Fidesz - Unione Civica Ungherese

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Fidesz
Fidesz 2015.png
PresidenteViktor Orbán
VicepresidenteLajos Kósa (esecutivo)
Mihály Varga
Zoltán Pokorni
Ildikó Pelczné Gáll
StatoUngheria Ungheria
Sede1088 Budapest, VIII. Szentkirályi Utca 18
Fondazione30 marzo 1988
Ideologia
CollocazioneCentro-destra[9][10][11]/Destra[12][13][14]
Partito europeoPartito Popolare Europeo (sospeso)
Gruppo parl. europeoGruppo del Partito Popolare Europeo
Seggi all'Assemblea Nazionale
117 / 199
 (2018)
Seggi Europarlamento
13 / 21
 (2019)
Sito web

Fidesz - Unione Civica Ungherese (in ungherese: Fidesz – Fiatal Demokratàk Szovetsége) è un partito politico ungherese.

Il Fidesz è un partito conservatore, populista e cristiano democratico. È membro del Partito Popolare Europeo, che tuttavia dal 2019 lo ha sospeso, dell'Unione Democratica Internazionale (che raggruppa i partiti conservatori) e dell'Internazionale Democratica Centrista.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente di Fidesz e attuale primo ministro ungherese Viktor Orban

Nel 1988 venne fondata la Fiatal Demokraták Szövetsége (Alleanza dei Giovani Democratici), da cui l'acronimo Fidesz, che si poneva come formazione politica anti-comunista e libertaria. Nel 1989 i "giovani ungheresi" vennero rappresentati in Parlamento da Péter Molnár.

Dal 1992 al 1999 il partito fu finanziato dal miliardario Georg Soros.[15]

Nel 1998 ottiene 1.263.522 di voti, pari al 28,18%, e per la prima volta nella sua storia entra nella coalizione di governo. Raddoppia i consensi nel 2002, quando raccoglie 2.306.763 di voti, pari al 41,07%. Il partito finisce però all'opposizione del governo socialista di Péter Medgyessy.

Ritorna al governo dopo le elezioni parlamentari ungheresi del 2010, vinte con il 52,7 % in coalizione con il Partito Popolare Cristiano Democratico. Da allora il Governo di Viktor Orban viene da alcuni accusato di varare una serie di provvedimenti illiberali ed antidemocratici.Sostenuti, tuttavia, da un ampio consenso elettorale.

Nel maggio 2018, il Presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker partecipò a una celebrazione che commemorava i duecento anni dalla nascita di Marx, dove tenne un discorso in memoria del filosofo. Come risposta, i parlamentari europei provenienti da Fidesz scrissero: "L'ideologia marxista ha portato alla morte di decine di milioni di persone e rovinato le vite di miliardi di individui. La celebrazione del suo fondatore costituisce un insulto alla loro memoria."[8]

Nel 2019 Fidesz viene sospeso dall'appartenenza al Partito Popolare Europeo a causa dell'approvazione in Ungheria, secondo le valutazioni del PPE, di leggi illiberali e antidemocratiche e per aver intrapreso una campagna politica finanziata con soldi pubblici che attaccava tra gli altri il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, anch'egli membro del PPE.[16] Per effetto della sospensione Fidesz non potrà più presentare suoi candidati per gli incarichi di partito, non potrà più votare in nessuna delle assemblee del PPE e non potrà nemmeno partecipare agli incontri del partito.[16]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

  • Elezioni parlamentari del 1990: 8,8% dei voti.
  • Elezioni parlamentari del 1994: 7,0% dei voti. Nel 1994 i "giovani ungheresi" si spostarono su posizioni conservatrici. Ciò provocò la scissione da parte di Péter Molnár, Gábor Fodor e Klára Ungár, che aderirono all'Alleanza dei Liberi Democratici. Nel 1995 il Fidesz aggiunse al proprio nome la dicitura Partito Civico Ungherese.
  • Elezioni parlamentari del 1998: 29,4% dei voti. L'ottimo risultato portò i "civici" ad esprimere il nuovo primo ministro nella persona di Viktor Orbán. Il nuovo governo era sostenuto anche dall'Alleanza dei Liberi Democratici e dal Partito dei Contadini Indipendenti.
  • Elezioni parlamentari del 2002: Fidesz formò un'unica lista con i democristiani del Forum Democratico Ungherese (MDF); la lista Fidesz-MDF ottenne il 41,6% dei voti e 188 deputati su 386. Fidesz si ritrovò così all'opposizione di un governo formato dal Partito Socialista Ungherese e dall'Alleanza dei Liberi Democratici. Nel 2005 Fidesz assunse l'attuale denominazione di "Fidesz-Unione Civica Ungherese".
  • Elezioni parlamentari del 2006: Fidesz ha abbandonato l'alleanza con i democristiani del MDF per allearsi con il Partito del Popolo Cristiano Democratico (KDNP, cristiano conservatori). La Lista Fidesz-KDNP ha ottenuto il 42% dei voti e 164 deputati, finendo di nuovo all'opposizione di un governo formato da socialisti e liberali. Alle regionali del 2006, però, Fidesz ha ottenuto la maggioranza in 18 regioni su 20.
  • Elezioni parlamentari del 2010: a seguito della crisi del partito Socialista nel 2006, la coalizione Fidesz-KDNP ha ottenuto la maggioranza del 52,73%, conquistando due terzi dei seggi in parlamento, sufficienti a modificare la costituzione, cosa che ha fatto nel 2011. Fra le riforme costituzionali, il passaggio del controllo democratico della Banca nazionale ungherese al Parlamento della Repubblica.
  • Elezioni parlamentari del 2014: Fidesz ottiene il 44,54% dei voti, formando una nuova coalizione di governo con il Partito Popolare Cristiano Democratico.
  • Elezioni parlamentari del 2018: Fidesz, di nuovo in coalizione con il KDNP, ottiene il 49.27%, ha ottenuto la maggioranza.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

La posizione politica di Fidesz è mutata nel tempo. Verso la fine degli anni Ottanta, il partito supportava il liberalismo sociale ed economico ed era favorevole all'integrazione europea. Dopo la prima elezione nell'Ungheria post-comunista, Fidesz iniziò a spostarsi a destra. Benché Fidesz sedesse in Parlamento come opposizione al governo nazionalista e conservatore costituito dal Fronte Democratico Ungherese (1990-1994), dal 1998 Fidesz divenne la principale forza politica conservatrice del Paese.

Attualmente Fidesz è considerato un partito nazionalista e conservatore, che tuttavia favorisce l'intervento dello Stato in materia economica, come nel caso del controllo sulle banche. È significativo che la riforma costituzionale promossa dal Partito abbia sottoposto la Banca Centrale Ungherese al controllo democratico del Parlamento repubblicano. Si manifestano, altresi, istanze fortemente nazionaliste a proposito di politiche sociali e di integrazione europea[17][18][19] Come tutta la destra ungherese in generale, il partito è ancora più scettico della sinistra in materia di politiche economiche neoliberiste.[senza fonte]

Fidesz ha inoltre adottato politiche fortemente contrarie all'immigrazione.[20][21][22][23]

Il partito è anti-comunista.[8]

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Slogan elettorali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1990: Hallgass a szívedre, szavazz a Fideszre! (Ascolta il tuo cuore, vota per Fidesz!)[24]
  • 1994: Ha unod a banánt, válaszd a narancsot! (Se ti annoia la banana, scegli l'arancia!)
  • 1998: Van választás, polgári Magyarország! (Avere la scelta, è l'Ungheria civica)
  • 2002: A jövő elkezdődött! (Il futuro è già cominciato!)
  • 2006: Rosszabbul élünk, mint négy éve (Viviamo peggio di quattro anni fa)
  • 2010: Csak a Fidesz! (Solo il Fidesz!)
  • 2014: Magyarország jobban teljesít! (L'Ungheria funziona meglio)
  • 2018: Nekünk Magyarország az első! (Per noi l'Ungheria è la prima!)

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Risultato Voti Status
1990 8,95% 439.481 opposizione
1994 7,02% 379.295 opposizione
1998 28,18% 1.263.522 governo
2002 41,07% 2.306.763 opposizione
2006 42,03% 2.272.979 opposizione
2010 52,73% 2.706.292 governo
2014 44,54% 2.135.891 governo
2018 49,27% 2.824.206 governo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wolfram Nordsieck, Hungary, su Parties and Elections in Europe, 2018.
  2. ^ Orban drags Hungary through rapid change, in Financial Times, 7 febbraio 2011.
  3. ^ Territoriality and Eurosceptic Parties in V4 Countries (PDF), Ispo.fss.muni.cz. URL consultato il 4 settembre 2015.
  4. ^ (HU) Bíró András, Boros Tamás e Varga Áron, Euroszkepticizmus Magyarországon (PDF), su Policy Solutions (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2015).
  5. ^ Hans-Jürgen Bieling, Uneven development and 'European crisis constitutionalism', or the reasons for and conditions of a 'passive revolution in trouble', in Johannes Jäger e Elisabeth Springler (a cura di), Asymmetric Crisis in Europe and Possible Futures: Critical Political Economy and Post-Keynesian Perspectives, Routledge, 2015, p. 110, ISBN 978-1-317-65298-4.
  6. ^ Hungary: the Fidesz Project (PDF), in Aspen Institute. URL consultato il 26 agosto 2017.
  7. ^ The Hungarian Patient: Social Opposition to an Illiberal Democracy, Central European University Press, 2015, p. 21.
  8. ^ a b c Hitchens, Timothy Mark, (born 7 May 1962), HM Diplomatic Service, retired; Chief Executive, Commonwealth Summit 2018, 2017–May 2018; President, Wolfson College, Oxford, from May 2018, in Who's Who (Oxford University Press), 1º dicembre 2007. URL consultato il 16 novembre 2018.
  9. ^ Center-right Fidesz party sweeps to victory in Hungary
  10. ^ Fidesz wins Hungary election with strong mandate
  11. ^ Fidesz
  12. ^ Fidesz: The story so far, in The Economist, 18 dicembre 2010. URL consultato il 18 novembre 2011.
  13. ^ Right-wing Fidesz win election by landslide (Radio France Internationale), 12 aprile 2010. URL consultato il 18 novembre 2011.
  14. ^ Balint Seres, Right-wing Fidesz party wins by landslide in Hungary elections, in news.com.au, 12 aprile 2010. URL consultato il 18 novembre 2011.
  15. ^ (EN) Paul Lendvai, Orbán: Hungary's Strongman, Oxford University Press, 12 febbraio 2018, ISBN 978-0-19-087486-5. URL consultato il 29 agosto 2018.
  16. ^ a b Il PPE ha sospeso il partito del primo ministro ungherese Viktor Orbán, in Il Post.it, 20 marzo 2019.
  17. ^ Gerhard Tintner e Joseph A. Licari, The Stochastic View of Economics, in The American Economist, vol. 14, nº 1, 1970-03, pp. 4–10, DOI:10.1177/056943457001400101. URL consultato il 16 novembre 2018.
  18. ^ Éva Zsák, Zsuzsa Kovácsné Török e Katalin Hegedűs, A perinatalis veszteségek és intrauterin magzati halálozások aktuális szakmai gyakorlatának, valamint a szakemberekre gyakorolt hatásainak vizsgálata, in Orvosi Hetilap, vol. 156, nº 29, 2015-07, pp. 1174–1178, DOI:10.1556/650.2015.30199. URL consultato il 16 novembre 2018.
  19. ^ NETWATCH: Botany's Wayback Machine, in Science, vol. 316, nº 5831, 15 giugno 2007, pp. 1547d–1547d, DOI:10.1126/science.316.5831.1547d. URL consultato il 16 novembre 2018.
  20. ^ Far-Right Politics in Europe, Harvard University Press, 31 dicembre 2017, pp. 1–52, ISBN 978-0-674-97846-1. URL consultato il 16 novembre 2018.
  21. ^ Ian R. Lamond e Chelsea Reid, The 2015 UK General Election and the 2016 EU Referendum, Springer International Publishing, 2017, pp. 51–59, ISBN 978-3-319-54779-4. URL consultato il 16 novembre 2018.
  22. ^ Director Link’s Hungary visits focus on anti-Semitism and situation of Roma, su Human Rights Documents Online. URL consultato il 16 novembre 2018.
  23. ^ 02 Dairy products and birds' eggs: Hungary, su dx.doi.org, 16 ottobre 2015. URL consultato il 16 novembre 2018.
  24. ^ Így kampányolt eddig a Fidesz, su kreativ.hu. URL consultato il 4 aprile 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN147943512 · ISNI (EN0000 0001 0671 0044 · LCCN (ENn2002097602 · WorldCat Identities (ENn2002-097602
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