Fiat CANSA F.C.20

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Fiat CANSA F.C.20
CANSA C 20.jpg
Un Fiat CANSA C 20 bis, a Capua tra il 1942 e il 1943. Verosimilmente uno dei prototipi del caccia pesante per l'assalto. Per un breve periodo venne assegnato in dotazione alla 167ª Squadriglia intercettori.
Descrizione
TipoAereo d'attacco multiruolo
Equipaggio2 o 3
ProgettistaGiacomo Mosso
CostruttoreItalia Cansa
Data primo volo12 aprile 1941
Esemplari10 di preserie
Dimensioni e pesi
Lunghezza12,18 m
Apertura alare16,00 m
Altezza4,03 m
Superficie alare40,00
Peso a vuoto4 770 kg
Peso max al decollo6 820 kg
Propulsione
Motoredue Fiat A.74 RC.38
radiali a 14 cilindri, raffreddati ad aria
Potenza840 CV ciascuno
Prestazioni
Velocità max420 km/h a 4 500 m
Velocità di crociera365 km/h
Autonomia1 150 km
Tangenza7 350 m
Armamento
Mitragliatrici3 × Breda-SAFAT calibro 12,7 mm
Cannoni1× calibro Breda 37 mm nella parte inferiore del muso
Bombefino a 252 kg
Notedati riferiti alla versione F.C. 20bis

dati tratti da Enciclopedia l'Aviazione[1].

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CANSAFC20Bis.jpg
CANSAFC20Bis musovetrato .jpg

Il Fiat CANSA F.C.20 era un aereo d'attacco multiruolo italiano progettato durante la seconda guerra mondiale dall'ingegnere Giacomo Mosso. Il primo volo avvenne a Cameri (Novara, Piemonte) nell'aprile del 1941.

Progettato inizialmente come ricognitore, venne poi trasformato in assaltatore pesante multiruolo, ma non fu giudicato soddisfacente per nessuno dei compiti per i quali era stato progettato.

Anche se dotato di un profilo filante, fu sempre affetto da rilevanti problemi quali scarsa manovrabilità, instabilità e scarsa potenza dei motori.

Venne progettato nel 1940 da una società del gruppo Fiat, la Cansa, ed era un monoplano compatto ad ala media interamente di metallo e a copertura mista. Era motorizzato da due affidabili ma poco potenti Fiat A.74 RC.38 da 840 CV, gli stessi del famoso caccia biplano Fiat C.R.42.

La versione da esplorazione possedeva una muso vetrato, mentre quella d'assalto (dotata di un cannoncino da 37 mm e 3 mitragliatrici da 12,7 mm) possedeva una punta solida e maggiormente protetta.

Le prove di entrambe le versioni furono negative al punto che la produzione (non più di 10 apparecchi) venne sospesa nel 1941.

Il prototipo con il muso vetrato fu preso in carico dall'ANR (MM 075568) dal nucleo sperimentale di volo, e provato in volo sull'aeroporto di Cameri, con una combinazione di cannoni anti carro Breda 37/54 da 37 mm e razzi, ma venne giudicato insoddisfacente. Successivamente se ne persero le tracce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enzo Angelucci, Paolo Matricardi, Fiat CANSA FC.20, in Guida agli Aeroplani di tutto il Mondo, vol. 3, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1979, p. 220.
  • Giorgio Apostolo, CANSA FC.20/FC.20 bis, in Guida agli Aeroplani d'Italia dalle origini ad oggi, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1981, p. 241.
  • Achille Boroli, Adolfo Boroli, CANSA F.C.20bis, in L'Aviazione, vol. 4, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983.
  • Emilio Brotzu, Gherardo Cosolo (a cura di), Dimensione Cielo, Aerei Italiani nella 2ª Guerra Mondiale Vol.2, Caccia-Assalto Vol.2, Roma, Edizioni dell'Ateneo & Bizzarri, pp. 65-70.

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