Fight-or-flight response

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Fight or flight?

La fight-or-flight response (detta anche ipereccitazione o reazione acuta da stress; in italiano si potrebbe tradurre «reazione di "attacco o fuga"») è una reazione fisiologica che si manifesta in risposta a un evento dannoso, attacco, o minaccia alla sopravvivenza.[1] Fu descritta per la prima volta da Walter Bradford Cannon.[2][3] La sua teoria afferma che gli animali reagiscono alle minacce con una scarica generale del sistema nervoso simpatico, il che prepara l'animale a combattere o a fuggire.[4] Più specificamente, la midollare del surrene produce una cascata ormonale che determina la secrezione di catecolamine, specialmente noradrenalina e adrenalina.[5] Anche gli ormoni estrogeno, testosterone, e cortisolo, assieme ai neurotrasmettitori dopamina e serotonina influenzano il modo in cui gli organismi reagiscono allo stress.[6]

Questa reazione è riconosciuta come il primo stadio della sindrome generale di adattamento che regola le reazioni allo stress nei vertebrati ed in altri organismi.[7]

Shelley Taylor ha ipotizzato anche una connotazione di genere, nel senso che la fight-or-flight response sarebbe una reazione tipicamente maschile, mentre la risposta allo stress prevalentemente femminile sarebbe la tend and befriend.[8] Questa impostazione ha peraltro suscitato notevoli critiche, soprattutto in quanto promuoverebbe il "determinismo di genere".[9][10]

Fisiologia[modifica | modifica wikitesto]

Sistema nervoso autonomo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sistema nervoso autonomo.

Il sistema nervoso autonomo è un sistema di controllo che agisce in modo ampiamente inconscio e regola frequenza cardiaca, digestione, frequenza respiratoria, reazione pupillare, minzione, ed eccitazione sessuale. Questo sistema è il principale meccanismo che controlla la fight-or-flight response ed il suo ruolo è mediato da due distinti componenti: il sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico.[11]

Sistema nervoso simpatico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sistema nervoso simpatico.

Il sistema nervoso simpatico ha origine nel midollo spinale ed ha la funzione principale di attivare i mutamenti fisiologici che avvengono nella fight-or-flight response. Questa componente del sistema nervoso autonomo utilizza e attiva il rilascio di noradrenalina nella reazione.[12]

Sistema nervoso parasimpatico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sistema nervoso parasimpatico.

Il sistema nervoso parasimpatico ha origine nel midollo spinale sacrale e nel bulbo, che circondano fisicamente l'origine simpatica, ed agisce di concerto con il sistema nervoso simpatico. La sua funzione principale è attivare la reazione "riposa e digerisci" e riportare il corpo all'omeostasi dopo la fight-or-flight response. Questo sistema utilizza e attiva il rilascio del neurotrasmettitore acetilcolina.[12]

Reazione[modifica | modifica wikitesto]

La fight-or-flight response

La reazione inizia nell'amigdala, che innesca una risposta neurale nell'ipotalamo. La reazione iniziale è seguita dall'attivazione della ghiandola pituitaria e dalla secrezione dell'ormone ACTH.[13] Il surrene si attiva quasi contemporaneamente, attraverso il sistema nervoso simpatico, e rilascia l'ormone adrenalina. Il rilascio di messaggeri chimici provoca la produzione dell'ormone cortisolo, che aumenta la pressione del sangue, la glicemia, e sopprime il sistema immunitario.[14] La risposta iniziale e le reazioni successive vengono suscitate nello sforzo di creare un picco di energia. Questo picco di energia è attivato dall'adrenalina collegata agli epatociti e la conseguente produzione di glucosio.[15] Inoltre, la circolazione di cortisolo determina la conversione degli acidi grassi in energia disponibile, che prepara i muscoli di tutto il corpo alla reazione.[16] Gli ormoni catecolamine, come l'adrenalina o la noradrenalina, facilitano le reazioni fisiche immediate associate ad un'azione muscolare violenta e:[17]

Funzione dei mutamenti fisiologici[modifica | modifica wikitesto]

I mutamenti fisiologici che avvengono durante la fight-or-flight response sono attivati per dare al corpo maggior vigore e velocità, anticipando la necessità di combattere o di correre.
Tra gli specifici mutamenti fisiologici e rispettive funzioni ricordiamo:[18][19]

  • Aumentato flusso sanguigno ai muscoli attivato con la deviazione del flusso sanguigno da altre parti del corpo.
  • Aumento di pressione sanguigna, frequenza cardiaca, glicemia, e grassi per offrire al corpo un'energia aggiuntiva.
  • Il processo di coagulazione del corpo accelera per prevenire eccessivi sanguinamenti nel caso di eventuali ferite sofferte durante la reazione.
  • Aumentato tono muscolare per fornire al corpo ulteriori velocità e forza.

Componenti emotive[modifica | modifica wikitesto]

Regolazione emotiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel contesto della fight-or-flight response, si usa proattivamente la regolazione emotiva per evitare minacce di stress o per controllare il livello di eccitazione emotiva.[20][21]

Reattività emotiva[modifica | modifica wikitesto]

Durante la reazione, l'intensità di emozione che è indotta dallo stimolo determinerà anche la natura e l'intensità della risposta comportamentale.[22] Gli individui con più alti livelli di reattività emotiva possono essere inclini ad ansia e aggressione, il che dimostra le implicazioni di una reazione emotiva appropriata nella fight-or-flight response.[23][24]

Componenti cognitive[modifica | modifica wikitesto]

Specificità di contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Le componenti specifiche nella fight-or-flight response appaiono essere ampiamente negative. Queste cognizioni negative possono essere caratterizzate da: attenzione agli stimoli negativi, la percezione di situazioni ambigue come negative, e la ricorrenza nel ricordare parole negative.[25] Ci possono essere anche specifici pensieri negativi associati alle emozioni viste comunemente nella reazione.[26]

Percezione di controllo[modifica | modifica wikitesto]

Il controllo percepito[27] si riferisce ai pensieri di un individuo circa il controllo su situazioni ed eventi.[28] Il controllo percepito può differire dal controllo effettivo poiché i convincimenti di un individuo sulle proprie capacità possono non corrispondere alle sue vere capacità. Di conseguenza, sovrastima o sottostima del controllo percepito possono portare ad ansia ed aggressione.[29]

Trattamento delle informazioni sociali[modifica | modifica wikitesto]

Il modello di trattamento delle informazioni sociali propone vari fattori che determinano il comportamento nel contesto delle situazioni sociali e dei pensieri preesistenti.[30] L'attribuzione di ostilità, specie in situazioni ambigue, sembra essere uno dei più importanti fattori cognitivi associati alla fight-or-flight response a causa delle sue implicazioni nei confronti dell'aggressione.[31]

Altri animali[modifica | modifica wikitesto]

Prospettiva evoluzionistica[modifica | modifica wikitesto]

Una spiegazione di psicologia evoluzionistica ipotizza che gli animali dovessero reagire agli stimoli minacciosi rapidamente e non avessero il tempo di prepararsi psicologicamente e fisicamente. La fight-or-flight response mette a loro disposizione i meccanismi per reagire con celerità a ciò che minaccia la loro sopravvivenza.[32][33]

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Un tipico esempio di reazione allo stress è una zebra al pascolo. Se la zebra vede un leone che si avvicina per cacciare, si attiva la reazione allo stress come mezzo per sfuggire al predatore. La fuga ha bisogno di intenso sforzo muscolare, appoggiato da tutti i sistemi del corpo. L'attivazione del sistema nervoso simpatico raramente soddisfa queste esigenze. Un esempio simile, che però comporta il combattimento, è un gatto che sta per essere attaccato da un cane. Il gatto mostra battito cardiaco accelerato, piloerezione (il pelo che si drizza, normalmente per dissipare calore), e dilatazione della pupilla, tutti segni di eccitazione simpatica.[17] Si noti che la zebra e il gatto conservano comunque l'omeostasi in tutti gli stati.

Varietà di reazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cani alla caccia del bisonte

Gli animali reagiscono alle minacce in molti modi complessi. I ratti, ad esempio, tentano la fuga se minacciati, però quando non hanno via d'uscita combattono. Alcuni animali restano perfettamente immobili in modo tale che i predatori non li vedano. Molti animali si "congelano" o fingono di essere morti quando li si tocca, nella speranza che il predatore li ignori.

Altri animali hanno metodi alternativi di autoprotezione. Alcune specie di animali a sangue caldo cambiano colore rapidamente, per mimetizzarsi.[34] Queste reazioni sono innescate dal sistema nervoso simpatico, ma, per adeguarsi al modello fight-or-flight, l'idea di "fuga" dev'essere ampliata sino ad abbracciare l'evitamento della cattura sul piano fisico o su quello sensoriale (ossia: spostarsi o rendersi invisibili sono due soluzioni di "fuga" parimenti conformi alla teoria in esame). Pertanto, fuggire può significare abbandonare uno spazio per un altro, o semplicemente "sparire" senza allontanarsi. E spesso fuga e lotta si integrano in una data situazione.

Le azioni fight-or-flight hanno anche una polarità — l'individuo può combattere o fuggire contro qualcosa di minaccioso, com'è un leone affamato, oppure combattere o fuggire rispetto a qualcosa di necessitato, come guadagnare la salvezza sulla riva da un fiume impetuoso.

La minaccia rappresentata da un altro animale non sempre sfocia immediatamente nella condizione fight-or-flight. Ci può essere un periodo di allerta elevata, in cui ciascun animale interpreta i segnali comportamentali che riceve dall'altro. Segnali come pallore, piloerezione, immobilità, suoni, e linguaggio corporeo comunicano lo status e le intenzioni di ogni animale. Ci può essere una sorta di negoziazione, eventualmente seguita dalla fight-or-flight, ma può anche dar luogo a gioco, accoppiamento, o proprio a nulla. Un esempio (ritualizzato e "in tono minore") ci viene dai gattini che giocano: ogni cucciolo esibisce i segni di eccitazione simpatica, ma nessuno si fa male realmente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Walter Cannon, Wisdom of the Body, United States, W.W. Norton & Company, 1932, ISBN 0-393-00205-5.
  2. ^ Alcune fonti dicono che egli descrisse la reazione per la prima volta nel 1914, in The American Journal of Physiology. Altre nell'edizione 1915 di Bodily Changes in Pain, Hunger, Fear and Rage. Altre ancora dicono che usò il termine per la prima volta nell'edizione 1929 o 1932 dello stesso libro. La questione andrebbe approfondita.
  3. ^ Walter Bradford Cannon, Bodily changes in pain, hunger, fear, and rage, New York, Appleton-Century-Crofts, 1929.
  4. ^ A Jansen, Nguyen, X, Karpitsky, V e Mettenleiter, M, Central Command Neurons of the Sympathetic Nervous System: Basis of the Fight-or-Flight Response, in Science Magazine, vol. 5236, nº 270, 27 ottobre 1995.
  5. ^ Walter Bradford Cannon, Bodily Changes in Pain, Hunger, Fear and Rage: An Account of Recent Researches into the Function of Emotional Excitement, Appleton-Century-Crofts, 1915.
  6. ^ Adrenaline, Cortisol, Norepinephrine: The Three Major Stress Hormones, Explained, in Hufflington Post, 19 aprile 2014. URL consultato il 16 agosto 2014.
  7. ^ A Gozhenko, Gurkalova, I.P., Zukow, W e Kwasnik, Z, PATHOLOGY – Theory. Medical Student's Library, Radom, 2009, pp. 270–275.
  8. ^ Shelley E. Taylor, Laura Cousino Klein, Brian P. Lewis, Tara L. Gruenewald, Regan A. R. Gurung e John A. Updegraff, Biobehavioral responses to stress in females: Tend-and-befriend, not fight-or-flight, in Psychological Review, vol. 107, nº 3, 2000, pp. 411–29, DOI:10.1037/0033-295X.107.3.411, PMID 10941275.
  9. ^ Kurzban, Robert. Alas poor evolutionary psychology. The Human Nature Review 2002 Volume 2: 99–109 (14 March ). Retrieved 14 July 2013.
  10. ^ Alice H. Eagerly e Wendy Wood, Feminism and Evolutionary Psychology: Moving Forward, in Sex Roles, vol. 69, nº 9, November 2013, pp. 549–556, DOI:10.1007/s11199-013-0315-y. URL consultato il 9 marzo 2017.
  11. ^ Schmidt, A; Thews, G, Autonomic Nervous System, in W Janig (a cura di), Human Physiology, 2ª ed., New York, NY, Springer-Verlag, 1989, pp. 333–370.
  12. ^ a b Eric Chudler, Neuroscience For Kids, University of Washington. URL consultato il 19 aprile 2013.
  13. ^ Andrew Margioris e Tsatsanis, Christos, ACTH Action on the Adrenal, Endotext.org, April 2011. URL consultato il 18 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2013).
  14. ^ David Padgett e Glaser, R, How stress influences the immune response, in Trends in Immunology, vol. 24, nº 8, August 2003, pp. 444–448, DOI:10.1016/S1471-4906(03)00173-X, PMID 12909458.
  15. ^ Michael King, PATHWAYS: GLYCOGEN & GLUCOSE, Washington University, St. Louis.
  16. ^ HOW CELLS COMMUNICATE DURING THE FIGHT OR FLIGHT RESPONSE, University of Utah. URL consultato il 18 aprile 2013 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2013).
  17. ^ a b Henry Gleitman, Alan J. Fridlund and Daniel Reisberg, Psychology, 6ª ed., W. W. Norton & Company, 2004, ISBN 0-393-97767-6.
  18. ^ Stress Management for Health Course, The Fight Flight Response, su stresscourse.tripod.com. URL consultato il 19 aprile 2013.
  19. ^ Michael Olpin, The Science of Stress, Weber State University.
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  32. ^ John Grohol, What's the purpose of the fight or flight response?, su psychcentral.com. URL consultato il 18 aprile 2013.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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