Filippo Buondelmonti degli Scolari

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Filippo Buondelmonti degli Scolari
Andrea del Castagno 004.jpg
Andrea del Castagno, Philippus Hispanus Descolaris, Ciclo degli uomini e donne illustri, da Villa Carducci
1369 – 1426
SoprannomePippo Spano
Nato aTizzano
Morto aLipova
Luogo di sepolturaSzékesfehérvár (Ungheria)
Dati militari
Paese servitoRegno di Ungheria
SpecialitàCondottiere
UnitàCavalleria
GuerreGuerre ottomano-ungheresi, Guerra tra Repubblica di Venezia e Regno d'Ungheria
BattaglieBattaglia di Nicopoli
Altre caricheMercante
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Pippo Spano nel pantheon di Seghedino

Filippo Buondelmonti degli Scolari, meglio noto come Pippo Spano (Tizzano, 1369Lipova, 1426), è stato un condottiero e mercante italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Tizzano, vicino a Firenze, da una famiglia di nobile lignaggio, si recò in Ungheria all'età di tredici anni[1] al seguito di un mercante fiorentino, dove lavorò presso l'arcivescovo Demetrio di Strigonio (Esztergom) fino al 1387, quando passò al servizio del re Sigismondo di Lussemburgo. Dopo aver partecipato fra le file crociate alla vittoriosa Battaglia di Nicopoli (1396)[1], nel 1407 venne nominato spano di Temesvár, il suo soprannome è dovuto infatti alla traduzione con "spano" del titolo amministrativo ungherese di "Ispán". Tra le sue numerose missioni conquistò la Bosnia (di cui venne nominato governatore) e la Serbia e sconfisse i turchi in varie battaglie (1411-1412); vinse anche contro Venezia, che dovette cedergli Aquileia e Udine.

Fu inviato anche in Italia ed una sua missione importante fu quella di far partecipare al concilio di Costanza l'antipapa Giovanni XXIII. Con le sue doti di politico riuscì a diventare governatore dell'Ungheria, sposò Barbara di Ozora e morì, cinquantasettenne, in circostanze non chiare (secondo alcuni fu torturato ed ucciso per aver fallito una missione).

Sul piano militare, fu famoso presso i suoi contemporanei per la brutalità e la spietatezza delle sue condotte di guerra, inusuali per il teatro bellico italiano dell'epoca (era noto per tagliare la mano destra dei prigionieri da lui rilasciati, per impedire che potessero riprendere le armi in futuro)[2].

I suoi resti furono sepolti a Székesfehérvár (Alba Reale), accanto alle tombe dei re Ungheresi. Al suo funerale partecipò lo stesso imperatore Sigismondo.

Nel 1517 Lorenzo Buondelmonti fece dipingere, da Jacopo di Michele detto Jacone, sulla facciata di un palazzo di fronte a Santa Trinità a Firenze, le imprese di Pippo Spano, oggi andate perdute. Di Pippo Spano esiste anche un ritratto di Andrea del Castagno, nella serie dei fiorentini illustri.

Fu anche un amante dell'arte e molto probabilmente fu lui a chiamare in Ungheria Masolino da Panicale che stava lavorando agli affreschi della Cappella Brancacci, per far dipingere la sua cappella a Székesfehérvár[3], permettendo così al suo allievo Masaccio di continuare l'opera, terminata poi da Filippino Lippi. Fornì inoltre i fondi per la costruzione, a Firenze, della Rotonda di Santa Maria degli Angeli, realizzata dopo la sua morte dal Brunelleschi[3]. Compare anche nella Novella del Grasso legnaiuolo, ed al suo seguito il protagonista, eccellente ebanista, si rifugia in Ungheria dove diviene ricco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Mallett Michael, Signori e mercenari - La guerra nell'Italia del Rinascimento, Bologna, Il Mulino, 2006, p. 71, ISBN 88-15-11407-6.
  2. ^ Mallett 2006, pp. 72-202
  3. ^ a b Mallett 2006, P. 72

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Sieni, I segreti di Firenze, Edizioni Le Lettere, 1995
  • Domenico Mellini, Vita Di Filippo Scolari, Volgarmente Chiamato Pippo Spano, Sermartelli, Firenze, 1570
  • Mallett Michael, Signori e mercenari - La guerra nell'Italia del Rinascimento, Bologna, Il Mulino, 2006, ISBN 88-15-11407-6.

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