Filippo Bernardini

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Filippo Bernardini
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti
Nato 11 novembre 1884 a Ussita
Ordinato presbitero 12 marzo 1910
Nominato arcivescovo 13 marzo 1933 da papa Pio XI
Consacrato arcivescovo 21 maggio 1933 dal cardinale Pietro Fumasoni Biondi
Deceduto 26 agosto 1954 (69 anni) a Roma

Filippo Bernardini (Ussita, 11 novembre 1884Roma, 26 agosto 1954) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Filippo Bernardini nacque a Pieve di Ussita l'11 novembre 1884.

Fu ordinato presbitero il 12 marzo 1910.

Il 13 marzo 1933 papa Pio XI lo nominò arcivescovo titolare di Antiochia di Pisidia e delegato apostolico in Australia. Ricevette l'ordinazione episcopale il 21 maggio successivo dal cardinale Pietro Fumasoni Biondi, prefetto della Congregazione de Propaganda Fide, coconsacranti gli arcivescovi Giuseppe Pizzardo, segretario della Congregazione per gli affari ecclesiastici straordinari, e Carlo Salotti, segretario della Congregazione de Propaganda Fide.

Il 10 ottobre 1935 fu trasferito alla nunziatura in Svizzera. In questo ruolo, lavorò come diplomatico in un paese neutrale durante il periodo della seconda guerra mondiale e della Shoah. Michael Phayer afferma che Bernardini fu tra i molti diplomatici vaticani che agirono con onore nell'assistere gli ebrei durante l'Olocausto.[1] Informò i vertici della Santa Sede circa i piani nazisti contro gli ebrei.[2] Nel 1944 fu determinante nel mantenere le linee di comunicazione tra Lelio Vittorio Valobra, capo della clandestina DELASEM e organizzazione del soccorso ebraico a Zurigo, e Francesco Repetto, che si trovava ancora a Genova. Alla curia di genovese pervennero molte lettere di ebrei alla ricerca di notizie dei loro parenti e conoscenti nel nord Italia.[3] Il flusso di denaro tra la Svizzera (dove erano attivi Valobra e Raffaele Cantoni) e la sede genovese del DELASEM rimase sempre attiva in parte grazie all'assistenza di Bernardini.[4]

Dopo la guerra, il 12 gennaio 1953, Bernardini venne nominato segretario della Congregazione de Propaganda Fide, ma morì l'anno seguente.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michael Phayer; The Catholic Church and the Holocaust 1930-1965; Indiana University Press; 2000; p.83
  2. ^ Michael Phayer; The Catholic Church and the Holocaust 1930-1965; Indiana University Press; 2000; p.87
  3. ^ Sandro Antonini, L'ultima Diaspora. Soccorso ebraico durante la seconda guerra mondiale, (De Ferrari: Genova 2005)
  4. ^ Enzo Collotti (a cura di), Ebrei in Toscana tra occupazione tedesca e RSI, 2 voll. (Carocci: Roma 2007)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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