Filippo Nicolai

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Filippo Nicolai
NascitaCaprarola, 12 luglio 1916
MortePetrowka, 21 febbraio 1942
Cause della mortecaduto in combattimento
Luogo di sepolturacimitero di Caprarola
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaGenio
Unità21ª Compagnia, IX Battaglione, 2º Reggimento genio pontieri
GradoSottotenente di complemento
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneInvasione della Jugoslavia
Campagna di Russia
BattaglieBattaglia delle Alpi Occidentali
Decorazioniqui
voci di militari presenti su Wikipedia

Filippo Nicolai (Caprarola, 12 luglio 1916Petrowka, 21 febbraio 1942) è stato un militare italiano, decorato di Medaglia d'oro al valor militare alla memoria durante la seconda guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Caprarola (provincia di Viterbo) il 12 luglio 1916, figlio di Nicola e Fausta Salvatori, e dopo aver conseguito il diploma di geometra iniziò a frequentare la Facoltà di Scienze Matematiche e Statistiche presso l'Università di Roma. Chiamato a prestare servizio militare frequenta il Corso Allievi Ufficiali di complemento a Pavia, da cui esce con il grado di sottotenente assegnato all'Arma del Genio.

All'atto dell'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940, viene assegnato al 1º Reggimento genio pontieri con il quale prende parte alle operazioni sul fronte occidentale e, nell'aprile 1941, alla campagna contro la Jugoslavia. Rientrato in Patria nel luglio successivo, subito dopo partì per il fronte russo[1] in forza alla 21ª Compagnia, IX Battaglione, comandato dal maggiore Giuseppe Montaretto, del 2º Reggimento genio pontieri assegnato al CSIR.[1]

Durante l'avanzata del corpo di spedizione, tra il 3 e il 4 settembre prese parte ad un'azione di ripristino di un ponte ligneo sul Dnjepr lungo circa 1.300 metri, distrutto e danneggiato in più punti.[2] Per tale azione fu decorato “sul campo” con la Medaglia d'argento al valor militare e con la Croce di Ferro di II classe tedesca consegnategli personalmente dal generale Giovanni Messe in occasione della festività di Santa Barbara il 4 dicembre 1941.[2]

Nel febbraio del 1942 il I e il IX Battaglione pontieri furono inviati nella zona Demurino-Majewaja, ma appena giunti in zona di operazioni un violento attacco aereo, che causò gravi perdite, ne compromise l'operatività. Il IX Battaglione eseguì poi lavori di ripristino delle piste e rese praticabile al transito stradale il terrapieno della ferrovia Wladimirjewka-Grischino, consentendo la ripresa del flusso dei rifornimenti e l’afflusso di numerosi reparti dello CSIR.[3] I due battaglioni presero parte ad altri combattimenti, e nella notte fra il 20 ed il 21 febbraio 1942 il IX Battaglione andò all'attacco della cittadina di Petrowka, vicino a Nikolaevka che fu conquistata dopo un'ora e mezzo di duri combattimenti.[3]

Il battaglione subì gravi perdite, caddero due comandanti di compagnia[N 1] ed egli rimasto ferito mortalmente, continuò ad incitare i suoi sottoposti ad andare all'attacco. Per questo fatto fu insignito della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.[3]

Seppellito dapprima nel cimitero militare di Petrowka, le sue spoglie mortali furono successivamente riportate in Italia e ora si trovano presso il cimitero di Caprarola.

Per onorarne la memoria gli sono state intitolate vie a Roma e Caprarola, una Caserma della Scuola del Genio a Cecchignola e una caserma del Genio Pontieri a Piacenza.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Esemplare figura di ufficiale e di combattente, che, a spiccate qualità di comandante, univa integro sentimento e marziale carattere. Decorato di medaglia d'argento per avere, quale comandante di plotone pontieri in difficili condizioni, riattivato numerose volte un ponte interrotto dalla artiglieria nemica. Destinato, durante la lotta invernale, a difendere, in una fase incerta di aspro combattimento, un abitato contro cui faceva leva la pressione schiacciante di superiori forze avversarie, reagiva con strenuo impeto ed indomita tenacia, anche quando gli assalitori lo avevano accerchiato su posizioni avanzate. Asserragliatosi, anziché arretrare, teneva testa ai rinnovati urti del nemico, sul quale, sprezzando lo strazio di mortale ferita, si avventava con un pugno di superstiti e, vietato ai suoi di soccorrerlo, cadeva, incitando alla mischia. Petrowka (Fronte Russo), 21 febbraio 1942.[4]
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Ufficiale ardito ed entusiasta rinunciava al congedamento per partecipare alla guerra. Nella ricognizione di un ponte danneggiato dal nemico in ritirata, incurante della reazione di fuoco di questo, cheancora occupava la sponda opposta del fiume, assolveva il compito in modo brillante. Successivamente, durante il gittamento di un ponte sotto fuoco, assolveva con calma e perizia il difficile compito di Ufficiale alla testa del ponte. In numerose occasioni si prestava volontario per riattare il ponte danneggiato dal fuoco nemico, assolvendo sempre il compito in modo brillante. Dnjepropetrowsk 31 agosto-30 settembre 1941.»

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di II classe (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe (Germania)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si trattava del comandante della 21ª Compagnia, capitano Italo Ciocchi e della 23ª, capitano Carlo Munaro.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Moreni 2011, p. 78.
  2. ^ a b Moreni 2011, p. 79.
  3. ^ a b c Moreni 2011, p. 81.
  4. ^ [1] Sito Quirinale scheda 45560

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Moreni, Le operazioni del genio pontieri in Russia, in Rivista Militare, n. 1, Roma, Stato Maggiore dell'Esercito, 2011, pp. 78-83.