Filippo Re

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Filippo Re

Filippo Re (Reggio nell'Emilia, 20 luglio 1763Reggio nell'Emilia, 26 marzo 1817) è stato un botanico e agronomo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Rinaldo e Marianna Vezzani. La famiglia era di origini lombarde, dedita al commercio e trasferitasi a Reggio Emilia alla fine del XVII secolo. Il nonno di Filippo, Antonio Re, ottenne l'appalto delle gabelle dal Duca Francesco III d'Este nel 1720, divenendo assai facoltoso e ottenendo il titolo di conte per i suoi figli e successori.

Filippo studiò dai Gesuiti a Ravenna e, con la soppressione dell'ordine nel 1773, terminò gli studi a Reggio Emilia, ottenendo il diploma in scienze matematiche nel 1781. Fin da quell'epoca si dedicò allo studio delle piante nell'orto di famiglia a S. Croce e in un fondo a Villa Cella (frazioni di Reggio Emilia), poi approfondito in lunghi viaggi di osservazione sull'Appennino e in Toscana.

È nello storico Palazzo di Filippo Re in via Fontanelli 3 ornato da affreschi del 1800, a Reggio Emilia, dove l'insigne agronomo-scienziato compie le sue prime osservazioni e coltivazioni. Il giardino di famiglia in via Fontanelli 3 diventa presto un luogo di studio, attrezzato per la coltura vivaistica e con la presenza di serre per l'acclimatazione delle specie più esigenti.

Tra fiori di ogni tipo l'ultimo degli alberi sopravvissuti è un grande melograno addossato al muro di casa che ha vegetato nel giardino di via Fontanelli 3 fino al 1939. Sulla casa di via Fontanelli 3 c'è ancora una lapide con la scritta "In questa casa nacque lungamente abitò e venne a morire Filippo Re e l'orticello qua dentro si gloria di essere stato caro ed utile al principe degli agronomi, 1763-1815".

La casa di Filippo Re in via Fontanelli era sorta sui confini dell'abitato longobardo, identificati inoltre nelle attuali via Toschi, via Arcipretura e in un tratto della via Emilia. Resti delle antiche residenze romane sono stati riscontrati all'interno del perimetro fra via Fontanelli, via Toschi, via Arcipretura e via Emilia.

Nel 1790 ottenne la cattedra di agraria presso il liceo reggiano. Raccolse un erbario con 7835 diversi esemplari che oggi si conserva ai Musei Civici di Reggio Emilia. In politica fu in posizione moderata (a differenza del fratello Antonio, più filo-duchista). Nel 1803 ebbe una cattedra universitaria a Bologna (e il rettorato nel 1805-1806) e dal 1809 al 1814 coordinò un'inchiesta agraria nel Regno d'Italia, pubblicata negli Annali dell'Agricoltura del Regno d'Italia da lui stesso diretti.

Dopo la Restaurazione fu docente di agraria e botanica all'Università di Modena. Fu per molti anni considerato uno dei massimi studiosi di agricoltura del suo tempo. Morì di tifo.

Il ruolo nella storia dell'agronomia[modifica | modifica wikitesto]

Filippo Re è l'agronomo le cui opere sono più lette, in Italia, nel corso dell'Ottocento, rispetto ad ogni altro cultore di studi agrari: dalle prime edizioni all'alba dell'Ottocento i suoi trattati sono ristampati e acquistati da proprietari e fattori fino ed oltre il 1850.

L'opera di Filippo Re è stato oggetto di studi e valutazioni nei primi decenni del Novecento, ha quindi conosciuto un lungo periodo di disinteresse, per essere al centro di nuova attenzione tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta del secolo scorso. Alcuni studiosi di formazione letteraria, al primo posto Ezio Raimondi, hanno voluto vedere in Re il grande sperimentatore, il continuatore, nella sfera agronomica, di Galileo, studiosi di matrice naturalistica, quali Gabriele Goidanich, hanno identificato, invece, nell'agronom o reggiano il tutore della tradizione che si è opposto tenacemente alla conversione dell'agronomia tradizionale, di matrice empirica, in scienza nuova fondata sull'applicazione della chimica, della fisiologia vegetale, della fitopatologia.

In scritti successivi Antonio Saltini ha dimostrato che, venti anni dopo la rivoluzione di Lavoisier, Re professa un'idea della materia a metà tra peripatetismo e dottrina del flogisto, la curiosa teoria di Stahal che si oppone ai progressi della chimica di Boyle, che cinque-dieci anni dopo il manifesto della nuova fisiologia vegetale di De Saussure Re, che ignora lo scienziato elvetico, è fermamente ancorato alla curiosa idea di uno "stomaco" terrestre delle piante, la chimera che la suggestionato i naturalisti del Seicento, e che dopo quarant'anni dalle scoperte di Targioni Tozzetti e di Fontana sui funghi patogeni dei cereali e dei legumi immagina la più fantasiosa classificazione delle malattie delle piante trascrivendo le categorie delle malattie umane concepite dalla retroguardia della medicina dell'epoca, fissa ai sintomi esteriori, incapace di affrontare le indagini patologiche che hanno costituito il vanto dei grandi medici italiani da Redi a Vallisnieri, da Ramazzini a Cestoni. Rifiutando il contributo della chimica, e quello della microscopia, al sapere agronomico, in decenni di straordinario fervore di scoperte scientifiche Re propone una dottrina agronomica che nessun progresso segna, sottolinea Saltini, rispetto a quella del latino Columella.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Stirpes in horto fratrum Re Regii Lepidi hospitantes - s.i.t. 1798
  • Elementi di economia campestre ad uso de' licei del Regno d'Italia del cav. Filippo Re - Milano, dalla tipografia di Francesco Sonzogno di Gio. Batt. stampatore e librajo, corsia de' Servi, n. 596, 1808
  • Saggio sopra la storia dell'agricoltura reggiana - Milano, 1809
  • Dei letami e delle altre sostanze adoperate in Italia per migliorare i terreni e del come profittarne - Mira, 1810
  • Istruzione sul modo di coltivare il cotone - Milano, 1810
  • Saggio sulla coltivazione e su gli usi del pomo di terra e specialmente come valga a migliorare i terreni - Milano, 1817
  • Della maniera di leggere con profitto le opere di agricoltura: discorso - San Vito, Tip. Pascatti, 1842

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Saltini, Storia delle scienze agrarie, vol. II, I secoli della rivoluzione agraria, Edagricole, Bologna 1987, pp. 649–678
  • Casali Carlo, Filippo Re, Off. Graf. Fasciste, Reggio E. 1930
  • De Horatiis P.F., Gli agronomi illustri. Note biografiche, Brigola & c., Milano 1879
  • Deputaz. Storia Patria Antiche Provincie Modenesi, Atti e memorie del convegno in onore di Filippo Re, Comune e Provincia, Reggio Emilia 1964

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