Fiat R.S.14

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Fiat R.S.14
Fiat RS 14 a.jpg
Descrizione
Tipo idroricognitore
Equipaggio 4-5
Progettista Manlio Stiavelli
Lucio Lazzarino
Costruttore Italia Fiat Aviazione
CMASA
Data primo volo maggio 1939
Data entrata in servizio maggio 1941
Utilizzatore principale Italia Regia Aeronautica
Altri utilizzatori Italia Aeronautica Cobelligerante Italiana
Repubblica Sociale Italiana ANR
Italia Aeronautica Militare
Esemplari 186
Altre varianti Fiat A.S.14
Dimensioni e pesi
Lunghezza 14,10 m
Apertura alare 19,54 m
Altezza 5,63 m
Superficie alare 50,00
Peso a vuoto 5 470 kg
Peso carico 8 470 kg
Capacità combustibile 2 950 L
Propulsione
Motore 2 radiali Fiat A.74 RC.38
Potenza 840 CV (618 kW) ciascuno (a 3 800 m)
Prestazioni
Velocità max 390 km/h a 4 000 m
Velocità di stallo 115 km/h
Velocità di salita a 5 000 in 15 min
Autonomia 2 500 km
Tangenza 6 300 m
Armamento
Mitragliatrici 2 Breda-SAFAT calibro 7,7 mm
1 Breda-SAFAT calibro 12,7 mm
Bombe fino a 400 kg

i dati sono estratti da Dimensione Cielo 5: Bombardieri-Ricognitori[1]

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Il Fiat R.S.14, denominato anche Fiat CMASA R.S.14, era un idrovolante a galleggianti bimotore da ricognizione marittima a lungo raggio, progettato dall'azienda italiana FIAT e prodotto negli stabilimenti dalla CMASA di Marina di Pisa negli anni quaranta.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1937 la Regia Marina emise una specifica per la fornitura di un ricognitore marittimo strategico a lungo raggio per sostituire l'ormai anziano CANT Z.501 e da affiancare al più recente CANT Z.506. Le caratteristiche richieste erano di raggiungere e mantenere la velocità di almeno 300 km/h, con possibilità di raggiungere i 350 km/h in caso di necessità.

La FIAT affidò il progetto a due ingegneri progettisti, Manlio Stiavelli e Lucio Lazzarino, i quali realizzarono un velivolo dotato di struttura interamente metallica, al quale venne assegnata la denominazione R.S.14[2](Ricognitore Stiavelli). La configurazione era monoplana bimotore, con ala bassa a sbalzo e fusoliera dotata anteriormente di un muso vetrato, che terminava in un impennaggio di coda tradizionale monoderiva. Il galleggiamento era affidato a due robusti galleggianti metallici, collegati sotto le due semiali alle gondole motore e alla fusoliera tramite una serie di montanti e tiranti.

Per la costruzione ci si affidò all'esperienza decennale maturata in campo nautico dalla CMASA di Marina di Pisa, già produttrice degli idrovolanti civili interamente metallici Dornier Wal e che era stata recentemente assorbita dall'azienda torinese.

Il primo prototipo prese il volo nel maggio 1939, fornendo delle ottime prestazioni in termini di maneggevolezza e di velocità massima, raggiungendo i 406 km/h, ben più di quanto richiesto nella specifica. Purtroppo venne riscontrata anche una cronica tendenza al cedimento dei montanti collegati ai galleggianti, che causò diversi incidenti in fase di ammaraggio con un conseguente notevole ritardo nella messa a punto. Questo costrinse all'avvio della produzione in serie solamente due anni più tardi, con la consegna ai reparti dislocati nel sud Italia verso la fine del 1941 e nel 1942.

I compiti ad esso assegnati erano limitati alla ricognizione marittima a lungo raggio, alla scorta convogli e a compiti di guerra anti-sommergibile* mentre il velivolo si rivelò poco adatto alle missioni di ricerca e salvataggio, a causa di difficoltà di galleggiamento specie in presenza di mare grosso.

Gli R.S.14 restarono in forza alla Regia sino all'Operazione Husky del 1943, quando le truppe alleate cominciarono la conquista del territorio italiano sbarcando in Sicilia e risalendo la penisola verso nord. Per evitare che i velivoli cadessero in mano nemica, molti R.S.14 vennero danneggiati prima della ritirata italiana. I velivoli sopravvissuti vennero utilizzati dall'Aeronautica Cobelligerante Italiana, l'aeronautica interforze creata dopo l'armistizio di Cassibile fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Con la fine del conflitto, l'esigenza di rifondare una flotta aerea militare portò alla fondazione dell'Aeronautica Militare, nella quale confluirono gli ultimi esemplari sopravvissuti, i quali rimasero in servizio fino ai primi anni cinquanta.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

  • R.S.14: versione idrovolante realizzata in 2 prototipi e 186 esemplari di serie
    • R.S.14
    • R.S.14B
    • R.S.14C
  • A.S.14: prototipo dotato di tradizionale carrello d'atterraggio in luogo dei due galleggianti, realizzato in un esemplare

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

bandiera Regno d'Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Italia Italia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Brotzu, Caso e Cosolo 1973, p. 73
  2. ^ idrovolante R.S.14

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Emilio Brotzu, Michele Caso, Gherardo Cosolo (a cura di), Dimensione Cielo, Aerei Italiani nella 2ª Guerra Mondiale Vol.5, Bombardieri-Ricognitori, Roma, Edizioni dell'Ateneo & Bizzarri, aprile 1973, pp. 73-80.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]