Filippo Smaldone

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San Filippo Smaldone
Statua di San Filippo Smaldone nel Duomo di Lecce
Statua di San Filippo Smaldone nel Duomo di Lecce

Presbitero e fondatore

Nascita Napoli, 27 luglio 1848
Morte Lecce, 4 giugno 1923
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione Roma, 12 maggio 1996, da papa Giovanni Paolo II
Canonizzazione Roma, 15 ottobre 2006, da papa Benedetto XVI
Santuario principale Chiesa della Madre di Dio o delle Scalze Lecce
Ricorrenza 4 giugno
Attributi abito talare
Patrono di sordomuti

Filippo Smaldone (Napoli, 27 luglio 1848Lecce, 4 giugno 1923) è stato un presbitero italiano, fondatore della congregazione delle suore Salesiane dei Sacri Cuori per l'educazione dei sordomuti: beatificato nel 1996, è stato proclamato santo da papa Benedetto XVI nel 2006.

"Questo generoso sacerdote, perla del Clero meridionale, Fondatore delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, impegnate in modo prioritario nell'educazione dei sordomuti, viene oggi proposto alla venerazione della Chiesa universale, affinché tutti i fedeli seguendone l'esempio sappiano testimoniare il Vangelo della Carità nel nostro tempo, in particolare, mediante la sollecitudine verso i più bisognosi"[1] (Giovanni Paolo II).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Napoli, primo figlio di sette, da Antonio e Maria Concetta De Luca, una famiglia agiata nel quartiere di Borgo Loreto, nel 1848, un periodo di grandi cambiamenti politici e contrasti sociali, che videro il crollo della monarchia Borbonica, a cui la famiglia di Filippo era fortemente legata, per fare spazio al nascente regno d'italia, e le difficoltà in cui si trovò la Chiesa napoletana per l'esilio dell'arcivescovo Sisto Riario Sforza, che influirono non poco sul suo percorso, ostacolato sin d'agli albori.

Nel 1858 riceve la prima Comunione in anticipo alle consuetudini e dopo quattro la Cresima, dove avverte la vocazione al secerdozio, grazie anche al nuovo modo di fare catechismo, più vicino al popolo, di sant'Alfonso Maria de' Liguori.

Ma le trasformazioni politiche e sociali avvenute, gli impongono il seminariato da esterno dal 1863 al 1868

Si dedicò dunque agli studi di teologia e filosofia, non tralasciando di dedicarsi alla catechesi alle opere di carità ai poveri e bisognosi della sua città e l'assistenza ai sordomuti definiti dalla chiesa di allora infedeli e pagani.

Purtroppo gli studi furono il suo cruccio, arma di denigrazione del nuovo clero napoletano, che lo giudicò scarsissimo di talento ed insufficiente a proseguire gli studi, costringendolo a scegliere di farsi incardinare in un'altra diocesi. Lui sceglie quella di Rossano Calabro dove grazie alla stima dell'Arcivescovo Pietro Cilento, per le sue alte doti di uomo di carità, viene consacrato sacerdote nel 1871, per poi essere reintegrato finalmente a Napoli nel 1876.

Nel frattempo Filippo aveva acquisito una notevole conoscenza ed esperienza delle problematiche dei Sordomuti, grazie alla strenua collaborazione con don Lorenzo Apicella, direttore della Pia Casa per i sordomuti di Santa Maria ai Monti in Napoli, tant'è che dallo stesso Apicella fu incaricato di organizzare l'assistenza ai sordomuti nel napoletano, a Salerno, Sorrento, Ischia ed Amalfi. Nel 1880 fu inviato a Milano al Congresso Internazionale dei Maestri per Sordomuti, in qualità di esperto e nel 1882 fu nominato Direttore Spirituale dell'Istituto per non udenti di Molfetta.

Nel 1884, a Napoli, scoppia un'epidemia di colera che fece migliaia di vittime tra le quali doveva esserci anche lo stesso Filippo Smaldone, che dopo aver prestato assistenza agli ammalati si ritrovò anch'egli contagiato, al punto tale che le persone più vicine, dandolo per spacciato, pubblicarono sui giornali un necrologio e fecero celebrare messe in suffragio. Per sua fortuna e grazie all'intercessione della Madonna di Pompei si salvò.

In quell'anno, ancora convalescente dopo essere guarito dal colera, aveva definito le Regole per la nascente Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, un progetto accarezzato lungamente e che vide finalmente muovere i primi passi nella primavera del 1885, quando insieme a don Luigi Apicella parti per Lecce a fondare il primo Istituto per Sordomuti. Il 27 gennaio 1895 Mons. Salvatore Luigi Zola approva le Regole e nel 1889 Apicella cede la casa di Lecce a Filippo che ne divenne direttore.

Da quel momento l'impegno divenne sempre più grande, con la fondazione di nuove case per i sordomuti a Bari, Lecce sino ad arrivare a Roma e non ci si soffermava solo ai sordomuti, ma anche all'infanzia abbandonata ed alle bambine cieche, ai più bisognosi.

Il suo impegno e la sua opera possono essere tranquillamente accostate a quelle di Luigi Orione e Luigi Guanella

La sua opera di sostegno ed educazione morale dei sordomuti gli valse, tra l'altro, la decorazione Croce pro Ecclesia et Pontifice e la nomina a canonico della .Cattedrale di Lecce.

Ammalato di diabete, morì il 4 giugno 1923 nella città salentina dove operò per gran parte della sua vita.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Fu papa Giovanni Paolo II a volere la beatificazione di Smaldone che avvenne il 12 maggio 1996, mentre papa Benedetto XVI, il 15 ottobre 2006 durante una cerimonia solenne in Piazza San Pietro, lo ha nominato santo, con Rafael Guízar Valencia, Rosa Venerini e Theodore Guérin.

Diversi sono gli episodi che lo portano al processo di canonizzazione dove decisivo fu quello ad una suora delle salesiane dei Sacri Cuori, che sarebbe stata "miracolosamete" guarita da una gravissima malattia toracica, che i medici avevano considerato come inguaribile.

Le sue spoglie sono custodite presso la cappella della Casa Madre delle suore salesiane in Lecce (Chiesa della Madre di Dio e di San Nicolò)

Santo napoletano[modifica | modifica wikitesto]

Tra i tantissimi Santi, caso unico in Italia e diviso solo con Venezia, che la città di Napoli annovera tra i suoi Patroni e conpatroni, San Filippo Smaldone è il primo santo nato ufficialmente nella città di Napoli; essa infatti annovera al momento soltanto una santa, Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe nata nel quartiere popolare di Montecalvario nel 1715, mentre Alfonso Maria de' Liguori e Giuseppe Moscati, che la chiesa napoletana ha sempre considerato come suoi santi, sono nati l'uno a Marianella (al tempo comune a sé) e l'altro a Benevento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ SCUOLA BARLETTA, Filippo diventa Santo, sacricuoribarletta.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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