Marchesato di Gazoldo

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Marchesato di Gazoldo
Marchesato di Gazoldo - Stemma
Carta del Ducato di Mantova.jpg
Dati amministrativi
Lingue ufficialiItaliano, latino
Lingue parlateDialetto gazoldese
CapitaleGazoldo
Dipendente daBanner of the Holy Roman Emperor with haloes (1400-1806).svg Sacro Romano Impero
Politica
Forma di governoMonarchia assoluta
(contea)
Nascita1354 con Albertino Ippoliti
Causainvestitura imperiale da parte di Carlo IV di Lussemburgo
Fine1796 con Carlo Maria Ippoliti
CausaOccupazione napoleonica
Territorio e popolazione
Bacino geograficoAlcuni territori del mantovano
Territorio originaleGazoldo degli Ippoliti
Massima estensione13 km² circa nel secolo XVIII
Popolazione1000 abitanti circa nel secolo XVIII
Economia
ValutaZecca di Gazoldo dal 1590 al 1595
RisorseAgricoltura, allevamento
Commerci conFeudi vicini
Religione e società
Religione di StatoCattolicesimo
Classi socialiNobili, clero, mezzadri, operai.
Pianta feudo Gazoldo degli Ippoliti.jpg
Evoluzione storica
Preceduto daGreat coat of arms of the House of Gonzaga (post 1530).svg Signoria di Mantova
Succeduto daRepubblica Cisalpina Repubblica Cisalpina

Il feudo di Gazoldo fu un possedimento mantovano di antiche origini, appartenuto alla sfera giuridica dei conti rurali di Mosio (conte Ruggero) già dal XII secolo e dotato di autonomia economica ed amministrativa. Passato in possesso ai Bonacolsi, signori di Mantova, divenne feudo degli Ippoliti[1][2] a seguito del matrimonio di Felicina Bonacolsi con Albertino Ippoliti, avvenuto nel 1305. La sposa portò in dote ampi possedimenti, che comprendevano anche le terre del feudo. Il 20 dicembre 1354 l'imperatore Carlo IV di Lussemburgo concesse ad Albertino Ippoliti l'investitura feudale della villa seu terra Gazoldi e delle sue pertinenze, trasferendogli tutti i diritti e riconoscendogli il titolo comitale e di principe dell'Impero. Divenuto così feudo imperiale, gli Ippoliti si affrancarono dalle possibili mire dei potenti Gonzaga di Mantova, dei quali divennero amici e funzionari ducali.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Gli Ippoliti possedevano una zecca, aperta nel 1590 e chiusa nel 1595[3] dall'imperatore Rodolfo II d'Asburgo a causa delle continue contraffazioni, soprattutto delle baiocchelle pontificie.[4]

Nel 1583 il feudo, regolato dal diritto longobardo, venne retto da due podestà e vennero emanati gli "Statuti di Gazoldo", che regolavano principalmente l'amministrazione della giustizia.

Il 23 dicembre 1666 l'imperatore Leopoldo I accordò il territorio ad Annibale e Riccardo, figli di Francesco Ippoliti, che nel 1675 fecero erigere la loro residenza estiva nel centro del comune di Gazoldo.[5]

Dopo la caduta del ducato di Mantova nelle mani degli austriaci (1708), il marchesato di Gazoldo (fu Ferdinando II ad elevarlo a tale rango nel 1632) venne riconosciuto dall'impero come suo vassallo, rinnovando le investiture e rimanendo una enclave autonoma. Gazoldo continuò ad essere un feudo indipendente sino al 1796, anno di arrivo delle truppe napoleoniche.[6]

Lo stemma degli Ippoliti di Gazoldo era così illustrato:[7][8]

«"Di rosso alla banda d'oro

Conti di Gazoldo (1354-1616)[9][modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Periodo Consorte e note
Conte Albertino Ippoliti 13 gennaio 1354 - 1433 Felicina dei Bonacolsi;
primo conte investito da Carlo IV, discendeva dal patrizio romano Ippolito; i conti di Gazoldo regnarono spesso in condominio con fratelli o parenti
Conte Giacomo 1433 - 1457 Caterina Cavalli; con Giovanni Antonio (sp. Dorotea Ippoliti)
Conte Lodovico Giovanni 1457 - 1482
Conte Antonio I 1482 - 1504 Veronica Ugoni; con Giovanni Francesco, Federico I
Conte Federico I 1482 - 1530 Lucrezia Tonelli; con Lancellotto, Annibale I, Francesco I (+1542)
Conte Lancellotto 1530 - 1554 Pantasilea Giusti
Conte Federico II 1554 - 1561 Barbara Torrigiani; con Camillo e Antonio
Conte Silvestro 1561 - 1571 Camilla Broili; con Francesco II
Conte Antonio II 1571 - 1577 Anna Castiglioni; con Paolo
Conte Mattia 1577 - 1611 Eulalia Delfin; con Ercole (+1609), Annibale II (+1587, sp. Taddea Ceresari), Francesco III e Massimiliano (+1616, sp. Daria Dotti e Pantasilea)
Conte Sigismondo Alessandro 1616 - 1620 con Luigi, Federico Carlo, Ippolito, Ferrante, Rodolfo (sp. Olimpia Cortona e Elisabetta Candi)
Conte Federico Carlo 1616 -1632 Eleonora Capilupi; ultimo conte

Marchesi di Gazoldo (1616-1796)[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Periodo Consorte e note
Marchese Federico Carlo 1632 - 1638 Eleonora Capilupi;
primo marchese del Sacro Romano Impero nominato da Ferdinando II il 6 aprile 1632
Marchese Francesco IV 1638 - 1666 Francesca Ginevra Roccato; con Ettore (sp. Susanna Mislik)
Marchese Ricciardo 1666 - 1715 Teresa Panizza; con Annibale III (sp. Anna Maria Mondini), Luigi Antonio (+1725), Francesco Antonio, suoi figli, e Ventura, Felice (sp. A. Maria Biondi), Luigi II
Marchese Francesco Giuseppe 1715 - 1736 Isabella Clara Gonzaga; figlio di Annibale III; con Lepido (+1735, sp. Isabella Riva)
Marchese Enea Maria 1736 - 1752 con Nicolò Maria, Paolo Teobaldo (sp. Adelaide Strozzi), e Lepido Timoteo (sp. Maddalena Zunardi)
Marchese Nicolò Maria 1736 - 1766 Eleonora Gonzaga, Camilla Archinti
Marchese Carlo Maria 1766 - 1796 Luigia Loschi, Angela Capilupi;
ultimo feudatario di Gazoldo, i suoi discendenti si estinsero con Luigi, morto nel 1873
Gazoldo degli Ippoliti, lapide dedicata alla famiglia Ippoliti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regia Deputazione, Miscellanea di storia italiana, vol.7, Torino, 1869.
  2. ^ Ippoliti, genealogia.
  3. ^ Ravegnani Morosini, p. 261
  4. ^ Gazoldo.
  5. ^ Villa Ippoliti. Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive.
  6. ^ Perini, p. 23
  7. ^ Perini, p. 24
  8. ^ Lo stemma degli Ippoliti è stato tratto dallo studio genealogico-numismatico di Quintilio Perini "Le monete di Gazoldo degli Ippoliti", Grandi, Rovereto 1905, p. 4
  9. ^ Perini, p. 7

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Regia Deputazione (a cura di), Miscellanea di storia italiana, vol.7, Torino, 1869.
  • Quintilio Perini, Le monete di Gazoldo degli Ippoliti, Grandi, Rovereto 1905.
  • Roberto Navarrini, Gazoldo e gli Ippoliti, Asola, 1981.
  • Roberto Navarrini, La zecca degli Ippoliti di Gazoldo nuovi documenti ed ipotesi, Ausilio, Padova 1976.
  • Mario Ravegnani Morosini, Signorie e Principati - monete italiane con ritratto 1450-1796, vol. II, voce Ippoliti: pp. 259–264, Maggioli, Dogana (San Marino) 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]