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Final Fantasy VI

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Final Fantasy VI
videogioco
Final Fantasy Logo VI.jpg
Il logo del videogioco, raffigurante Terra Branford su un blindato Magitek
Titolo originaleファイナルファンタジーVI
PiattaformaSuper Nintendo Entertainment System, PlayStation, Game Boy Advance, Android, iOS, Microsoft Windows, PlayStation 3, PlayStation Portable, PlayStation 4, PlayStation Vita
Data di pubblicazioneSNES:
Giappone 2 aprile 1994
Flags of Canada and the United States.svg 20 ottobre 1994

Wii VC:
Giappone 15 marzo 2011
Flags of Canada and the United States.svg 30 giugno 2011
Zona PAL 18 marzo 2011
Wii U VC:
Giappone 26 giugno 2013
PlayStation:
Giappone 11 marzo 1999
Flags of Canada and the United States.svg 30 settembre 1999
Zona PAL 1º marzo 2002
PlayStation Network:
Giappone 20 aprile 2011
Flags of Canada and the United States.svg 6 dicembre 2011
Zona PAL 2 giugno 2011
Game Boy Advance:
Giappone 30 novembre 2006
Flags of Canada and the United States.svg 5 febbraio 2007
Flag of Europe.svg 6 luglio 2007
Android:
Flag of Europe.svg 15 gennaio 2014
iOS:
Flag of Europe.svg 6 febbraio 2014
Microsoft Windows:
Mondo/non specificato 16 dicembre 2015

GenereVideogioco di ruolo alla giapponese
TemaFantasy
OrigineGiappone
SviluppoSquare, TOSE
PubblicazioneSquare (SNES e PS Giappone), Square Electronic Arts (SNES e PS America), Sony Computer Entertainment (PS PAL), Square Enix (GBA Giappone), Nintendo (GBA America e PAL)
DesignHiroyuki Itō, Yoshinori Kitase, Hironobu Sakaguchi
SerieFinal Fantasy
Modalità di giocoGiocatore singolo, multiplayer
Periferiche di inputGamepad, Tastiera, DualShock, DualShock 3, DualShock 4
Distribuzione digitalePlayStation Network, Virtual Console, Steam
Fascia di etàACB: M15+ · CERO: A (GBA); B (VC) · ELSPA: 11+ · ESRBT · OFLC (AU): M · PEGI: 7 · USK: 6; 12
Preceduto daFinal Fantasy V
Seguito daFinal Fantasy VII

Final Fantasy VI (ファイナルファンタジーVI Fainaru Fantajī Shikkusu?) è un videogioco di ruolo alla giapponese creato dalla casa di sviluppo Square nel 1994 per Super Nintendo Entertainment System come parte della serie Final Fantasy. È stato successivamente convertito da TOSE anche su PlayStation e PlayStation Network (con piccole differenze e l'aggiunta di tre scene in CGI), su Game Boy Advance (versione potenziata con contenuti aggiuntivi), su Wii Virtual Console e su dispositivi Android e iOS (con un sistema di battaglia leggermente differente e grafica più dettagliata). Quest'ultima versione è stata in seguito resa disponibile anche attraverso il servizio Steam, con una grafica ancora più curata e i comandi di gioco ottimizzati per rendere il gameplay più fluido e adatto per PC. Il gioco è inoltre incluso in tutte le versioni del Nintendo Classic Mini: Super Nintendo Entertainment System.

Il gioco era conosciuto in Nord America con il titolo Final Fantasy III quando venne pubblicato per la prima volta, in quanto l'originale Final Fantasy III non era mai arrivato al di fuori del Giappone ai tempi del Nintendo Entertainment System, e venne così chiamato per mantenere la continuità con Final Fantasy IV (conosciuto in Nord America con il titolo Final Fantasy II). Final Fantasy VI fu il primo gioco della serie in cui Hironobu Sakaguchi, storico direttore della saga, non ricoprì il ruolo di regista, che venne invece assegnato a Yoshinori Kitase e Hiroyuki Itō.[1] Yoshitaka Amano si occupò del design dei personaggi, mentre Nobuo Uematsu compose la colonna sonora,[2] pubblicata poi in vari album.

La storia è ambientata in un mondo in cui la magia è ritenuta scomparsa in seguito ad una guerra tra creature leggendarie denominate Esper, avvenuta mille anni prima dell'inizio del gioco. Il perfido Impero Gestahliano, nella persona dell'Imperatore Gestahl e del suo generale Kefka Palazzo, intende però riesumare i poteri delle creature per creare dei soldati magicamente potenziati ed espandere il suo dominio su tutto il mondo. La trama segue le avventure di un manipolo di quattordici ribelli della Resistenza che cercano di ostacolare l'Impero.

Final Fantasy VI godette di un impressionante successo di critica, avendo ricevuto molteplici valutazioni massime e numerosi riconoscimenti, e venendo inoltre definito una pietra miliare senza precedenti nel panorama dei giochi di ruolo.[3][4][5][6] È ormai considerato dalla critica come uno dei migliori videogiochi di tutti i tempi e come il più bel titolo della saga,[7][8][9][10][11] mentre, secondo il sito web IGN, si tratta del più grande gioco di ruolo in assoluto.[12] Le versioni Super Nintendo Entertainment System e PlayStation hanno venduto più di 3,48 milioni di copie in tutto il mondo, con 2,62 milioni nel solo Giappone, e oltre 750 000 come parte di Final Fantasy Anthology e Final Fantasy Collection, rendendolo uno dei videogiochi più venduti in territorio nipponico.[13][14] Final Fantasy VI segnò inoltre uno dei primi esempi di narrazione videoludica complessa e matura[12][15] e per la sua influenza in molte opere successive è ritenuto un titolo di riferimento dell'intero genere, nonché uno dei giochi di ruolo più importanti di tutti i tempi.[15][16]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

In contrasto con le ambientazioni fantasy medievali dei precedenti titoli della serie, Final Fantasy VI si svolge in un mondo immaginario prettamente steampunk.[17] La struttura della società è assimilabile a quella della seconda metà del XIX secolo, con riferimenti all'opera e alle belle arti che costituiscono uno dei motivi ricorrenti del gioco, e un livello tecnologico paragonabile a quello della seconda rivoluzione industriale.

Lo stato del mondo è il risultato di un conflitto avvenuto mille anni prima degli eventi del gioco tra tre entità magiche conosciute come la Triade della Discordia. Durante la cosiddetta Guerra dei Magi, le tre divinità trasformarono alcuni esseri umani e animali in creature magiche chiamate Esper per avvalersi del loro aiuto in battaglia. In seguito, però, i tre esseri si accorsero dei gravissimi danni che stavano causando e sigillarono i loro poteri, diventando statue di pietra; gli Esper li nascosero quindi in una nuova dimensione da loro creata, il Mondo degli Esper, in modo che nessuno sarebbe riuscito ad abusare dei loro poteri in futuro. Nel corso dei secoli il concetto di magia svanì definitivamente, fino a diventare leggenda, mentre l'uomo fondò una società basata sullo sviluppo scientifico e tecnologico. La nazione più avanzata che si venne a creare fu l'Impero Gestahliano, una dittatura crudele e belligerante che occupa gran parte del mondo e che è ostacolata da un'organizzazione ribelle chiamata Resistenza. Un giorno, la barriera tra il Mondo degli Esper e quello umano s'indebolì e l'Impero ne approfittò per invadere la nuova dimensione e rapire numerose creature magiche. Usando gli Esper come fonte di energia, l'Impero diede vita a Magitek, un programma di ricerca per unire magia e tecnologia e infondere poteri magici negli esseri umani.

Durante la prima metà dell'avventura il mondo di gioco è formato da tre grandi continenti ed è definito Mondo dell'Equilibrio. Il continente settentrionale è composto da una serie di catene montuose e contiene la maggior parte dei luoghi accessibili al giocatore. Gran parte del continente meridionale è sotto il controllo dell'Impero Gestahliano, mentre il continente orientale, un'area selvaggia chiamata Veldt, è l'habitat di numerose bestie selvatiche. Dopo la prima metà del gioco, il mondo viene alterato in seguito a un evento catastrofico, e assume l'aspetto di una distesa marina disseminata da numerose isole di varia grandezza situate attorno a un continente centrale. In questa nuova forma è conosciuto come Mondo in Rovina.[18]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del gioco, Terra Branford è alla ricerca, per conto dell'Impero, dell'Esper Valigarmanda, congelato all'interno delle miniere della città settentrionale di Narshe. Con un misterioso attacco la creatura uccide i due soldati imperiali che la accompagnano, Biggs e Wedge, e la libera dal controllo mentale imperiale, ma la ragazza non riesce a ricordare nulla del proprio passato. Terra incontra quindi il cacciatore di tesori Locke Cole, che la salva dall'attacco di un gruppo di soldati e le promette di proteggerla. Locke la conduce al Regno di Figaro, dove incontrano il re Edgar Roni Figaro e i ribelli della Resistenza; Terra accetta di unirsi a loro e di aiutarli nella lotta contro l'Impero. Incaricato di cercare Terra e venuto a sapere che Edgar la sta nascondendo, il generale imperiale Kefka Palazzo attacca il castello e la città di Figaro Sud, spingendo la Resistenza alla fuga.

In seguito, Terra recupera la memoria e scopre di essere il frutto dell'unione tra un Esper, Maduin, e una donna, Madeleine, accettando di fatto i propri poteri magici. Per lanciare un'offensiva su tutti i fronti all'Impero, la Resistenza chiede a Terra di entrare in contatto col Mondo degli Esper e di richiedere il loro aiuto. Le creature magiche però, adirate, non ascoltano la proposta della donna e attaccano Vector, la capitale dell'Impero, bruciandola. L'imperatore Gestahl si arrende, fa arrestare Kefka per i suoi numerosi crimini di guerra e invita la Resistenza a un banchetto per avviare delle trattative di pace, durante le quali il sovrano chiede a Terra di recapitare un messaggio di tregua agli Esper che hanno attaccato Vector, recandosi al villaggio di Thamasa. Arrivati lì, Terra e Locke riescono a trovare gli Esper, ma Kefka evade dal carcere e uccide brutalmente le creature appena ritrovate e il suo rivale, il generale Leo Cristophe, per poi dare alle fiamme l'intero villaggio. Viene così smascherata la farsa di Gestahl, che, insieme a Kefka, raggiunge il portale che conduce al Mondo degli Esper, trova la Triade della Discordia e la usa per far emergere il Continente Fluttuante, un luogo da cui l'imperatore vuole dominare il mondo. La Resistenza raggiunge rapidamente il continente e affronta Gestahl e Kefka. Celes Chere pugnala il generale, ma senza riuscire a ucciderlo e gettandolo invece nella più completa follia. Egli uccide così Gestahl, sconvolge l'ordine della Triade e devasta in pochi attimi il mondo intero.

Un anno dopo, Celes si risveglia da un coma profondo su un'isola deserta insieme allo scienziato Cid, e scopre che Kefka ha assorbito il potere delle tre statue per regnare sul mondo come un vero e proprio dio, decimando i propri oppositori e causando il progressivo avvizzimento di ogni forma di vita sul pianeta. Cid stesso muore poco dopo, e la ragazza disperata tenta il suicidio, riuscendo però a salvarsi e trovando così il coraggio di viaggiare alla ricerca dei suoi compagni dispersi. Dopo essersi riuniti, i membri della Resistenza entrano nella Torre di Kefka e, raggiunta la cima, uccidono il loro avversario in un'ardua battaglia. L'impresa provoca la completa estinzione della razza degli Esper e la scomparsa della magia, segnando l'inizio di una nuova era; Terra riesce però a sopravvivere in quanto attaccata profondamente al mondo degli umani. Il gruppo scappa infine dalla torre che sta crollando, e osserva poi il mondo che inizia pian piano a riprendersi.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Final Fantasy VI e Creature di Final Fantasy VI.
Yoshitaka Amano, uno dei disegnatori principali di Final Fantasy VI

Final Fantasy VI conta quattordici personaggi giocanti, il cast più vasto della serie, oltre ad alcune figure di supporto che sono controllate solo temporaneamente dal giocatore. La protagonista iniziale, Terra Branford, è una ragazza per metà umana e per metà Esper che a causa di un dispositivo per il controllo mentale ha vissuto la maggior parte della sua vita schiava dell'Impero. Tra gli altri personaggi principali figurano Locke Cole, un cacciatore di tesori e simpatizzante della Resistenza con un forte impulso a proteggere le donne; Celes Chere, ex generale dell'Impero che diserta a favore dei ribelli dopo essere stata arrestata per aver messo in discussione le pratiche imperiali; Edgar Roni Figaro, il sovrano del Regno di Figaro, che si dichiara alleato dell'Impero mentre supporta in segreto la Resistenza, e suo fratello Sabin, che ha lasciato la corte per seguire la sua strada e affinare le sue abilità; Cyan Garamonde, un cavaliere del Regno di Doma che ha perso la sua famiglia e i suoi amici in seguito all'avvelenamento delle riserve idriche della città ad opera di Kefka Palazzo; Setzer Gabbiani, un giocatore d'azzardo e avventuriero, proprietario dell'aeronave Blackjack; Shadow, un ninja mercenario che offre i suoi servigi sia alla Resistenza che all'Impero in diversi stadi del gioco; Relm Arrowny, una giovane ma tenace ragazza in possesso di poteri magici; Strago Magus, l'anziano nonno di Relm e uno dei discendenti dei leggendari stregoni che hanno combattuto durante la Guerra dei Magi; Gau, un bambino cresciuto allo stato selvatico nelle lande desolate del Veldt; Mog, un Moguri delle Miniere di Narshe, l'unico della sua razza in grado di parlare il linguaggio degli umani; Umaro, uno yeti che viene convinto da Mog a prendere parte alla Resistenza; e Gogo, un uomo misterioso maestro nell'arte della mimica.

I protagonisti finiscono tutti prima o poi per affiliarsi alla Resistenza a causa del rancore che molti di loro nutrono dei confronti del malvagio Impero, e in particolare dell'imperatore Gestahl e di Kefka Palazzo, i due antagonisti principali del gioco. Kefka è uno dei massimi generali imperiali; egli è il primo a sottoporsi agli esperimenti del progetto Magitek, ottenendo poteri magici ma compromettendo al tempo stesso la sua già fragile salute mentale, fino a diventare un folle e crudele psicopatico.

I personaggi vennero concepiti dall'intero staff di produzione, che intendeva creare un cast corale senza un vero e proprio protagonista. Il character design venne curato da Yoshitaka Amano, lo storico disegnatore della serie, che nell'occasione fu affiancato per la prima volta da altri artisti: Tetsuya Nomura ideò infatti l'aspetto di Shadow e Setzer Gabbiani,[19] mentre Kaori Tanaka si occupò di Edgar Roni e Sabin Rene Figaro.[20] Il cast di Final Fantasy VI è stato apprezzato dalla critica come uno dei punti forti del gioco ed è considerato tra i più riusciti e amati della serie di Final Fantasy e della storia dei videogiochi.[21][22][23]

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il giocatore può controllare gli spostamenti dei personaggi ricorrendo alla mappa del mondo, in modo da accedere ai vari luoghi del gioco, come villaggi, città e dungeon. È possibile percorrere la mappa a piedi, in groppa a un Chocobo o tramite aeronave. L'attraversamento del mondo fa avanzare la trama principale del videogioco; inoltre visitando alcuni villaggi o luoghi particolari si attivano delle missioni secondarie.[18] I giocatori possono rivolgersi ai residenti delle città, che offrono spesso informazioni utili o permettono di acquistare oggetti, equipaggiamento o Reliquie.[18] I dungeon si presentano in una varietà di aree, tra cui grotte, fogne, foreste ed edifici: in questi luoghi si trovano spesso dei forzieri contenenti oggetti rari, che non sono disponibili nella maggior parte dei negozi. In alcuni dungeon bisogna superare labirinti o risolvere determinati enigmi per proseguire, e in certe situazioni il gioco richiede anche di frammentare i personaggi in più gruppi e di far intraprendere loro strade diverse per collaborare al completamento di particolari sfide.[24]

La schermata di un combattimento nella versione SNES di Final Fantasy VI

Durante la navigazione attraverso le varie aree del mondo avvengono incontri casuali con mostri e nemici, e battaglie obbligatorie contro alcuni boss, in cui la visuale passa a una schermata di battaglia. I combattimenti, che permettono di utilizzare un gruppo di massimo quattro personaggi, si svolgono con il sistema Active Time Battle (ATB), introdotto per la prima volta in Final Fantasy IV: durante uno scontro a ogni personaggio è assegnata una barra che si riempie col tempo a una velocità che dipende dalle sue statistiche individuali e, una volta completa, dà al giocatore la possibilità di eseguire un comando. Durante l'attesa anche i nemici possono attaccare, aspettando anche loro il proprio turno (che però non viene descritto da nessuna barra).[25] Ogni personaggio ha un'abilità propria, che lo differenzia dagli altri in battaglia: Locke, per esempio, può rubare oggetti ai nemici, mentre Celes può assorbire le magie e tramutarle in punti magia.[26] I personaggi hanno anche a disposizione gli Attacchi della Disperazione, potenti tecniche che possono essere eseguite solo quando i punti vita si avvicinano allo zero e che appaiono con nomi diversi (Limit Break, Turbotecniche) anche in molti altri capitoli successivi della serie.[27]

Vincendo le battaglie si ottengono punti esperienza (EXP), punti abilità (PA), gil, ovvero il denaro del gioco, e, alcune volte, degli oggetti. Dopo aver raggiunto una certa quantità di punti esperienza, i personaggi salgono di livello; più questo è alto, più punti esperienza sono necessari per l'incremento successivo. L'aumento di livello causa un innalzamento di punti vita e di punti magia e, a livelli predeterminati, l'acquisizione di nuove magie per Terra e Celes.[26][25] Un ruolo importante nel gameplay del gioco hanno gli Esper, ovvero le invocazioni di Final Fantasy VI.[25] Ciascuna di queste creature può essere abbinata a un solo personaggio per volta tramite l'assegnazione dello strumento corrispondente, detto magicite. In combattimento ogni Esper può essere invocato utilizzando un certo numero di punti magia (PM) e fornisce un unico, potente attacco. Oltre ad avere per la prima volta un importante ruolo nella trama, quando i personaggi vincono le battaglie e salgono di livello, l'Esper che hanno equipaggiato fornisce loro dei bonus permanenti alle statistiche e, dopo una certa quantità di punti abilità, anche dei nuovi incantesimi. Grazie a questo sistema di crescita, ogni personaggio di Final Fantasy VI è in grado di utilizzare la magia, anche se la sua classe non lo permetterebbe.[28]

Le armi e le protezioni possono essere acquistate o trovate all'interno degli scrigni del gioco, e vengono assegnate manualmente ai personaggi. Le prime aumentano il valore di attacco di chi le usa e, a volte, aggiungono effetti addizionali o migliorano altri parametri.[29] Le seconde, invece, migliorano la difesa e offrono abilità di supporto, come immunità a certi tipi di magia.[29] I personaggi possono equipaggiare anche le Reliquie, rari oggetti che forniscono utili abilità, come la possibilità di ottenere doppi punti esperienza o di utilizzare due magie in un solo turno.[29] È possibile equipaggiare i personaggi soltanto nella schermata del menu principale e durante le battaglie; in quest'ultimo caso, si possono assegnare solo le armi e gli scudi.[18]

Final Fantasy VI dispone inoltre di una modalità multiplayer di cui possono usufruire non più di due giocatori e che può essere attivata e disattivata in qualunque momento dalla schermata del menu principale.[18] Durante le battaglie, i due giocatori hanno la possibilità di controllare i personaggi, mentre nella mappa del mondo soltanto il primo giocatore può accedere ai vari luoghi del gioco.[18]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

«Ricordo ancora quando, durante la festa di lancio di Final Fantasy VI, il notoriamente spietato signor Sakaguchi tenne un discorso. "Grazie a ciascuno di voi - abbiamo creato il miglior gioco del mondo! No! Dell'universo! Grazie!" Ho pianto. C'erano lacrime sul mio viso. Quelle lacrime mi hanno fatto capire quanto mi ero impegnato nel progetto. Mi auguro che i giochi di Final Fantasy continuino per sempre a essere una fonte di gioia non solo per i fan, ma anche per gli sviluppatori!»

(Nobuo Uematsu, note di copertina di Final Fantasy XIV: Battle Tracks)
Yoshinori Kitase, il game director e programmatore principale del gioco

Lo sviluppo di Final Fantasy VI da parte della software house giapponese Square cominciò subito dopo l'uscita del suo predecessore Final Fantasy V, nel dicembre 1992,[19] e la sua creazione richiese soltanto un anno.[30] Il direttore e creatore della serie, Hironobu Sakaguchi, non poté essere coinvolto come nei due titoli precedenti a causa di impegni in altri progetti e della promozione a vice presidente della società nel 1991.[31] Per questo motivo si ritagliò un ruolo da produttore e supervisore, nominando come direttori e responsabili di Final Fantasy VI Yoshinori Kitase e Hiroyuki Itō: Kitase si occupò della trama e delle ambientazioni, mentre Ito prese in carico tutti gli aspetti legati al combattimento.[19]

L'idea dietro la storia di Final Fantasy VI era che ogni personaggio sarebbe potuto essere il protagonista dell'avventura, evitando una narrazione incentrata su un solo personaggio principale ma espandendola piuttosto attorno a un cast nutrito e variegato, in cui ogni figura avrebbe avuto i propri punti di forza e motivi di fascino.[32] L'intento degli sviluppatori era infatti di trasformare i personaggi da semplici combattenti a eroi complessi con motivazioni, pensieri e personalità uniche, in modo da evocare forti sentimenti ed emozioni nei giocatori.[19] Tutti i membri del team di sviluppo contribuirono allora a creare idee per i personaggi e i loro "episodi" all'interno della trama generale, in uno sforzo creativo che Kitase descrisse come un «processo ibrido».[19] Di conseguenza, Terra e Locke vennero concepiti da Sakaguchi; Celes e Gau da Kitase; Shadow e Setzer dal regista della grafica Tetsuya Nomura, ed Edgar e Sabin dallo sviluppatore grafico del campo di gioco, Kaori Tanaka. Infine fu compito di Kitase fondere la sinossi fornita da Sakaguchi con tutte le idee individuali del team di sviluppo, per creare una narrazione che fosse coerente.[33] In un'intervista, il programmatore ha dichiarato che «mantenere un attento equilibrio tra tutti i personaggi è stata probabilmente una delle sfide più impegnative», ma che a posteriori si è accorto di essersi fatto prendere un po' la mano e che alcuni personaggi ricevettero più attenzione di quanto inizialmente preventivato, come nel caso di Celes e di Kefka.[19][32] La sceneggiatura finale venne scritta da un gruppo di quattro o cinque persone e supervisionata da Kitase, in quale si occupò anche degli eventi chiave, come la scena dell'opera, il tentativo di suicidio di Celes o le apparizioni di Kefka.[32][34]

Yoshitaka Amano, da lungo tempo collaboratore della serie Final Fantasy, ritornò come concept artist e character designer. I suoi disegni divennero la base per i modelli nei video in full motion prodotti per la versione PlayStation.[35] Tetsuya Takahashi, uno dei direttori grafici, disegnò i blindati Magitek che compaiono nella scena di apertura; il risultato, anche se leggermente diverso dall'aspetto delle armature nel resto del gioco, piacque a tal punto a Sakaguchi che accantonò l'idea originale di riutilizzare per la scena il design presente nel gioco.[36] Gli sprite dei personaggi vennero creati da Kazuko Shibuya e rappresentarono un significativo passo in avanti nel panorama dei videogiochi di ruolo.[37] Infatti, mentre nei precedenti titoli della serie gli sprite erano meno dettagliati sulla mappa che in battaglia, Final Fantasy VI garantì una risoluzione altrettanto elevata, indipendentemente dallo schermo, consentedo l'uso di animazioni raffiguranti una varietà di movimenti ed espressioni facciali.[38] Anche se non era il primo gioco per SNES a utilizzare la modalità grafica Mode 7, Final Fantasy VI ne fece un uso più esteso rispetto a molti altri titoli della console: la mappa del mondo, ad esempio, è renderizzata in Mode 7, conferendo una prospettiva tridimensionale a un gioco altrimenti bidimensionale.[39]

La produzione del gioco si mantenne nei tempi e nel budget previsti, nonostante le difficoltà incorse verso la fine per sistemare i numerosi errori presenti nel codice. Alla fine dello sviluppo del gioco, infatti, i programmatori erano «tormentati da bug», in quanto la Square non aveva ancora strumenti o particolari software per aiutare gli sviluppatori a individuare tali errori.[19]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Musica di Final Fantasy VI.
Nobuo Uematsu, compositore della colonna sonora di Final Fantasy VI

La colonna sonora di Final Fantasy VI fu composta da Nobuo Uematsu, collaboratore di lunga data dei giochi della serie. Essa comprende temi per ogni personaggio e luogo accessibile, oltre che musiche per le battaglie contro nemici casuali e boss, e per scene speciali.[40] Tra i brani più conosciuti e apprezzati della composizione figura Aria di Mezzo Carattere, udibile durante la scena dell'opera; essa contiene una "voce" sintetizzata che accompagna la melodia, resasi necessaria dal momento che le limitazioni tecniche del chip sonoro SPC700, utilizzato dal SNES, impedivano l'uso di una traccia vocale.[41][42] Dancing Mad, il brano che accompagna lo scontro finale con Kefka Palazzo, è una composizione d'organo di 17 minuti suddivisa in quattro distinti movimenti.[40] Balance Is Restored, la canzone udibile durante il finale del gioco, combina tutti i temi dei personaggi principali in un'unica composizione di oltre 21 minuti[40] ed è stata nominata da Isaac Engelhorn di Soundtrack Central «la seconda miglior composizione della storia, dopo il movimento finale della nona sinfonia di Ludwig van Beethoven»[41] e da Bob Mackey di 1UP.com «il miglior brano della storia videoludica».[43] Altri brani celebri sono Terra's Theme, nominata dai siti web IGN e GameFAQs la miglior canzone della serie,[44][45] e il brano di apertura Omen, che a detta di Uematsu fu la composizione più difficile di tutta la sua carriera.[46]

La colonna sonora di Final Fantasy VI è considerata dalla critica una delle opere più belle e conosciute di Uematsu[47] nonché una delle migliori nel panorama dei videogiochi.[41][48][49] Essa segnò una tappa molto importante nel modo in cui veniva considerata e apprezzata la musica videoludica, dimostrando, a detta del sito web GameSpot, «la crescente sofisticatezza della musica per videogiochi».[48] Uematsu stesso rimase soddisfatto dal modo in cui la colonna sonora di Final Fantasy VI venne accolta dagli appassionati della serie e dalla critica, e affermò in numerose interviste che «con l'eccitazione e la soddisfazione provata al termine del progetto, pensai di aver raggiunto il mio obiettivo primario, e di poter smettere di comporre musica per videogiochi senza rimpianti»,[50] e che si tratta della sua creazione preferita.[51]

La colonna sonora è stata pubblicata in Giappone in tre CD con il titolo Final Fantasy VI: Original Sound Version.[40] Una versione di quest'album è stata in seguito pubblicata in Nord America come Final Fantasy III: Kefka's Domain, con una nuova traduzione dei titoli dei brani.[52] Dieci tracce della colonna sonora vennero pubblicate nel 1994 in due EP dal titolo Final Fantasy VI Stars Vol. 1 e Vol. 2.[53][54] Sei tracce non utilizzate nel gioco furono invece incluse nello stesso anno in Final Fantasy VI Special Tracks.[55] In più, altri tredici brani vennero inclusi nel CD Music From FFV and FFVI Video Games, pubblicati insieme a Final Fantasy Anthology il 5 ottobre 1999.[56] La colonna sonora venne nuovamente pubblicata come parte di Final Fantasy Finest Box da Square Enix il 28 marzo 2007, insieme a quelle di Final Fantasy IV e Final Fantasy V subito dopo l'uscita della versione per Game Boy Advance.[57][58] Final Fantasy VI Grand Finale contiene 11 tracce del gioco, arrangiate in forma orchestrale da Shirō Sagisu e Tsuneyoshi Saito ed eseguite dall'Ensemble Archi della Scala e dall'Orchestra Sinfonica di Milano;[59] mentre Piano Collections: Final Fantasy VI presenta tredici pezzi estratti dal gioco ed eseguiti per pianoforte da Reiko Nomura.[60]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo di apertura della versione nordamericana originale, riportante la dicitura Final Fantasy III

L'edizione originale per Super Nintendo Entertainment System di Final Fantasy VI venne messa in commercio sul mercato nipponico il 2 aprile 1994.[61] Questa edizione venne esportata nel solo Nord America, dove fu pubblicata il 20 ottobre dello stesso anno.[61] La localizzazione da parte della Square comportò diverse modifiche rispetto alla versione originale giapponese, la più evidente delle quali risultò nella modifica del titolo da Final Fantasy VI a Final Fantasy III. Al momento dell'uscita, infatti, soltanto due capitoli della serie erano stati pubblicati in Nord America (Final Fantasy per Nintendo Entertainment System e Final Fantasy IV, conosciuto nel continente nordamericano con il titolo Final Fantasy II) e, per evitare di confondere gli acquirenti e per dare un senso di continuità, si decise di rinominare il gioco.[62]

L'adattamento venne affidato al traduttore Ted Woolsey, che operò alcune modifiche per adeguarsi alla differente sensibilità della platea nordamericana e alle linee guida più stringenti di Nintendo of America.[63] Di conseguenza, esempi di grafica discutibile o controversa, come casi di nudità, vennero censurati; molti nomi di personaggi, Esper e luoghi furono modificati (come "bar" rinominato "café", "Tina" diventata "Terra", o "Valigarmander" cambiato in "Tritoch"); e si mascherarono le allusioni religiose presenti (ad esempio l'incantesimo Sancta venne rinominato Pearl).[64][65] Inoltre, alcuni riferimenti diretti alla morte ed espressioni violente, così come parole offensive, furono sostituite da espressioni più morbide.[64] Ad esempio, dopo la fuga di Edgar, Locke e Terra in groppa ai Chocobo, nella versione giapponese Kefka urla ai due soldati sui blindati Magitek: «Andate! Uccideteli!», che venne tradotto da Woolsey in «Andate! Prendeteli!». Quando le truppe imperiali bruciano il Castello di Figaro, ed Edgar cerca di nascondere Terra da Kefka, il generale imperiale risponde dicendo: «Allora puoi bruciare fino alla morte», che fu sostituita con l'espressione: «E allora benvenuti al mio barbecue!». Un altro cambiamento degno di nota venne apportato con la traduzione di una battuta di Kefka: «Figli di un sommergibilista!», che andò a sostituire l'affermazione giapponese «Figli di puttana!».[65] Altre modifiche o tagli furono dovuti al fatto che il testo dei dialoghi inglesi dovette essere abbreviato per comprimerlo nel limitato spazio di immagazzinamento dati disponibile sulla memoria della cartuccia di gioco.[63]

Riedizioni[modifica | modifica wikitesto]

Elenco delle pubblicazioni
Piattaforma JP NA EU
SNES 1994 1994
PlayStation 1999 1999 2002
Game Boy Advance 2006 2007 2007
Wii VC (SNES) 2011 2011 2011
PlayStation Network 2011 2011 2011
Wii U VC (SNES) 2013
Android 2014
iOS 2014
Windows 2015 2015
Wii U VC (GBA) 2015
New 3DS VC (SNES) 2017
Classic Mini SNES 2017

PlayStation[modifica | modifica wikitesto]

Final Fantasy VI è stato convertito su PlayStation dall'azienda nipponica TOSE e ripubblicato da Square in Giappone l'11 marzo 1999, sia in confezione singola sia come parte di Final Fantasy Collection.[66][67] Ne è stata commercializzata anche un'edizione limitata, venduta in Giappone in cinquantamila copie insieme a una sveglia a tema Final Fantasy.[68] L'edizione nordamericana è uscita il 30 settembre 1999 e qualche giorno dopo, il 5 ottobre, è stata messa in commercio insieme a Final Fantasy V all'interno di Final Fantasy Anthology.[69] La versione europea è uscita solo qualche anno dopo, il 1º marzo 2002, ed è stata pubblicata insieme a una demo di Final Fantasy X.[66]

L'edizione per PlayStation di Final Fantasy VI è molto simile a quella per SNES, con l'eccezione dell'aggiunta di due sequenze d'apertura e una di conclusione in full motion video e nuovi effetti utilizzati per l'inizio e la fine degli scontri casuali, mentre grafica e sonoro rimangono sostanzialmente invariati.[35] Gli unici cambiamenti degni di nota al gameplay, oltre ai tempi di caricamento non presenti nelle versioni per cartuccia, riguardano la correzione di alcuni bug del software e l'aggiunta di una nuova funzione memo save, che permette ai giocatori di salvare rapidamente i progressi.[70] Tra le funzioni speciali, invece, include un bestiario e una galleria di disegni raffiguranti i personaggi del gioco.[71] La traduzione dell'edizione nordamericana chiarisce alcuni punti di confusione della versione per Super Nintendo del 1994 e conserva la maggior parte della terminologia adottata in precedenza da Woolsey,[21][72] cambiando solo i nomi degli oggetti e degli incantesimi in aderenza ai titoli più recenti della serie.

Il 18 dicembre 2012 la versione per PlayStation è stata ripubblicata in Giappone come parte di Final Fantasy 25th Anniversary Ultimate Box.[73][74]

Final Fantasy VI è stato pubblicato nel servizio PlayStation Network, come parte dei "Classici PSone", in Giappone il 20 aprile 2011, nei territori PAL (Europa e Australia) il 2 giugno e in Nord America il 6 dicembre dello stesso anno.[75] Questa riedizione è uguale a quella inclusa in Final Fantasy Anthology e Final Fantasy Collection, ed è compatibile con PlayStation 3, PlayStation Portable e PlayStation Vita.[76][77]

Console Nintendo[modifica | modifica wikitesto]

TOSE si è occupata anche di convertire Final Fantasy VI per Game Boy Advance.[78] Questa edizione, intitolata Final Fantasy VI Advance, è stata pubblicata da Square Enix in Giappone il 30 novembre 2006, e da Nintendo in Nord America il 5 febbraio 2007 e in Europa il 6 luglio dello stesso anno.[79] Si tratta dell'ultimo videogioco pubblicato in Giappone per Game Boy Advance.[80] Il porting include nuove traduzioni per le edizioni estere — tra cui per la prima volta una versione in italiano — che seguono più fedelmente la terminologia originale dell'edizione giapponese per SNES, anche se, per motivi religiosi, l'Esper "Jihād" è stato tradotto nuovamente in "Crusader" ("Crociato" in italiano).[81]

Final Fantasy VI Advance si differenzia dalla versione per SNES e per PlayStation per la presenza di 38 nuovi mostri, 16 nuovi oggetti, quattro nuovi Esper (Cactuar, Leviathan, Gilgamesh e Diabolos), tre nuove magie (Gravija, Flood e Valor), due nuovi dungeon (il Covo del Drago e il Tempio delle Anime, entrambi con nuovi boss da affrontare), un riproduttore musicale, la presenza dei ritratti dei personaggi nelle finestre di dialogo e la possibilità di accedere a bestiario dal menu principale. Sono stati inoltre risolti numerosi bug e glitch.[82] È stata infine rimossa la scena della tortura di Celes.[83] La pubblicazione è stata accompagnata da una collezione di artbook raffiguranti ritratti dei personaggi della serie, realizzati dal celebre disegnatore di Final Fantasy Yoshitaka Amano.[84]

La versione originale giapponese per Super Nintendo Entertainment System è stata pubblicata per Wii Virtual Console in Giappone il 15 marzo 2011,[85] in Europa e Australia il 18 marzo e in Nord America il 30 giugno dello stesso anno.[86] Il gioco è stato pubblicato in Occidente con il suo titolo nordamericano, Final Fantasy III.[85][87]

Il gioco è incluso anche in tutte le versioni del Nintendo Classic Mini: Super Nintendo Entertainment System, pubblicato nel 2017.

Dispositivi mobili e PC[modifica | modifica wikitesto]

Takashi Tokita, direttore e produttore di Square Enix, ha annunciato il 10 ottobre 2013 che la società avrebbe pubblicato una versione ottimizzata del gioco per i sistemi operativi Android e iOS nell'inverno dello stesso anno.[88] Il gioco è stato pubblicato su Android il 15 gennaio 2014,[89] e su iOS il 6 febbraio.[90] Tra le novità: comandi eseguibili tramite touch screen, un sistema di aiuto per ricordare al giocatore il prossimo obiettivo da portare a termine, una nuova schermata di battaglia per adattarsi meglio agli scontri più concitati, un album che riassume tutti i capitoli della storia e 28 obiettivi del servizio Google Play Games.[91] La grafica e gli sprite totalmente rifatti e le numerose differenze nei combattimenti hanno portato a reazioni negative da parte della critica e dei fan.[91][92]

Un porting per Microsoft Windows, basato sulla versione per dispositivi mobili, è stato reso disponibile all'acquisto sulla piattaforma Steam dal 16 dicembre 2015.[93]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Vendite[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista commerciale, Final Fantasy VI ebbe un ottimo riscontro in Giappone,[94] risultando, con 2,55 milioni di copie vendute a pochi mesi dall'uscita, uno dei videogiochi più venduti di sempre sul territorio nipponico.[95][14] Negli Stati Uniti il gioco si piazzò all'ottavo posto nella classifica dei titoli SNES più venduti del 1994,[96] tuttavia, a detta di Sakaguchi, le cifre di vendita nella regione furono ritenute un insuccesso.[94] Secondo i dati di Square, al 31 marzo 2003 le versioni Super Nintendo e PlayStation avevano venduto complessivamente 3,48 milioni di copie nel mondo, di cui 2,62 milioni in Giappone e 860 000 all'estero.[13]

La popolarità del gioco in Occidente cominciò a crescere con l'uscita delle riedizioni successive.[94] Final Fantasy Collection vendette più di 400 000 copie nel 1999,[97] mentre di Final Fantasy Anthology furono vendute circa 364 000 copie in Nord America.[98] La riedizione Final Fantasy VI Advance vendette 280 000 copie nel mondo,[99] di cui 233 000 in Giappone nel primo mese di disponibilità.[100] Tenendo conto dei dati di vendita delle numerose riedizioni e delle console Nintendo Classic Mini: Super Nintendo Entertainment System — che contengono il titolo preinstallato —, di Final Fantasy VI sono state vendute complessivamente circa 10,17 milioni di copie, rendendolo uno dei titoli della serie di maggior successo commerciale.[101]

Giudizio della critica[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Testata Versione Giudizio
GameRankings (media al 5-5-2019) SNES 94%[3]
PSX 97%[102]
iOS 92%[103]
GBA 91%[104]
Metacritic (media al 5-5-2019) GBA 92/100[105]
iOS 91/100[106]
Famitsū SNES 37/40[107]
PSX 54/60[68]
IGN SNES 9,5/10[108]
GBA 9/10[21]
GameSpy GBA 5/5[4]
1UP.com SNES 10+/10[109]
GBA 10/10[110]
Allgame - 5/5[111]
RPGamer SNES 10/10[112]
PSX 10/10[113]
GBA 5/5[114]
Videogame.it PSX 5/5[115]
MeriStation SNES 10/10[116]
GameTrip SNES 10/10[117]
HonestGamers SNES 10/10[118]
Electronic Gaming Monthly - 9,5/10[16]
GamePro - 5/5[5]
Nintendo Power GBA 9,5/10[4]
Defunct Games - 10/10[119]
G4 TV GBA 5/5[105]
Super Console SNES 82%[120]
The Games Machine PC 58%[121]

Final Fantasy VI ha ricevuto giudizi estremamente positivi,[10][12][122] con le caratteristiche più apprezzate dalla critica che sono state l'innovativa ambientazione steampunk,[123] la trama avvincente e matura, la resa grafica all'avanguardia per i tempi, la ricchezza e varietà del cast, l'eccellente caratterizzazione dei personaggi, la colonna sonora memorabile, il gameplay non lineare e un vasto mondo di gioco ricco di segreti.[124][125] Ai tempi della sua pubblicazione, molti fan e critici (come le riviste Game Fan e Game Players) arrivarono a definirlo il miglior videogioco in assoluto.[5][6][126][124][127][128] GamePro gli ha assegnato un 5/5, affermando che «personaggi, trama e avvenimenti memorabili, tutti insieme [danno] vita a un fantastico videogioco!».[5] Electronic Gaming Monthly lo nominò gioco del mese, commentando: «Giochi di ruolo con tale profondità e realismo sono molto rari», per poi dichiarare che «riuscì a stabilire gli standard per l'eccellenza che tutti i giochi di ruolo continuano ancora a seguire», apprezzando particolarmente il forte coinvolgimento emotivo della storia.[16] La rivista giapponese Famitsū gli assegnò un punteggio di 37/40, valutandolo come il miglior videogioco del 1994 (insieme a Ridge Racer).[107] GameSpot dichiarò che «Final Fantasy VI è un capolavoro inequivocabile, e l'apice della serie. Tutto ciò che riguarda questo gioco, dalla splendida colonna sonora al cattivo diabolico, contribuisce a dar vita ad un'esperienza indimenticabile. Final Fantasy VI fu un titolo leggendario quando venne originariamente pubblicato, ed è altrettanto impressionante ancora oggi».[125] Jeff Lundrigan di Game Players gli assegnò una valutazione del 98%, il punteggio più alto dato dalla rivista (al pari di Street Fighter II), affermando che «si tratta del più grande gioco di ruolo di tutti i tempi, e senza alcun dubbio uno dei migliori videogiochi in generale», lodando soprattutto la trama, da lui descritta come «la più grande, la più memorabile e la più intrigante in assoluto!».[124][127] La rivista tedesca Total! diede valutazioni massime in tutte le categorie: gameplay, longevità, grafica e colonna sonora, assegnando infine un punteggio totale di 10/10 e definendolo come «una pietra miliare priva di difetti», e «uno dei più grandi videogiochi in assoluto».[6]

Il gioco ha continuato a ricevere recensioni molto positive anche con la successiva pubblicazione dei porting.[129] Nel 1999 IGN ha descritto la grafica della versione PlayStation come «bella e sorprendente», affermando che, al momento della sua uscita, «Final Fantasy VI rappresentava tutto ciò che un gioco di ruolo doveva essere». Inoltre, ha elogiato il suo gameplay e la sua trama, sostenendo che questi aspetti hanno «preso tutto ciò che era presente nei giochi di ruolo precedenti e l'hanno perfezionato», creando un'atmosfera nella quale «i giocatori non avranno problemi a superare la grafica semplicistica e immergersi nell'ambiente e nella trama profonda».[130] Il sito aggregatore di recensioni GameRankings riporta un gradimento del 94% per la versione SNES,[3] 97% per la versione PlayStation,[102] 91,02% per la versione Game Boy Advance[104] e 92,14% per la versione iOS,[103] rendendolo il titolo della serie con la valutazione più alta e uno dei videogiochi più quotati del sito.[131][132] RPGamer ha assegnato un 10/10 sia alla versione SNES, sia a quella PlayStation, citando il suo gameplay come «semplice da comprendere per tutti i giocatori», e lodando la colonna sonora come «un capolavoro 16-bit», apprezzando «la trama matura e coinvolgente» e «il vasto cast di personaggi». Affermano in seguito che «segnò un significativo miglioramento grafico rispetto ai suoi predecessori, con sprite superbi e meglio definiti, ambienti ben dettagliati e una grafica pulita e colorata», rimanendo così uno dei loro videogiochi più quotati in assoluto.[39][133] Infine i valutatori del sito lo hanno definito «un capolavoro epico» e «davvero uno dei più grandi videogiochi della storia», notando «la presenza di numerosi problemi del mondo reale, la maggior parte dei quali non erano mai stati trattati in nessun altro gioco a quei tempi, come gravidanze precoci o il suicidio».[112][113] In un'altra recensione dello stesso sito, Final Fantasy VI venne nominato il miglior videogioco di tutti i tempi, con il commento: «Questo titolo dimostra semplicemente che un gioco non ha bisogno di avere ambienti in 3D renderizzati, o inquadrature cinematografiche, per risultare splendido e affascinante. [...] Final Fantasy VI resterà per sempre, ai nostri occhi, il miglior videogioco mai fatto».[134] Anche Final Fantasy VI Advance è stato lodato: nel 2007 IGN l'ha nominato l'ottavo miglior videogioco per Game Boy Advance, descrivendolo come il più grande titolo della serie disponibile per la console.[135] La versione per PC, conversione diretta dalle versioni per dispositivi mobili, non fu invece apprezzata da The Games Machine[121].

"Final Fantasy VI è un immenso capolavoro videoludico. Ai tempi si trattava indubbiamente del miglior videogioco in assoluto. Ma soprattutto, aveva una fantastica colonna sonora."[128]
—Dal 48º episodio di G4 Icons

Final Fantasy VI è unanimemente considerato uno dei migliori videogiochi di tutti i tempi,[7][8][15][136][137][138] e numerosi siti specializzati, tra cui IGN, GamesRadar e RPGFan, l'hanno nominato il miglior capitolo di Final Fantasy.[10][11][139] Nella classifica di Electronic Gaming Monthly dei 100 migliori videogiochi in assoluto, stilata nel 1997, Final Fantasy VI arrivò alla nona posizione.[140] Nintendo Power lo ha definito «il miglior gioco del decennio» e «il più grande gioco di ruolo di tutti i tempi», notando i miglioramenti grafici e sonori rispetto a Final Fantasy IV e Final Fantasy V, e le tematiche serie e profonde,[126] aggiungendo in seguito che «con così tanta variazione di trama e gameplay... gli appassionati potrebbero perdersi in questo mondo per mesi».[141] Nel 1997 l'hanno posizionato all'ottavo posto nella loro classifica dei 100 migliori giochi di tutti i tempi, dichiarando che «aveva tutto quello che i giocatori cercavano, eroi, eventi che distruggono il mondo, magia, pura crudeltà».[142] La stessa rivista ha anche nominato il finale uno dei migliori dei videogiochi, e ha descritto la celebre scena dell'Opera come «una delle ragioni che rendono i videogiochi arte».[143] Nella loro lista del 2008 dei migliori giochi per SNES raggiunse la terza posizione,[144] mentre nel 2012, in occasione del loro ultimo numero, lo staff della rivista stilò una classifica dei 285 migliori videogiochi di tutti i tempi; Final Fantasy VI arrivò al quarto posto.[7] Nel 2005 IGN lo collocò al 56º posto nella lista dei 100 migliori videogiochi, nominandolo «uno dei più grandi capolavori di Square»;[145] in una seconda classifica stilata nel 2007, invece, il gioco è risalito fino al nono posto, un impressionante risultato gustificato dal cast memorabile, dalla colonna sonora e da «uno dei migliori cattivi della storia dei giochi di ruolo: Kefka Palazzo».[146] In seguito lo stesso sito web lo nominò uno dei più grandi titoli del Super Nintendo, affermando che «ciò che rende il gioco veramente speciale è la trama. Final Fantasy VI affronta tematiche che pochi altri giochi riescono ancora a trattare, e ci presenta un eccezionale cast di personaggi meravigliosamente caratterizzati».[147] Nel 2009 il gioco è stato inserito nella "Video Game Hall of Fame" di IGN, citando «una storia epica e avvincente, personaggi intriganti e un cattivo tremendamente crudele, folle e inquietante».[15] Nel 2012 lo stesso sito l'ha infine nominato il miglior gioco di ruolo di tutti i tempi, affermando: «Ci sono troppi momenti in Final Fantasy VI degni di essere celebrati per citarli tutti. Biggs e Wedge che conducono Terra tra la neve. L'avvelenamento di Doma. Stivali insabbiati. La distruzione del mondo. Un'opera tragica. Ultros! Li portiamo nel cuore, per non parlare degli Esper e dei temi musicali più intensi comparsi nella serie fino ad ora».[12]

Nella classifica dei 100 migliori videogiochi di tutti i tempi stilata da Game Informer nel 2001, Final Fantasy VI si trova al settimo posto, con il commento: «Nessun altro gioco della serie può superare questo titolo, così come non può farlo qualsiasi altro gioco di ruolo».[148] Nel 2006 i lettori di Famitsu lo votarono il 25º miglior videogioco della storia;[149] di conseguenza, Kitase osservò come in Occidente l'apprezzamento di Final Fantasy VI fosse mediamente più alto che in Giappone, principalmente a causa delle numerose e improvvise innovazioni (ad esempio, l'assenza dei cristalli e di ambienti medievali) che nel 1994 allontanarono alcuni fan giapponesi legati alle origini di Final Fantasy.[19] Durante i suoi viaggi in Europa, infatti, Kitase riuscì a parlare con molti appassionati della saga, e fu proprio durante queste occasioni che notò l'impressionante quantità di persone pronte a chiedergli di firmare le loro confezioni di Final Fantasy VI, piuttosto che di qualsiasi altro gioco della serie.[19] Kitase sostiene infatti che «sembrano esserci tantissimi giocatori al di fuori del Giappone che considerano il sesto capitolo della saga come addirittura il miglior videogioco di tutti i tempi».[19] Nel 2012, il sito web GamesRadar lo collocò al 14º posto nella loro classifica dei 100 più grandi videogiochi in assoluto, descrivendolo come «un enorme punto di riferimento nella storia videoludica» e continuando dicendo che «ha senza alcun dubbio la trama più matura, commovente ed eclettica dell'intera saga, esplorando perfettamente ogni nota del suo potenziale senza mai scivolare nel più ridicolo melodramma o nell'angoscia esagerata. Con tutto questo, riesce anche ad avere i personaggi più memorabili e interessanti della serie, i quali continuano a mantenere la loro umanità e il loro umorismo attraverso tutta la tragica storia del gioco. Queste sono persone "reali", che affrontano realisticamente tutto ciò che accade, non sono semplici archetipi progettati esclusivamente per soddisfare dei ruoli nella trama» e concludendo «si tratta certamente del gioco di ruolo più unico e "vivo" di tutti i tempi».[150] Raggiunse la dodicesima posizione nella classifica del sito web Time dei 50 più grandi videogiochi di tutti i tempi, il gioco di ruolo più alto della classifica.[151] The Epoch Times lo nominò nel 2013 il miglior gioco per SNES, commentando: «Non solo Final Fantasy VI è il miglior gioco per Super Nintendo, ma è indubbiamente anche il più grande videogioco mai creato».[152]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Final Fantasy VI ricevette numerosi premi e riconoscimenti. La rivista statunitense Electronic Gaming Monthly gli assegnò i premi "Gioco del Mese", "Gioco dell'Anno", "Miglior Colonna Sonora", "Miglior Gioco di Ruolo", "Miglior Gioco di Ruolo Giapponese", "Miglior Sequenza" (riferendosi alla scena dell'Opera) e "Miglior Gioco Nintendo".[153] Il sito web IGN gli diede l'Editor's Choice Award, un premio assegnato ai videogiochi da loro considerati tra i migliori di tutti i tempi.[154] Nintendo Power assegnò invece i premi "Gioco del Decennio", "Miglior Difficoltà", "Miglior Trama", "Miglior Compagno" (Interceptor), "Miglior Arma" (la motosega di Edgar), "Miglior Ambientazione", "Miglior Mezzo di Trasporto" (l'aeronave di Setzer), "Software Engine dell'Anno", "Miglior Final Fantasy", "Miglior Cattivo" (Kefka Palazzo),[155] "Miglior Gioco di Quarta Generazione" e "Miglior Design", venendo inoltre nominato nelle categorie "Miglior Sonoro", "Miglior Nemico" (Ultros e Zone Eater) e "Gioco dell'Anno", risultando quindi come il videogioco più premiato del 1994.[126] GameFan assegnò i riconoscimenti "Gioco di Ruolo dell'Anno", "Gioco di Ruolo SNES dell'Anno" e "Miglior Colonna Sonora".[6] Game Players, invece, diede a Final Fantasy VI il premio "Miglior Gioco di Ruolo per Console dell'Anno", e rimane il loro videogioco più quotato in assoluto.[6][127] GameSpy assegnò alla versione per Game Boy Advance i premi "Gioco Portatile dell'Anno", "Gioco per Console dell'Anno" e "Gioco di Ruolo per Console dell'Anno",[6] mentre VideoGames diede il riconoscimento "Miglior Gioco di Ruolo".[6] Infine, GamePro assegnò i premi "Miglior Gioco SNES", "Miglior Gioco Rétro" e "Miglior Cast", lodando specialmente Kefka, Terra e Celes.[5]

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

«Per Final Fantasy VI, [Hironobu] Sakaguchi e il team di sviluppo avevano grandi piani. In primo luogo, avrebbero usato un nuovo motore grafico, consentendo l'utilizzo di sprite e aree più dettagliate, molte delle quali sono state tratte da dipinti coesivi, piuttosto che assemblate da "piastrelle". Il gameplay doveva nascere dall'unione di tutto ciò che la serie aveva offerto fino a quel momento, con la possibilità di personalizzare le abilità di ogni personaggio, e la trama sarebbe stata molto più tragica.»

(Chris Kohler, autore del libro How Japanese Video Games gave the World an Extra Life)
Un cosplay di Kefka, nominato dalla redazione e dai lettori di IGN il personaggio più popolare del gioco[156]

Final Fantasy VI fu l'ultimo titolo della serie a essere sviluppato per console a 16 bit e in 2D, con un gruppo di programmatori ormai esperti e in grado di sfruttare al massimo le potenzialità espressive del Super Nintendo. Tra gli sviluppatori, Yoshinori Kitase affermò in seguito di rimpiangere i tempi in cui fu realizzato il gioco, poiché le limitazioni del sistema costringevano i programmatori a delle soluzioni creative e a fare il massimo con quello che avevano a disposizione.[19] Final Fantasy VI presentava comunque dei decisi miglioramenti grafici e sonori rispetto ai titoli precedenti della serie.[148] Il gioco rappresentava idealmente una summa degli elementi di forza dei primi capitoli,[130] ma deviava al tempo stesso dallo schema tipico che si era succeduto fino a quel punto. Fino ad allora, infatti, i Final Fantasy si erano distinti per la presenza di certi elementi di fondo comuni, come la presenza dei cristalli, di forze oscure in grado di minacciare l'equilibrio del mondo, dell'eterna lotta tra il bene e il male e di ambientazioni fantasy; il sesto capitolo sconvolse radicalmente questo schema[17] e indirizzò l'intero genere verso nuovi stilemi narrativi e creativi.[19]

Final Fantasy VI venne a posteriori considerato dalla critica come una vera e propria pietra miliare nel panorama dei giochi di ruolo.[15] IGN ha affermato che «Final Fantasy VI fornì ai giocatori un'esperienza semplicemente mai avuta prima», rivoluzionando e perfezionando il modo in cui un videogioco veniva narrato,[15] mentre nella sua classifica dei migliori giochi di ruolo, affermò che «Final Fantasy VI condusse improvvisamente i giocatori verso una nuova generazione».[12] Fu uno dei primi videogiochi della storia a presentare con successo una trama ricca, complessa e narrata da molteplici punti di vista,[157] con la presenza di numerose scene drammatiche[136][158] che ebbero un forte impatto emotivo sui giocatori,[32] oltre a introdurre un gameplay che dava per la prima volta la possibilità di cambiare i membri del gruppo a piacimento, personalizzare i personaggi e gli stili di combattimento con abilità specifiche e il sistema degli Esper,[145] numerosi eventi alterabili in base alle scelte del giocatore, dei personaggi complessi e con dei veri e propri drammi esistenziali alle spalle[112] e un'ambientazione steampunk, che deviava decisamente rispetto ai mondi fantasy e medievaleggianti onnipresenti nei giochi di ruolo fino ad allora.[17] Kitase dichiarò che l'influenza di Final Fantasy VI fu in parte responsabile della maggiore enfasi posta dagli sviluppatori sulla creazione dei personaggi nei successivi titoli della saga.[19]

Dopo Final Fantasy IV, che gettò le basi per la popolarità della serie, Final Fantasy VI venne considerato il titolo che consolidò e perfezionò l'intero panorama dei giochi di ruolo, definendo uno standard su tutti i livelli — grafica, sonoro, trama e gameplay[145] — che per molti fan è rimasto insuperato nella serie.[15] Negli anni seguenti alla sua uscita, influenzò lo stile e la trama di numerosi giochi di ruolo, come Wild Arms, Suikoden, alcuni capitoli della saga di Dragon Quest, Grandia, Chrono Trigger, tutti i titoli sviluppati utilizzando il motore RPG Maker, Final Fantasy VII e molti altri capitoli della serie, assurgendo a titolo di riferimento per l'intero genere.[130] GamesRadar lo nominò uno dei giochi più influenti della quarta generazione dei videogiochi, sostenendo che «Final Fantasy VI è in grado di cambiare per sempre il modo in cui un giocatore vede il mondo videoludico».[159] GT Reviews lo considera invece uno dei giochi di ruolo più importanti di tutti i tempi, definendolo «un vero e proprio classico» e «un titolo che ha "modellato" le trame dei videogiochi», citando anche le numerose innovazioni nel gameplay.[160] Il sito web ScrewAttack sostiene che «Final Fantasy VI è un videogioco che ha anticipato tutto. Dalla leggendaria introduzione di Terra e i Blindati Magitek fra la neve, era molto chiaro che questo gioco era stato creato da un gruppo di programmatori che stava lavorando al massimo. [...] In un'epoca in cui tutti gli sviluppatori di videogiochi avevano ormai accettato il fatto che numerose idee dovevano essere scartate a causa del limitato spazio del sistema, Final Fantasy VI ha dimostrato all'intera industria che, nonostante le molteplici barriere imposte dalle console, i giochi potevano comunque avere trame al pari della letteratura, ci ha dimostrato che la grafica, seppur semplicistica, poteva evocare forti emozioni e pensieri, proprio come tutti gli altri medium, e possibilmente in una maniera che non può essere imitata. Final Fantasy VI è stato il primo esempio di vera narrazione videoludica, e per molti di noi, la prova che i videogiochi possono essere molto più di semplici videogiochi. Essi possono, infatti, essere arte».[161]

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Una presentazione della conferenza SIGGRAPH, dove vennero mostrate sequenze di Final Fantasy VI: The Interactive CG Game

«Nell'agosto del '95, una delle più grandi conferenze degli USA, SIGGRAPH, si tenne a Los Angeles. Allora non sapevamo come doveva essere il gioco di ruolo di nuova generazione, così, come una specie di esperimento, creammo una demo interattiva in CG e la presentammo al pubblico. Si concentrava sulle battaglie in tempo reale e a base poligonale.»

(Hironobu Sakaguchi in un'intervista a PlayStation Underground[162])

Final Fantasy VI: The Interactive CG Game — conosciuta anche come Final Fantasy SGI demo o Final Fantasy x, da non confondere con Final Fantasy X — è una breve demo realizzata da Square nell'agosto del 1995 utilizzando personaggi e ambientazioni di Final Fantasy VI. Venne prodotta utilizzando l'allora moderna tecnologia Silicon Graphics (SGI), appena acquisita da Square. Si trattò del primo passaggio dell'azienda alla grafica 3D, e molti pensarono che si trattasse di un nuovo titolo della serie per Nintendo 64, il quale utilizzava, appunto, hardware SGI.[163] La Square, tuttavia, non era impegnata con console Nintendo ai tempi della realizzazione della demo, e la tecnologia mostrata venne in seguito utilizzata in alcune sequenze di Final Fantasy VII e futuri giochi per PlayStation. La demo mostrava Terra, Locke e Shadow in una battaglia contro un Golem, ed era controllata soprattutto tramite mouse: per esempio, formare una stella con il cursore evocava un drago per attaccare.[164][165]

Il 27 aprile 2010, il produttore di Square Enix, Shinji Hashimoto, dichiarò che lo sviluppo di un remake di Final Fantasy VI per Nintendo DS era «incerto» a causa di «problemi tecnici».[166] In seguito, tuttavia, la Square prese in considerazione la possibilità di un remake di Final Fantasy VI e Final Fantasy V per Nintendo 3DS.[167] Nel 2015, Tetsuya Nomura ha espresso un forte interesse nello sviluppo di un remake del sesto capitolo della saga subito dopo quello di Final Fantasy VII.[168]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Tony Ponce, Peek into the development of Final Fantasy VI, su Destructoid. URL consultato il 14 maggio 2014 (archiviato il 14 maggio 2014).
  2. ^ (EN) Jeremy Parish, Reflecting on 25 Years with Final Fantasy Composer Nobuo Uematsu, su 1UP.com, 10 dicembre 2012. URL consultato il 14 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2013).
  3. ^ a b c (EN) Final Fantasy III for Super Nintendo GameRankings, su GameRankings. URL consultato l'11 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2019).
  4. ^ a b c (EN) Final Fantasy VI for Game Boy Advance Reviews, su GameFAQs. URL consultato il 3 settembre 2014 (archiviato il 30 settembre 2014).
  5. ^ a b c d e (EN) Final Fantasy III, in GamePro, vol. 64, n. 11, pp. 192-194.
  6. ^ a b c d e f g (EN) Final Fantasy III SNES (1994) Reviews, su Mobygames. URL consultato il 15 novembre 2014 (archiviato il 6 ottobre 2014).
  7. ^ a b c (EN) Nintendo Power ranks the top 285 Nintendo games of all time, su Nintendo Everything. URL consultato l'11 maggio 2014 (archiviato il 2 novembre 2016).
  8. ^ a b (EN) Top 100 Games of All Time, su MeltedJoystick. URL consultato il 10 giugno 2015 (archiviato il 30 maggio 2015).
  9. ^ (EN) The Top 50 Games of All Time, su Leviathyn. URL consultato il 30 giugno 2015 (archiviato il 27 aprile 2015).
  10. ^ a b c (EN) Ranking the Final Fantasy Series, IGN, 29 dicembre 2009. URL consultato l'11 maggio 2014 (archiviato il 9 marzo 2014).
  11. ^ a b (EN) The 25 best Final Fantasy games, su GamesRadar. URL consultato il 30 luglio 2014 (archiviato il 19 novembre 2012).
  12. ^ a b c d e (EN) Final Fantasy VI - #1 RPG, su IGN. URL consultato il 18 giugno 2014 (archiviato il 14 aprile 2014).
  13. ^ a b (EN) Titles of game software with worldwide shipments exceeding 1 million copies (PDF), su Square Enix, p. 27. URL consultato il 14 maggio 2014 (archiviato il 9 novembre 2013).
  14. ^ a b (EN) The top 50 best-selling games of all time in Japan, su Nintendo Everything. URL consultato il 29 luglio 2014 (archiviato il 20 novembre 2020).
  15. ^ a b c d e f g (EN) IGN Videogame Hall of Fame: Final Fantasy III (US), su IGN (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2013).
  16. ^ a b c (EN) The EGM Hot 50, in Electronic Gaming Monthly, vol. 69, n. 4, p. 46.
  17. ^ a b c (EN) David Pucik, Steampunk Gaming: Getting in the Mood, su tor.com, 8 ottobre 2009. URL consultato il 13 maggio 2014 (archiviato il 14 maggio 2014).
  18. ^ a b c d e f Manuale Final Fantasy VI.
  19. ^ a b c d e f g h i j k l m (EN) The Making Of: Final Fantasy VI, su Edge, 5 agosto 2013. URL consultato l'11 maggio 2014 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2013).
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