Filippo Eredia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Filippo Eredia (Catania, 10 febbraio 1877Roma, 14 febbraio 1948) è stato un geofisico, meteorologo e accademico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Frequenta la Facoltà di Fisica all'Università degli Studi di Catania e ancora prima della laurea, che ottenne del 1901, divenne assistente all'Osservatorio Astrofisico di Catania. Dal 1901 al 1904 ricoprì il ruolo di assistente all'Istituto di Fisica dell'università della sua città. Studioso di meteorologia, entrò nel 1905 all'ufficio centrale meteorologico di Roma, dove rimase fino al 1926, raggiungendo la carica di geofisico capo. Nel 1913 insegnò Meteorologia alla Sapienza-Università di Roma dove, nel novembre del 1918, fece parte della commissione d'esame che valutò la prova di ammissione di Enrico Fermi alla Scuola normale superiore di Pisa.

Successivamente si dedicò con profitto alle previsioni del tempo, divenendo uno dei massimi esperti.[1]

Nominato direttore del servizio geofisico dell'aeronautica, partecipò alla spedizione polare Amundsen-Ellsworth col dirigibile Norge, e successivamente alle crociere atlantiche del 1931 e 1933.

Si occupò anche di meteorologia medica, di termodinamica e anemologia dell'atmosfera, e si impegnò nella stesura di molti trattati e scritti divulgativi, partecipò a conferenze scientifiche e collaborò con molti periodici.

Dal 1934 al 1937 insegnò Meteorologia e Oceanografia all'Istituto Superiore Navale di Napoli, nel 1938 si trasferì all'Università di Roma. Nel frattempo fondò la Rivista di Meteorologia Aeronautica.

Fece parte dei più importanti organismi geofisici e meteorologici internazionali e fu insegnante all'Accademia Aeronautica e alla Scuola di guerra aerea.

Massone, fu iniziato nella Loggia "Universo" di Roma nel 1912[2].

A nome suo era intitolato l'aeroporto internazionale di Catania Fontanarossa (nel 2008 la Provincia Regionale di Catania lo intitolò a Vincenzo Bellini). A suo nome è anche intitolata la Scuola enologica di Catania.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La vita, su sito ufficiale. URL consultato il 2 maggio 2012.
  2. ^ V. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, p.112.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN88884108 · ISNI (EN0000 0000 6213 5075 · SBN IT\ICCU\RAVV\055151 · BAV ADV10166306 · WorldCat Identities (EN88884108