore Gestahl e dal suo folle generale Kefka Palazzo, ostacolata da un'organizzazione di ribelli conosciuta come Resistenza. Un giorno, la barriera tra il Mondo degli Esper e quello umano s'indebolì e Gestahl ne approfittò per invadere la terra leggendaria, rapire numerose creature magiche e studiare i loro misteriosi poteri. Usando gli Esper come fonte di energia, Gestahl diede vita a "Magitek", un programma di ricerca per unire magia e tecnologia e infondere poteri magici negli esseri umani. Kefka si sottopose ai primi esperimenti e divenne il prototipo e comandante di una serie di soldati magicamente potenziati, chiamati Cavalieri Magitek, e il primo uomo della storia a saper usare la magia; ciò compromise tuttavia la sua già fragile salute mentale, fino a renderlo un vero e proprio psicopatico.

All'inizio del gioco, Terra Branford è alla ricerca, per conto dell'Impero, dell'Esper Valigarmanda, congelato all'interno delle miniere della città di Narshe. Con un misterioso attacco la creatura uccide i due soldati imperiali che la accompagnavano, Biggs e Wedge, e la libera dal controllo mentale di Kefka, ma la ragazza non riesce a ricordare nulla del proprio passato. Terra incontra quindi il cacciatore di tesori Locke Cole, che la salva dall'attacco di un gruppo di soldati e le promette di proteggerla. Locke la conduce al Regno di Figaro, dove incontrano il re Edgar Roni Figaro, che acconsente di aiutare la ragazza, e i ribelli della Resistenza, che chiedono a Terra di aiutarli nella loro lotta contro l'Impero. Incaricato di cercare Terra e venuto a sapere che Edgar la sta nascondendo, Kefka attacca il castello e la città di Figaro Sud, spingendo la Resistenza alla fuga.

In seguito Terra scoprirà di essere il frutto dell'unione tra un Esper, Maduin, e una donna, Madeleine, e accetterà così i suoi poteri magici. Per lanciare un'offensiva su tutti i fronti dell'Impero, la Resistenza chiede a Terra di entrare in contatto col Mondo degli Esper e di richiedere il loro aiuto. Le creature magiche però, adirate, non ascoltano la proposta della donna e attaccano Vector, la capitale dell'Impero, bruciandola. Gestahl si arrende, fa arrestare Kefka per aver avvelenato il Regno di Doma e per aver commesso numerosi altri crimini e invita la Resistenza a un banchetto per avviare delle trattative di pace, durante le quali il sovrano chiede a Terra di recapitare un messaggio di tregua agli Esper che hanno attaccato Vector, recandosi al villaggio di Thamasa. Arrivati lì, Terra e Locke riescono a trovare gli Esper, ma Kefka evade dal carcere imperiale e uccide brutalmente le creature appena ritrovate e il generale Leo Cristophe, per poi dare alle fiamme l'intero villaggio. Viene così smascherata la farsa di Gestahl, che, insieme a Kefka, raggiunge il portale che conduce al Mondo degli Esper, trova la Triade della Discordia e la usa per dar vita al Continente Fluttuante, un luogo da cui l'Imperatore vuole dominare il mondo. La Resistenza raggiunge rapidamente il continente, e una volta davanti a Gestahl e Kefka, Celes Chere, ex generale dell'Impero, pugnala Kefka, lasciandolo accecato dalla sua follia. Egli uccide così Gestahl, sconvolge l'ordine della Triade e devasta il mondo intero, per poi assorbire un'enorme quantità di poteri magici dalle tre divinità, assurgendo a vero e proprio dio.

Un anno dopo, Celes si sveglia da un coma profondo su un'isola deserta insieme allo scienziato Cid, e scopre che la popolazione umana è stata decimata da Kefka, piante e animali stanno lentamente morendo a causa di gravi malattie e molti dei sopravvissuti hanno abbandonato ogni speranza e si sono uccisi. Dopo la morte di Cid, la ragazza, disperata, tenta il suicidio, ma riesce a salvarsi e trova il coraggio di viaggiare alla ricerca dei suoi compagni dispersi. Dopo essersi riuniti, i membri della Resistenza entrano nella Torre di Kefka e, raggiunta la cima, uccidono il loro malefico avversario in un'ardua battaglia, impresa che porta alla totale estinzione della razza degli Esper e alla scomparsa della magia, segnando l'inizio di una nuova era. La Resistenza scappa allora dalla torre che inizia a crollare, con la preoccupazione che anche Terra, essendo un Esper, potrebbe morire; la ragazza però, attaccata profondamente al mondo degli umani, riesce a sopravvivere e guida il gruppo fuori dalla torre.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Final Fantasy VI e Creature di Final Fantasy VI.
Yoshitaka Amano, uno dei disegnatori principali di Final Fantasy VI

Final Fantasy VI ha ben quattordici personaggi giocabili, il cast più vasto della serie, oltre ad alcune figure di supporto che sono controllate solo temporaneamente dal giocatore. La protagonista iniziale, Terra Branford, è una ragazza per metà umana e per metà Esper che ha vissuto la maggior parte della sua vita schiava dell'Impero a causa di un dispositivo per il controllo mentale impiantatole dal malvagio generale Kefka Palazzo. Tra gli altri personaggi principali figurano Locke Cole, un cacciatore di tesori e simpatizzante della Resistenza con un forte impulso a proteggere le donne; Celes Chere, ex generale dell'Impero che diserta a favore dei ribelli dopo essere stata arrestata per aver messo in discussione le pratiche imperiali; Edgar Roni Figaro, il sovrano del Regno di Figaro, che si dichiara alleato dell'Impero mentre supporta in segreto la Resistenza, e suo fratello Sabin, che ha lasciato la corte per seguire la sua strada e affinare le sue abilità; Cyan Garamonde, un cavaliere del Regno di Doma che ha perso la sua famiglia e i suoi amici in seguito all'avvelenamento delle riserve idriche della città ad opera di Kefka; Setzer Gabbiani, un giocatore d'azzardo e avventuriero, proprietario dell'aeronave Blackjack; Shadow, un ninja mercenario che offre i suoi servigi sia alla Resistenza che all'Impero in diversi stadi del gioco; Relm Arrowny, una giovane ma tenace ragazza in possesso di poteri magici; Strago Magus, l'anziano nonno di Relm e uno dei discendenti dei leggendari stregoni che hanno combattuto durante la Guerra dei Magi; Gau, un bambino cresciuto allo stato selvatico nelle lande desolate del Veldt; Mog, un Moguri delle Miniere di Narshe, l'unico della sua razza in grado di parlare il linguaggio degli umani; Umaro, uno yeti che viene convinto da Mog a prendere parte alla resistenza; e Gogo, un uomo misterioso maestro nell'arte della mimica.

Fu il primo gioco in cui Yoshitaka Amano, lo storico character designer della serie, venne affiancato da collaboratori: Tetsuya Nomura creò infatti l'aspetto e la storia di Shadow e Setzer Gabbiani,[21] mentre Kaori Tanaka si occupò di Edgar Roni e Sabin Rene Figaro.[22] Il gioco manca di un vero e proprio protagonista, dal momento che Yoshinori Kitase non voleva che la storia s'incentrasse su un solo personaggio, così che tutti avrebbero in qualche modo affascinato il giocatore.[23] L'intento degli sviluppatori era infatti di trasformare i personaggi da semplici combattenti a veri e propri eroi complessi con motivazioni, pensieri e personalità uniche, in modo da evocare forti sentimenti ed emozioni nei giocatori.[21]

Il cast di Final Fantasy VI è stato apprezzato dalla critica, ed è considerato uno dei più riusciti e amati dei giochi di ruolo.[24][25] Nella sua recensione della riedizione per Game Boy Advance, IGN affermò che il cast è «vasto e vario, e anche se molti di loro traggono spunto dagli archetipi dei personaggi dei giochi di ruolo tradizionali, questo è stato il gioco che ha contribuito a definire in primo luogo questi archetipi».[24] Secondo GameSpy «il grande cast di personaggi, che è uno dei vari punti forti del gioco, è davvero impressionante per individualità, sia dal lato della storia sia da una prospettiva di gioco, così come il grande sforzo che è stato profuso nell'esplorare a fondo le loro personalità, storie e motivazioni».[26] Nintendo Power nominò i personaggi i più memorabili dell'intera saga.[27]

Numerosi personaggi del cast hanno ricevuto lodi e attenzioni individuali da parte della critica, come Kefka Palazzo, che è stato ripetutamente nominato da vari siti web e riviste uno dei migliori cattivi dei videogiochi,[28][29] o Terra e Celes, che figurano frequentemente tra i migliori personaggi femminili videoludici.[30][31] Nella classifica di IGN dei 100 migliori personaggi della serie, Terra Branford, Cyan Garamonde e Kefka raggiunsero rispettivamente la decima, nona e terza posizione.[32] Nintendo Power ha definito Shadow uno dei migliori ninja dei videogiochi.[33] In un sondaggio condotto dalla rivista V Jump, otto personaggi del cast — Locke, Edgar, Celes, Setzer, Terra, Shadow, Sabin e Relm — emersero tra i 15 più popolari dell'intera serie di Final Fantasy.[34]

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore può controllare gli spostamenti dei personaggi ricorrendo all'"Overworld", la mappa del mondo, in modo da accedere ai vari luoghi del gioco, come villaggi, dungeon e città. È possibile percorrere la mappa a piedi, in groppa a un Chocobo o tramite aeronave.[19] I giocatori possono rivolgersi ai residenti delle città, che offrono spesso informazioni utili o permettono di acquistare oggetti, equipaggiamento o Reliquie. Più avanti nel gioco, visitando alcuni villaggi o altri luoghi, si attiveranno delle missioni secondarie.[19] I dungeon si presentano in una varietà di aree, tra cui grotte, fogne, foreste ed edifici: in questi luoghi si trovano spesso dei forzieri contenenti oggetti rari, che non sono disponibili nella maggior parte dei negozi. In alcuni dungeon, invece, bisogna superare labirinti o risolvere determinati enigmi per proseguire, e in certe situazioni il gioco richiede anche di utilizzare più di un gruppo di personaggi, come nella Torre di Kefka, e di far intraprendere loro strade diverse per completare particolari sfide.[35]

La schermata di un combattimento nella versione SNES di Final Fantasy VI

In combattimento si possono utilizzare un massimo di quattro personaggi. Le battaglie sono casuali, tranne quelle contro i boss, e si svolgono con il sistema Active Time Battle (ATB): durante uno scontro a ogni personaggio del gruppo è assegnata una barra che si riempie col tempo e, una volta completa, dà al giocatore la possibilità di eseguire un comando. Durante l'attesa anche i nemici possono attaccare, aspettando anche loro il proprio turno (che però non viene descritto da nessuna barra).[36] Il tempo di caricamento per ogni attacco dipende dalle statistiche del singolo personaggio.[36] Ogni personaggio ha un'abilità propria, che lo differenzia dagli altri in battaglia: Locke, per esempio, può rubare oggetti ai nemici, mentre Celes può assorbire le magie e tramutarle in punti magia.[37] I personaggi hanno anche a disposizione gli "Attacchi della Disperazione", potenti tecniche che possono essere eseguite solo quando i punti vita si avvicinano allo zero. Questi attacchi appariranno con nomi diversi — "Limit Break", "Turbotecniche" — anche in molti altri capitoli della serie Final Fantasy.[38]

Vincendo le battaglie si ottengono Punti Esperienza (EXP), Punti Abilità (PA), Gil (il denaro del gioco) e, alcune volte, degli oggetti. Dopo aver raggiunto una certa quantità di Punti Esperienza, i personaggi salgono di livello; più quest'ultimo è alto, più Punti Esperienza servono per l'incremento successivo. Ogni volta che ciò accade, le statistiche dei personaggi aumentano, rendendoli più efficienti in battaglia.[37] Terra e Celes, raggiunto un certo livello, acquisiscono nuove magie, mentre gli altri hanno bisogno degli Esper e dei Punti Abilità per apprendere incantesimi.[36]

Le armi e le protezioni possono essere acquistate o trovate all'interno degli scrigni del gioco, e vengono assegnate manualmente ai personaggi. Le prime aumentano il valore di attacco di chi le usa e, a volte, aggiungono effetti addizionali o migliorano altri parametri.[39] Le seconde, invece, migliorano la difesa e offrono abilità di supporto, come immunità a certi tipi di magia.[39] I personaggi possono equipaggiare anche le Reliquie, rari oggetti che forniscono utili abilità, come la possibilità di ottenere doppi Punti Esperienza o di utilizzare due magie in un solo turno.[39] È possibile equipaggiare i personaggi soltanto nella schermata del menu principale e durante le battaglie; in quest'ultimo caso, si potranno assegnare solo le armi e gli scudi.[19]

Con Esper si intendono le invocazioni di Final Fantasy VI.[36] Ciascuna di queste creature può essere associata a un solo personaggio per volta, affinché ognuno di essi possa utilizzare il proprio in combattimento. Ogni Esper andrà invocato utilizzando un certo numero di Punti Magia (PM) e fornirà un unico, potente attacco. Oltre ad avere per la prima volta un importante ruolo nella trama, quando i personaggi vincono le battaglie e salgono di livello, l'Esper che hanno equipaggiato gli fornirà dei bonus permanenti alle statistiche e, dopo una certa quantità di punti abilità, anche dei nuovi incantesimi. Grazie a questo sistema di crescita, ogni personaggio di Final Fantasy VI è in grado di utilizzare la magia, anche se la sua classe non lo permetterebbe.[40]

Final Fantasy VI dispone inoltre di una modalità multiplayer di cui possono usufruire non più di due giocatori e che può essere attivata e disattivata in qualunque momento dalla schermata del menu principale.[19] Durante le battaglie, i due giocatori avranno la possibilità di controllare i personaggi, mentre nella mappa del mondo soltanto il primo giocatore potrà accedere ai vari luoghi del gioco.[19]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

« Ricordo ancora quando, durante la festa di lancio di Final Fantasy VI, il notoriamente spietato signor Sakaguchi tenne un discorso. "Grazie a ciascuno di voi - abbiamo creato il miglior gioco del mondo! No! Dell'universo! Grazie!" Ho pianto. C'erano lacrime sul mio viso. Quelle lacrime mi hanno fatto capire quanto mi ero impegnato nel progetto. Mi auguro che i giochi di Final Fantasy continuino per sempre a essere una fonte di gioia non solo per i fan, ma anche per gli sviluppatori! »
(Nobuo Uematsu, note di copertina di Final Fantasy XIV: Battle Tracks)
Yoshinori Kitase, il regista e programmatore principale del gioco

Lo sviluppo di Final Fantasy VI cominciò subito dopo l'uscita del suo predecessore Final Fantasy V, nel dicembre 1992,[21] e la sua creazione richiese soltanto un anno.[41] Il direttore e creatore della serie, Hironobu Sakaguchi, non poté essere coinvolto come nei due titoli precedenti a causa di impegni in altri progetti e della promozione a vice presidente della società nel 1991.[42] Per questo motivo si ritagliò un ruolo da produttore e supervisore, nominando come direttori e responsabili di Final Fantasy VI Yoshinori Kitase e Hiroyuki Ito: Kitase si occupò degli eventi e delle ambientazioni, mentre Ito prese in carico tutti gli aspetti legati al combattimento.[21] L'idea dietro la storia di Final Fantasy VI era che ogni personaggio sarebbe potuto essere il protagonista dell'avventura. Tutti i membri del team di sviluppo contribuirono allora a creare idee per i personaggi e i loro "episodi" all'interno della trama generale, in uno sforzo creativo che Kitase descrisse come un "processo ibrido".[21] Di conseguenza, Terra e Locke vennero concepiti da Hironobu Sakaguchi; Celes e Gau da Kitase; Shadow e Setzer dal regista della grafica Tetsuya Nomura, ed Edgar e Sabin dallo sviluppatore grafico del campo di gioco, Kaori Tanaka. Infine fu compito di Kitase unire la storia fornita da Sakaguchi con tutte le idee individuali del team di sviluppo, per creare una narrazione che fosse coerente.[43] In un'intervista, il programmatore ha dichiarato che «mantenere un attento equilibrio tra tutti i personaggi è stata probabilmente una delle sfide più impegnative», ma che a posteriori si è accorto di essersi fatto prendere un po' la mano e che alcuni personaggi ricevettero più attenzione di quanto inizialmente preventivato, come nel caso di Celes e di Kefka.[21][23]

Yoshitaka Amano, da lungo tempo collaboratore della serie Final Fantasy, ritornò come disegnatore dei personaggi. I suoi ritratti divennero la base dei modelli nei video in full motion prodotti per la versione PlayStation.[44] Tetsuya Takahashi, uno dei direttori grafici, disegnò i blindati Magitek della scena di apertura, prevaricando le intenzioni di Sakaguchi, che voleva utilizzare quei disegni in altre parti del gioco.[45] Gli sprite dei personaggi vennero creati da Kazuko Shibuya e rappresentarono un significativo passo in avanti nel panorama dei giochi di ruolo.[46] Infatti, mentre nei precedenti titoli della serie gli sprite erano meno dettagliati sulla mappa che in battaglia, Final Fantasy VI garantì una risoluzione altrettanto elevata, indipendentemente dallo schermo. Ciò consentì l'uso di animazioni raffiguranti una varietà di movimenti ed espressioni facciali.[47] Anche se non era il primo gioco per SNES a utilizzare la modalità grafica Mode 7, Final Fantasy VI ne fece un uso più esteso rispetto a molti altri titoli della console, dando una prospettiva tridimensionale a un gioco altrimenti bidimensionale.[48]

La produzione del gioco si mantenne nei tempi e nel budget previsti, nonostante le difficoltà incorse verso la fine per sistemare i numerosi errori presenti nel codice. Alla fine dello sviluppo del gioco, infatti, i programmatori erano «tormentati da bug», in quanto la Square non aveva ancora strumenti o particolari software per aiutare i programmatori a individuare tali errori.[21]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musica di Final Fantasy VI.
Nobuo Uematsu, compositore della colonna sonora di Final Fantasy VI

La colonna sonora di Final Fantasy VI è stata composta da Nobuo Uematsu, collaboratore di lunga data dei giochi della serie. Essa comprende temi per ogni personaggio e luogo accessibile, oltre che musiche per le battaglie contro nemici casuali e boss, e per scene speciali[49].

Il brano Aria di Mezzo Carattere, udibile durante la celebre scena dell'Opera, contiene una "voce" sintetizzata che accompagna la melodia; resasi necessaria dal momento che le limitazioni tecniche del chip sonoro SPC700, utilizzato all'epoca, impedivano l'uso di una traccia vocale.[50] Venne definita da Soundtrack Central «il brano più apprezzato dell'intera serie»,[51] mentre il sito web Complex la nominò la miglior composizione dell'era 16-bit.[52] L'album orchestrale Final Fantasy VI Grand Finale contiene una versione arrangiata dell'aria, con un testo in italiano eseguito da Svetla Krasteva e un accompagnamento orchestrale. Questa versione è presente anche nel finale in full motion video della versione per PlayStation, con gli stessi testi, ma un arrangiamento musicale differente.[53] L'album Orchestral Game Concert 4, inoltre, include una versione estesa del brano, arrangiato e condotto da Kosuke Onozaki ed eseguito dalla Tokyo Symphony Orchestra, con le voci di Wakako Aokimi, Tetsuya Ono e Hiroshi Kuroda.[54] L'opera è stata anche eseguita al concerto "More Friends",[55] all'Anfiteatro Gibson nel 2005, con una nuova traduzione inglese del testo e una sezione del brano composta appositamente per il finale, dato che in Final Fantasy VI il pezzo veniva improvvisamente interrotto dall'arrivo di Ultros e Setzer.[56]

Dancing Mad, il brano che accompagna lo scontro finale con Kefka Palazzo, è una composizione d'organo di 17 minuti suddivisa in 4 distinti movimenti[49]. La composizione è stata eseguita nella tournée PLAY! A Video Game Symphony, il 2 giugno 2007 a Stoccolma, dal gruppo Machinae Supremacy. La versione arrangiata con accompagnamento orchestrale contenuta nell'album Distant Worlds: Music from Final Fantasy ha anche un testo in latino.[57] Balance Is Restored, la canzone udibile durante il finale del gioco, combina tutti i temi dei personaggi principali in un'unica composizione di oltre 21 minuti[49] ed è stata nominata da Isaac Engelhorn del sito web Soundtrack Central «la seconda miglior composizione della storia dopo il movimento finale della nona sinfonia di Ludwig van Beethoven»[51] e da Bob Mackey di 1UP.com «il miglior brano della storia videoludica».[58] Altri brani celebri sono Terra's Theme, nominata dai siti web IGN e GameFAQs la miglior canzone della serie,[59][60] e Omen, che a detta di Uematsu fu la composizione più difficile di tutta la sua carriera.[61]

La colonna sonora è considerata dalla critica la più bella e conosciuta opera di Uematsu[62][63][64] nonché una delle migliori nel panorama dei videogiochi.[65][66][51][67] Essa segnò una tappa molto importante nella carriera del compositore[68] e, come ha affermato il sito web GameSpot, «dimostrò la crescente sofisticatezza della musica per videogiochi».[66] Nick Melton di Soundtrack Central la definì addirittura «il più grandioso capolavoro musicale del XX secolo»,[51] mentre gli scrittori Jeff Dickerson e Luke Smith del Michigan Daily scrissero che «Nobuo Uematsu riuscì a sfruttare le limitazioni del Super Nintendo per comporre alcune delle tracce più indimenticabili e memorabili della storia della musica videoludica».[69] Uematsu stesso rimase soddisfatto dal modo in cui la colonna sonora di Final Fantasy VI venne accolta dagli appassionati della serie e dalla critica, e affermò in numerose interviste che «con l'eccitazione e la soddisfazione provata al termine del progetto, pensai di aver raggiunto il mio obiettivo primario, e di poter smettere di comporre musica per videogiochi senza rimpianti»,[68] e che si tratta della sua creazione preferita.[70]

Album[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è stata pubblicata in Giappone in 3 CD con il titolo Final Fantasy VI: Original Sound Version.[49] Una versione di quest'album è stata in seguito pubblicata in Nord America come Final Fantasy III: Kefka's Domain, con una nuova traduzione dei titoli dei brani.[71] Dieci tracce della colonna sonora vennero pubblicate nel 1994 in 2 EP dal titolo Final Fantasy VI Stars Vol. 1 e Vol. 2.[72][73] Sei tracce non utilizzate nel gioco furono invece incluse nello stesso anno in Final Fantasy VI Special Tracks.[74] In più, altri tredici brani vennero inclusi nel CD Music From FFV and FFVI Video Games, pubblicati insieme a Final Fantasy Anthology il 5 ottobre 1999.[75] La colonna sonora venne nuovamente pubblicata come parte di Final Fantasy Finest Box da Square Enix il 28 marzo 2007, insieme a quelle di Final Fantasy IV e Final Fantasy V subito dopo l'uscita della versione per Game Boy Advance.[76][77] Inoltre, Final Fantasy VI Grand Finale contiene 11 tracce del gioco, arrangiate da Shirō Sagisu e Tsuneyoshi Saito ed eseguite dall'Ensemble Archi della Scala e dall'Orchestra Sinfonica di Milano;[78] mentre Piano Collections: Final Fantasy VI presenta tredici pezzi estratti dal gioco ed eseguiti per pianoforte da Reiko Nomura.[79]

Il gruppo rock di Uematsu, The Black Mages, ha pubblicato una versione progressive metal di Dancing Mad nel loro primo album omonimo del 2003.[80] L'album del 2008, invece, chiamato Darkness and Starlight, prende il suo nome proprio dalla prima traccia: una versione opera rock di Maria and Draco, eseguita da Etsuyo Ota.[81] L'organizzazione OverClocked ReMix ha pubblicato nel 2013 un album dal titolo Final Fantasy VI: Balance and Ruin, contenente 74 brani riarrangiati della colonna sonora.[82] Alcuni brani della colonna sonora sono stati eseguiti dalla Royal Stockholm Philharmonic Orchestra, in un poema sinfonico dal titolo Born with the Gift of Magic.[83]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« MagiTek has been reborn. And the end of the world is near. »

(IT)

« Magitek è rinato. E la fine del mondo è vicina. »

(Tagline della versione Super Nintendo)
Una cartuccia giapponese di Final Fantasy VI

L'edizione originale per Super Nintendo Entertainment System di Final Fantasy VI venne messa in commercio sul mercato nipponico il 2 aprile 1994.[84] Questa edizione venne esportata nel solo Nord America, dove fu pubblicata il 20 ottobre dello stesso anno.[84] La localizzazione da parte della Square comportò diverse modifiche rispetto alla versione originale giapponese, la più evidente delle quali risultò la modifica del titolo da Final Fantasy VI a Final Fantasy III. Al momento dell'uscita, infatti, soltanto due capitoli della serie erano stati pubblicati in Nord America (Final Fantasy per Nintendo Entertainment System e Final Fantasy IV, conosciuto nel continente nordamericano con il titolo Final Fantasy II) e, per evitare di confondere gli acquirenti e per dare un senso di continuità, si decise di rinominare il gioco.[6]

Il videogioco non presenta differenze di fondo, ma alcuni contenuti sono stati adeguati nel passaggio alla versione nordamericana. In un'intervista del 1995 alla rivista Super Play, il traduttore Ted Woolsey, curatore dell'adattamento nordamericano, spiegò che «c'è un certo livello di gioco e... sessualità nei giochi giapponesi che proprio non esiste qui [negli Stati Uniti], fondamentalmente a causa delle norme e linee guida di Nintendo of America».[85] Di conseguenza, esempi di grafica discutibile o controversa (come casi di nudità) vennero censurati, alcune insegne sugli edifici delle città vennero modificate (come "bar", rinominato "café") e si mascherarono le allusioni religiose presenti (ad esempio l'incantesimo Sancta venne rinominato Pearl).[86] Inoltre, alcuni riferimenti diretti alla morte ed espressioni violente, così come parole offensive, furono sostituite da espressioni più morbide. Ad esempio, dopo la fuga di Edgar, Locke e Terra in groppa ai Chocobo, nella versione giapponese Kefka urla ai due soldati sui Blindati Magitek: «Andate! UCCIDETELI!», che venne tradotto da Ted Woolsey come «Andate! Prendeteli!». Quando le truppe imperiali bruciano il Castello di Figaro, ed Edgar cerca di nascondere Terra dal folle generale, Kefka risponde dicendo: «Allora puoi bruciare fino alla morte», che fu sostituita con l'espressione: «E allora benvenuti al mio barbecue!».

Un altro cambiamento degno di nota venne invece apportato con la traduzione di una battuta di Kefka: «Figli di un sommergibilista!», che andò a sostituire l'affermazione giapponese «Figli di puttana!» a causa delle linee guida di Nintendo of America secondo le quali «Nintendo non approverà videogiochi per NES, Game Boy e Super NES che contengono parolacce o oscenità in qualsiasi forma, nonché gesti e altri contenuti che potrebbero urtare la sensibilità del giocatore».[86] Allo stesso modo venne modificata la scena in cui Celes pugnala Kefka e quest'ultimo la offende ripetendo per ben 49 volte la parola «puttana», sostituita da «ti odio» nella versione per Super Nintendo.[85] In alcuni casi, le traduzioni del gioco hanno portato a piccoli errori del testo, come nella sequenza d'apertura della versione per PlayStation, dove "Narshe" è erroneamente scritto "Narche". Infine, il testo dei dialoghi dovette essere abbreviato a causa del limitato spazio di immagazzinamento dati disponibile sulla memoria della cartuccia del gioco.[85] Come risultato, ulteriori modifiche sono state fatte al dialogo per comprimerlo nello spazio disponibile.

Cambiamenti ai nomi[modifica | modifica wikitesto]

Molti nomi di personaggi, Esper e luoghi sono stati modificati con il passaggio alla versione nordamericana:

  • Tina → Terra
  • Lock → Locke
  • Cayenne → Cyan
  • Mash → Sabin
  • Stragus → Strago
  • Bannan → Banon
  • Cefca → Kefka
  • Gastra → Gestahl
  • Madeen → Maduin
  • Madeleine → Madonna
  • Biggs → Vicks
  • Tutti i nomi dei vari Moguri
  • Midgardsormr → Terrato
  • Valigarmander → Tritoch
  • Catoblepas → Shoat
  • Bismarck → Bismark
  • Cait Sith → Stray
  • Quetzali → Palidor
  • Alexander → Alexandr
  • Jihad → Crusader
  • Zone Seeker → ZoneSeek
  • Carbuncle → Carbunkl
  • Seraphim → Sraphim
  • Lakshmi → Starlet
  • Raidin → Raiden
  • Narche → Narshe
  • Monte Colts → Monte Kolts
  • Continente Demoniaco → Continente Fluttuante
  • Pianure dei Mostri → Veldt
  • La maggior parte dei nomi dei mostri
  • Gran parte degli oggetti nell'inventario

Riedizioni[modifica | modifica wikitesto]

PlayStation[modifica | modifica wikitesto]

Final Fantasy VI è stato portato su PlayStation da TOSE e ripubblicato da Square in Giappone l'11 marzo 1999, sia in confezione singola sia come parte di Final Fantasy Collection.[3][87] Cinquantamila copie in edizione limitata della versione giapponese sono state vendute in Giappone, insieme a una sveglia a tema Final Fantasy.[88] L'edizione nordamericana è uscita il 30 settembre 1999 e qualche giorno dopo, il 5 ottobre, è stata messa in commercio insieme a Final Fantasy V all'interno di Final Fantasy Anthology.[89] La versione europea uscì solo qualche anno dopo, il 1º marzo 2002, e venne pubblicata insieme a una demo di Final Fantasy X.[3]

L'edizione per PlayStation di Final Fantasy VI è molto simile a quella per Super Nintendo Entertainment System, con l'eccezione dell'aggiunta di due sequenze d'apertura e una di conclusione in full motion video e nuovi effetti utilizzati per l'inizio e la fine degli scontri casuali, mentre grafica e sonoro rimangono sostanzialmente invariati.[44] Gli unici cambiamenti degni di nota al gameplay, oltre ai tempi di caricamento non presenti nelle versioni per cartuccia, riguardano la correzione di alcuni bug del software e l'aggiunta di una nuova funzione Memo Save, che permette ai giocatori di salvare rapidamente i progressi.[90] Tra le funzioni speciali, invece, include un bestiario e una galleria di disegni raffiguranti i personaggi del gioco.[91] La traduzione dell'edizione nordamericana chiarisce alcuni punti di confusione della versione per Super Nintendo del 1994 e conserva la maggior parte della terminologia adottata in precedenza da Woolsey,[24][92] cambiando solo i nomi degli oggetti e degli incantesimi in aderenza ai titoli più recenti della serie.

Il 18 dicembre 2012 la versione per PlayStation è stata ripubblicata in Giappone come parte di Final Fantasy 25th Anniversary Ultimate Box.[93][94]

Game Boy Advance[modifica | modifica wikitesto]

La confezione della versione giapponese di Final Fantasy VI

TOSE si è occupato anche di portare Final Fantasy VI su Game Boy Advance.[4] Questa edizione, intitolata Final Fantasy VI Advance, è stata pubblicata da Square Enix in Giappone il 30 novembre 2006 e da Nintendo in Nord America il 5 febbraio 2007 e in Europa il 6 luglio dello stesso anno.[95] Si tratta dell'ultimo videogioco pubblicato in Giappone per Game Boy Advance.[96] Final Fantasy VI Advance include funzionalità aggiuntive e delle nuove traduzioni per le edizioni estere — tra cui per la prima volta una versione in italiano — che seguono più fedelmente la terminologia originale dell'edizione giapponese per Super Nintendo, anche se, per motivi religiosi, "Jihad" è stato tradotto nuovamente in "Crusader" ("Crociato" in italiano).[97]

Si differenzia dalla versione per Super Nintendo per la presenza di 38 nuovi mostri, 16 nuovi oggetti, quattro nuovi Esper (Cactuar, Leviathan, Gilgamesh e Diabolos), tre nuove magie (Gravija, Flood e Valor), due nuovi dungeon (il Covo del Drago e il Tempio delle Anime, entrambi con nuovi boss da affrontare), un riproduttore musicale, la presenza dei ritratti dei personaggi nelle finestre di dialogo e la possibilità di accedere alla voce Bestiario dal menu principale. Sono stati inoltre risolti il bug Vanish+Death[98], il bug delle due destrezze (nell'edizione per Super Nintendo e PlayStation non venivano calcolate) e molti altri glitch, oltre ad alcuni errori relativi all'abilità speciale di Relm: Sketch. È stata infine rimossa la scena della tortura di Celes.[99]

Final Fantasy VI Advance è stato venduto insieme a una collezione di artbook raffiguranti ritratti dei personaggi della serie, realizzati dal celebre disegnatore di Final Fantasy, Yoshitaka Amano.[100]

Virtual Console[modifica | modifica wikitesto]

La versione originale giapponese per Super Nintendo Entertainment System è stata pubblicata per Wii Virtual Console in Giappone il 15 marzo 2011,[101] in Europa e Australia il 18 marzo e in Nord America il 30 giugno dello stesso anno.[102] Il gioco è stato pubblicato in Occidente con il suo titolo nordamericano, Final Fantasy III.[5][103]

PlayStation Network[modifica | modifica wikitesto]

Final Fantasy VI è stato pubblicato nel servizio PlayStation Network, come parte dei "Classici PSone", in Giappone il 20 aprile 2011, nei territori PAL (Europa e Australia) il 2 giugno e in Nord America il 6 dicembre dello stesso anno.[104] Questa riedizione è uguale a quella inclusa in Final Fantasy Anthology e Final Fantasy Collection, ed è compatibile con PlayStation 3, PlayStation Portable e PlayStation Vita.

Android e iOS[modifica | modifica wikitesto]

Takashi Tokita, direttore e produttore di Square Enix, annunciò il 10 ottobre 2013 che la società avrebbe pubblicato una versione ottimizzata del gioco per i sistemi operativi Android e iOS nell'inverno dello stesso anno.[1][2][105] Il gioco è stato pubblicato su Android il 15 gennaio 2014,[1] mentre su iOS il 6 febbraio.[2] Tra le novità: comandi eseguibili tramite touchscreen, un sistema di aiuto per ricordare al giocatore il prossimo obiettivo da portare a termine, una nuova schermata di battaglia per adattarsi meglio agli scontri più concitati, un album che riassume tutti i capitoli della storia, una traduzione in italiano, un bestiario e 28 obiettivi del servizio Google Play Games.[106] La grafica totalmente rifatta e le numerose differenze nei combattimenti hanno portato a pareri contrastanti da parte della critica.[107][106]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Vendite[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 marzo 2003 le versioni Super Nintendo e PlayStation di Final Fantasy VI hanno venduto più di 3,48 milioni di copie nel mondo, di cui 2,62 milioni in Giappone e 860 000 all'estero, facendolo diventare il gioco di ruolo più venduto fino alla pubblicazione di Final Fantasy VII, con il raggiungimento della seconda posizione nella classifica dei giochi più venduti del 1994, battuto soltanto da Donkey Kong Country.[15] L'edizione Final Fantasy Collection ha venduto più di 400 000 copie nel 1999,[108] mentre di Final Fantasy Anthology sono state vendute circa 364 000 copie in Nord America.[109] La riedizione Final Fantasy VI Advance ha venduto 280 000 copie nel mondo,[110] di cui 233 000 in Giappone nel primo mese di disponibilità.[111]

Final Fantasy VI è il capitolo della serie in 2D di maggior successo commerciale e il gioco per SNES di Square più venduto in assoluto, oltre ad apprire nelle classifiche dei videogiochi più venduti nel Paese del Sol levante.[15][112]

Giudizio della critica[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza
Recensione Giudizio
GameRankings SNES: 94%[113]
PSX: 97%[114]
iOS: 92,14%[115]
GBA: 91,02%[116]
Metacritic GBA: 92/100[117]
iOS: 91/100[118]
Famitsu SNES: 37/40[119]
PSX: 54/60[88]
IGN
SNES:
9.5/10[120]
GBA:
9/10[24]
GameSpy 5/5[121]
1UP.com SNES:
10+/10[122]
GBA:
10/10[123]
Allgame 5/5 stelle[124]
Electronic Gaming Monthly 9.5/10[18]
GamePro 5/5 stelle[125]
Nintendo Power 9.5/10[121]
Game Informer 9.5/10[126]
Official Nintendo Magazine 95%[121]

Final Fantasy VI ha ricevuto giudizi e valutazioni estremamente positivi,[14][12] con le caratteristiche più apprezzate dalla critica che sono state l'ambientazione,[127] la trama avvincente, la resa grafica all'avanguardia per i tempi, la ricchezza del cast, l'eccellente caratterizzazione dei personaggi e la colonna sonora.[128][129] Ai tempi della sua pubblicazione, molti fan e critici (come le riviste Game Fan e Game Players) arrivarono a definirlo il miglior videogioco in assoluto.[128][130][125][131][132][133] GamePro gli ha assegnato un 5/5, affermando che «personaggi, trama e avvenimenti memorabili, tutti insieme [danno] vita a un fantastico videogioco!».[125] Electronic Gaming Monthly lo nominò gioco del mese, commentando: «giochi di ruolo con tale profondità e realismo sono molto rari», per poi dichiarare che «riuscì a stabilire gli standard per l'eccellenza che tutti i giochi di ruolo continuano ancora a seguire», apprezzando particolarmente il forte coinvolgimento emotivo della storia.[18] La rivista giapponese Famitsu gli assegnò un punteggio di 37/40, valutandolo uno dei due videogiochi migliori del 1994 insieme a Ridge Racer.[119] Il sito RPGamer affermò che «il sesto capitolo della serie segnò un significativo miglioramento grafico rispetto ai suoi predecessori, con sprite superbi e meglio definiti, ambienti ben dettagliati e una grafica pulita e colorata».[48] Jeff Lundrigan di Game Players gli assegnò una valutazione del 98%, il punteggio più alto dato dalla rivista, al pari di Street Fighter II.[130][128] La rivista tedesca Total!, invece, diede valutazioni massime in tutte le categorie: gameplay, longevità, grafica e colonna sonora, assegnando infine un punteggio totale di 10/10 e definendolo come «una pietra miliare priva di difetti», e uno dei più grandi videogiochi in assoluto.[132]

Il gioco ha continuato a ricevere recensioni molto positive anche con la successiva pubblicazione dei porting.[134] Nel 1999 IGN ha descritto la grafica della versione PlayStation come «bella e sorprendente», affermando che, al momento della sua uscita, «Final Fantasy VI rappresentava tutto ciò che un gioco di ruolo doveva essere». Inoltre, ha elogiato il suo gameplay e la sua trama, sostenendo che questi aspetti hanno «preso tutto ciò che era presente nei giochi di ruolo precedenti e l'hanno perfezionato», creando un'atmosfera nella quale «i giocatori non avranno problemi a superare la grafica semplicistica e immergersi nell'ambiente e nella trama profonda».[135] Il sito aggregatore di recensioni GameRankings riporta un gradimento del 94% per la versione SNES,[113] 97% per la versione PlayStation,[114] 91,02% per la versione Game Boy Advance[116] e 92,14% per la versione iOS,[115] rendendolo il titolo della serie con la valutazione più alta e uno dei più quotati del sito.[136][137] RPGamer ha assegnato valutazioni massime sia alla versione SNES, sia a quella PlayStation, citando il suo gameplay come «semplice da comprendere per tutti i giocatori», e lodando la colonna sonora come «un capolavoro 16-bit», apprezzando «la trama matura e coinvolgente» e «il vasto cast di personaggi». Infine i valutatori del sito lo hanno definito «un capolavoro epico» e «davvero uno dei più grandi videogiochi della storia», notando «la presenza di numerosi problemi del mondo reale, la maggior parte dei quali non erano mai stati trattati in nessun altro gioco a quei tempi, come gravidanze precoci o il suicidio».[138][139] Anche Final Fantasy VI Advance è stato lodato: nel 2007 IGN l'ha nominato l'ottavo miglior videogioco per Game Boy Advance, descrivendolo come il più grande titolo della serie disponibile per la console.[140]

"Final Fantasy VI è un immenso capolavoro videoludico. Ai tempi si trattava indubbiamente del miglior videogioco in assoluto. Ma soprattutto, aveva una fantastica colonna sonora."[133]
—Dal 48º episodio di G4 Icons

Final Fantasy VI è unanimamente considerato uno dei migliori videogiochi mai creati e uno dei più riusciti titoli della serie, con numerosi siti specializzati, tra cui IGN, GamesRadar e RPGFan, che l'hanno classificato al primo posto nelle rispettive liste dei migliori capitoli di Final Fantasy.[12][13][141] Nella classifica di Electronic Gaming Monthly dei 100 migliori videogiochi, stilata nel 1997, Final Fantasy VI arrivò alla nona posizione.[142] Nintendo Power lo ha definito «il miglior gioco del decennio», notando i miglioramenti grafici e sonori rispetto a Final Fantasy IV e Final Fantasy V, e le tematiche serie e profonde,[131] aggiungendo in seguito che «con così tanta variazione di trama e gameplay... gli appassionati potrebbero perdersi in questo mondo per mesi».[143] Nel 1997 l'hanno posizionato all'ottavo posto nella loro classifica dei 100 migliori giochi Nintendo, dichiarando che «aveva tutto quello che i giocatori cercavano, eroi, eventi che distruggono il mondo, magia, pura crudeltà».[144] La stessa rivista ha anche nominato il finale uno dei migliori dei videogiochi, citando il brano Balance Is Restored e descrivendo la scena dell'opera come «una delle ragioni che rendono i videogiochi arte».[145] Nel 2005 IGN lo collocò al 56º posto nella lista dei 100 migliori videogiochi, nominandolo «uno dei più grandi capolavori di Square»;[146] in una classifica aggiornata al 2007, il gioco è risalito fino alla nona posizione, gustificata dallo sviluppo dei personaggi e da «uno dei cattivi più memorabili della storia dei giochi di ruolo»: Kefka Palazzo.[147] In altre occasioni il sito web lo nominò uno dei più grandi titoli del Super Nintendo[148] e il miglior gioco di ruolo di tutti i tempi, affermando: «Ci sono troppi momenti in Final Fantasy VI degni di essere celebrati per citarli tutti. Biggs e Wedge che conducono Terra tra la neve. L'avvelenamento di Doma. Stivali insabbiati. La distruzione del mondo. Un'opera tragica. Ultros! Li portiamo nel cuore, per non parlare degli Esper e dei temi musicali dei personaggi più intensi comparsi nella serie fino ad ora».[14] Nel 2009 Final Fantasy VI è stato inserito nella "Video Game Hall of Fame" di IGN, il secondo titolo della serie dopo il Final Fantasy originale a ottenere tale riconoscimento.[17]

Nella classifica dei 100 migliori videogiochi di Game Informer del 2001 Final Fantasy VI si trova al settimo posto, sorpassando titoli come The Legend of Zelda: Ocarina of Time, Super Mario 64, Chrono Trigger, Final Fantasy VII e Metal Gear Solid, con il commento: «Nessun altro gioco della serie può superare Final Fantasy VI, così come non può farlo qualsiasi altro gioco di ruolo».[149] Nel 2006 i lettori di Famitsu lo votarono il 25º miglior videogioco della storia;[150] di conseguenza, Kitase osservò come in Occidente l'apprezzamento di Final Fantasy VI fosse mediamente più alto che in Giappone.[21] Nonostante le iniziali differenze geografiche di apprezzamento, lo sviluppatore spiegò che, nel corso degli anni, Final Fantasy VI cominciò ad essere rivalutato dagli appassionati giapponesi, i quali notarono il grande impatto che ebbe su molti titoli successivi della serie, e lo stesso Kitase dichiara che si tratta ormai di un gioco globalmente apprezzato.[21] Nella classifica del 2008 dei migliori giochi per SNES della rivista Nintendo Power raggiunse la terza posizione,[151] mentre in quella del 2012 dei 285 migliori videogiochi di tutti i tempi della stessa rivista figurò al quarto posto.[9] Derek Padula di The Epoch Times lo nominò nel 2013 il miglior gioco per SNES, commentando: «Non solo Final Fantasy VI è il miglior gioco per Super Nintendo, ma è indubbiamente anche il più grande videogioco mai creato».[152]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Final Fantasy VI ricevette numerosi premi e riconoscimenti. La rivista statunitense Electronic Gaming Monthly gli assegnò i premi Game of the Year, miglior colonna sonora, miglior gioco di ruolo, miglior sequenza (riferendosi all'opera Maria and Draco) e miglior gioco pubblicato per una console Nintendo.[153] Nintendo Power assegnò invece i premi gioco del decennio, miglior software engine, miglior Final Fantasy, miglior cattivo,[154] miglior gioco di quarta generazione e miglior design, apprezzando i ritratti di Yoshitaka Amano nel loro 65º numero.[131] Infine, GamePro assegnò i premi miglior gioco SNES, miglior gioco retrò, miglior gioco di tutti i tempi e miglior cast, lodando specialmente Kefka, Terra e Celes.[125]

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

« Per Final Fantasy VI, [Hironobu] Sakaguchi e il team di sviluppo avevano grandi piani. In primo luogo, avrebbero usato un nuovo motore grafico, consentendo l'utilizzo di sprite e aree più dettagliate, molte delle quali sono state tratte da dipinti coesivi, piuttosto che assemblate da "piastrelle". Il gameplay doveva nascere dall'unione di tutto ciò che la serie aveva offerto fino a quel momento, con la possibilità di personalizzare le abilità di ogni personaggio, e la trama sarebbe stata molto più tragica. »
(Chris Kohler, autore del libro How Japanese Video Games gave the World an Extra Life)
Un cosplay di Kefka, nominato dalla redazione e dai lettori di IGN il personaggio più popolare del gioco[155]

Final Fantasy VI fu l'ultimo gioco della serie di Final Fantasy a essere sviluppato per console a 16 bit e in 2D, con un gruppo di programmatori esperti e in grado di sfruttare al massimo le potenzialità espressive del mezzo. Tra gli sviluppatori, Yoshinori Kitase affermò in seguito di rimpiangere i tempi in cui fu realizzato il gioco, poiché le limitazioni del sistema costringevano i programmatori a delle soluzioni creative e a fare il massimo con quello che avevano a disposizione.[21] Final Fantasy VI presentava comunque dei decisi miglioramenti grafici e sonori rispetto ai titoli precedenti della serie.[156] Il gioco rappresentava idealmente una summa degli elementi di forza dei primi capitoli,[135] deviando al tempo stesso dallo schema tipico che si era succeduto fino a quel punto. Fino ad allora, infatti, i Final Fantasy si erano distinti per la presenza di certi elementi di fondo comuni, come la presenza dei cristalli, di forze oscure in grado di minacciare l'equilibrio del mondo, dell'eterna lotta tra il bene e il male e di ambientazioni fantasy; il sesto capitolo sconvolse radicalmente questo schema[20] e indirizzò l'intero genere verso nuovi stilemi narrativi e creativi.[21]

Il videogioco venne a posteriori considerato dalla critica una vera e propria pietra miliare nel panorama dei giochi di ruolo.[17] IGN ha affermato che «Final Fantasy VI fornì ai giocatori un'esperienza semplicemente mai avuta prima», rivoluzionando il modo in cui un videogioco veniva narrato,[17] mentre nella sua classifica dei migliori giochi di ruolo, affermò che «Final Fantasy VI condusse improvvisamente i giocatori verso una nuova generazione».[14] Fu uno dei primi videogiochi della storia a presentare con successo una trama ricca, complessa e narrata da molteplici punti di vista,[157] con la presenza di numerose scene drammatiche[158][159] che ebbero un forte impatto emotivo sui giocatori,[23] oltre a introdurre un gameplay che dava per la prima volta la possibilità di cambiare i membri del gruppo a piacimento, personalizzare i personaggi e gli stili di combattimento con abilità specifiche e il sistema degli Esper,[146] numerosi eventi alterabili in base alle scelte del giocatore, dei personaggi complessi e con dei veri e propri drammi esistenziali alle spalle[138] e un'ambientazione steampunk, che deviava decisamente rispetto ai mondi fantasy e medievaleggianti onnipresenti nei giochi di ruolo fino ad allora.[20] Kitase dichiarò che l'influenza di Final Fantasy VI fu in parte responsabile della maggiore enfasi posta dagli sviluppatori sulla creazione dei personaggi nei successivi titoli della saga.[21]

Dopo Final Fantasy IV, che gettò le basi per la popolarità della serie, Final Fantasy VI venne considerato il titolo che consolidò e "legittimò" questo risultato, definendo uno standard su tutti i livelli — grafica, sonoro e gameplay[146] — che per molti fan è rimasto insuperato nella serie.[17] Negli anni seguenti alla sua uscita, influenzò lo stile e la trama di numerosi giochi di ruolo, come Wild Arms, Suikoden, alcuni capitoli della saga di Dragon Quest, Grandia, Chrono Trigger, tutti i titoli sviluppati utilizzando il motore RPG Maker, Final Fantasy VII e molti altri capitoli della serie, assurgendo a titolo di riferimento per l'intero genere.[135] GamesRadar lo nominò uno dei giochi più influenti della quarta generazione dei videogiochi, sostenendo che «Final Fantasy VI è in grado di cambiare per sempre il modo in cui un giocatore vede il mondo videoludico».[160] GT Reviews lo considera invece uno dei giochi di ruolo più importanti di tutti i tempi, definendolo «un vero e proprio classico» e «un titolo che ha cambiato i videogiochi», citando soprattutto la trama e il gameplay rivoluzionario.[161]

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Una presentazione della conferenza SIGGRAPH, dove vennero mostrate sequenze di Final Fantasy VI: The Interactive CG Game
« Nell'agosto del '95, una delle più grandi conferenze degli USA, SIGGRAPH, si tenne a Los Angeles. Allora non sapevamo come doveva essere il gioco di ruolo di nuova generazione, così, come una specie di esperimento, creammo una demo interattiva in CG e la presentammo al pubblico. Si concentrava sulle battaglie in tempo reale e a base poligonale. »
(Hironobu Sakaguchi in un'intervista a PlayStation Underground[162])

Final Fantasy VI: The Interactive CG Game — conosciuta anche come Final Fantasy SGI demo o Final Fantasy x, da non confondere con Final Fantasy X — è una breve demo realizzata da Square nell'agosto del 1995 utilizzando personaggi e ambientazioni di Final Fantasy VI. Venne prodotta utilizzando l'allora moderna tecnologia Silicon Graphics (SGI), appena acquisita da Square. Si trattò del primo passaggio dell'azienda alla grafica 3D, e molti pensarono che si trattasse di un nuovo titolo della serie per Nintendo 64, il quale utilizzava, appunto, hardware SGI.[163] La Square, tuttavia, non era impegnata con console Nintendo ai tempi della realizzazione della demo, e la tecnologia mostrata venne in seguito utilizzata in alcune sequenze di Final Fantasy VII e futuri giochi per PlayStation. La demo mostrava Terra, Locke e Shadow in una battaglia contro un Golem, ed era controllata soprattutto tramite mouse: per esempio, formare una stella con il cursore evocava un drago per attaccare.[164][165]

Il 27 aprile 2010, il produttore di Square Enix, Shinji Hashimoto, dichiarò che lo sviluppo di un remake di Final Fantasy VI per Nintendo DS era «incerto» a causa di «problemi tecnici».[166] In seguito, tuttavia, la Square prese in considerazione la possibilità di un remake di Final Fantasy VI e Final Fantasy V per Nintendo 3DS.[167] Nel 2015, Tetsuya Nomura ha espresso un forte interesse nello sviluppo di un remake del sesto capitolo della saga subito dopo quello di Final Fantasy VII.[168]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) FINAL FANTASY VI - App Android su Google Play su Google Play, 26 febbraio 2014. URL consultato l'11 maggio 2014.
  2. ^ a b c d (EN) FINAL FANTASY VI on the App Store on iTunes su iTunes, 6 marzo 2014. URL consultato l'11 maggio 2014.
  3. ^ a b c (EN) Final Fantasy VI Release Information for PlayStation su GameFAQs. URL consultato il 24 giugno 2014.
  4. ^ a b (EN) Final Fantasy VI Advance Release Information for Game Boy Advance su GameFAQs. URL consultato il 24 giugno 2014.
  5. ^ a b (EN) Jeremy Parish, Final Fantasy III Arrives on Virtual Console su 1UP.com, 30 giugno 2011. URL consultato l'11 maggio 2014 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2014).
  6. ^ a b (EN) About Final Fantasy 6 su Fantasy Anime. URL consultato il 14 maggio 2014.
  7. ^ (EN) Tony Ponce, Peek into the development of Final Fantasy VI su Destructoid. URL consultato il 14 maggio 2014.
  8. ^ (EN) Jeremy Parish, Reflecting on 25 Years with Final Fantasy Composer Nobuo Uematsu su 1UP.com, 10 dicembre 2012. URL consultato il 14 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2013).
  9. ^ a b (EN) Nintendo Power ranks the top 285 Nintendo games of all time su Nintendo Everything. URL consultato l'11 maggio 2014.
  10. ^ (EN) Top 100 Games of All Time su MeltedJoystick. URL consultato il 10 giugno 2015.
  11. ^ (EN) The Top 50 Games of All Time su Leviathyn. URL consultato il 30 giugno 2015.
  12. ^ a b c (EN) Ranking the Final Fantasy Series, IGN, 29 dicembre 2009. URL consultato l'11 maggio 2014.
  13. ^ a b (EN) The 25 best Final Fantasy games su GamesRadar. URL consultato il 30 luglio 2014.
  14. ^ a b c d e (EN) Final Fantasy VI - #1 RPG su IGN. URL consultato il 18 giugno 2014.
  15. ^ a b c (EN) Titles of game software with worldwide shipments exceeding 1 million copies (PDF) su Square Enix, p. 27. URL consultato il 14 maggio 2014.
  16. ^ (EN) The top 50 best-selling games of all time in Japan su Nintendo Everything. URL consultato il 29 luglio 2014.
  17. ^ a b c d e f (EN) IGN Videogame Hall of Fame: Final Fantasy III (US) su IGN. (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2013).
  18. ^ a b c (EN) The EGM Hot 50 in Electronic Gaming Monthly, vol. 69, nº 4, p. 46.
  19. ^ a b c d e f g Manuale Final Fantasy VI, FFAM
  20. ^ a b c d (EN) David Pucik, Steampunk Gaming: Getting in the Mood su Tor.com, 8 ottobre 2009. URL consultato il 13 maggio 2014.
  21. ^ a b c d e f g h i j k l (EN) The Making Of: Final Fantasy VI su Edge, 5 agosto 2013. URL consultato l'11 maggio 2014 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2013).
  22. ^ (EN) Reflections With Soraya Saga Part 1 su Siliconera, 4 giugno 2010. URL consultato l'11 maggio 2014.
  23. ^ a b c (EN) Jeremy Parish, Final Fantasy: Kitase's Inside Story su 1UP.com, p. 3. URL consultato l'11 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2013).
  24. ^ a b c d (EN) Jeremy Dunham, Final Fantasy VI Advance Review su IGN, 15 febbraio 2007. URL consultato il 21 maggio 2014.
  25. ^ (EN) Top 10 Casts of Characters su Leviathyn, 18 luglio 2012. URL consultato l'8 settembre 2014.
  26. ^ (EN) Gerald Villoria, Final Fantasy VI Advance - Page 1 su GameSpy, 14 febbraio 2007. (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2013).
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